Pensieri liberi e pericolosi dopo le elezioni. Con una bella iniezione di fiducia: abbiamo i baschi dalla nostra parte: GORA SARDINIA ASKATUTA!!!!

2 giugno 2010 10:2022 commentiViews: 12

025Allora: una calda e una fredda. La calda è che Giuseppe Meloni, giornalista dell’Unione Sarda – che è un uomo retto, l’unico sardo con cui si riesce a bisticciare senza dire parolacce e rimanendo amici – fa sì che l’Unione Sarda riparli di noi. Non solo: per la prima volta ci vien dato atto che siamo stati noi a sdoganare dall’eversivismo e dal movimentismo tardo-anti-colonialista il tema dell’indipedentismo. Pietrino Soddu, quando io ne parlavo, sorrideva con sufficienza. Oggi ne parla. Soru, ovviamente, non ascolta ciò che dico e per questo sempre più spesso ripete ciò che dico io senza saperlo. Antonello Cabras oggi ne parla con più convinzione degli altri, ma prima che il concistoro del Pd gli dia retta faremo in tempo a vedere Cellino cambiare sei o sette allenatori, decidere di far perdere la squadra ogni volta che lambisce la Uefa e rifare il Sant’Elia come vuole lui ma con i soldi nostri. Nel Pdl scricchiolante, molti cominciano a capire che non possono guardare a Berlusconi come al loro leader, se vogliono il bene della Sardegna; devono vederlo per ciò che è: un competitor della Sardegna, un player dell’economia italiana e internazionale che non fa necessariamente gli interessi della Sardegna, in una parola, uno con cui competere, non uno cui essere subordinati.
È comunque un miracolo che mr. Zunk abbia permesso al suo giornale di dire tra le righe la verità. Posto che noi siamo gli unici non subordinati né intimoriti dall’editore di cui tutti hanno una fottutissima paura, c’è da chiedersi se Giuseppe Meloni sia un temerario o se l’editore abbia liberato le colombe. Personalmente  propendo per la prima ipotesi, perché intanto nell’articolo si dice che a Nuoro abbiamo preso il 10,8, mentre abbiamo preso il 12,83; in secondo luogo perché, nonostante noi siamo stati protagonisti di un risultato mai visto, il taglio basso è dedicato solo ai fratelli dell’Irs.  L’Unione non sa che a me l’Irs piace molto e non poco. Non sa che noi e l’Irs prendiamo voti in bacini elettorali diversi e che dovremo continuare a farlo per un po’ in modo da erodere le forze italiane. Non sa che se mi lasceranno fare io porterò l’Irs al governo della Sardegna insieme a noi. Non sa che noi abbiamo aumentato i voti avendo contro tutti e due i giornali, per cui, come dire, possiamo cominciare a fregarcene delle pagine concesse o negate (ma se riesco a trovare un riccone non egoista – cosa molto difficile ma non impossibile – che metta a correre un po’ di soldi per fare un giornale o una radio indipendentista, il gioco cambia). L’Unione non sa quanta determinazione possa esserci dentro un uomo che non ha paura, che ha vivissimo il ricordo della porcata Tuvixeddu e che sta aspettando di discutere della montagna di denaro che incombe, a debito, sulle casse della Regione sarda per colpa della paura, dell’incapacità, della protervia. Ma l’Unione non è l’unica a non sapere alcune cose e a non conoscere alcuni mutamenti maturati negli ultimi mesi.
Molti non sanno che cosa ho provato quando il pm nel processo del caso Saatchi mi ha chiesto di riferire alla Corte che cosa aveva detto Brigaglia alla Commissione regionale d’inchiesta, nonostante la deposizione di Brigaglia fosse necessariamente già agli atti. Ho provato un senso di sfiducia e di fastidio verso una delle poche istituzioni italiane che, pensando a Falcone e Borsellino, ho sempre rispettato e difeso. Mi si voleva far fare il ventriloquo d’accusa contro Soru. Ho risposto. Ho detto tutto quello che mi ricordavo, ma avevo la nausea che mi usciva dagli occhi. Ho capito che la magistratura non ha la cultura dell’esattezza, dello scrupolo attento, dell’assenza di pregiudizio. Ho capito ciò che Pannella diceva e dice della Giustizia in Italia. E quando la magistratura va all’ingrosso, inevitabilmente fa vittime. Ormai, per capire la Sardegna bisogna leggere Sciascia.
