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Per non dimenticare la prepotenza della Casta

Posted on 3 Marzo 20263 Marzo 2026 By Paolo Maninchedda 28 commenti su Per non dimenticare la prepotenza della Casta

E così Di Matteo ha ribadito che a votare Sì saranno massoni e delinquenti. Quindi anche noi, che non siamo massoni o delinquenti, lo diventiamo.
Ma che carino questo uomo con un perfetto senso della misura e della giustizia!
Che uomo di acuto ingegno e raffinato linguaggio!
Posto che mi sembrano dichiarazioni di chi vuole drammatizzare il confronto per paura di perdere, trovo legittimo in primo luogo affermare che io sto con Fiammetta Borsellino, cioè dall’altra parte della barricata; sto con la figlia che ha denunciato la buffonata del processo sulla cosiddetta Trattativa, vera cortina di fumo per non accertare perché e come pezzi importanti della magistratura abbiano concorso a non fare chiarezza sull’omicidio Borsellino.
Vorrei dirlo anche meglio: io sto e starò con la Borsellino a prescindere dal referendum perché ha ragione e ha tutte le ragioni del mondo per affermare che la sua famiglia ha sperimentato nel modo più drammatico come la magistratura possa essere indifferente alla verità per privilegio di casta; loro sanno come il diritto possa essere piegato, da chi dovrebbe garantirlo, a strumento per ostacolare la giustizia.
Questo uno scampolo dell’intervista rilasciata da Fiammetta Borsellino a Il Riformista del 24 febbraio 2021:

Fiammetta Borsellino, la sentenza del processo di Caltanissetta ha affermato che l’indagine mafia appalti aveva impresso un’accelerazione alla morte di suo padre.
Esatto.
Mentre nel processo Trattativa Stato-mafia di Palermo questo aspetto è stato escluso, negando che suo padre avesse un interesse al dossier mafia appalti.
E non è vero. Mio padre era convinto della bontà dell’indagine per il suo respiro nazionale. Mi riferisco, ad esempio, agli interessi di Totò Riina nella Calcestruzzi spa.
Alla Procura di Palermo non erano tutti della stessa opinione di suo padre.
C’è la testimonianza del dottor Scarpinato che riferisce del profilo regionale dell’indagine quando era evidente invece che ci fossero interessi particolari anche nella Penisola.
L’incongruenza fra le due sentenze, quella del processo Trattativa Stato-mafia e quella del Borsellino quater pare evidente. Una incongruenza che destabilizza.
Non ha fiducia nei giudici?
Non ho fiducia in coloro che si proclamano magistrati antimafia e hanno condotto procedimenti giudiziari che contrastano in maniera così manifesta. E non ho fiducia in chi dovrebbe fare chiarezza. Anche sul piano morale.
Ad esempio?  In chi non si è accorto degli errori grossolani sul depistaggio della morte di mio padre. E nel Consiglio superiore della magistratura.
Perché non ha fiducia nel Csm?
Il Csm si è dato in questi anni sempre la zappa sui piedi, tutelando interessi di tipo clientelare e di carriera. Fu solerte quando si trattò di mettere sotto processo disciplinare mio padre per aver denunciato pubblicamente lo smantellamento del pool antimafia ed è stato inerte nei confronti di coloro, organi inquirenti e giudicanti, che in qualche modo hanno contribuito, avendo parte attiva o passiva, al più grande depistaggio della storia giudiziaria del Paese.
Gli atti che riguardano suo padre sono stati desecretati dal Csm.
Mi pare una operazione di facciata senza alcun senso se poi ci ferma e non si accertano le condotte indegne tenute dai magistrati dopo la morte di mio padre. Non mi importa nulla della desecretazione se non si fanno accertamenti seri.
Prova un po’ di amarezza?
A
nche. Soprattutto che debbano prendere la parola su mio padre persone distantissime da lui e che hanno indagato su altre piste
Vuole fare un nome?
Nino Di Matteo.
Perché proprio lui?
A parte la vicenda del processo Trattativa Stato-mafia condotto proprio da Di Matteo, non può considerarsi erede di mio padre chi non pone in essere i suoi insegnamenti e anche quelli di Giovanni Falcone. Mio padre, ad esempio, non avrebbe mai scritto o presentato libri sui suoi processi in corso.
Che tipo era suo padre?  Mio padre era una persona di grande sobrietà, faceva solo il proprio.

