Pensioni e sviluppo, vecchi e giovani. Quando le riforme entrano nel vivo delle esistenze altrui

26 novembre 2011 09:0735 commentiViews: 32

301È iniziata nella Prima Commissione la discussione sulla riforma del Fondo per l’Integrazione del Trattamento di Quiescenza dei dipendenti della Regione Sardegna. Un provvedimento urgente, perché qualora non si decidesse entro la fine di quest’anno, il Fondo (che paga l’integrazione della pensione di migliaia di pensionati) non avrebbe né copertura normativa né finanziaria. Per cui si è deciso di portare in Aula il provvedimento il 20 dicembre.
Quando venne istituito, nel 1965, il FITQ era molto innovativo e all’avanguardia, giacché istituiva un fondo integrativo della pensione, obbligatorio, quando ancora questi istituti erano molto rari. Aveva al suo interno cose che oggi non possono che apaprire assurde: all’art. 3 della legge istitutiva (Legeg regionale 15/1965) si prevedevano tra le prestazioni facoltative del Fondo cose tipo cure climatiche (?), attività culturali e ricreative (?)sovvenzioni straordinarie per gravi infortuni non solo del dipendente, ma anche del coniuge, dei genitori, dei figli, dei fratelli o sorelle risultanti a carico ecc. ecc..
Per un lungo periodo non ha avuto problemi finanziari, ossia, i contributi versati dal personale in servizio erano tali da sostenere gli assegni integrativi di quelli andati in pensione.
Poi sono accaduti due fatti: 1) gruppi di dipendenti che non avevano versato contributi al FITQ (per ragioni che non sto a riepilogare) vennero iscritti con legge regionale (grazie all’azione di lobbing svolta in Consiglio regionale) al Fondo, percependo in tal modo l’assegno integrativo senza aver concorso in alcun modo a incrementare le risorse che lo alimentano; 2) l’ammissibilità ai fini del calcolo dell’assegno integrativo delle indennità di funzione dei dirigenti, unitamente alla natura retributiva del Fondo (cioè, semplificando, legata alle ultime retribuzioni piuttosto che all’ammontare complessivo dei contributi versati), hanno fatto sì che non pochi dirigenti siano andati a percepire assegni integrativi rilevanti a fronte di non corrispondenti contributi versati.
Questi due fatti hanno determinato la crisi finanziaria del Fondo, che ha bisogno periodicamente di essere integrato con risorse  regionali.
L’orientamento generale in Consiglio regionale, sia della maggioranza che dell’opposizione è quello di riformare il Fondo e  di renderlo integralmente contributivo e non retributivo. Anche i sindacati concordano su questa scelta. Per cui è ragionevole che per i dipendenti regionali assunti dopo il 1 gennaio 2012 il regime integrativo sia chiaro e non susettibile di crisi perché integralmente contributivo, appunto.
Il problema è dato dalla disciplina che deve riformare il FITQ dei dipendenti attualmente in servizio. La questione è molto complicata. Chi è prossimo alla pensione chiede che non si cambino le regole del gioco in itinere.
Ci sono due progetti di legge presentati: uno della Giunta e l’altro dei consiglieri Steri e Diana Mario.
Sono sensibilmente diversi. Quello della Giunta, frutto della concertazione con i sindacati, disciplina il FITQ, stabilisce il regime contributivo dal 1 gennaio 2012 e determina all’art.5 le modalità di calcolo dell’assegno integrativo per i dipendenti attualmente in servizio con un sistema misto contributivo-retributivo (la base di calcolo è il 50% della retribuzione lorda percepita nell’ultimo quinquennio, più il 2,5% per ogni anno di servizio). È molto puntuale nell’abrogazione delle norme non più sostenibili della legge 15/1965.
La proposta Steri-Diana  è molto più precisa di quella della Giunta nella distinzione tra il nuovo Fondo contributivo e il vecchio FITQ (nel Capo I si istituisce il nuovo Fondo contributivo), ed è molto più dettagliato di quello della Giunta nel Capo II (che disciplina la nuova gestione del vecchio FITQ), dove, pur accettando un sistema misto contributivo-retributivo, tiene conto in misura più precisa degli anni di servizio giacché individua tre classi (art.12) che distinguono quelli che vanno in pensione con regime retributivo (secondo le modalità di calcolo dell’art.4 della legge regionale 15/1965), da quelli che vanno con un sistema misto, da quelli infine quelli che vanno in pesnione solo col contributivo.
È molto probabile che si vada a fondere le due proposte, precisando ulteriormente la disciplina transitoria.
Il problema che queste leggi pongono è complesso perché mettono noi legislatori a diretto contatto con interessi che incidono fortemente sulle dinamiche personali e familiari. L’attenzione e l’approfondimento sono obbligatori. Come pure il dovere di pensare non solo a chi va in pensione ma anche a chi lavora in Regione da pochi anni e rischia di versare i contributi per alimentare pensioni più vantaggiose di quelle che un domani egli andrà a prendere. Saranno, per molti, questioni troppo tecniche, ma sono questioni che a me bruciano perché sono molto implicate nelle esistenze dei singoli, di cui sento la responsabilità perché decidono della qualità della vita e anche della giustizia sociale, giacché la cosa peggiore è fare lo stesso lavoro, percorrere la stessa strada professionale ma essere poi condannati dalle circostanze a risultati diversi e sperequati.

35 Commenti

  • Daniela Serri

    Egr. Sig Nino sono davvero dispiaciuta per Lei in quanto il suo odio nei confronti dei dipendenti regionali l’ha portata a non considerare ciò che ho scritto ma a voler sottolineare gli orari nei quali ho postato i miei messaggi. Se Lei fosse una persona corretta avrebbe dovuto segnalare anche gli altri che ho scritto di sabato e di domenica, giorni in cui i dipendenti pubblici non lavorano. Considerato che Lei ha introdotto quest’argomento la domanda risorge spontanea: Lei che lavoro fa perchè se non sbaglio è un frequentatore assiduo del sito dell’On Maninchedda.Le ripropongo la domanda affinchè si possa parlare alla pari ma anche per capire se Lei è davvero tra coloro che pagano il mio stipendio ovvero se viceversa sono io a pagare qualcosa per Lei. Lei però non risponde. Non solo, Lei non firma con nome e cognome come ho fatto io restando quindi nell’anonimato. Questo è certamente sinonimo di grande coraggio che devo dedurre non si possa reperire dal pescivendolo nè tanto meno dal barbiere. Viceversa io ho firmato con nome e cognome e Lei può andare a verificare sul sito anche qual’è la mia sede di lavoro (se non l’ha già fatto) Inoltre Le faccio presente che il mio post delle 10.07 che Le ha provocato tanto fastidio riguardava una comunicazione che intendevo dare all’On Maninchedda relativo rinvio dell’assemblea del sindacato Sdirs, soprattutto perchè venivano trattati argomenti quali la riforma della legge sul personale della regione e il FITQ cioè argomenti che sono all’attenzione della commissione presieduta dall’On. Fatte queste doverose precisazioni, considerato che Lei mi rimprovera di non aver detto che i costi del FITQ non dovevano ricadere sulle tasche del “contribuente” Le faccio presente che anche io sono uno di “VOI” che in questo caso paga due volte: una volta con la trattenuta mensile e una volta proprio come tutti coloro che pagano le tasse (TUTTE). Detto questo aspetto di conoscere quali le conclusioni del lavoro della commissione. Considerata l’ora Sig Nino mi sembra doveroso rassicurarla e dirle per sto scrivendo dalla mia abitazione anche se ora tornerò a lavoro. Saluti

