Pigrizie e furbizie mentali dei giornali sardi, candidati a perdere copie e a licenziare. Il caso Macomer

25 novembre 2012 07:4415 commentiViews: 17

Questa è stata la legislatura dello sdoganamento dell’indipendentismo. Era confinato in un’area che oscillava tra l’eversivismo e l’innocua testimonianza culturale di minimanze. Oggi è cultura diffusa. Credo di aver avuto un merito in tutto questo. Nonostante la Sardegna sia stata capace di tale innovazione, che in termini di cultura di governo significa aumento della responsabilità personale e collettiva rispetto ai problemi della Sardegna e alla formazione dei suoi ceti dirigenti, i giornali sardi parlano solo di centrosinistra e di centrodestra, cioè sono fermi al bipolarismo italiano, quello stesso nato da tutte le semplificazioni e riduzioni degli spazi democratici generate dalle elezioni dirette dei sindaci, dal porcellum, dal mattarellum e dalla peggiore stagione della partitocrazia che la storia della repubblica italiana ricordi.
Nonostante il bipolarismo sia stato un fallimento evidente, al punto che si è arrivati a Monti, cioè a un governo di coalizione alla Andreotti dei tempi del terrorismo, e nonostante si stia andando a votare alle elezioni politiche con un evidente  ritorno al proporzionale, cioè alal rottura del bipolarismo-generatore-di-corruzione, i giornalisti della Sardegna, che non brillano per sforzarsi di guardare la realtà per com’è, che spesso non vanno neanche nei luoghi in cui si svolgono i fatti ma li giudicano attraverso le agenzie di stampa o i comunicati di noi politici, continuano a usare i termini centrosinistra e centrodestra.
È accaduto che venerdì a Macomer abbiamo tenuto un’assemblea popolare aperta a tutta la cittadinanza, che è stata molto partecipata, al di là di ogni attesa. È accaduto che in sala ci fossero persone che tradizionalmente votano tutti i partiti italiani, ma che evidentemente avevano capito che si trattava di un’assemblea di partecipazione alla costruzione di qualcosa (le primarie di Macomer) e non di una mobilitazione per la ratifica di percorsi già decisi. È accaduto che i sardisti abbiano animato in pubblico un dibattito civile e di alto contenuto politico che solo le persone impegnate in nome di un forte ideale e animate da una forte amicizia sanno mettere nelle loro attività. È acccaduto che un sindaco uscente anziché smaniare per essere ricandidato ha detto per primo di accettare il vaglio delle primarie. È accaduto che al sindaco uscente ci sia stato chi le ha cantate a favore e chi invece contro. È accaduto che si sono sentiti interventi di donne e di esponenti del terzo settore veramente interessanti. È accaduto che quattrocento persone abbiano partecipato in silenzio a tre ore di dibattito e di confronto.
Bene, dinanzi a tutto questo e alla rilevanza di una partecipazione vera come meritano le iniziative autenticamente popolari, i due giornali hanno titolato definendoci di Centrodestra. In sala c’erano non meno di trenta persone che ufficialmente votano Pd. Ve ne erano che votano SeL. Ve ne erano che votano Udc e Idv, Irs, Psi. Insomma, a Macomer l’esperienza di costruire la politica dentro la comunità e non sopra, sta prendendo forma.
Invece i redattori della Nuova e dell’Unione, che fanno i titoli seduti a tavolino convinti delle loro inossidabili convinzioni, ritengono di avere a disposizione solo due opzioni come gli interrutori elettrici: centrodestra e centrosinistra. Non ci sono altre possibilità. C’è chi lo fa per fare in fretta e chi lo fa per furbizia. C’è chi non vuole che un’area sovranista sia l’incubatore di un rinnovamento profondo della politica regionale e dunque che fa?  Schiaccia tutte le esperienze non maturate dentro o intorno al Pd come se fossero di  centrodestra. Ci è già capitato e ce ne siamo allegramente impippati. I giornali continuino a mistificare in questo modo e continueranno ad accumulare perdite nelle copie e nei lettori, prima o poi licenzieranno e prima o poi sarà la realtà a rifiutare un prodotto alterato da pigrizie e da furbizie di cui si hanno veramente le tasche piene.