Io sono cambiato: non ho più la paura borghesina del fango che la lotta politica ti può tirare addosso. Non solo: sto insegnando anche ai miei amici a superare tutte le fanghiglie del caso, sto tirando su gente con la pelle dura. Non sono più solo: ho amici e eredi preparati all’asprezza di un confronto politico che si farà duro. E sarà durissimo a breve, quando la verità sui conti e sull’economia della Sardegna verrà detta e io non apparirò più come un grillo parlante o una cugurra, come sono stato dipinto per gli allarmi lanciati nell’ultimo anno.
Sto veramente pensando di chiedere a Mannuzzu di accettare un mio invito a pranzo, per raccontargli la Sardegna pericolosa che sta crescendo, perché è più credibile raccontarla in un romanzo che non fare un’inchiesta. Facendo un’inchiesta la magistratura ti arresterebbe, perché non capirebbe. Si morirebbe di fuoco amico. Mi ricordo che quando alcuni funzionari del Sisde dissero che il presidente Scalfaro, da ministro degli Interni, aveva percepito somme dai fondi riservati dei servizi, la magistratura romana li incriminò subito per attentato agli organi costituzionali, ai sensi dell’art. 289 del codice penale. Leggete “La toga rossa” di Francesco Misiani e il capitolo sul Lodo Scalfaro. Poi furono prosciolti, ma intanto…. Come pure ho stampata in testa l’inchiesta di Giuseppa Geremia raccontata nel 2007 da Ferdinando Imposimato. Nel 1996 la dottoressa Geremia indagava sul caso Cirio Bertolli De Rica e sull’Alta Velocità. L’inchiesta coinvolse Prodi, allora Presidente del Consiglio, che, a leggere Imposimato, si fece una legge ad personam, modificando la disciplina dell’abuso di ufficio.   Non basta. La Geremia mandò avanti l’inchiesta sull’Alta Velocità, dove c’era di mezzo Nomisma. Conclusione: la Geremia in Sardegna, dopo la solita vicenda di insulti telefonici ecc. La Geremia come la Forleo, come De Magistris. Leggete tutta la storia. Insomma, l’Italia è un Paese sofisticato e bizantino dove spesso Destra e Sinistra percorrono le stesse strade ma con stili differenti. Chi pretende di essere alternativo all’una e all’altra, e pretende di esserlo nella mente e nel cuore, rischia seriamente di essere schiacciato non dalla politica, ma dallo Stato, che avverte nell’estraneità a queste due appartenenze un rischio per la sua stabilità.
Verrebbe da citare per l’ennesima volta Pasolini: io so che rischi corre chi si sforza di capire in profondità. Però adesso so anche come si viva liberi una volta dato per scontato – ed aver avvisato in casa – che arriverà di tutto da giornali, colleghi, partiti, compagni, forestali e magistrati (penali, civili, sportivi e ecclesiastici).
Veniamo al Nuorese. In molti mi chiedono una parola chiara sul ballottaggio. Il ballottaggio è il momento del confronto delle persone più che dei partiti. Il primo obiettivo è dunque quello di deideologicizzare la competizione e di fare emergere la diversa qualità dei candidati. Il secondo obiettivo è più ambizioso e faticoso: Nuoro potrebbe essere la prima sede dove nasce un progetto di destrutturazione del bipolarismo italiano, dove nasce un grande progetto moderno di responsabilità territoriale. Ma queste ambizioni non sono oggetto di negoziato: o le si sente o le si nega. Vedremo se queste ambizioni emergeranno. Intanto, prepariamoci a combattere per difendere le nostre posizioni. Intanto i baschi  ci augurano ogni bene: viva la Sardegna libera e indipendente.

