Politica

Perché sostengo il Partito dei Sardi

logoPSIglesias. Durante una delle riunioni del neonato Partito dei Sardi, alla presenza di Franciscu Sedda (Paolo Maninchedda assente poiché impegnato in Consiglio regionale) viene fuori un po’ da parte di tutti i partecipanti un interrogativo comune. Più volte e in diversi modi si chiede a Sedda: “Ma io cosa devo dire del Partito dei Sardi quando ne parlo con la gente o agli amici?, Cosa devo dire di come si presenterà alle elezioni?, Quando chiedo il loro sostegno come vi devo presentare?”. E ancora: “Michela Murgia (tanto per citare uno degli esempi fatti) ha già presentato la sua Giunta, è molto più avanti di noi nella comunicazione ecc..”.

A tutte queste domande e affermazioni io darei alcune risposte, penso piuttosto chiare, e confermate da fatti reali e tangibili: dare fiducia a Paolo Maninchedda e Franciscu Sedda  significa mettersi nelle mani di due persone innanzitutto oneste, sia perché nessuno dei due si è mai messo in tasca i nostri soldi (non hanno rubato dai fondi dell’Ersu, non hanno mai acquistato penne Montblanc né banchettato con soldi pubblici) e già questo è un ottimo inizio se consideriamo il panorama politico sardo e nazionale.

Inoltre, non dimentichiamo che entrambi si sono dedicati alla politica per scelta e non per bisogno. Infatti hanno e avevano un lavoro, docenti universitari  e insieme appassionati di ricerca. Invece che starsene belli comodi dietro una scrivania dell’Università o di casa propria a scrivere e studiare hanno scelto di stare in mezzo alla gente, girare la Sardegna e ascoltare il popolo sardo. Per chi non lo sapesse ci terrei anche a ricordare che Paolo Maninchedda, abilitato a docente ordinario, è in aspettativa ormai da anni, e non per obbligo in seguito alla sua elezione a consigliere regionale, bensì per libera scelta, a differenza di molti altri suoi colleghi che si sono rifiutati di rinunciare all’esercizio della loro prima professione e continuano tutt’ora a fare entrambi (sia in ambito pubblico che privato e in alcuni casi ambedue le cose).

Se qualcuno chiedesse a me: “Perché sostieni il Partito dei Sardi?” risponderei: “Per le persone che lo rappresentano. Maninchedda sempre trasparente, non fa mai giri di parole né evita certi argomenti scomodi, dice sempre le cose come stanno e come la pensa su tutto e tutti senza convenevoli. Sedda paziente, aperto al dialogo, sincero, idealista e corretto. Due persone preparate, con un progetto ambizioso e ben strutturato, attente e sensibili ai problemi della Sardegna, e insieme sostenitori della cultura (un tema troppo spesso trascurato dalla maggior parte dei politici).

Per concludere rivolgerei una domanda a tutti i sardi: “Non siete stanchi delle solite parole vuote, delle false promesse elettorali?”. L’alternativa esiste, basta avere il coraggio di sceglierla. (SC)