15 Commenti

  • Se tal Franzischeddu non ha mai potuto votare Paolo, lo deve al solo fatto che – evidentemente – deve qualcosa a qualcuno.
    Pertanto è un colluso (magari anche se per neceessità) e non un uomo libero.
    Dispiace per lui, ma la Sardegna è piena di soggetti in tali miserrime condizioni…

  • Franzischeddu

    Matteo hai ragione. Paolo è uno che non potrà mai piacere a G.Sanna. Paolo è uno che riesce a stare al mondo anche senza l’incarico politico e sa parlare d’altro che non sia politichese. G.Sanna no. E’ il suo esatto contario, ma ha dalla sua un fedele manipolo di scudieri che lo votano a prescinder in attesa che da cotanta sovranità arrivi qualche pezzo di formaggio.
    Questo è quanto. Te lo dice uno che non ha mai potuto votare Paolo solo perchè era circondato da un enorme guazzabuglio di maneggioni politici tra cui, per l’appunto tal G.Sanna che ancora oggi non riesce a prendersi sul serio.

  • Renato Orrù orsimonmossa

    OHH Matteo, vivo ad Oristano, ed evito di usare termini come i Tuoi .
    SI, SONO SARDISTA… magari anche ingenuo, probabilmente un idealista ma per nulla “impaurito” (Tu usi altro termine … se fatto così, pazienza): se ho qualcosa da dire a qualcuno sia esso Giacomo, Paolo, Giovanni, Efisio, Nino… vado a dirglielo senza problemi, nei dovuti modi e nel rispetto del ruolo di ognuno… anche se qualche volta posso uscire dal seminato. Cerco sempre di rimanere al tema… e se ho torto, non mi costa molto ammetterlo.
    Ad ogni modo, se voti SEL perchè non ti piace MONTI e non voti PSDAZ perchè non ti piace G.SANNA , mi sembri uno CAPACE…. DI POCHE ALTRE SCELTE, ma puoi sempre votare per BERSANI (domenica puoi farlo), quello che fà squadra con Monti. Intanto, ieri, G.Sanna(Psdaz) e L.Uras (SEL) sono andati assieme a bersi un caffè al bar della Regione e si sono inventati un disegno di legge sulle primarie. BEL LAVORO DI SQUADRA, l’ avresti mai detto tre giorni fà ? …forse le informazioni che ci “spacci” provvengono da fonti poco attendibili ? O semplicemente tutti quei tuoi ti “PARE” sono solo una serie di illazioni da “birretta” (una sola) appoggiato a quelle Tue pietre che sanno tutto? per chiudere sul tuo “Do you understand? E tu puoi pensare che un uomo così possa essere gradito a Sanna?”…. CERTO, E NON SOLO A LUI …il problema e che non se ne trovano altri e bisogna INGEGNARSI E LAVORARE

  • Per Colpo Grosso: non capisco il perché siccome tu sei ateo, io, che non lo sono, non posso parlare di Dio? Io ne parlo quanto mi pare e non penso di offendere nessuno. Qui si sta passando dall’intolleranza religiosa all’intolleranza atea. Passare alla tolleranza e basta?

  • Colpo Grosso

    Fuori tema.
    Quando sarà ora di fare sul serio e di andare al voto per davvero, per favore, lasciate da parte dio, credenze et similia. Che è meglio.
    Atei e agnostici ormai superano il miliardo nel mondo e potrebbero contare il 25% della popolazione dell’Europa occidentale.

  • Ohh Simonmossaorrù: ma dove minchia vivi? Lo sanno anche le pietre che Sanna vuole impedire l’arrivo di Maninchedda alla Presidenza della Regione. Lo sa anche il Pd. Sanna stava negoziando col Pd un posto per sé in Parlamento, garantendo che il Psd’az non avrebbe sostenuto Maninchedda alla Presidenza. Se sei sardista, sei un sardista ingenuo oppure un po’ cagasotto con Sanna….. Voto SeL perché non mi piace Monti. Se Paolo fosse candidato alla Presidneza (ma, ti ripeto, mi pare che ne abbia le palle piene di voi e di tutti e pare, almeno così si dice a Macomer, che abbia già cominciato a dirlo ai suoi amici) lo voterei, perché sotto sotto Paolo è un uomo talmente libero da non essere inscrivibile in nessun partito. Uno di noi, insomma, di quelli che non si intruppano, che amano Dio, la vita, il mondo, l’amore. I suoi amici più stretti lo adorano perché ha qualcosa di irriducibile, non riesci mai a prenderlo fino in fondo. Do you understand? E tu puoi pensare che un uomo così possa essere gradito a Sanna? Ma dai……….

  • Per Luca: credo che tu sappia che io ritengo assolutamente di parte e maliziosamente fuorvianti le tue analisi sulla stampa. Lo dico senza alcun rancore ma con chiarezza: ti considero un player della politica macomerese, non un cronista attento alla verità senza pregiudizi.