22 Commenti

  • Davide Corda

    Signor Nino, capisco che per lei sia bello cullarsi sul glorioso passato, ma io intendevo riferirmi al presente e soprattutto al futuro. Le faccio comunque i complimenti per l’ ottima capacità di dribblare le questioni un po’ spinose…

  • I SARDISTI INDIPENDENTISTI datano da lontano. La Demuru era ancora nel mondo dei sogni e l’attuale presidente di IRS sventolava la bandiera rossa. Chi è diventato di colpo indipendentista?
    Come in tutte le cose, Sig. Davide, c’è un originale e poi tanti surrogati, imitazioni, fotocopie.E’l’originale che da garanzia e mantiene alto il tasso di qualità.
    A onzi bonu contu su fizu no imparada su babbu a futere.

  • Davide Corda

    Signor Nino, non vorrà mica farci credere che tutti i militanti sardisti siano diventati di colpo convintamente indipendentisti?
    Io credo sia meglio accettare la tacita sfida della Demuru. I sardisti facciano i sardisti, ma anche gli indipendentisti.

  • Stupisce come si ignori la risposta sprezzante della Segretaria di IRS.
    I Sardisti facciano i Sardisti.

  • Renato Orrù or Simon Mossa

    buonasera a tutti
    credo che in Catalogna esistano diversi partiti indipendentisti: sono talmente tanti da coprire l’ intero arco parlamentare, credo che ogni partito abbia sue particolarità ideologiche e di metodo, credo che ciò li renda più forti , credo che se fossero concentrati sotto un unica bandiera non raggiungerebbero la maggioranza. Congiu e Sanfilippo che sono reduci dal’ aver partecipato come osservatori internazionali alle libere votazioni di indipendenza catalane possono confermare.
    Sono d’ accordo con Paolo e con tutti coloro che credono si possa e si debba collaborare con IRS.
    Io vanto una cena per aver vinto scommessa con Franciscu Sanna in merito all’ elezione del candidato in provincia di Oristano : in provincia ci hanno superato (loro merito e nostra colpa nel non aver lavorato a dovere) ma io sono contento del 12% di indipendentisti totali. E per parlare parliamo, e non da ieri, sopratutto di quello su cui siamo d’ accordo: smontare i nostri veri avversari, i partiti italiani e le loro segreterie piegate.
    saluti

  • Antoneddu stimau, deu apu torrau innoi is dichiaratzionis de Ornella Demuru in arrespusta a su giornalista. Ma non est su parri cosa mia. Deu seu meda de acòrdiu cun tui e cun s’idea de s’On.Maninchedda.
    Irs, Psd’Az e atèras fortzas, est tempus chi cummentzint a si castiai in faci e no a ogu trotu, po fai in pari. Chena de lassai sìmbulus o autonomia de movimentus. Ma progetus politicus. Chi oi no est tempus, at essi cras, ma bisòngiat cumentzai a si chistionai apari.
    Saludi a tui

  • Seo de accordu cun tue Marco deo seo a sa palte tua, però unu pagheddu ‘e presse incumenzo a d’intennere, seo de accordiu ca toccada a trabajare e giai ddu feusu dognia die, però sigumente seus cummenzanno a affoltiare, ci nos esseusu ischieraoso in d’unu soggettu politicu indipendentista incusivu cun su simbulu nostru su trabaju nostu iada a essere premiau luego. Tottu custu CRASA anzis OE sa kalidade nosta de trainu iada a eccellere ettottu.
    Saludos

  • risposta della Demuru a un giornalista:

    […]
    S: Cales sunt sos raportos cun su PSd’Az e sos àteros partidos de s’àrea, finas in riferimentu a su chi at iscritu in su blog suo Paolo Maninchedda:’Nois e s’iRS tenimus un’eletoradu diferente. Si mi lassant deo apo a giùghere s’iRS a su guvernu de sa Regione cun nois’?

    Ornella Demuru: S’indipendentismu de s’iRS no est a 2 caras, chi a momentos mudat in federalismu. Est pro custu chi nois in una pariga de annos amus a intrare in Regione non cun s’agiudu de su PSd’AZ o de àtere, ma pro more de sa coerèntzia de su caminu polìticu nostru. B’amus a intrare cun sas ancas nostras, cun s’arraighinamentu in su territòriu. Sa prima cosa de fàghere est a realizare polìticas de soberania cumintzende dae sas biddas pro su chi pertocat fiscu e energia. Pro su restu, prus indipendentistas bi sunt e mègius est. Pro como però non b’at possobilidade peruna de alleantzas. In antis nos devimus afortire, devimus èssere una fortza cumpata e unu cras amus a pòdere negotziare in sos programmas, bidu chi su sistema eletorale imponet alleantzas.”
    […]

    http://sardies.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3864:irs&catid=5:sardigna&Itemid=5

