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Per Carofiglio chi dissente è dilettante

Posted on 14 Gennaio 202614 Gennaio 2026 By Paolo Maninchedda 17 commenti su Per Carofiglio chi dissente è dilettante

Carofiglio piace, come scrittore, a un mio amico; a me no, perché non sa usare esteticamente il linguaggio. Per lui la lingua non è arte, è solo veicolo e io, a leggerlo, mi annoio.
Fatto è che non mi sono mai permesso di scrivere, giacché non mi piace, che è un dilettante. Uno scrittore è tale non perché inventa storie, ma per come le racconta, per cui chi lavora solo d’intreccio e di psicologia d’accatto, potrebbe essere legittimamente sospettato di dilettantismo, eppure per educazione e carità non glielo si dice.
Carofiglio è invece andato in televisione a dire che la riforma della Giustizia è fatta da dilettanti e, peggio, che noi che vorremmo, se mai ci permetteranno di farlo, votare Sì al referendum per svecchiare questo paese stantio, ci siamo fatti fregare dalla Destra (che a me sta sul culo almeno quanto la sua scrittura da verbale di Polizia Giudiziaria).
So bene che in Italia o si è branchisti o si è vittime e che quindi non si può essere contro Carofiglio e contro la Destra, perché si rischiano schiaffi e azzannamenti da tutti i cani pronti a sbranare i divergenti per ingraziarsi i potenti (ai tempi nei quali Soru era potente, io venni azzannato dal branco non su richiesta di Soru, ma per compiacerlo. È la cosa che più mi ha fatto schifo nella mia storia politica).

L’argomento dichiarato è che la separazione delle carriere è in vigore in Italia già dal 2005 ed è stata rafforzata nel 2017.
Vero, al punto che, verrebbe da dire, essendo già vigente, non dovrebbe preoccupare più di tanto; invece i sodali di Carofiglio girano l’Italia a raccontare la fandonia del Pubblico Ministero controllato dall’esecutivo.
Ma subito dopo Carofiglio afferma che la cosa più grave è la nomina dei membri del Csm col meccanismo del sorteggio, con stracciamento farisaico di vesti annesso e esibito.
Invece io penso che il Csm sia stato, nel corso dell’ultimo trentennio, il luogo della più grande crisi morale della Repubblica italiana dopo Tangentopoli. È il CSM che ha screditato e isolato Falcone; è il Csm con le sue liturgie corporative che gli preferì Giammanco; è il Csm che fece fare carrierone ai magistrati del caso Tortora, in Italia, e del caso Manuella, in Sardegna (per fare un esempio). È il Csm che non ha fatto pulizia dopo il caso Palamara, scegliendo due o tre capri espiatori per non fare pulizia radicale del sistema.
Cosa c’è di scandaloso nel sorteggio all’interno di una rosa di magistrati qualificati? Si preferisce forse il sistema francese, dove i giudici sono nominati dal Presidente della Repubblica? Oppure si apprezza quello spagnolo, dove però, guarda a caso, i PM hanno una struttura organizzativa distinta da quella dei giudici e stanno sotto il Fiscal General dello Stato?

La verità è che stiamo assistendo alla replica di ciò che Giuliano Vassalli (non uno qualunque, un partigiano, un giurista e un senatore) denunciò nel lontano 1988 in una intervista al Financial Times :

D. Perché non sarà possibile cambiare l’ordinamento giudiziario attuale?
R. Non sarà possibile perché ormai, quello che la magistratura ha conquistato, non lo molla più, non lo abbandona più. La magistratura ha un potere enorme,… ma non solo enorme in linea di fatto, lo ha sul potere legislativo. Adesso, tutto quello che sta succedendo adesso…”