  • Renato Orrù orsimonmossa

    @ MATTEO…. SCUSA , NON TI CONOSCO, ma siccome scrivi, io leggo: “Alle elezioni politiche, epr capirci, io voto SeL, perché non voto il psd’az di Sanna. ” …. ma scusa un attimino, se il PSDAZ decide in Consiglio Nazionale di far fare a Giovanni Colli e a Giacomo Sanna un acccordo con SEL (e tutto il resto dei sovranisti), non è che per antipatie personali TU saresti capace di votare la PDL ?… giusto per capire quali siano i criteri con i quali esprimi il voto (immagino che Tu non sia tesserato PSDAZ) …. poi a seguire aggiungi: ….” Io fossi in Paolo non mi preoccuperei più dei giornali.”… se Tu fossi Paolo Maninchedda, ti preoccuperesti non poco dei giornali!

  • Caro Paolo,
    non credo che tu abbia contribuito allo sdoganamento dell’indipendentismo,bensì che il tuo contributo sia stato fondamentale perchè ciò avvenisse.
    Hai fatto in modo che se ne parli all’interno delle istituzioni, con autorevolezza e preparazione, con il tuo impegno e lo spirito di sacrificio che dimostri anche solo curando quotidianamente questo blog;pubblicando,informando,ricevendo complimenti ma anche critiche, spesso forti.Qualcu altro a quest’ora avrebbe già mollato tutto…
    Quella di venerdi scorso a Macomer è stata un’assemblea bellissima,dove si è visto come di preparato non ci fosse nulla.
    Quando agli amministratori sono state rivolte delle critiche,sono state fatte con educazione e civiltà, cosi come lo sono state le loro repliche.
    Questa è la bella politica,quella vera.

  • Per Luca: di chi parli, di noi sovranisti o dei giornali? Se dici che Maninchedda fa tatticismi, non lo conosci. Ha il difetto contrario. La stampa è un carrozzone? Sono d’accordo. Perché noi dovremmo dare la garanzia della credibilità alla stampa? La stampa a Macomer afida la cronaca a persone poco o nulla credibili. L’altro giorno a Macomer io c’ero. È stato l’unico dibattito pubblico aperto e sincero registrato negli ultimi anni. La stampa ne ha parlato con incapacità. I giornali hanno parlato di centrodestra per l’unica esperienza di sinistra, cioè sociale, che Macomer abbia sperimentato. Alle elezioni politiche, epr capirci, io voto SeL, perché non voto il psd’az di Sanna. Io fossi in Paolo non mi preoccuperei più dei giornali. A Macomer non li legge più nessuno. Dicono balle, filtrano con pregiudizi, frequentano le parrocchie politiche, insomma uno schifo. La cronaca di quell’evento era semplice: un successo di popolo che ha messo in crisi la stessa amministrazione, che ha capito di doversi sottoporre al vaglio delel primarie. Paolo ha fatto un discorso sincero da uomo che vuole promuovere tutte le novità del Paese, un discorso sovranista, troppo avanzato per le appartenenze di comodo di Macomer.A me pare che ne abbia le palle piene e che sia a un pelo dal mandare tutti al diavolo.

  • Alla stampa, ma non solo, non siamo capaci di dare la garanzia della credibilità. Diciamoci la verità : mascherato da tatticismi e conveninze politiche di basso cabotaggio stiamo rimanendo in una posizione che danneggia in maniera straordinaria l’intera Sardegna ma sembra che questo non importi a nessuno, l’importante è tenere in piedi un carrozzone ormai logoro incapace di rinnovarsi e crescere.