Oggi i giornali segnalano l’uscita di due instant book.
Si tratta di Senza giustizia. Miserie e debolezze delle toghe italiane, di Stefano Zurlo, Baldini-Castoldi, 20 euro, e di La Giustizia vista da vicino, di Antonio Di Pietro, Piemme, 18 euro.
Il primo dovrebbe raccontare delle 5933 ingiuste detenzioni volute dalla magistratura italiana nel settennio 2017-2024, rispetto alle quali si può registrare una sola condanna civile per un magistrato che ha sbagliato. Una condanna ogni 6ooo detenzioni ingiuste: c’è da riflettere. Se non è casta questa, io sono bello.
Nel secondo, Di Pietro si scaglia contro i suoi ex colleghi che mentono sul contenuto della riforma, gridando all’attacco all’indipendenza della magistratura, che è una grandissima balla. Di Pietro mette a confronto il testo dell’art. 104 della Costituzione com’è e come sarà.
Com’è: Art. 104: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Come sarà: Art. 104: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente.
Nessun assalto all’indipendenza dei giudici, dunque.
Anzi, c’è da notarlo, così come per non indagare correttamente sulla strage Borsellino si mise su il processo Trattativa, cioè una colossale balla fondata sui sillogismi ideologici che Hanna Harendt ci ha ben insegnato a riconoscere (basta accettare il presupposto di partenza e tutto il resto discende per conseguenza concettuale, senza alcun bisogno di riscontri reali… mi ricorda qualcosa che ho letto in un processo sardo…), altrettanto ora, per stordire l’elettorato e impedire che ragioni, si grida all’attentato alla Costituzione.
Non facciamoci fregare.
Ognuno voti come gli pare, io voterò Sì, se mai non si fosse capito, ma voti ragionando, non per paura.

Instant book – marzo 2026

 

Magistratura, Vetrina

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Comments (28) on “Per non dimenticare la prepotenza della Casta”

  1. Mike ha detto:
    4 Marzo 2026 alle 21:44

    Qualsiasi sentenza viene emessa “In nome del popolo Italiano” bene meda; ma a questo punto mi sovviene analizzare i seguenti postulati:
    A) Mandato democratico:I magistrati, rendendo giustizia, agiscono in nome e per conto dei cittadini italiani, titolari dei diritti e doveri sanciti dalla Costituzione.
    B)Fonte di Legittimità’: La formula evidenzia che l’autorità della sentenza deriva direttamente dalla sovranità del popolo, che riconosce nel sistema giudiziario italiano la sua voce.
    C) Significato Costituzionale: Si rifà al principio per cui la giustizia è amministrata in nome del popolo, sottolineando che ogni decisione giudiziaria ha una valenza pubblica e sociale, non solo burocratica, come discusso su Il Post e Diritto Penale Contemporaneo.
    A questo punto la domanda sorge spontanea: il dottor di matteo a nome di chi sta parlando? Inoltre: come si permette di insultare chi non la pensa come lui? Siamo forse soggetti a forme di autorevolezza medievale dove il feudatario decide chi è il buono e chi è il cattivo e/o vassallo alias valvassore alias valvassino, e che nessuno osi contraddirlo?
    Non da poco: io professionista in caso di errore sono chiamato a pagare di tasca mia, loroooo? Boh, non pervenuti ma nel 99% dei casi premiati! Tutto questo a me, non so a voi, causa notevoli devastazioni genitali! Ad maiora!

  2. Renato Orrù ha detto:
    4 Marzo 2026 alle 08:20

    … abbiamo lettori itaGlianisti che confondono la Monarchia con il casato più ignorante che mai abbia attraversato la Storia … Maledetti i Sardi che avendo avuto occasione di portagli asparagi non l’ abbiano fatto ….e maledetto sia anche quel tonto di Millelire in quel de La Maddalena …
    …eGomunque i Savoia avrebbero votato per il NO .