D. Mi scusi, potrebbe spiegare meglio cosa significa potere della magistratura sopra il potere legislativo?”
R. Di pressione, di pressione. È il più grande gruppo di pressione, è il più forte gruppo di pressione che abbiano conosciuto, almeno nelle questioni di giustizia. Fino adesso, in quaranta anni non c’è stata una legge in materia di giustizia che non sia stata ispirata e voluta dalla magistratura, la quale è diventata sempre più un corpo veramente un corporativo. Lei deve anche pensare alla cosa in linea pratica. Il Ministro della Giustizia che entra al Ministero è circondato esclusivamente da magistrati, i quali occupano tutti i posti del Ministero, cioè dell’amministrazione centrale, tutti, e non lasciano neanche andare un funzionario dell’ordinamento penitenziario, non lo lasceranno mai diventare un direttore generale delle carceri. Saranno sempre loro. Si occupano dell’amministrazione, si occupano della contabilità, si occupano dell’ingegneria, delle opere pubbliche, del provveditorato, di tutte le cose più tipiche dell’amministrazione si occupano loro. Io ho sempre detto che il più grande gesto rivoluzionario che compirebbe un Ministro della Giustizia inserito in Italia sarebbe quello di nominare come Capo di Gabinetto un Consigliere di Stato invece di nominare un magistrato. Dunque, la pressione si esercita prima di tutto attraverso la elaborazione dei disegni di legge, i suggerimenti che al Ministro, cioè al governo, vengono dati per i disegni di legge, e quindi, da un punto di vista “tecnico”. Poi, si esercita anche da un punto di vista politico. Le faccio un caso famoso, che ora non c’entra con la procedura penale. Un caso famoso. Molti anni fa ci fu un illustre professore, il Prof. Federico Mancini, che adesso è avvocato generale alla corte, mi pare, dell’Aja… o a Lussemburgo, il quale sostenne in appoggio all’On. Craxi l’idea, la vecchia idea del pubblico ministero legato al potere esecutivo. I magistrati scommisero che non l’avrebbero fatto eleggere giudice costituzionale, come era designato. Per sette votazioni questo fu bocciato in Parlamento e dovette rinunciare e dovemmo nominare un altro rappresentante socialista. Perché i magistrati hanno un potere di penetrazione, di capacità di convinzione, di convincimento, una tale coesione, da essere il più formidabile…almeno palese… poi ci saranno altri gruppi di pressione occulti, chissà quanti. Comunque è il più grande gruppo di pressione palese che noi abbiamo finora conosciuto in Italia.
Quindi loro non vogliono cambiare niente. La prima volta che delle leggi sono uscite – queste qui del pacchetto Rognoni, in relazione al referendum – non dalla loro idea, Lei vede quello che sta succedendo… Bisogna fare buon viso a cattivo gioco, e attuare quel poco che si può.

Ecco, io voglio esprimere col mio voto la precisa volontà di togliere ai magistrati il potere che hanno usurpato, il potere di poter sbagliare sfacciatamente e impunemente, il potere arrogante di far carriera nonostante tutto, il potere insopportabile di fare paura alla gente anziché giustizia per la gente.
Sono un dilettante?
Meglio dilettante che prepotente.

Giustizia, Politica, Vetrina

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Comments (17) on “Per Carofiglio chi dissente è dilettante”

  1. Paolo Maninchedda ha detto:
    16 Gennaio 2026 alle 14:22

    Ecco, come al solito, non il merito, analizzato in coscienza, ma la parte.

  2. Enea ha detto:
    16 Gennaio 2026 alle 12:05

    Io sono un dilettante perché ascoltando i SI è i NO le ragioni le hanno entrambi. A dire il vero non capisco dove siano le ragioni di questo referendum. Quindi? Siccome mi fido di più del procuratore Gratteri che della presidente del consiglio voto per Gratteri. NO!

  3. Bruno ha detto:
    15 Gennaio 2026 alle 17:35

    Complimenti vivissimi per il pezzo, che per me è convincente quasi quanto gli interventi di Italo Bocchino. Ad maiora!

  4. Alberto M. ha detto:
    15 Gennaio 2026 alle 12:52

    Mi sono espresso male, intendevo dire conti in sospeso a livello mentale. Non vi è dubbio che i magistrati in generale, in parte anche per colpa loro, sono invisi a tanta gente e per questo motivo molti voteranno SI, senza capire in che cosa consiste la riforma, una specie di vendetta privata, come dire: ora te la faccio pagare! Poi i processi lunghissimi, la malagiustizia e gli errori giudiziari continueranno ad esserci esattamente come prima.

  5. Francesco Porcu ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 22:16

    Bsera a Paolo e a tutti….spero di potermi esprimere pur non avendo fatto “studi alti” se non quelli che la vita ci concede se abbiamo voglia di
    Imparare.Quello che mi sembra chiaro è che sia i magistrati che i politici sono due categorie di privilegiati che della ricaduta della giustizia (quella vera) sul cittadino non gli frega poco o nulla.Tutte le finì argomentazioni da ambo le parti tendono a scopi corporativi sia per i magistrati che per i politici e l unica cosa certa è che questa riforma non porterà alcun beneficio concreto ai cittadini che hanno la sventura di capitare dentro il tritacarne di un qualsiasi tribunale :hanno solo
    La vana speranza di campare molto per vedere una giustizia che ha tempi biblici e risponde solo alla ) poca) voglia di lavorare di entrambe le due categorie

  6. Paolo Maninchedda ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 21:45

    No, guardi, io non ho conti in sospeso. Ho conti pagati rispetto ai quali, proprio l’abuso di potere dei magistrati non mi ha consentito di difendermi. È un dovere per me votare Sì.

