Pinocchio De Vincenti colpisce ancora e gli zerbini di asfodelo che stanno in parlamento tacciono. La Regione si ciuccia il ditino. Ottana in pericolo. Mercato elettrico sardo: primi studi e già si sente tanta puzza di bruciato mafioso: si chiama over bidding, si dice truffa

18 settembre 2012 06:552 commentiViews: 41

Sull’ultimo incontro tecnico al Ministero tra Regione, Mise, Terna e Ottana Energia è calato un muro di silenzio. Sia la Regione che l’azienda balbettano, non danno informazioni, per cui ne ho ricavato che Terna o ha offerto la pace o ha intimorito tutti. Nel frattempo è accaduto che il sottosegretario Pinocchietto De Vincenti ha risposto all’interrogazione di Mauro Pili sulla posizione dominante di E. On. Ecco la risposta. Per l’ennesima volta un sottosegretario di Stato dice bugie. Ne elenco le principali, sorvolando soltanto su quella che addebita la dichiarazione di essenzialità degli impianti E.On a questioni tecniche e all’Authority: è troppo ridicola e troppo smaccatamente difensiva per essere ulteriormente smascherata oltre ciò che ho già fatto nei mesi scorsi.

Bugia 1: Dichiara De Vincenti: ” Relativamente al settimo quesito sull’esistenza di un interesse di altri gruppi industriali alla realizzazione dell’iniziativa autorizzata anche in sostituzione di E.On. Produzione S.p.A., non si hanno evidenze o notizie in tal senso”. BUGIARDO! Non è assolutamente vero che non ci sono offerte alternative ad E.On per la realizzazione del 5 gruppo a carbone. Oltre ai giornali che hanno riportato ampiamente la notizia dell’offerta di Ottana energia e di Indorama, è ben nota al Ministero la risposta negativa di E.On a questa offerta, risposta negativa che attesta inequivocabilmente l’esistenza di un’offerta di cui caparbiamente De Vincenti nega l’esistenza. Ecco la risposta di E.ON. Non solo. Se anche Pinocchietto De Vincenti non leggesse la stampa sarda e non parlasse con gli amministratori sardi, ecco la lettera che Bonanni scrisse a Passera il 28 febbraio 2012, con la quale lo informava dell’offerta di Ottana Energia e di Indorama. BUGIARDO!. Perché il Sottosegretario Naso Lungo continua a mentire come ha fatto con il sen. Cabras? Perché il Parlamento italiano continua ad accettare menzogne?
Alla prima domanda rispondo io: perché la sola presenza di un’offerta diversa da quella di E.On per il 5 gruppo a carbone di Fiume Santo avrebbe complicato notevolmente la concessione della proproga ad E.On per la realizzazione dello stesso impianto e avrebbe reso molto meno motivata la dichiarazione di essenzialità degli impianti E.On di Porto Torres da parte di Terna. Il Governo italiano sta con E.On; per non dichiararlo esplicitamente, E.On deve rimanere l’unico player dell’area Fiume Santo e il sistema energetico sardo deve essere rappresentato come esclusivamente ancorato ai due poli di Porto Torres e di Portovesme (E.On e ENEL). Il Governo mente per nascondere le sue predilezioni per E.On, questa è la verità.
Sul perché il Parlamento italiano si faccia imbottire di bugie è una questione lunga da spiegare. Certo, i parlamentari sardi fanno conferenze stampe per tante cose, è più che deludente vedere il loro silenzio su questo gigantesco imbroglio.

Bugia 2: Non è assolutamente vero che E. On non ha comunicato il venir meno del suo interesse per la realizzazione del 5 gruppo a carbone . Dice De Vincenti: “Relativamente al quinto quesito, riguardo al cessato interesse alla realizzazione del gruppo a carbone e all’eventuale richiesta di proroga di esercizio delle centrali ad olio combustibile da parte della E.On. Produzione S.p.A., al di fuori della citata richiesta di proroga, questo Ministero non ha ricevuto ulteriori comunicazioni riguardo a un cessato interesse nei confronti del processo di ammodernamento o di proroga dei gruppi ad olio”.  Questa è la lettera  di E.On ai Comuni del territorio (ampiamente riportata dalla Stampa) del 23 aprile 2012 nel quale si legge testualmente: “In questo scenario nessun operatore può decidere di avviare un investimento così rilevante come quello necessario per realizzare un nuovo impianto a carbone. La richiesta della proroga (…) dimostra che E.On attribuisce un significativo valore all’Autorizzazione ma, allo stato, non vede ragioni che giustifichino la realizzazione del nuovo gruppo”. BUGIARDO.