  • Non posso che condividere quanto riportato da Nino.
    Nel momento in cui qualcuno beneficia di integrazioni pensionistiche senza avere mai contribuito fattivamente, deve vedersi immediatamente decurtata la pensione (che in ogni caso rimane di elevato livello economico).
    Chi ha contribuito potrà ovviamente beneficiare di un montante significativo se la nuova regola fosse retroattiva oltre che decurtativa.
    I milioni da buttare per il fondo, peraltro, trovrebbero impiego migliore nel ripianare debiti di soggetti ben più importanti e strategici (p.es abbanoa) piuttosto che scialaquarli in regalie soggettive sulle spalle dei cittadini contribuenti sardi.

  • Il fondo integrativo dei dipendenti regionali non ha copertura finanziaria ed il perchè lo ha chiarito l’On. Maninchedda che ci dice anche: la mancanza di copertura finanziaria per adempiere alla sua funzione porta ad integrazioni periodiche con risorse regionali. Tutto regolare? A me pare di no perchè il fondo assolve alle sue funzioni non con le risorse versate dai dipendenti (che ne sono gli unici beneficiari) ma con le risorse di tutti noi contribuenti che dal fondo integrativo dei dipendenti regionali non beneficiamo un beato ozzac. Punto.
    Stando ai numeri di Hubert il dissesto (ma credo anche l’integrazione regionale fin qui avvenuta, se qualcuno ha i numeri esatti corregga) sarebbe di 60.500.000 euro (c’è errore nella somma)e non di 65.500.000. Cifra contestata, ci dice, ma verosimile. Come si intende porre rimedio? Con ulteriori integrazioni integrazioni di risorse regionali per riportare il fondo in equilibrio. Tradotto in soldoni e con buona approssimazione significa: risorse regionali già spese per 60.500.000, altrettanto da spendere per un totale di 121.000.000 di euro (duecentoquarantamiliardi di vecchio conio, alias lire)a carico dei contribuenti mica dei dipendenti regionali. Per indorare la pillola al popolo bue il dott. Cadeddu, la dott.ssa Serri (che scrivono sul blog di Maninchedda il primo alla 10,46 di lunedì 28 novembre, giorno di chiusura per i barbieri,la seconda alle 10,07 di martedì 29 novembre, operativi anche i barbieri. Non dubito ovviamente che sia tutto regolare) ci dicono che non sono loro i responsabili, e concordo, ma non ci dicono siamo d’accordo con voi cittadini che avete pagato ingiustamente alla nostra categoria e ci opponiamo all’ipotesi che il riequilibrio ricada nuovamente su di voi. Non solo ma avete diritto (voi cittadini) al recupero del mal tolto. Come? Parta la Corte dei conti con i poteri che le derivano dalla Costituzione e leggi successive, si accertino in buona sostanza le responsabilità. In diritto caro Hubert si può dire tutto ed il suo contrario. Mi pare insignificante la sua affermazione la cosa è tutta “legale”, peraltro virgolettato. Il consiglio regionale ad esempio, ma ce ne sono tanti altri, approvò anche la legge statutaria, voluta da Soru e scritta dal Prof. Onida ex presidente della Corte Costituzionale, che non resse alla verifica e venne abrogata. Anche il suo è un tentativo di gettare oppio sull’attenzione della pubblica opinione. Non funziona così.

  • Enrico Cadeddu

    Vede Egregio Pinus che quando si assumono toni più pacati la discussione è più piacevole e profiqua? Io ripeto non metto in dubbio nessuna professionalità, per mia natura non tratto da soprammobile impolverato neanche il gatto che incontro in cortile. Il mio è un discorso di metodo applicato in tutte, e dico tutte le attività in cui vi sia il pubblico di mezzo. Anche il chirurgo deve avere sia la capacità di fare che di coordinare (l’infermiere, l’anestesista, eecc), così come l’ingegnere (capo cantiere, operai ecc) il magistrato (funzionari, cancellieri pg ecc). Ritengo quindi che sia il metodo giusto da applicare da un lato per eliminare almeno un po la discrezionalità ()arbitrio)della scelta. Da un altro lato perchè, e qui stà il nodo, penso che quelle conoscenze della macchina amministrativa, che lei ritiene possano acquisirsi col tempo, si acquisiscano in primo luogo con lo studio senza il quale mancano poi le basi fondamentali che permettono a parità di capacità intelletive, che io non discuto, ad un laureato di arrivare ad un punto, una soluzione ad avere una idea che chi quelle basi non le ha non potrà mai avere. Le ripeto è solo nell’amministrazione pubblica che questo accade quasi sia una attività di serire B, salvo poi all’occorrenza, magari a fronte di un appalto, dovere nominare un funzionario senza incarico quale RUP perchè il coordinatore non ha i titoli Sui personalismi, caro Pinus, un minimo è caduto ugiualmente. Chi le dice che io non abbia incarico? e anche sui dirigenti nuovi. Io ritengo che ad oggi loro siano i titolati a dirigere, ma sappiamo tutti che questo è ostacolato dal fatto che si voglioni nominare i ff. Allora io chiedo Lei è siuro che un altro funzionario nominato ff, così di punto in biano non sarebbe stato ugualmente idoneo a svolgere l’incarico? non lo sapà mai. Ma ripeto per me ad oggi i vincitori di concorso dovrebbero essere tutti messi in servizio perchè non esprimo quel negativo giudizio di valore che esprime Lei. P.s. sino alle decisioni del TAR a cui io ho ricorso. La saluto

  • pinus radiata

    Per Enrico Cadeddu, un conto è l’esercizio della professionalità, un conto è la capacità di esercitare il coordinamento di un gruppo di lavoro, conoscere a fondo la macchina amministrativa, avere la cognizione minuziosa di dove sono situate le risorse umane o strumentali per risolvere i problemi e infine avere contezza dei problemi del territorio.
    Un conto perciò è il background e un conto è il knowhow. Un funzionario con incarico così come un dirigente dovrebbero avere tutte e due questi requisiti. Quando sono entrato a lavorare 20 anni fa e provenivo da un’esperienza biennale al CNR sono stato coordinato per diversi anni da un diplomato che mi ha utilizzato per il mio profilo professionale specialistico valorizzandolo. Non ho mai messo in discussione la sua leadership e mi sono avvantaggiato della sua esperienza sapendo che sarebbe arrivato il mio turno. Lei caro Enrico non vuole aspettare ad avere la necessaria esperienza? Guardi che se passa questa logica quando lei avrà 25 o 30 anni di lavoro sulle spalle arriverà un giovane rampante con un master di decimo livello e la tratterà da soprammobile impolverato senza capire che è lei a saper risolvere i problemi e non lui con la sua prosopopea. Stesso discorso per i dirigenti mi citi un neo dirigente vincitore di concorso che sappia veramente svolgere il proprio lavoro. E non mi dica che devono fare esperienza perché uno non viene pagato profumatamente per scaricare la responsabilità sul funzionario!