  3. Mm ha detto:
    4 Marzo 2026 alle 08:07

    L’ importante è votare formandosi un’ opinione propria. Temo sia decisivo d’ ora in avanti non sbagliare e ragionare su tutte le implicazioni. Ci sono segni da cogliere in questi tempi sempre più foschi.

  4. Mario Pudhu ha detto:
    4 Marzo 2026 alle 07:43

    … lampu a tempos cussos de sos Savoia (e Regnu ‘sardu’)!!!
    Tandho eja chi sa zustìssia fit zustìssia! E sos Sardos chentza mancu ndhe ischire nudha, a parte sas chentinajas e chentinajas de impicados chentza protzessu in su Settighentos e passa.
    Totu cuntentos, sos Sardos (o sos ancora monàrchicos in Sardigna fint «in pectore» e italianos dae tandho?)
    Ma sos Sardos sardos, balla, a nàrrere de Vittorio Angius de «Deus salvet su Re», fint cuntentos e a postu in totu o nessi a mesu, intendhide s’Innu “nationale” de Vittorio:
    «Indica un adversariu / Et horrenda da su coro / Scoppiat s’ira ipsoro / A unu tou cinnu, o Re!» e «Comanda su qui piagati / Si bene troppu duru,/ E nde sias tue seguru / Qui hat a esser factu, o Re!». Lampu, sempre «Dimonios» sos Sardos! Sa zustìssia!!
    Sos Monàrchicos rispondhent ancora «Amen»!

  5. Paolo Maninchedda ha detto:
    4 Marzo 2026 alle 05:56

    Ancora? Forse non è chiaro: io sto con la tradizione secolare che afferma non esistere alcuna nobiltà di sangue, ma solo quella di spirito. Voi siete per i Savoia? E andate dai Savoia senza scassare gli zebedei qui.

  6. Paolo Maninchedda ha detto:
    4 Marzo 2026 alle 05:55

    Auguri! Faccia pure e difenda l’altissima logica che permette l’accesso alle alte cariche per il privilegio di un colpo di reni del proprio predecessore.

  7. Carlo Murtas ha detto:
    4 Marzo 2026 alle 02:21

    I monarchici furono truffati in maniera-questa sì indecente-esattamente 80 anni fa, e oggi vengono definiti “indecenti”? Non è ammissibile sotto tutti i punti di vista. Se esiste una categoria in Italia di persone veramente decenti, questa è proprio la categoria di Cittadini seguaci dell’istituzione monarchica! E da oggi mi ci iscrivo anch’io senza titubanze.

  8. Marcello Marini ha detto:
    4 Marzo 2026 alle 00:20

    Caro Prof., l’indecenza è semmai di coloro che si dichiarano magari Italiani, amano l’unità nazionale ma si rifiutano di ammettere che senza i Savoia non ci sarebbe mai stata. Indecenza è quella di coloro che esaltano certi padri della repubblica, che nel famigerato Ventennio furono invece più fascisti dello stesso Mussolini, indecenza è incensare quest’anno gli 80 anni di una repubblica che senza i brogli non sarebbe mai nata. Che Borsellino, l’avvocato Giorgio Ambrosoli, Guareschi, Montanelli, il latinista Paratore, il giurista Carnelutti, gli storici Volpe e Cognasso, Palazzeschi, De Chirico ed altri numerosi illustri nostri Connazionali fossero monarchici mostra chiaramente che il sentimento filosabaudo era ed è presente nell’animo di una (molto) larga fetta degli Italiani, nonostante i brogli e nonostante il “lavaggio del cervello” fatto da informazione e storiografia di regime. I monarchici sono Italiani decenti ed esemplari, chè nel nome della Patria hanno voluto collaborare per ricostruirla coi repubblicani, nonostante siano poi stati emarginati. Ergo: i seguaci del Re meritano rispetto senza discussioni! Sul curriculum vitae “povero” dei Savoia, mi pare che come affermazione sia non poco discutibile. Una Dinastia millenaria, la più antica d’Europa e artefice dell’unità nazionale non credo che si trovi ad ogni angolo di strada. Anche la maggioranza dei Sardi nel 1946 stette coi Savoia, compresi rettori di università e padri fondatori del sardismo. Cordialità.