Bugia 3: non c’è alcun legame tra la bonifica e la realizzazione della centrale. Dichiara De Vincenti: “Su richiesta della E.On. Produzione S.p.A. però, in data 25 gennaio 2012, il Ministero dello sviluppo economico ha autorizzato la proroga di 18 mesi della data di avvio dei lavori, a causa dell’esigenza tecnica di provvedere alla previa esecuzione di lavori di bonifica dell’area, come condizione necessaria per rispettare la prescrizione n. 23 del decreto di compatibilità ambientale per l’esecuzione del progetto”. Dichiara E.On nella lettera ai sindaci: ” La necessità di eseguire una bonifca sul sito inquinato (come da prescrizione imposta dalla Regione Autonoma della Sardegna in fase di valutazione di impatto ambientale del progetto del nuovo gruppo a carbone …) non è collegabile all’esercizio della Centrale ma alla discarica di Minciaredda”. Quindi una prescrizione della Regione, legata alla discarica, viene utilizzata per non fare la centrale e chiudere i gruppi 1 e 2, altamente inquinanti, nonostante E.On dica chiaramente che la bonifica non riguarda la centrale.

Il mercato elettrico della Sardegna La risposta di De Vincenti  è ricca di ricostruzioni fantasiose sul mercato elettrico della Sardegna. Intanto in questi mesi ho imparato che per capire qualche cosa del mercato elettrico bisogna studiare molto: leggi, definizioni, tabelle ecc. Cominciamo col capire alcune cose basilari: sipuò andare in questo sito e imparare che cosa sono il Mercato del Giorno Prima (MGP), il Mercato Infragiornaliero(MI), il Mercato del Servizio di Dispacciamento (MSD). Si tratta di definizioni, ma bisogna capirle bene e studiarle. In buona sostanza il meccanismo della domanda e dell’offerta non avviene, come in un mercato ortofrutticolo, in tempo reale: entro nel mercato, i produttori offrono e i consumatori comprano. Intanto bisogna capire i nomi: UP (Unità di produzione) e UC (Unità di Consumo). Ma soprattutto bisogna capire che si vende in modo diverso per fasce orarie: Prima ora, seconda ora ecc. È come se il mercato fosse segmentato nelle diverse ore della giornata a cui è legato un determinato fabbisogno: più alto nelle ore diurne, più basso in quelle notturne. Ma la cosa più difficile è capire che si tratta di un mercato che funziona come le aste e funziona nei giorni precedenti per i giorni successivi. Per es.: io offro energia a un determinato prezzo per il tal giorno, ma faccio l’offerta per quel giorno a partire da nove giorni prima.
Spero che si stia comprendendo che per non essere ostaggi di Terna, E.On., Enel ecc. , occorrerebbe che la Regione Sardegna avesse tecnici qualificati che monitorassero il mercato. Non ce li ha né li ha mai avuti: essa dipende dal sapere dei ministeriali e di Terna e in questo modo si subordina a un dominio. Ma continuiamo a descrivere il Mercato Elettrico. È diviso in aree: a seconda che in quelle aree ci sia più offerta che domanda, le zone sono definite lunghe o corte e la legislazione prevede un sistema di premialità e di penalità nel prezzo di acquisto a seconda che si offra energia in zone corte (più domanda che offerta, e si va in premialità) o lunghe (più offerta che domanda, e si va in penalità). Ovviamente, premialità o penalità scattano rispetto a un valore medio predeterminato.
Per capire come si comportano i diversi player sul mercato e come agisce Terna bisogna ammazzarsi a compilare tabelle, giorno per giorno, incrociare dati, fare confronti a valori stabilizzati, insomma, una fatica immane. Bene, io ho cominciato un monitoraggio dai primi mesi del 2011 e ho una sensazione, che ancora non riesco a provare per difetto di competenze (ma chiederò aiuto) e che cioè tra il 2011 e il 2012 in Sardegna si siano verificati casi di over bidding, cioè di una rappresentazione sul mercato di un eccesso di consumi strategicamente gonfiati e studiati (e Terna su questo dovrà pur dire qualcosa, a suo tempo) in modo da far scattare premialità sull’offerta di energia. Sono molto debole culturalmente per dimostrarlo compiutamente, ma la sensazione è questa. Ho fatto vedere i dati raccolti a un collega dell’Università e anche lui è restato sconcertato. Non riesco ancora a capire chi ha fatto i soldi e quanti ne ha fatto, ma i miei calcoli parlano di centinaia di milioni realizzati alterando il Mercato Elettrico sardo(e, ovviamente, per farlo, bisogna poter agire sulla domanda e sull’offerta intossicandole). Parlo di queste cose perché è ora di assumere un livello di competenza adeguato a combattere gli oligopoli con il sapere di cui loro pensano che noi siamo privi. E insieme a loro, dato il nostro silenzio, lo pensa anche De Vincenti Naso Lungo.  Bisogna capire che mentre i Ministeriali fanno le bucce ai prezzi praticati dalle aziende sarde (peraltro più che competitivi), dall’altra essi stessi permettono incredibili speculazioni (almeno, così mi sembrano, ma ancora non sono ferrato al punto giusto) sul mercato elettrico. Si deve partire da uno sguardo di questo genere per negoziare con Terna, Enel ecc. L’ignoranza ci rende poveri e soprattutto terribilmente stupidi agli occhi degli altri.