  • Preg.mo Nino
    ho dato alcune informazioni contabili per significare, che nonostante le annose segnalazioni, chi di dovere……………. non ha inteso intervenire, e le ho date perché, ovviamente, contestate. Mi creda, la Corte dei Conti, in questo caso, non c’entra proprio, nel senso che, la cosa è “legale”; occorre modificare le regole. La materia è complessa, occorre salvaguardare i c.d. diritti acquisiti, e riportare l’istituto ad un rapporto corretto tra contribuzioni e prestazioni. Spiace comunque l’accanimento verso i dipendenti non “autori” delle scelte, come quella dell’incentivo all’esodo. E’ sempre sbagliato sparare a zero, specie quando non si ha padronanza della materia, come appare evidente.

  • Enrico Cadeddu

    Per Nino. Io i numeri di Hubert li conosco, nel senso che intuivo che la fossero numeri simili. Quello che contesto nel suo ragionamento e he ho cercato di spiegare, evidentemente male, è che quei numeri non li hanno creati i dipendenti. Li ha creati chi ha permesso che tutto questo accadesse. Se lei avesse un po meno di acredine nei confronti dei dipendenti pubblici avrebbe notato che io sin dal primo intervento ho solo detto che se mi obbligano a versare, come mi obbligano, poi mi devono dare indietro qualcosa. Ho anche sostenuto che magari era il caso di rendere il fondo facoltativo così da impedire uleriori danni. Ho sempre detto che non era giusto andare a tappare buchi per benefici non dovuti (“Io chiedo solo di spazzare via le leggi che hanno determinato questo e di attribuire le responsabilità a chi di dovere”). Ho detto che tutti dovevano ridare un po ( “Spero anche che effettivamente, come si sta ipotizzando anche su scala nazionale in materia di baby pensioni, chi ha avuto tanto sia chiamato a ridare almeno un po. Sono assolutamente sicuro che i più felici di una fiforma in tal senso saranno i dipendenti regionali entrati per concorso,”). Spero che li rilegga gli interventi precedenti alla sua agressione verbale. Per il resto: Hubert mi sembra mi abbia dato nella sostanza ragione, ma forse quel post Lei non lo menziona o non lo ha letto, ha solo incrementato quanto affermato con i numeri.
    a pinus io ho risposto, Lei lo ha fatto con la Sig.ra Serri circa l’attività lavorativa che svolge? Mi sembra di no. Non si offenda se le dico che forse allora è Lei a non sapere leggere.
    La saluto.
    p.s. Io sono ancora disponibile per l’esposto alla Corte dei conti, attendo una sua risposta anche su questo

  • Enrico Cadeddu

    Per Pinus una domanda. Lei si farebbe operare da un infermiere con 30 anni di anzianità o preferirebbe un medico? Farebbe costruire un ponte ad un geometra con 30 anni di anzianità o preferirebbe un ingegnere magari strutturista? Gradirebbe che i suoi figli nella scuola o nell’università seguissero lezioni di professori privi di titolo? Vorrebbe essere giudicato da un magistrato laureato e che ha superato il concorso o preferirebbe un altro soggetto? Io no. Sino quando si penserà che l’amministrazione della cosa pubblica sia un qualcosa di meno rispetto alle altre attività allora il suo discorso vale. Io invece ritengo sia una cosa molto delicata che richiede di essere trattata in maniera perlomeno uguale alle altre funzioni pubbliche prima citate. Questo non vuole dire non riconoscere la professionalità ma sancire perlomeno un critero oggettivo per l’accesso a determinate posizioni. Io non ho, al contrario di quello che ha fatto Lei, espresso alcun giudizio di valore rispetto ai funzionari non laureati ho solo constatato la mancanza oggettiva di un criterio che per me è fondamentale. La saluto

  • Daniela Serri

    Egr. On Maninchedda, Le scrivo per darle la seguente comunicazione. Lo Sdirs, sindacato dirigenti e direttivi laureati ha indetto per il 30 novembre una assemblea per gli iscritti e i simpatizzanti per discuttere di temi quali il ddl di modifica della L.R. 31 e la vicedirigenza e la riforma del FITQ. E’ giunta una comunicazione dell’Assessorato degli Affari Generali che dice che i funzionari che vorranno partecipare non potranno usufruire delle ore previste contrattualmente per la partecipazione alle assemblee. Lo Sdirs ha comunicato il rinvio dell’Assemblea. Faccio presente che prima di questa assemblea io ho partecipato ad altre, sempre indette dallo Sdirs, usufruendo del monte ore previsto contrattualmente. La saluto

  • Dal refuso, secondo il dott. Cad/reddu e la scuola di V.le Trento, discende il non saper leggere per chi da quei palazzi è lontano. Pagandoli! La offendo se le dico che ormai il” non saper leggere” è una certezza? Risponda a Pinus Radiata e confuti i numeri di Hubert, che ringrazio. Avevo intuito che la porcata era grossa ma così! Che lei non abbia concorso ad uno scandalo simile che rileva? La Corte dei Conti, che invito ancora ad intervenire, prenderà in esame l’operato dei dipendenti? Certo che no, per facilitarLe la lettura. I numeri di Hubert sono soldi nostri, dei contribuenti, dei vostri datori di lavoro utilizzati per fini privati, oltre lo stipendio. E questo con il beneplacito dei Sig.ri Sindacati che organizzano scioperi generali e partecipano alla marcia di Zuri. E adesso? Creato il buco bisogna tapparlo. In gergo si dice che bisogna trovare il riequilibrio finanziario e quindi, verosimilmente, i numeri di Hubert raddoppiano. Capite in che casino finanziario ci troviamo? E questo è un caso, forse, neanche fra i più eclatanti. Nel mio primo intervento espressi la curiosità di INSPICERE nella bozza della finanziaria 2012. Non è venuta meno la curiosità, ANZI!
    Commesso il misfatto bisogna impedire che lo stesso provochi ulteriori consegueze!

  • 24 novembre 2011, 19:43

    Pensioni, al via il fondo Perseo per i dipendenti della p.a.

