Sabato 4 dicembre l’incontro Perché “Un’altra Sardegna”

1 dicembre 2010 11:3015 commentiViews: 23

altrasardegna1L’incontro Perché “Un’altra Sardegna” si terrà sabato 4 dicembre presso l’Euro Hotel, in Via Trieste a Nuoro

L’inizio è previsto per le ore 10.00

NOTA. La locandina non è stata aggiornata nella parte che riguarda gli orari.

Locandina [pdf]

Intervengono
h.16.30 – Franco Cuccu • già Consigliere regionale
Introduzione ai lavori

h. 16.50 – Paolo Maninchedda • Consigliere regionale PSd’Az
Finanziaria regionale: occasione per lo sviluppo o scatola vuota?

h. 17.10 – Pierpaolo Vargiu • Consigliere regionale Riformatori
Meritocrazia: è davvero il faro delle scelte politiche?

h.17.30 – Matteo Sanna • Consigliere regionale FLI
Federalismo e sussidiarietà… e la Sassari-Olbia?

h.17.50 – Massimo Mulas • consigliere regionale UPC
Politica e cittadini: due mondi distanti

h. 18.10 – Franco Cuccureddu • Consigliere regionale MPA
Regione e comunità locali: così vicine… così lontane

h.18.30 – Roberto Capelli • Consigliere regionale
Perché… ”Un’altra Sardegna”

h.18.50 • dibattito

Per informazioni
e-mail unaltrasardegna@gmail.com
tel. 0784.252013

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15 Commenti

  • Il tricolore sul simbolo non mi piace. il fatto che si sia tutti concordi su un percorso che nel breve-medio possa proiettare la sardegna in un nuovo Stato federale, non toglie che per alcuni, sicuramente per i sardisti, l’appartenenza all’italia non è una condicio si ne qua non.
    Per quanto rigurda le mani intrecciate a voler simboleggire una sardegna solidale che lotta contro il cosidetto cagliaricentrismo, ho paura che in simbolo favorisca con i contrasti cromatici la percezione di una sardegna ancora o nuovamente divisa in Cab’e Susu e Cab’e Giossu. I leghisti di recente hanno peraltro proposto la ripartizione amministrativa della sardegna in due province. Premetto che penso si possa discutere laicamente di tutto, anche dell’ipotesi di una suddivisione amministrativa di questo tipo, ma sarebbe interessante a questo punto capire in che modo i promotori che dichiaratamente attribuiscono centralità al tema del riequilibrio, declinerebbero il superamento del “cagliaricentrismo”.

  • Roberto Capelli

    Credo che le varie “osservazioni” sul simbolo debbano essere prese in considerazione. L’ideatore voleva rappresentare una Sardegna unita e solidade che vuole combattere il cagliaricentrissmo delle diregenze politico/burocratico/amministrativo. Cagliaricentrismo che non è presente fra la gente sarda ma voluto da pochi, ma forti, poteri economici e politici. Una Sardegna proiettata in un nuovo Stato federale ( questo il richiamo ai colori nazionali) che rispetti l’autonomia e la sovranità della nostra isola. Va inoltre sottolineato che l’associazione si rivolge a tutte quelle persone che voglio partecipare a costruttivi momenti di confronto, fuori dagli schemi dell’appartenenza partitica o di coalizione. Evidente che tutto ciò che nasce ha bisogno di suggerimenti, correzioni, idee, contributi utili per migliorarsi. Ritengo che sia necessaria una spinta per prendere tutti insieme un pò di coraggio e non per buttare giù nel dirupo una nuova e giovane idea che tende ad unire e non a dividere, e che refugge dai preconcetti cari a chi vuole conservare lo stato delle cose….dividendo ed imperando.
    Il convegno/dibattito che non si è potuto tenere venerdì scorso è stato riprogrammato per Sabato 4 Dicembre, sempre a Nuoro c/o l’Euro Hotel – Via Trieste – con inizio alle ore 10.00.
    Grazie
    Roberto Capelli

  • Mi congratulo per l’impegno ragion per cui vi seguo sempre speranzoso, ma quel logo sporcato con quel colore mi fa riflettere e pensare che non si fà quel che si dice.
    Scusatemi, ma mi fa male pensarlo

  • Redazione S&L

    Confermiamo che l’incontro previsto per questo pomeriggio è rinviato.

    La Redazione di S&L

  • Paolo, per info: puoi confermare che stasera la riunione è rinviata sine die in quanto è morto il suocero dell’ on. Cappelli?
    Oppure si terrà lo stesso?..

    Ciao Luciano

  • Marco M. Cocco

    Dispiace che ci siano persone che se la siano presa tanto perche’ il popolo web ha liberamente e francamente espresso la propria opinione di fronte al brand di “Un’altra Sardegna” (partito, movimento o associazione che sia).
    La mano grassa della Sardegna del Sud che ghermisce quella del Nord o, viceversa,
    le dita unte del Nord che si protendono a Sud;
    un mal di pancia talmente forte da far si che il ventre della Sardegna sia contratto e le mani cerchino di lenire il dolore;
    la fratellanza del popolo sardo sotto le insegne rassicuranti del tricolore..
    Comunque il brand non è tutto e lo stesso brand privo di contenuti pragmatci è anche privo di significato.
    Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace.
    Ricordo che esiste la cooperativa “s’atra Sardigna” (prodotti della terra da agricoltura biologica).

  • Un’Altra Sardegna? Fogu e canna!