  9. Paolo Maninchedda ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 17:59

    Egregio Marini, capisco che il curriculum vitae dei Savoia sia così povero che per difendere la monarchia dobbiate far ricorso a quello virtuoso di Paolo Borsellino, però dovete anche avere il senso della decenza e dell’indecenza.

  10. Paolo Maninchedda ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 17:58

    Signor Marrocu, vedo nel suo argomentare l’antica intolleranza degli estremisti di sinistra in cachemire, incapaci di far distinzioni tra chi è liberal-democratico, chi è conservatore e chi è fascista, per appiattire tutto ciò che dissente dal Verbo della Sinistra in cahemire sotto la comoda etichetta di fascismo. Non funziona più, mi creda.

  11. Marco Casu ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 17:49

    “sutor ne ultra crepidam”
    L’episodio di origine e’ molto suggestivo e riguarda il Pittore Apelle che in occasione della esposizione dei suoi dipinti incontro’ la disapprovazione di un Calzolaio circa un difetto nel sandalo rappresentato , per l’appunto una Crepida. Al che Apelle accorse a sanare pittoricamente il difetto ma il giorno dopo, il critico improvvisato torno’ alla carica (forse fattosi forte della correzione) ed allora Apelle lo fulmino’: “”Ciabattino NON andare oltre le scarpe”. Che e’ singolare perche’ possiede una certa assonanza con quel celebre enunciato di Wittegenstein “”di cio’ di cui non si puo’ parlare, si deve tacere””..una cosa del Genere ecco. Insomma certe frasi sono importantissime perche’ stimolano fortemente l’autodisciplina nelle cose.

  12. Antonio ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 17:44

    Signor Alberto M la riforma non prevede che la magistratura vada sotto il controllo della politica anzi la rinforza perché nei due Csm ed Alta corte i magistrati sono maggioranza solo che verranno sorteggiati ed è questo che non si vuole

  13. Luciano Marrocu ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 16:59

    Vedo nel complesso delle posizioni espresse in questa chat una forte pulsione a punire i magistrati e una sottile propensione favorevole nei cfr del governo in carica. Nulla di male, mi pare coerente con le più profonde radici della cultura politica sardista, da Paolo Pili a Solinas.

  14. Marcello Marini ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 16:43

    Borsellino era un servitore dello Stato, ed era profondamente monarchico, come testimoniato dalla figlia Lucia in un’intervista al settimanale l’Espresso nei primi anni Duemila. Questo aspetto del giudice antimafia viene sempre trattato molto poco, quando si cita il magistrato. Mattarella ci fa sempre una testa così con il termine “repubblica”, anche quando c’entra come i cavoli a merenda. Di Borsellino finora si è limitato a dire che fu “un servitore della repubblica” e non molto di più. Credo sia troppo poco e non lo rappresenti in toto.

  15. Paolo Maninchedda ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 15:53

    Dimenticavo: il caso Borsellino c’entra eccome, perché è il caso emblema di come la magistratura e il Csm non abbiano mai censurato i propri errori, non a caso Di Matteo ha concluso la sua carriera al Csm.