    Possono aderirvi lavoratori della sanità, delle regioni e degli enti locali

    La COVIP – Commissione di vigilanza sui fondi pensione – ha autorizzato all’esercizio dell’attività del fondo pensione destinato ai lavoratori pubblici, PERSEO. Dopo Espero riferito ai dipendenti della scuola, gia’ attivo da alcuni anni con circa 97.000 iscritti, Perseo e’ il secondo fondo pensione nazionale, destinato ai lavoratori del pubblico impiego, a diventare operativo.
    Al nuovo fondo potranno aderire, oltre ai dipendenti degli enti locali, anche i Segretari comunali e, con la sottoscrizione dei relativi accordi di adesione, i dipendenti privati delle Organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo istitutivo, il personale di enti e organizzazioni regionali e interregionali, i dipendenti di case di cura private e il personale di strutture ospedaliere gestite da enti religiosi e di imprese private che offrono servizi socio sanitari. E possono essere iscritti al fondo pensione anche i familiari fiscalmente a carico.
    Il contributo a carico delle rispettive Amministrazioni è pari all’1% della retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto (TFR) al quale si aggiunge un contributo minimo di pari importo a carico del lavoratore, che può, se lo desidera, versare un contributo aggiuntivo. Oltre a tali contributi, che vengono versati tempo per tempo a Perseo, è prevista la destinazione al Fondo pensione del TFR e, per i lavoratori già in servizio al 1° gennaio 2001, di una ulteriore quota figurativa pari all’1,5% del contributo di riferimento per il calcolo dell’Indennità del Premio di Servizio (IPS).

  • Carissimo Onorevole Maninchedda,
    ricordo a tutti che i fondi pensione per tutti i dipendenti pubblici sono ormai e una realtà, finalmente operativa, con SIRIO e PERSEO come da recente atto presso il notaio anche del secondo fondo.
    Pertanto, apprezzando il suo taglio riflessivo e riformatore sarebbe più interessante che nel dibattito, proprio per seguire il suo filo di riflessione, si parli con cognizione di causa, stando nel contesto normativo vero e non continuare a picchiare (o alimentare cose strampalate) su un fondo che va totalmente riformato, per eliminare le porcherie fatte in questi anni.
    Le gigliottine e le cose che poi sia chiaro (visti i diritti aquisiti e i 3.000 iscritti pensionati che non versano più ma ricevono) non si possono fare e dunque lasciamole ad altri luoghi di discussione.

    I fondi sono una realtà finalmente e ora che si fa si eliminano dopo una positiva intuizione del 1965? correggere le storture subito e senza ulteriori indugi e fate una buona riforma.

    http://marcoloconte.blog.ilsole24ore.com/2010/12/arriva-perseo-fondo-pensione-per-i-dipendenti-della-sanit%C3%A0-ed-enti-locali.html

  • Daniela Serri

    Egr. On. Maninchedda come vede il robespierrismo in salsa sarda si fa non solo sui politici ma anche sui dipendenti regionali.

  • pinus radiata

    Ciò che è versato dal dipendente dovrebbe essere tutelato. Dal mio stipendio mi sottraggono una quota ogni mese per anni e mi piacerebbe almeno riaverla anche perché non mi è stata data un’alternativa se utilizzare quei soldi per un fondo pensione privato o non accantonarli affatto poi se non sono stati fatti fruttare pazienza gli interessi non mi interessano (sic!).
    Per Enrico Cadeddu chi non ha argomenti o non si vuole confrontare sul lavoro tira fuori il titolo di studio. I laureati dimostrino di saper lavorare meglio e più di quei diplomati che occupano posizioni organizzative e sappiano soprattutto risolvere i problemi invece di trincerarsi dietro ste menate su come deve andare o su quali regole devono governare la PA. Qualunque imprenditore sia finito nel tritacarne di una procedura di VIA o altro ha constatato che l’amministrazione regionale vive per se stessa in un delirio autoreferenziale. Quando i dipendenti regionali (e parlo soprattutto dei giovani) capiranno che il servizio lo dobbiamo rendere a chi ci paga e dobbiamo agevolare la vita e il lavoro a chi si rivolge a noi, forse nessuno avrà da ridire su stipendi a accessori dell’amministrazione

  • Enrico Cadeddu

    Egregio Sig. Nino, in primo luogo io mi chiamo Cadeddu e non Careddu e da ciò discende che forse non sono solo i regionali a non sapere leggere.
    In secondo luogo io no l’ho mai accusata di avere fatto porcate e gradirei, pur nei momenti di rabbia, che anche Lei mantenesse una certa forma di rispetto nei miei confronti, almeno in pubblico.

    In terzo luogo dal fondo, al quale Lei dice di non interessarsi ma che evidentemente la fa tanto arrabbiare, io non ho mai preso niente e sono stato costretto solo a versare. Meno che mai ho preso dalle Sue tasche. Anche in questo caso gradirei che Lei non facesse affermazioni diffamanti, almeno in pubblico e non mi accusasse di cose che non ho fatto.

    In quarto luogo non ho ancora capito, ma forse perchè non so leggere, quale sia la Sua professione. La prima riga, forse in quel momento non era ancora tanto arrabiato, dell’intervento della Sig.ra Serri diceva “Egr. Sig Nino per parlare alla pari mi piacerebbe sapere Lei che lavoro fa.” Come giustamente da Lei evidenziato rispondere è cortesia e Lei ancora si ostina a non rispondere e quindi a non usare cortesia. La vorrei comunque invitare a non insultare.
    In ogni caso io spero che Lei faccia l’esposto alla Corte dei Conti, anzi guardi magari il giorno che deciderà ci sentiamo e lo facciamo assieme.

    Devo purtroppo constatare che proprio il fatto che ci siano persone che affermano che “Non spetta a noi fare la cernita fra chi è e chi non è responsabile delle vostre porcate.” determina che poi si continua con questo andazzo. Lei resti pure della sua opinione, pensi pure che il dipendente sia responsabile delle scelte legislative, continui pure a insultare, ma non troppo, sa dal canto mio cosa le dico…governo ladro.

    La saluto

  • Per la felicità di NINO:
    dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2010, sono stati collocati in quiescenza 69 dirigenti
    – che hanno fruito dell’esodo incentivato: Il beneficio “regalo” è stato previsto legislativamente, con quale fine nessuno l’ha mai detto; costo per la collettività, 3milioni di euro (circa sei miliardi di lire – 6.000.000.000).
    – gli stessi 69 dirigenti hanno fruito del 100% dell’indennità di posizione: Il beneficio, “seppur legittimo”, è sfuggito all’attenzione ………………… , e così capita, che senza versare un becco di centesimo di euro, questi dirigenti sono costati al FITQ circa 7milioni500mila euro (circa quindici miliardi di lire – 15.000.000.000)-
    – Poi ci sono gli altri dipendenti, anch’essi collocati in quiescenza nello stesso periodo, ed è verosimile calcolare che siano almeno 1.500 (Regione ed Enti), quindi:
    – 1500 dipendenti hanno fruito dell’esodo incentivato: costo per la collettività, 45milioni di euro (circa novanta miliardi di lire – 90.000.000.000).
    – 500 dipendenti hanno fruito del 100% dell’indennità di posizione:
    Il beneficio, anche in questo caso, “ legittimo”, è sfuggito all’attenzione ………………… , e così capita che senza versare un becco di centesimo di euro, questi dipendenti sono costati al FITQ circa 5milioni di euro (circa dieci miliardi di lire – 10.000.000.000).
    QUESTO E’ QUANTO – targato……………
    UNA SPESA COMPLESSIVA DI 65.500.000 euro (sessantacinquemilionicinquecentomila euro)
    126.000.000.000 di lire (centoventiseimiliardi di lire)

  • Daniela Serri

    Egr. Sig mmc infatti il punto è questo. Non è per niente scontato che chi ha versato possa domani riavere qualcosa nè tantomeno che possa recuperare quanto versato perchè il fondo è stato svuotato proprio perchè è andato a “integrare” chi non aveva versato niente o quasi. Comunque il danno è fatto ed ora sarà dura trovare una soluzione.