  • Sbaglio o Matteo Sanna fa parte diFLI di Bocchino? occhio al simbolo non vorremmo un’altra lotta: “scherzo”. Speriamo serva a smuovere almeno i sardi indecisi, che è ora di cambiare.
    P.S. il simbolo però è bruttino.

  • Antonio Sedda il tuo granitico assolutismo nel definire il logo “veramente brutto” è veramente brutto.
    Sarebbe più corretto dire “non mi piace per niente” perché la tua è un opinione non un dogma.
    Estetica del vizio, estetismo di quello che si vorrebbe rappresentare, ma di cosa stai parlando?
    Cosa ne sai Tu di cosa sottointende il tricolore?
    E infine chi Ti ha detto che Un’altra Sardegna è un altro partito?
    Anziché criticare a priori, domani vieni a Nuoro ad ascoltare e solo dopo, quando avrai un quadro preciso del progetto, all’apertura del dibattito porta le tue impressioni le tue critiche e le tue proposte, l’Associazione è nata per questo!
    Ti aspettiamo

  • Paolo Leone Biancu

    SABUDU : 27 de dogniassantu – Casteddu
    Sa primu Marcia po s’Indipendentzia de sa Nostha Terra.
    Sa primu Marcia pro s’afirmai cumenti Natzioni ki bollit contai in Europa poita siat s’ Europa de totus is minorias e no’ de sa speculatzioni.
    Una Marcia ki depit essi una Festa de Liberatzioni, po fai a biri cumenti pentzat unu Populu educau e civili, unu Populu de sentidus antigus, preocupau de su traballu ki no’ c’est.

  • Antonio Sedda

    Francamente questo nuovo simbolo è veramente brutto. Nel nuovo Pensiero Positivista Occidentale, finalmente trasversale, si è convinti che l’elogio della Bellezza salverà il mondo. Usciamo dall’estetica e dal vizio dell’estetismo di quello che si vorrebbe rappresentare,quelle improbabili strisce tricolori, frammentate, quasi sbiadite, sottindendono un’appartenenza o meglio una sudditanza dalla quale non ci si vuol liberare. Inconciamente?
    Ma abbiamo bisogno di un’altro partito o organizzazione con la testa a Roma (occupare improbabili spazi per candidature nel possibile Polo centrista?) e la bocca in Sardegna?
    Sono un Indipendentista, nazionalista e pacifista non per appartenenza etnica ma per uso della Ragione quindi orgoglioso di essere un patriota, usiamolo questo sostantivo sostanziale che definisce. Gridiamolo che voglimo un Grande Partito Nazionale dei Sardi che guidi la nostra patria fuori dal fallimentare Stato Italiano in un’europa dei popoli e delle natzioni senza Stato.

  • Marco M. Cocco

    Concordo con Massimiliano e Renato: il brand costituisce il fulcro del marketing di partito finalizzato all’ottenimento del voto (basta guardare come si accapigliano Bocchino e Berlusconi per il simbolo PdL).
    Via i tre colori italiani.

  • Renato Orrù or Simonmossa

    Perché un altra Sardegna col tricolore…
    un’altra Sardegna senza il tricolore sarebbe un altra Sardegna veramente
    … e ha perfettamente ragione Massimiliano.
    Che si possa fare un altro Partito dei Sardi sotto una bandiera italiana mi sembra poco credibile: è solo un partito Nuovo senza segreteria romana , ma che di fatto non vuole recidere il cordone ombelicale con lo stato italiano: troppo poco… comunque meglio del nulla.
    Iniziate con il modificare il simbolo o , più semplicemente visto che il preambolo di presentazione è il riassunto di quasi un secolo di sardismo
    venite con Noi che si fà prima.
    Buon lavoro
    R.

  • Massimiliano

    Perchè u’naltra Sardegna col tricolore…
    un’altra Sardegna senza il tricolore sarebbe un altra Sardegna veramente

  • Angelo Piras

    PERCHE’ UN’ALTRA SARDEGNA
    Perché i sardi hanno diritto ad essere rappresentati da un’organizzazione politica forte, responsabile e credibile;
    perché i sardi hanno diritto a vivere in una nazione veramente solidale, al fine di autodeterminare la propria esistenza per diventare uno stato che affermi la sovranità, divenga cioè uno stato/nazione;
    perché i nostri bambini, i nostri giovani e i nostri vecchi possano sperare in un futuro di progetti importanti e ambiziosi;
    perché i nostri uomini e le nostre donne volontariamente mettano in campo la loro forza, il loro ingegno e la loro positività;
    perché venga debellata la piaga dell’assistenzialismo, del clientelismo e del parassitismo;
    perché vengano premiati coloro che sanno ASCOLTARE (soprattutto i più deboli) e che hanno voglia di FARE;
    perché si costruisca un sistema contributivo e distributivo fondato sulle regole e sulla solidarietà;
    perché venga valorizzata l’energia sostenibile;
    perché venga valorizzata la terra e la sua integrità produttiva;
    meglio una decrescita felice che una crescita infelice;
    perché i soldi finalizzati all’assistenza socio-sanitaria vengano spesi per dare la migliore offerta ai più bisognosi e non alle lobby o alle corporazioni;
    perché il sistema sanitario si fondi sull’appropriatezza delle strutture, degli interventi e delle risorse. Chi pagherà l’attuale disavanzo?
    UN NUOVO PARTITO DEI SARDI E’ POSSIBILE
    Saludos
    Angelo Piras

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