  7. Alberto M. ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 20:22

    Egregio prof.
    Lei sostiene che i miei sono luoghi comuni, io invece sostengo che in tanti, fra cui purtroppo anche lei, votate SI solo per ripicca, perché avete un conto in sospeso con i magistrati, quando lo sa sicuramente anche lei, da persona intelligente quale ha sempre dimostrato di essere che non cambierà nulla,.

  8. Paolo Maninchedda ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 18:33

    Gentilissimo Alberto, io sono testimone di manovre più losche della magistratura che della politica, per questo le sue parole mi suonano come luoghi comuni.

  9. Alberto M. ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 17:43

    Votate pure SI, ognuno è libero di pensarla come vuole, ma chi spera che approvando questa riforma avremo una giustizia più giusta e più rapida si sta cullando in una grande illusione. Tutto rimarrà come adesso, statene pur certi. La verità è un’altra: la separazione delle carriere in teoria non sarebbe sbagliata se non fosse che in Italia abbiamo una classe politica del tutto impreparata e in parte corrotta che vede nella magistratura un intralcio alle sue manovre più o meno losche e con questa riforma vuole mettergli un freno, lo capiscono anche i bambini, non ci vuole molto.

  10. Stefano Locci ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 16:08

    Egregio, a parte la banale constatazione che la separazione delle carriere (e degli ambienti anche edilizi in cui requirenti e giudicanti devono svolgere la loro funzione) completa, dopo quasi 40 anni, la riforma Vassalli da inquisitorio ad accusatorio; a parte la strumentalizzazione che fanno coloro contrari alla separazione, tutti abbiamo capito che è la composizione a sorteggio dei due CSM il vero terrore della lobby.
    A quanti, se in buona fede, ritengono di osteggiare la riforma (la prossima sarà, mi auguro, sulla responsabilità diretta dei magistrati) auguro di cuore la sventura di trovarsi di fronte al nostro sistema giudiziario (non ha importanza in quale veste: vittima, indagato, imputato o teste non fa molta differenza): capiranno a proprie spese perché i votanti per il SI saranno schiaccianti. Ed attenzione che, parafrasando il principio evangelico, nessuno può dire non berrò mai da quella sorgente (vale paro paro anche per un letto di ospedale). Saluti.

  11. grillotalpa ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 13:23

    A me Lei fa effetto Report
    Mi informa, mi fa indignare per le malefatte denunciate e poi mi fa cadere in depressione

  12. Riforma Tore ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 12:18

    Eccerto, cambiamo la costituzione (!!) così i magistrati non sbagliano più. A posto

  13. Antonio ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 11:28

    un noto procuratore in tv dichiara ” è sbagliata la separazione perchè un pm puo indagare il presidente ” quindi quando il Senatore Vassalli dice ” È il più grande gruppo di pressione ” non si sbagliava ricordiamoci che Carofiglio è un Ex magistrato e Politico PD

  14. Paolo ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 11:12

    La separazione delle carriere e un argomento molto importante, una battaglia senza colori politici per avere processi più giusti, trasparenti e con meno errori.
    Cito una metafora che spiega al meglio il tutto, “Come nello sport, chi arbitra sostanzialmente non può far parte dei giocatori”.
    Ci sarebbero tantissimi motivi ed esempi pratici, ma credo che chi si ostini al NO, lo fa per contrastare la destra che lo ha presentato, dimenticando che diversi partiti della sinistra a suo tempo avevano proposto leggi simili.

  15. Alfio ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 08:30

    Domanda facile facile: vi fareste operare al cuore da un chirurgo che sbaglia il 40% degli interventi? Sarebbe giusto farlo diventare primario di cardiochirurgia o addirittura titolare di cattedra universitaria (e quindi insegnare le sue tecniche sbagliate ai prossimi Medici)?
    Per quale motivo la magistratura è l’unico corpo che resta impunito nonostante le malefatte?
    Ecco perché votare SÌ alla riforma della giustizia.

  16. Paolo Maninchedda ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 07:45

    Per me sì, si sbaglia.

  17. L ha detto:
    14 Gennaio 2026 alle 07:31

    Certo, da contrastare. Accade solo nella magistratura? Ma nemmeno per sogno. Perché se ne parla solo con riferimento alla magistratura? Perché il potere politico, più forte, uole limitarne i poteri.
    Mi sbaglio?

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