  • Egr. Dott. Careddu lo sa che a me ed agli altri 1.600.000 Sardi, meno 15.000 regionali diretti e indiretti,importa assai poco del vostro fondo integrativo? Non spetta a noi fare la cernita fra chi è e chi non è responsabile delle vostre porcate. Fateci sapere il quantum che vi siete presi dalle nostre tasche per integrare il fondo vostro, dei forestali etc. etc. e così entriamo per benino nelle camere di mezzo.Ecco quei soldi li dovete restituire perchè noi cittadini non siamo vostri debitori e ci sentiamo derubati. Questa è la sostanza! Ci interessa nulla che lei e la sua collega non siete della partita. E pretendo ancora che la Corte dei Conti ci metta mano.
    Prendo atto che i dipendenti regionali hanno difficoltà a saper leggere. La metafora del pescivendolo mette in “forse” l’autocertificazione dell’alta professionalità, “forse” che alla luce della sua dissertazione è spazzato via. L’accusa di piaggeria è la seconda prova che due “brillanti” dipendenti della regione non sanno leggere.Non ha bisogno l’On. Maninchedda della mia difesa coì come io non ho bisogno della sua. Siamo due cittadini profondamente liberi. (Altra piaggeria secondo i canoni della intellighentia regionale)
    La domanda della Si.ra Serri circa la mia attività era: camperebbe senza mamma regione? La risposta è stata eloquente per chi sa leggere.
    Sappiate che noi (1.600.000 – 15.000)siamo i vostri datori di lavoro e ne abbiamo abbastanza di un esercito di sanguisughe. Più prima che poi”Benit sa passentzia in su populu a mancare”!

  • x Enrico Cadeddu
    condivido il tuo intervento, è evidente che non si conoscono i contenuti della materia che si sta trattando, soprattutto che il FITQ agisce in maniera mutualistico, quindi avviene che con meno versamenti si abbia diritto ad avere qualcosa in più, ma anche il contrario, come pure, che versare per 40 anni non dà diritto ad integrazione alcuna. Occorre certamente canbiare il sistema, creando alla data X uno spartiacque tra FITQ e Fondi Individuali, e soprattuttto condivido il riferimento alle indennità di posizione.

  • Egr. Sig. Cadeddu,
    per quanto concerne i contributi versati, è naturale che questi debbano essere recuperati o che possano costituire la base di un Fondo (non certo a disposizione di chi non ha contribuito).
    In ordine ai trattamenti economici negli Enti:
    Da anni i dipendenti degli Enti locali chiedono l’equiparazione di trattamento economico ai criteri dei dipendenti RAS.
    Evidentemente sono male informati. Oppure troppo bene.

  • Enrico Cadeddu

    Per mmc
    Lei ha perfettamente ragione quando sostiene che è uno schifo. Tale schifo dipende da scelte fatte in passato e anche nel presente dal legislatore. Ora credo sia lo stesso legislatore che deve porvi rimedio. Il fondo integrativo, se deve esistere, dovrebbe essere autofinanziato totalmente con i contributi dei dipendenti. Si potrà discutere la natura o meno volontaria di detti contributi, ma se sarà volontaria ci dovrà, per chi ha affettivamente versato e non per i beneficiati ad hoc, la possibilità di vedersi restiuito l’ammontare del suo contributo. Come avrà notato i dipendenti regionali che hanno scritto sono d’accordo con Lei anche perchè consapevoli che lo schifo da Lei evidenziato determinerà in un futuro neanche tanto lontano, l’impossibilità, proprio in forza di quelle leggi ad hoc, di recuperare l’integrazione che, ripeto, ogni singolo dipendente stàò facendo. Oppure volgiamo arrivare a sostenere che non si deve neanche avere il diritto di vedersi restituito quanto coattivamente (il contributo ad oggi è obbligatorio) trattenuto solo perchè dipendenti della regione? A me sembra assurdo. Io chiedo solo di spazzare via le leggi che hanno determinato questo e di attribuire le responsabilità a chi di dovere.
    La saluto.
    Quello che si è contestato è il fatto che la responsabilità dell’accaduto venga posta in capo ai dipendenti (ripeto ancora dipendenti entrati regolarmente e che per tutti gli anni di servizio hanno visto effettuarsi la trattenuta sullo stipendio) e non al legislatore. Questo non è accettabile.
    P.S. anche in regione un laureato prende più o meno quanto sua moglie e sua moglie lavora in termini di orario le famose 36 ore. Mi pare sia così.
    Ma tanto è inutile

  • Sono schifato.
    Io il mio fondo integrativo me lo pago volontariamante con le mie contribuzioni all’Ente di previdenza dei Biologi.
    E non sono cifre basse.
    Mia moglie (brillante laurea in giurisprudenza, impiego in un Comune del cagliaritano), non solo non beneficia di alcun fondo integrativo bensì di uno stipendio netto di soli € 1270 mensili.
    Qualsiasi contribuzione per un fondo integrativo è totalmente a carico suo.
    Ora leggo che i poveri dipendenti della Regione, gabbati da qualcuno, devono essere soccorsi perchè il fondo è stato saccheggiato dai loro colleghi con leggi ad hoc.
    Ma stiamo scherzando?
    Da dove provengono i soldi per rimpinguare tali fondi? Dala Regione ovvero dalle tasche di tutti i sardi che pero’ non sono tutti dipendenti regionali.
    Mi faccio un mazzo così dalle 08.00 alle 18.00 di ogni giorno in un posto dove regnano sporcizia e miasmi di ogni genere e natura e dovrei preoccuparmi per chi ha il comodo lavoro (ben retribuito) per 36,5 ore settimanali e vorrebbe che il sistema italiano non stesse andando verso il default.
    Anche questo, a parer mio, è un costo della politica.

  • Enrico Cadeddu

    Per pinus. Il problena non è quello di farsi la guerra all’interno il problema è solo quello del rispetto delle regole. La legge 31 prevede che per l’accesso alla qualifica D sia necessaria la laurea, allora capisco le eccezioni (in sede di prima applicazione) ma da quà a farne una regola mi sembra troppo come mi sembra troppo che questi signori, senza laurea possano anche coordinare altre persone più titolate. Allora se non si vuole cadere nell’anarchia non è ammissibile che la possibilità di nomina sia rimessa alla discrezionalità nel caso concreto e magari eccezionale perchè si cade nell’arbitrio. Ugualmente si chiede il rispetto delle regole per l’accesso alla pa, per l’attribuzione della qualifica dirigenziale.