  16. Paolo Maninchedda ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 15:48

    Vede, Alberto (che strano, Lei ha lo stesso nome di un ex parlamentare Cinquestelle non rieletto…..) la filologia non è l’educazione alla lettera del testo, ma la disciplina che insegna a capire il senso dei testi, a partire dalla lettera, ma non fermandosi alla lettera. E proprio per farmi gli affari miei, ma anche per insegnare a Lei che cosa significhi il detto latino (che non le traduco per stimolare la sua intelligenza) sutor ne ultra crepidam, vengo a spiegarle che dire a una persona che si accompagna a massoni e assassini è come dare a qualcuno del “massone” e del “criminale” per interposta persona. Diciamo che è un modo molto creativo di insultare senza assumersene la responsabilità. Come pure è un modo molto gratteriano di ragionare, come dire che non sono massone o delinquente, ma sono un “compatibile ambientale”. È un progresso! Siete sempre i soliti, quando vi mancano gli argomenti, passate al casting criminale.
    Quanto ai suoi vaticini sul premierato, beh, la realtà la sta smentendo. La maggioranza ha appena presentato una riforma elettorale che archivia il premierato. È la prima riforma annunciata maggioritaria e cresciuta proporzionale.

  17. marco pisu ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 15:18

    Nella parte finale del film “indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto c’è una citazione di Kafka: «Qualunque impressione faccia su di noi, egli è un servo della legge, quindi appartiene alla legge e sfugge al giudizio umano» riferito all’omicida commissario di polizia

  18. Abtonio ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 14:11

    Prof. ho letto più volte la legge non c’è scritto da nessuna parte che il PM sarà sotto la politica, non sono un esperto ma cosa c’entra la separazione delle carriere con il processo penale, sentire il presidente Anm Cesare Parodi dire che loro stanno lottando affinché la legge sia uguale per tutti si è dimenticato di dire ” esclusa la magistratura noi siamo immuni ” voterò SI con convinzione

  19. Alberto M ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 14:09

    Gentile professore,
    A) Affermare, come Gratteri e Di Matteo che i massoni e i delinquenti votano SI ( cosa probabilmente vera) non significa che tutti quelli che votano SI sono massoni e delinquenti. E mi sorprende molto che un illustre docente universitario di filologia non colga questa basilare differenza. Affari suoi.
    B) Cosa c’entrano le dichiarazioni di Fiammetta Borsellino con il referendum? Assolutamente nulla, a mio modesto parere, così come non c’entrano nulla altri casi di mala giustizia che vengono tirati in ballo a sostegno del SI. come il caso Tortora o i fatti di Garlasco o tanti altri. Sono tutti casi di mala giustizia che ci sarebbero stati, e ci saranno anche in futuro, anche con le carriere separate.
    C) La verità che nessuno può smentire è invece un’altra: una parte politica italiana, da Berlusconi in poi, vede nella magistratura un ostacolo, un intralcio che bisogna mettere sotto controllo per poter lavorare senza troppe regole da rispettare. Attenzione, perché questo sarebbe solo il primo passo: se vincerà il SI, sarà sicuramente accelerata la riforma del premierato, con la quale, dopo la magistratura, si metterà sotto controllo anche il Quirinale, riducendone ulteriormente i pochi poteri che gli sono rimasti.
    Concludendo, votate pure SI, é ovviamente lecito., ma poi fra qualche anno, se passerà anche il premierato. sarà inutile lamentarsi o pentirsi.

  20. Giovanni ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 12:34

    In sostanza il signor A scrive perché si è convinto lui e vuole convincere noi che è bello, è cosa buona e giusta, essere massoni (oggi) e di destra in Italia. Contento lui.
    Ma allora, io gli chiedo: i massoni (oggi) chi sono? Cosa vogliono? Perché esistono? Non gli sembra al signor A che in Italia, da un po troppo tempo, facciano carriera soprattutto i massoni? Domanda retorica. E perché mai uno dovrebbe essere massone (oggi) in Italia, se crede nelle sue sole forze, compresa onestà, incensuratezza, valori e primato implicito della destra e capacità critica? Davvero non lo capisco. Qualunque giudizio si abbia dei giudici, mi viene difficile essere equanime dinanzi ad un massone orgoglioso di esserlo. Comunque W la libertà e comunque sul referendum sto ancora ragionando e voterò ragionando.

  21. Angelo Boi ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 11:05

    La Casta quando parla da Sinistra si ammanta di verità e sapienza, è insopportabile. L’orgoglio e la presunzione sono brutte malattie, che diventano ancora più virulente quando contagiano persone che effettivamente hanno fatto e fanno bene. A destra invece abbiamo gli spacconi, i provocatori, i prepotenti, molti ignoranti o finto tali…. Comunque la si pensi, l’imporante è avere il coraggio ad andare a votare e di esprimere il proprio parere, correndo il rischio di essere accomunati a questi facinorosi di ambo le parti.

