Precisazioni giornalistiche

20 luglio 2013 07:246 commentiViews: 14

Più passa il tempo e più penso che con i giornalisti sardi sia opportuno scrivere e non parlare.
Oggi devo correggere un refuso involontario e come tale assolutamente veniale e una furbata che, come tale, invece, è dolosa.
Il refuso è dell’intervista che mi fa Giampiero Meloni sulla Nuova. Io non ho mai detto che siamo interessati al confronto col Centrosinistra sul programma e non sulle candidature. Noi siamo interessati al confronto sul programma e sulle candidature. Siamo interessati alla gara e alla competizione.
La questione dolosa invece è il titolo dell’Unione, secondo il quale noi oggi nasceremmo sotto gli occhi di Cabras.
Io ho invitato Antonello Cabras, ma è malizioso proporre al lettore un titolo che suggerisce una tutela anziché un’amicizia politica e un dialogo.
A fronte di questa furbata velenosa, però, c’è il post del direttore Anthony Muroni sul sito dell’Unione che ci fa giustizia, che cioè spiega che ciò che sta nascendo è molto di più del Centrosinistra e del Centrodestra sardi: è il dialogo e la proposta unitaria sulla Sardegna. È la prima volta che un direttore di giornale, e per di più dell’Unione, spiega ai lettori la verità che ci riguarda.
Una calda e una fredda, come si suol dire, ma siccome esiste la rete che consente le repliche, replichiamo.
Poi mi pare stiano aumentando quanti non vorrebbero che noi partecipassimo alle primarie e che dunque vorrebbero impedire una mia candidatura. Basta saperlo. Ce lo dicano e pace. Il progetto resta in campo. Mi auguro che non prevalgano le paure della competizione aperta e il fraintendimento dei codici etici (che riguardano la moralità pubblica e la fedina penale) con i codici ideologici ad escludere (che rifiutiamo). Noi siamo qui: vogliamo dialogare e competere perché conosciamo le nostre proposte e le nostre forze.

6 Commenti

  • Auguri Paolo! Che succeda qualcosa capace di rompere schemi politici,culturali, ideologici e’ già un passo avanti rispetto alla stanca ritualità della politica in Sardegna .Ivi compresi i riti celebrati dagli scrittori che si impalcano a Talent scouts e propongono soluzioni ritenute miracolistiche alla crisi della politica. Avanti su un terreno riformista. Qualcuno tenti di proporre una rotta a questa Sardegna, che ha buone università, ma anche tassi di natalità e di disoccupazione da recessione endemica.

  • Si ghettad su bandu, iscurta populu sardu, unu theraccu fidau de su colonialismu italianu
    http://www.labaseonline.it/rubriche/Kalarikes/508/sovranismo-alla-richelieu

  • Capitan marc

    Attenzione a non buttare nel calderone quanti sono stati responsabili del degrado in cui ci troviamo, siamo certi che occorrono bendedizioni per poter competere al governo della sardegna ? o e forse meglio credere maggiormente in noi stessi e andare avanti con una forte proposta, certamente da condividere con chiunque la riconosca valida. Tutti paritari e senza l’ombra delle ali pudescie di qualcuno

  • Per chi volesse leggere il post del direttore Anthony Muroni, ecco il link:

    http://anthonymuroni.blog.unionesarda.it/2013/07/19/ponti-e-non-muri-dialogo-e-non-settarismo/

  • nessun fraintendimento: il mio commento riguardava i codici etici, in particolare la moralità pubblica, ma evidentemente sono stato frainteso io, visto che il mio commento non è stato pubblicato.

    a meno che il mio intervento non sia stato giudicato esagerato o peggio querelabile, e su questo non metto lingua ed accetto la censura.

    tuttavia, se a qualcuno è venuto qualche dubbio sulla natura e sulle mire e sugli obiettivi di questa operazione, gli autori, a mio modo di vedere, dovrebbero mettersi lo scrupolo di essere capiti e di non essere travisati, tenendo presente che molti di coloro che leggono, me compreso, non sono preparati a leggere e capire il politichese.

    in attesa di saperne di più, seguiremo gli sviluppi, sperando e lavorando sempre per il bene della Sardegna

  • Non dubitavo della correttezza del
    direttore Antony Muroni di cui egli ha dato prova anche in altre occasioni. La partecipazione alle primarie a questo punto diventa un dovere, piaccia o non piaccia, nei confronti di chi ha perso fiducia verso una classe politica ormai decotta da tempo, incapace di creare opportunità di sviluppo e ancor più incapace di vigilare, come peraltro espressamente previsto dalla normativa regionale, sull’operato di chi ha ridotto la nostra isola a territorio di conquista, depredandolo e costringendo in miseria tante famiglie. Un dato su tutti sul quale riflettere, l’altissima percentuale sempre crescente di astensionismo alle recenti tornate elettorali è inequivocabilmente indicativa dell’insopprimibile bisogno di un reale cambiamento. Intercettare e sollecitare l’interesse di queste anime resta una mera utopia se non cambiamo gli ingredienti ormai avariati di un prodotto ontologicamente insipido e indigesto.

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