    Per Nino. Sostanzialmente Lei non ha risposto alla domanda che le è stata posta. Ad una domanda non si risponde con una negazione (non sono questo, non faccio quest’altro) ma con una affermazione (faccio questo faccio quest’altro. Rispondo a quanto da Lei detto perchè sono anche io un dipendente regionale e sinceramente concordo con quanto affermato dalla Sig.ra Serri circa la sua piaggeria nei confronti del gestore del sito. Piaggeria che la porta a non avere capito che i dipendenti regionali che hanno una determinata professionalità sono proprio coloro che si battono per le storture e i privilegi del sistema.

    Forse le è sfuggito questo passaggio che riporto
    “Sono tra quelle privilegiate che pagando ogni mese il contributo al Fitq ovvero paga l’integrazione a quanti, come per esempio anche per coloro che nell’attuale legislatura sono stati fatti transittare dai gruppi consiliari al Ruolo unico della Regione. Ovviamente costoro non hanno mai versato nulla e prenderanno tutto. Costoro inoltre erano sostanzialmente i portaborse dei politici del consiglio regionale che solo per questo motivo e non certo per aver dimostrato niente sono fruitori del fondo al quale invece io da ormai 12 anni contribuisco. Ovviamente sono anche tra i sottoscrittori del ricorso appena depositato da parte dell’unico sindacato che ha avuto il coraggio di opporsi a questo scempio. E adesso chi è tra me e questi signori il privilegiato? E chi è tra me e i politici che hanno votato questo passaggio il responsabile? Esempi comunque ce ne sono tanti. Hidrocontrol, precari di lungo corso stabilizzati CRS4 ed altri.In sostanza e riassumendo la regione è stata spesso usata dai politici di turno, anche in questa legislatura, per alimentare il più basso clientelismo fondato sulle assunzioni, o promozioni di signori a dirigenti, che ha determinato questa situazione finanziaria del fondo che oggi sembra essere stata creata dai dipendenti regionali Vi chiedo nuovamente la responsabilità di chi è? Dei dipendenti o dei politici.”
    Come vede quindi il pescivendolo sa benissimo che il pesce puzza. Ha però, anche la consapevolezza, che ciò è determinato dal grossista che lo ha fornito (l’esempio da Lei fatto un qualche indizio, vista la mancata risposta, sulla sua profgessionalità ce lo fornisce)e partendo da questa consapevolezza ritiene di non doversi assumere responsabilità anzi vorrebbe che il grossista la smetezzen di fornire il pesce avariato. Lei invece continua, per chissà quali motivi, a dare la colpa al dettagliante e in tal modo come spesso accade quando si è acceecati dai preconcetti evita di trovare la soluzione al problema.
    Cercherò di riassumere il concetto il buco si è creato perchè a molte persone entrate in amministrazione in maniera trasversale sono state risconosciute annualità del FITQ non effettivamente versate. Il buco non si è creato a causa dei versamenti regolari da parte dei dipendenti.
    Riformulo la domando da chi è stato determinato tutto questo dai dipendenti o dal legislatore? Penso che lei continuerà a rispondere dai dipendenti . per sua comodità e a dimostrazione della sua piaggeria le riporto anche il passaggio dell’articolo dell’onorevole Maninchedda che spiega le cause della stortura:
    “Per un lungo periodo non ha avuto problemi finanziari, ossia, i contributi versati dal personale in servizio erano tali da sostenere gli assegni integrativi di quelli andati in pensione.
    Poi sono accaduti due fatti: 1) gruppi di dipendenti che non avevano versato contributi al FITQ (per ragioni che non sto a riepilogare) vennero iscritti con legge regionale (grazie all’azione di lobbing svolta in Consiglio regionale) al Fondo, percependo in tal modo l’assegno integrativo senza aver concorso in alcun modo a incrementare le risorse che lo alimentano; 2) l’ammissibilità ai fini del calcolo dell’assegno integrativo delle indennità di funzione dei dirigenti, unitamente alla natura retributiva del Fondo (cioè, semplificando, legata alle ultime retribuzioni piuttosto che all’ammontare complessivo dei contributi versati), hanno fatto sì che non pochi dirigenti siano andati a percepire assegni integrativi rilevanti a fronte di non corrispondenti contributi versati.”
    Come vede…
    Comunque Lei continui pure ad andare a comprare il pesce che puzza, magari rivolgendosi ad un altro dettagliante tanto il grossitsa resta sempre lo stesso e Lei, che ragiona così, sempre pesce che puzza comprerà…la saluto.

  • pinus radiata

    Sono un dipendente regionale laureato assunto con concorso pubblico etc, etc, etc. Innanzi tutto bisogna specificare che ci sono molti dipendenti regionali che, avendo raggiunto il massimo contributivo e di anzianità, sono andati in pensione senza usufruire del fondo visto che avevano già il massimo della pensione. Poi senza entrare nel dettaglio personalmente mi basterebbe che i soldi da me versati ogni mese siano tramutati un conto personale e gestito secondo le norme di legge magari come verrebbe gestito quello di un lavoratore autonomo! Ciò che a me sembra fondamentale è che cessi la sperequazione fra chi ha versato e continua a versare e chi usufruisce dei benefici senza aver contribuito. Purtroppo non credo si possa rendere retroattiva la norma. Riguardo all’integrazione del fondo da parte della regione, oggi è anacronistico ma vi sono ancora rami dell’amministrazione regionale come l’Ente Foreste dove l’integrazione pubblica è rilevante (FIA). Anche questi istituti (non parlo di privilegi) devono finire. Mi pare che il consiglio e la giunta siano sulla buona strada e mi farebbe molto piacere se la comunità guardasse all’amministrazione regionale in termini di servizi resi piuttosto che in termini forcaioli. Pretendesse cioè un servizio piuttosto che far paragoni con altri rami della società non paragonabili. E certo non aiuta se c’è questa conflittualità meschina anche all’interno dell’amministrazione. Non si può fare distinzione fra dipendenti entrati con concorso, ex 285 diplomati o altre situazioni ormai consolidate, come non ci si deve meravigliare se un diplomato che vale non possa avere un incarico di responsabile di settore e coordini dei laureati che non hanno la necessaria esperienza. Chi si fissa su queste cose non ha ancora compreso in quale momento stiamo vivendo.

  • Sig.ra Serri la domanda è lecita, la risposta cortesia. Eccola: non appartengo e non ho mai appartenuto a nessuno dei due mondi da Lei preconizzati. Prendo per buona l’autocertificazione in ordine alla professionalità con una sottolineatura: mi fa arricciare il naso quando sento il pescivendolo decantare il suo prodotto come freschissimo. Ed allora rebus sic stantibus che ci sta a fare in un mondo dove il più pulito ha la rogna? E comunque dalla Sua risposta ho conferma che le risorse versate periodicamente al Fondo sono un di più e quindi un privilegio da eliminare non ex nunc ma ex tunc. Corte dei Conti sveglia!
    I sospetti sulla mia appartenza non andati a segno(alla Regione, tramite l’Italia, verso le tasse,pago pro-quota i suoi dipendenti e ricevo in cambio disservizi;così strutturata ne farei volentieri ammeno),male assortita anche l’accusa di piaggeria.Rilegga il richiamo alla competenza, vera, dell’On. Maninchedda e scoprirà che è funzionale solo ad evidenziare una regalia indebita di “mamma Regione” ai dipendenti.Anche qui le si è inceppato il grilletto. Auguri, mi sembra una tipa tosta e forse non è solo autoesaltazione.