  • Mi domando: oggi si corrono più rischi (di ieri) per essere altro rispetto a PD-PDL? La risposta è che si corrono gli stessi rischi di ieri quando si era altro (SARDISTI) rispetto alla D.C. ed al P.C.I.. Perchè PDPDL (proprio così, uniti) altro non sono che la metamorfosi della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano con spruzzata di PSI (dove navigò l’irrequieto Lussu).
    Viene il mal di stomaco al pensiero che Soddu e Cabras si siano incamminati sulla via di Damasco. Adesso? Dopo cinquanta anni trascorsi a gabbare i Sardi? Si può sempre dire che le persone intelligenti cambiano idea, ci mancherebbe! Pensate alle “folgorazioni” del Cabras. Segretario di quattro partiti diversi. Un primato. Che stia studiando per diventare segretario di un quinto partito? Insomma non sarà il caso di dire basta ad una “intelligenza” così eclettica?
    La brezza si avverte tutta, il vento è ancora nelle mani del PSD’AZ (strumento attualissimo e sempre fotocopiato) che è chiamato a renderlo impetuoso con una azione politica vigorosa e senza sconti. A tutti i livelli. Chi ci sta?

  • Bachisio Morittu

    Per Gregorini, Serra, Mmc e……altri, disponibile concretamente a partecipare a questa iniziativa che condivido. Semplicemente e senza condizioni. Sono e siamo qua con gli amici. A proposito oggi debbo fare le mie condoglianze più sentite e care a Paolo per la dolorosa perdita del padre. Un abbraccio forte di partecipazione.

  • A.C. Macomer

    Da ” La nascita del PARTITO SARDO d’AZIONE”

    … Tutto si compendiava nel grido corale, lanciato dai giovani soldati, prima degli assalti verso le trincee nemiche: “Fortza Paris”. Alla lettera: uniti insieme. Era un grido di liberazione nazionale e di libertà. Era anche un grido, un urlo, di dolore e di sofferenza. Un grido che rimase indelebile, come un segno, un’icòna denso di passione e di significato. Il significato degli uomini che si donano e s’immolano per la libertà, per l’indipendenza di sè stessi e degli altri. Sono il significato, forse quello più grande, di un popolo che, disperso nei meandri della storia, riesce a ritrovare e a riconoscere se stesso come popolo, popolo tra gli altri popoli.

    Teniamo sempre in mente il vero significato di queste righe.
    Grazie a Paolo, con Paolo, con tutti coloro “dalla pelle dura” che c’erano prima, che ci sono adesso e che verranno con noi, si è pronti e preparati sia “all’asprezza del dibattito politico” che verrà e sia alla continua lotta per la nostra libertà. Per la libertà della Sardegna.

    FORTZA PARIS

  • Amministrativo

    anche noi siamo Sardegna!

  • Amministrativo

    Paolo, ma di Sassari non parli mai?

  • “L’Unione non sa che a me l’Irs piace molto e non poco. Non sa che noi e l’Irs prendiamo voti in bacini elettorali diversi e che dovremo continuare a farlo per un po’ in modo da erodere le forze italiane. Non sa che se mi lasceranno fare io porterò l’Irs al governo della Sardegna insieme a noi.”
    Paolo questa frase dimostra tutta la tua intelligenza. Ho dei dubbi ma se dovessi riuscire nell’impresa epocale ti ritaglieresti un posto nella storia della Sardegna come i piu grandi di questa terra.
    Voglio provare a sognare quel giorno glorioso.

  • A.Gregorini

    mi collego

    A Cagliari serve un “TERZO POLO AUTONOMO”.
    CIVICO nel senso etico che questo aggettivo può avere.
    IDENTITARIO: nel senso che se non ci responsabilizziamo non saremo mai autonomi.
    FORTE: che porti una maestralata e faccia un po’ (un po’) di pulizia.

    Personalmente già mi impegno su questo progetto con i miei amici … FATEMI SAPERE.

  • Mi ricollego a quanto scritto da Paolo Maninchedda ma anche da Antonello Gregorini.
    L’anno prossimo a Cagliari ci saranno le elezioni comunali.
    Cosa si vuol fare?
    Vivo in questa città da sempre e da sempre lotto contro i poteri forti ed occulti – politicamente trasversali – che la governano e la rendono un contesto nebbioso e semisconosciuto per gli stessi abitanti.
    Magari il PSd’Az fosse presente realmente a Cagliari!
    Magari volesse riunire intorno a se i sardisti indipendentisti cagliaritani per restituire alla Sardegna un capoluogo non rapace bensì centro servizi nazionale.
    Io, è chiaro, sono un signor nessuno e non ne ho la possibilità,
    ma chi può batta un colpo!