2 Commenti

  • E’ anche per questi motivi Paolo che abbiamo suggerito la creazione di una Authority, la Regione non dispone di personale qualificato in grado di osservare e valutare l’evoluzione del mercato. Siamo in balia di cose che neppure la Giunta regionale (con la sua assenza di strumenti) è in grado di ponderare. Il settore energetico richiede competenza per poter essere analizzato. Non è possibile che un solo consigliere debba mettersi a studiare tutto e di tutti i settori, servono organi preposti a questo compito.

    Bisogna capire che oggi la sovranità non riguarda solo l’ambito fiscale e culturale, ma un ampia gamma di strumenti amministrativi che possono consentirci di difendere e armonizzare la nostra economia rispetto al mercato globale e alle ingerenze politiche che, a quanto pare, soprattutto grazie allo Stato, si consumano.

    Riporto una frase del nostro articolo:

    “Oggi i gruppi esteri e italiani dell’Energia e dei Trasporti (e di tanti altri settori) lucrano sulla pelle della Sardegna perché sono coscienti di operare in un territorio politicamente debole e privo di qualsiasi sovranità che impedisca loro di trasformare il legittimo profitto in una speculazione.”

    http://www.sanatzione.eu/2012/09/prop-di-legge-catalogna-avanti-un-antitrust-sardo-contro-i-cartelli-dei-trasporti-e-dellenergia/

  • Le aziende sarde, i sardi, per essere tutelati in modo efficace e costante devono poter contare su un sistema di tutela.
    Credo opportuno, anche per dare un seguito alla mozione approvata in consiglio regionale che dice allo stato che non crediamo più alla sua buona fede, che sia la regione ad istituire un garante dei rapporti con lo stato.
    La buona volontà di chi, come Te, va a sfrucugliare tra siti e carte, profondendo evidenti sforzi per comprendere linguaggi diversi da settore a settore, penso non duri all’infinito e, seppure ammirevole, temo non sia in grado di contagiare tutti gli uomini di buona volontà o, comunque, non quanti ne servirebbero.
    In ogni settore la regione dovrebbe avere uno o più esperti che, oltre a sapere le cose, siano tenuti per contratto a riferire direttamente a chi assume responsabilità politica di tal chè, proprio i politici, possano (o, forse, per quelli nulla facenti sarebbe meglio: “…siano costretti a…”)usare l’arma della conoscenza per far rispettare i nostri interessi.
    Forza paris

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