  • Daniela Serri

    Egr. Sig Nino per parlare alla pari mi piacerebbe sapere Lei che lavoro fa. Non è che Lei fa parte del popolo che riceve contributi dalla Regione? Oppure del popolo delle partite IVA che solo per il fatto di averla da a chi la detiene il primato di efficiente e produttivo lavoratore salvo poi dimostrare che è tutt’altro che così (ed io questo fatto l’ho recentemente sperimentato sulla mia pelle e soprattutto sul mio portafoglio)e magari lamentarsi in piazza contro equitalia? La sua piaggeria nei confronti del gestore del sito non le ha fatto notare che io sono proprio contro le integrazioni per le quali Lei invoca l’intervento della Corte dei Conti. Ho concordato con molte delle cose affermate nell’articolo e infatti la mia risposta era fondamentalmente per Lei. Ritengo sacrosanto il principio enunciato solo che ho semplicemente fatto notare che le storture sono dipese dalle scelte legislative e non dalla volontà dei dipendenti regionali. Se comunque si deciderà di non pagare più gli stipendi ai dipendenti regionali per me potrebbe anche andar bene, la mia professionalità mi permetterebbe di fare altro, per Lei sarebbe lo stesso senza mamma regione? Aspetto una risposta.
    Egr. On Maninchedda Le vorrei precisare che non c’è nessun disprezzo nè palese nè velato quando parlo di politici in quanto intendo con questo termine individuare una categoria di persone che si dedicano alla gestione del bene pubblico senza distinzioni tra sinistra destra o centro. Le chiedo quando si utilizza il termine “burocrazia” lo si fa con lo stesso spirito o invece è inteso davvero in senso dispreggiativo come spesso si legge nei diversi commenti? Sarebbe magari il caso che Lei censurasse anche il qualunquismo nei confronti dei dipendenti pubblici anche perchè spesso i sudditi sono più realisti del re. La saluto cordialmente

  • Ciò che prude, Sig.ra Serri, è la periodica integrazione del Fondo integrativo (e sottolineo integrativo)con risorse regionali. A quanto ammonta la integrazione ed a che titolo è stata fatta? Buchi? E la Corte dei Conti che fa? Tutto regolare? Poichè l’On. Maninchedda conosce meglio di chiunque altro il significato delle parole, con il termine integrazione ha voluto significare (mi correggerà se la mia lettura è gratuita) che l’apporto al fondo da parte della regione è un di più rispetto ad una eventuale previsione contrattuale che ne ripartisca l’implementazione fra datore di lavoro e dipendente. Ripeto: la Corte dei Conti se c’è batta un colpo! Perchè questo saccheggio delle casse regionali non può non avere un responsabile e bisogna evitare, con la legge in discussione, che si continui. Con il beneplacito, manco a dirlo, dei sindacati che organizzano scioperi generali per lo sviluppo.Di chi? Ma dei loro iscritti naturalmente! Il popolo della rete poi( forse direttamente o indirettamente alimentato da tale andazzo)sempre sollecito ad esprimersi pugnacemente e verbosamente indipendista, non si indigna difronte ad una notizia del genere (roba da burocrati!) che rappresenta solo la punta dell’icerberg della mala gestione delle risorse pubbliche e della scarsità delle stesse per soddisfare bisogni collettivi. E fra questi la conquista della libertà vera.
    Esprimere una qualche valutazione sulla utilità dei dipendenti/clienti regionali è esercizio scontato. Vorremmo non pagare loro neanche gli stipendi, figuriamoci il Fondo integrativo.

  • Enrico Cadeddu

    Egregio Onorevole, spero tanto che la proposta avanzata da Daniela e che Lei dice essre percorribile si tramuti in legge. Spero anche che effettivamente, come si sta ipotizzando anche su scala nazionale in materia di baby pensioni, chi ha avuto tanto sia chiamato a ridare almeno un po. Sono assolutamente sicuro che i più felici di una fiforma in tal senso saranno i dipendenti regionali entrati per concorso, in effetti non molti, che vedono poi accadere le cose di cui si è parlato (il caso dei portaborse è emblematico considerato che vanno a prendere uno stipendio superiore anche a quello di un dirigente senza avere le responsabilità), che vedono funzionari senza laurea ai quali viene attribuita l’incarico di responsabile di settore, che vedono colleghi che oramai da anni (3, 4), e in alcuni casi senza che ci sia mai stato un effettivo titolare, svolgono le funzioni di dirigente. Le domanbdo sul punto nella sua veste di consigliere regionale con potere ispettivo perchè non richiede i decreti di nomina dei ff e conrolla se, come prescritto dalla legge, siano mai stati pubblicati sul buras o se in effetti siano state seguite per la nomina le procedure previste come il pubblicizzare la richiesta di manifestazione di interesse? Basterebbe una sua semplice lettera al competente assessorato. Ne vedrebbe delle belle. La saluto e spero che la riforma si faccia nel senso da Lei indicato anche perchè per uno come me in mancanza significherebbe dovere fare l’ennesimo ricorso per vedersi almeno restituito il versato.

  • Gentilissima Daniela, hai dato uno sguardo alle due proposte presentate? Mi pare che il nuovo fondo proposto da Steri e Diana abbia le caratteristiche da te descritte o sia suscettibile di acquisirle. Per il resto, alcuni gravi errori da te segnalati sono reali. Cercherò, come potrò, di porvi rimedio (sui Gruppi, per esempio, la legge andrà rivista e quindi sarà possibile verificare come disciplinare, magari su base volontaria, l’assegno integrativo). Vedremo. Quanto ai vitalizi, il problema, come ho già detto, è l’ampiezza della retroattività, la sua legittimità e il suo costo. Più della volontà e sensibilità attuale dei politici, come li chiami tu con una dose non celata di disprezzo, bisognerebbe tener conto degli orientamenti in campo di giustizia amministrativa. Io, per quel che mi riguarda, ho sempre sostenuto l’abolizione del vitalizio, ma mi rendo conto che non ho strumenti per revocarlo a chi lo ha già maturato e magari ancora non lo percepisce (parlo dei consiglieri della scorsa legislatura) o a chi lo percepisce in forza delle leggi vigenti all’epoca del suo mandato. Né posso impedire che miei colleghi, dinanzi a una legge retroattiva si rivolgano alla giustizia amministrativa. Infine, non ho mai detto che sono privilegiati i contribuenti paganti, ma se ti serviva attribuirmelo per dare maggiore enfasi alla fustigazione generalizzata, pace….. mi ci sto abituando a questo robespierrismo in salsa sarda. Vedrete voi, non io, dove vi porterà.