  22. Francesco ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 10:08

    Il manicheismo di queste campagne referendarie, soprattutto da parte di chi ora conservatore ora riformista, vuole solo attaccare chi sta al governo, è insopportabile.
    Non mi piace il Governo Meloni, ma voterò un Sì convinto.

  23. Paolo Maninchedda ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 10:00

    A., Dio mio, ma questa iattanza? Non sono d’accordo col tuo manicheismo.

  24. Stefano Locci ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 09:34

    Egregio, costoro che Sciascia definì “professionisti dell’antimafia” sarebbero I migliori (figuriamoci gli altri). Alcuni sono scesi in politica (pentafarlocchi what’s else?) altri pontificano un giorno sì e l’altro pure, da altri pulpiti. Se la giustizia (?????) di questo Paese è ridotta ad un tragico teatrino il motivo sta tutto nella postura partitico/lobbistica di questa gente. Lo avranno capito gli italiani ?Saluti.

  25. A ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 08:33

    Sono Massone, sono onesto E INCENSURATO e mi stanno sul OMISSIS i 5.932 giudici (ovviamente molti avranno sbagliato più volte) che hanno mandato in galera innocenti restando impuniti.
    Cosa c’è di più aberrante di una casta intoccabile che fa carriera solo per appartenenza politica, ovviamente SINISTROIDE? Dove sono quelli che gioivano per l’abolizione dell’immunità dei parlamentari?
    Quelli che tirarono le monetine a Craxi che scappava dall’hotel Rafael?
    Quelli che votarono RENZI che ci illuse di rottanare la casta, abolire il senato per poi diventare lui stesso senatore?
    O dei Cinquestelle che dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno per poi mangiare entrambi e diventare casta?
    Non vi è ancora chiaro che la sinistra OVUNQUE NEL MONDO ha portato e CONTINUA A PORTARE solo corruzione, fame e disperazione?
    #iovotosì

  26. Tzicheddu ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 08:32

    Condivido soprattutto la conclusione del suo articolo.
    E’ insopportabile una campagna referendaria in cui tutti – destra e sinistra – tirano gli elettori per la giacchetta minacciando le peggiori conseguenze, sia in un caso che nell’altro.
    Ci prendono tutti per tifosi idioti, ed a ragione, visto anche che alle elezioni, a tutti i livelli, si continua a cascare nelle frottole ora di destra e ora di sinistra.
    Pensano (o vogliono) che non abbiamo la minima capacità ad analizzare in maniera critica e autonoma la proposta di riforma, e lo fanno loro per noi, perchè non siamo in grado e perchè così non perdiamo troppo tempo… che gentili. Invece, con tutti gli strumenti di cui si dispone oggi, non è difficile cercare di capire come funziona oggi il CSM (composizione, nomine, ruolo e funzionamento) e di come funzionerà se verrà riformato come proposto (nuovi organi, composizione, nomine, ruolo e funzionamento). Alziamo la testa!

  27. Paolo ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 08:25

    Il problema di questo referendum a mio avviso è solo uno, la sinistra ne sta facendo un referendum di colore politico, in quanto hanno anche memoria abbastanza corta quando alcuni anni fà erano loro a chiedere la separazione delle carriere, Renzi compreso anche se ora si astiene. non la vogliono dare vinta alla Meloni, ma non capiscono effettivamente che si sta facendo solo del male ai cittadini e si continua ad alimentare odio.

  28. Marco Casu ha detto:
    3 Marzo 2026 alle 08:23

    Che disastro la politicizzazione di un referendum. Avrei votato SI anche se fosse stata una riforma di Sinistra. E’ sopratutto il 5 stelle e l’estrema Sinistra ad avere contribuito a devastare il SENSO delle cose. Anche delle piu’ semplici

    Che piaga

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