  • Pro su chi pertocat sos giornalistas (a centímetru cuadru) tocat a cussiderare chi pro bisonzu e pro disonibbilidade parent sa mandronia mentale mummificada. Coment’e chie totu su ch’ischit fàghere est a s’imbassiare e mustrare su paneri nudu (ma in custu sos Sardos za semus totu chentza mancu mudandhas), ite b’at de isperare de sos giornalistas?
    Prus de resessire a èssere papagallos est difítzile chi resessant a èssere cristianos. Fintzas si deo b’ispero, ca fintzas a candho est biu neune est fóssile, e fossis prus de mandronia mummificada est sa paura, ca nois Sardos si amus unu mere chi nos mandhat contr’a unu nemigu sou semus “corazosos” che leones, antzis dimónios (ite bellu!), ca depimus dimustrare (a sos àteros) cantu balimus; ma si su mere nos chitzit a un’ala solu artziendhe unu pódhighe cuamus fintzas sa coa in mesu de ancas pissiados e imbrutados (ca de èssere a birgonza e dannu pro nois etotu no est cosa chi depimus mancu bídere). Ca sa chistiones est chi semus “canes”. Fossis tiat bastare de cambiare bentu pro ndhe artziare sa conca e fàghere àtera figura.
    Ma mi dimandho meda de prus ite b’at de isperare de nois! (ca a assumancu a nois etotu podimus cumandhare!) e cherzo nàrrere a nois de ideas indipendhentistas. Possíbbile chi siemus gai castigados de no àere unu “logu” a cumone de informatzione, discussione, istúdiu e organizatzione de initziativas e formatzione de sa zoventude sempre de prus chentz’arte e ne parte? Semus zente chi isperamus de fàghere miràculos?
    E cantu a su PSd’Az, lu bido impantanadu che a sempre, no pro un’ideale políticu, ma pro unu piatedhu de lentiza chi li passat il miglior offerente cun s’iscusa prus istúpida chi bi siat de fàghere accordi di programma, coment’e chi totu sos “programmi” de sos partidos italianos de calesisiat colore e misura (chentza chi siant, ca no sunt, totugantos guales, ma za bastat a èssere dipendhentistas) no andhent a sa matessi diretzione de sa política buratinista dipendhentista bona solu pro aprofitamentu personale de totu sos on.sen.
    Si no si agatat sa manera, prima de totu de triballare paris, chentza presuntziones de parte de nessunu (ne de sardistas ofesos e ne de indipendhentisas “veri” e mancari “puri” o àteru de goi) timo chi sos “indipendhentistas”/antipisdaz finant pro s’impantanare ateretantu issos, ca a fine e a candho il miglior offerente lis podet “offrire” carchi cosa e, cun sa presuntzione chi bastat a b’àere unu veru indipendhententista in s’ingranàgiu de sa dipendhéntzia pro cambiare abberu carchi cosa, agabbare in su matessi pantanu. Repitindhe goi sa política chi apo sempre connotu de su PSd’Az!
    Candho est chi comintzamus a triballare seriamente pro fàghere de su movimentu sovranista/indipendhentista una fortza chi mancari abberzat fintzas sos ogros a sos papagallos mandrones e cunditzionet abberu calesisiat magioràntzia italianista chi, a corpu seguru, si at a torrare a formare su 2014?
    On. Maninchedda, de cantos annos est nendhe chi tocat de andhare a votare e duncas tocat a serrare cust’isperiéntzia comatosa? O ch’est dadu in carchi “sabbia mobile”? O, comente at nadu A.Loriga, sos «tatticismi e convenienze politiche di basso cabotaggio» de àteros dirigentes de su PSd’Az no li sunt ancora craros? A donzi modu, e no b’at bisonzu chi lu niat peruna “bocca della verità”(fintzas ca deo no ndhe zuto manc’una in busaca), donzunu de nois tenet una libbertade/responsabbilidade personale chi no tzedit mai a neune solu ca donzunu at barriadu sa sua. Cun totu sas cusseguéntzias!

  • Questa è la politica che vogliamo. Il fatto che i partiti passino da una primaria all’altra significa che ormai si è persa la capacità di fare una politica che non sia fatta di voti. Un tempo i capi si sceglievano sul campo e in base al consenso. Oggi c’è necessità di un urna che legittimi i nominati dalla segreteria e dai capibastone. Speriamo che questo stile macomer sia di esempio a tutto il partito sardo, che ha al suo interno persone capaci, lasciate in un angolo per mandare avanti persone senza carisma.

  • È stata veramente una bella serata, di confronto autentico. Soprattutto di questi tempi, in cui la gente fugge dalla politica. Vedere poi la cronaca locale così riduttiva, così povera….che peccato. Eppure penso al ruolo sociale dei giornali, di informazione profonda, autentica, costruttiva, almeno sul livello locale. Non so se si tratta di partigianeria o di “mandronia”, ma tant’è .

  • antonello loriga

    Caro Paolo è vero che la stampa non dà credito al “terzo polo”, ma è altrettanto vero che assistiamo all’assordante silenzio politico-mediatico del nostro partito, straordinariamente incapace di porsi al centro di un progetto politico-amministrativo credibile che….manca.
    Fiumi di parole, incontri, teorie, forse sogni se non addirittura utopie.
    Alla stampa, ma non solo, non siamo capaci di dare la garanzia della credibilità. Diciamoci la verità : mascherato da tatticismi e conveninze politiche di basso cabotaggio stiamo rimanendo in una posizione che danneggia in maniera straordinaria l’intera Sardegna ma sembra che questo non importi a nessuno, l’importante è tenere in piedi un carrozzone ormai logoro incapace di rinnovarsi e crescere.
    Che la stampa sia di parte e che sia piena di “signorsì” non è una novità. Ma la vera novità che manca siamo noi, insieme con il fantasma del nostro caro assessore Cristian Solinas assolutamente non idoneo ed incapace di ricoprire il ruolo assegnatole nell’indifferenza generale.
    Se ne avrai ancora voglia, comunque ti auguro buon lavoro e tanti auguri.

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