  • Daniela Serri

    Buonasera, sono una dipendente regionale, entrata in Amministrazione dopo aver superato un concorso consistente in una preselezione a quiz, due prove scritte e una prova orale. Da quando sono in amministrazione nella mia busta paga si legge la voce delle trattenute per il Fitq: ben € 160 al mese. Sono tra quelle privilegiate che pagando ogni mese il contributo al Fitq ovvero paga l’integrazione a quanti, come per esempio anche per coloro che nell’attuale legislatura sono stati fatti transittare dai gruppi consiliari al Ruolo unico della Regione. Ovviamente costoro non hanno mai versato nulla e prenderanno tutto. Costoro inoltre erano sostanzialmente i portaborse dei politici del consiglio regionale che solo per questo motivo e non certo per aver dimostrato niente sono fruitori del fondo al quale invece io da ormai 12 anni contribuisco. Ovviamente sono anche tra i sottoscrittori del ricorso appena depositato da parte dell’unico sindacato che ha avuto il coraggio di opporsi a questo scempio. E adesso chi è tra me e questi signori il privilegiato? E chi è tra me e i politici che hanno votato questo passaggio il responsabile? Esempi comunque ce ne sono tanti. Hidrocontrol, precari di lungo corso stabilizzati CRS4 ed altri.In sostanza e riassumendo la regione è stata spesso usata dai politici di turno, anche in questa legislatura, per alimentare il più basso clientelismo fondato sulle assunzioni, o promozioni di signori a dirigenti, che ha determinato questa situazione finanziaria del fondo che oggi sembra essere stata creata dai dipendenti regionali Vi chiedo nuovamente la responsabilità di chi è? Dei dipendenti o dei politici. Gli stessi politici che non pochi giorni fa hanno abolito i vitalizi per gli altri ma non per loro e su questo sito siete stati tutti li ad osannarli e lodarli. In quella sede la risposta al fatto che dovessero essere aboliti a partire dalla prossima legislatura ha trovato una giustificazione nell’intangibilità dei diritti acquisiti. Vi chiedo quindi se io pagando il mio contributo mensile possa aver maturato un altrettanto famoso diritto acquisito. E comunque chiedo come mai in quell’occasione non avete parlato di privilegi? Forse è più facile sparare contro i cd regionali che prendersela con coloro che assumono le decisioni. Eppure in questo sito ci si è spesso lamentati dei luoghi comuni come anche dell’insulto facile nei confronti dei politici. Facciamo una proposta. Che il fondo sia facoltativo e chi vuole, recuperando il capitale effettivamente versato da lui e non dalla regione (senza ricongiunzioni o abbuoni fatti per legge come negli esempi sopra), può decidere di non versare più. Cosa ne dite? Ovviamente ciò comporterebbe che coloro che non hanno versato nulla, nulla avranno da prendere. La verità è che invece tutti i miei versamenti e tutti i versamenti di coloro che come me hanno versato tutti i mesi andranno a finire nelle tasche di coloro che non hanno mai versato niente e sono transitati in regione per grazia ricevuta. Forse è per questa ragione che la soluzione da me prospettata non sarà neanche presa in considerazione. Saluti

  • Corrado Putzu

    Credo che per la Sardegna andrebbe pensato un sistema pensionistico unico contributivo valido per tutti e gestito dallo Stato. Dopodichè ogni categoria può fare quello che vuole e privatamente ognuno può attivarsi per fondi pensione etc.. Ma ci dev’essere un unico sistema statale di gestione pensionistica e ogni euro versato deve avere lo stesso valore, che arrivi da un politico, da un dipendente pubblico, privato, da un lavoratore autonomo o da chicchessia. Basta con questi diritti acquisiti che sono privilegi che gravano sulle spalle dei cittadini.

  • Carlo Deidda

    Paolo tu scrivi “giacché la cosa peggiore è fare lo stesso lavoro, percorrere la stessa strada professionale ma essere poi condannati dalle circostanze a risultati diversi e sperequati”. Benissimo. E’ ora di finirla con sperequazioni tra lavoratori appartenenti allo stesso settore e anche fra lavoratori appartenenti a diversi settori. Troppo spesso ci si rifugia nel dire che i diritti acquisiti non si possono toccare. Balle. Una cosa sono i diritti acquisiti un’altra cosa sono i privilegi acquisiti. I primi devono essere tutelati fino alla morte i secondi devono essere cassati da subito anche per coloro che ne hanno usufruito per anni ingiustamente. Da oggi la musica per i privilegiati deve cambiare. Va di moda in questo momento accusare i politici di essere dei privilegiati.. E’ vero per certi versi ma è anche vero che i privilegi permeano la società a 360 gradi con ripercussioni sulle traballanti casse pubbliche ben peggiori dei costi della politica. Siamo in piena guerra finanziaria mondiale e se non si cambia direzione e anche alla svelta comincerà un’altra guerra ben peggiore fra generazioni e fra diverse classi sociali. La strada intrapresa è segnata e senza interventi di un certo spessore e coraggio si chiama DEPRESSIONE stile primi anni 30 del secolo scorso. Chi non conosce la storia o fa finta di non conoscerla è destinato a riviverla e noi continuando su questo binario la rivivremo in pieno con i suoi corollari drammatici. C’è un unica soluzione e si chiama REDISTRIBUZIONE. TUTTO IL RESTO SON CAZZATE. Paolo fai presente con forza a molti tuoi colleghi che il momento storico è troppo particolare per non fare scelte coraggiose. E’ ora che la buona politica rialzi finalmente la testa.
    Con stima

    Buon lavoro

    Carlo

  • UN’ESPOSIZIONE PUNTUALE DELLA SITUAZIONE – OCCORRE INTERVENIRE TEMPESTIVAMENTE PER LE MOTIVAZIONI ESPOSTE – CONFIDIAMO PER UN’EQUA SOLUZONE PER TUTTO IL COMPARTO – COME DETTO, URGE SOPRATTUTTO INTERVENIRE SULLE INDENNITA’ DI POSIZIONE, MOLTO SPESSO NEPPURE GIUSTIFICATE – LA SOLUZONE PIU’ APPROPRIATA E’ VALUTARLE IN QUARANTESIMI.

  • Bravo Paolo, ne abbiamo scoperta un’altra (quante ancora non emergono?).Ma scherziamo? noi cittadini dovremmo ancora contribuire ad alimentare un fondo integrativo dei dipendenti regionali.E in forza di quale diritto divino acquisito?Esiste una sola strada da seguire:o provvedono coi loro proventi ad alimentarlo o non resta che liquidarlo.Basta coi privilegi ottenuti coi nostri soldi!

  • Quando mai un Fondo integrativo del trattamento di quiescenza dei dipendenti della regione Sardegna “deve essere periodicamente integrato con risorse regionali”? Nessuna risposta logica o di buon senso è possibile perchè si tratta di una mostruosità inspiegabile.
    Questo è solo un esempio (sarebbe utile conoscere l’importo fin qui “integrato” di soldi di tutti noi in favore della corporazione dei dipendenti regionali) di come si sperperano le risorse e nulla rimane da destinare a politiche di sviluppo. Chissà cosa avranno da dire i 350.000 Sardi sotto il livello medio di povertà! Anche questi hanno diritto a “qualità della vita e giustizia sociale”. Lo dico senza alcun intento polemico ma con sofferenza non rassegnata.
    Ecco perchè sono curioso di “INSPICERE” nella bozza della finanziaria 2012.

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