  • Buongiorno a tutti
    E’ la prima volta che posto qualche cosa su questo mondo infernale ma ancora “LIBERO” chiamato internet……
    E’ ora che i “nostri politici Romani” sappiano che non vogliamo più dissetarci alla fonte delle loro promesse mancate.
    Vogliamo o no essere titolari della nostra politica sarda ?
    La Sardegna non è più terra di conquista di nessuno…….
    E allora Patriottismo,campanilismo e sete di aria fresca,ecco gli ingredienti che servono agli abitanti di questa Isola meravigliosa chiamata Sardegna.
    Serriamo i ranghi e diamo forza a questo movimento sano che stà nascendo nella provincia di Nuoro…….
    Una frase diceva:

    QUALUNQUE COSA TU POSSA FARE,
    O SOGNARE DI FARE,
    INCOMINCIALA.
    L’AUDACIA HA IN SE’ IL GENIO,
    POTERE E MAGIA.
    INCOMINCIALA ADESSO
    .Goethe.
    Saluti
    Angelo Serra da Dorgali

  • Su quanto detto da Paolo ho poco d’aggiungere, dobbiamo coinvolgere i giovani e per farlo dobbiamo guadagnare la loro fiducia.
    L’impresa che apparentemente può apparire titanica, a parer mio è facilmente raggiungibile se si mettono in campo le ragioni che Paolo ha descritto nel suo intervento.
    Tutto questo passa attraverso i media che attualmente sono il nostro tallone d’achille.
    Io penso che poter avere una nostra radio libera ed un nostro giornale, non sia un’impresa impossibile, come tutti gli obbiettivi difficili è più gratificante raggiungerli.
    La gente ha voglia di Sardegna e per arrivare all’obiettivo è pronta a sconfiggere la nostra atavica diffidenza verso l’unità.

  • L’anno prossimo a Cagliari ci saranno le elezioni. Si tratterà della solita svendita elettorale oppure ci sarà qualcuno in grado di presentare un progetto credibile e condivisibile per la Città.
    Non basta dire BASTA! Serve un polo capace di staccarsi dalle logiche amichevoli clientelari, che incida sulla stagnazione gattopardesca.
    Il problema non riguarda le note 3M ma, bensì, una singola: Miseria.
    Bisogna studiare la città, parteciparla e creare consenso attorno a un progetto … per poi seguirne la realizzazione.
    Un progetto che, appunto, allo stato attuale non c’è e se ci fosse non potrebbe riguardare il PUC o singoli argomenti ma deve avere un ampio respiro di ricostruzione del tessuto sociale, economico e ambientale. Deve dare una prospettiva di lavoro e relativo benessere, deve riuscire a trasmettere speranza nel futuro.
    Mi domando se e quanti fra gli amici di questo sito sarebbero disposti a spendersi per un PENSATOIO AUTONOMO , con lo scopo di influenzare le compagini che scenderanno in campo per le elezioni di Sindaco e Consiglio, sapendo che occorre RESPONSABILITA’ E IMPEGNO.

  • Ho letto attentamente, ma ho trovato solo la calda, meglio così.
    Comunque ti dico due cose:
    UNO in questa battaglia durissima non devi sentirti solo, non sei solo, e non ti lasceremo solo, perciò non fare il Don Chisciotte ma circondati dei tuoi luogotenenti, dei tuoi scudieri e del tuo esercito, suona l’adunata e vedrai quanti ti seguiranno;
    DUE non credere e non dare udienza a quelli che adesso parlano di cose di cui il nostro partito parla da sempre, personaggi che fino ad ieri queste cose le hanno snobbate e persino derise: questi hanno capito che il vento sta cambiando, e cercano di prenotare un biglietto sul treno del vincitore, per poi occuparlo e portarlo verso altri lidi, e gli esempi sono anche recentissimi.
    Ottima ed encomiabile l’idea di riunire chi ha i nostri stessi obiettivi per intraprendere iniziative condivise.
    A PROPOSITO di iniziative: moltissimi lavoratori sono in piazza per il proprio posto di lavoro, non sono in condizioni di fare una mappa, ma la nostra terra mi sembra una polveriera pronta ad esplodere con tutte questi focolai accesi.
    COSA ASPETTIAMO a scendere in piazza a fianco loro?
    Non c’è bisogno di aspettare i ballottaggi, noi non siamo nè di destra nè di sinistra, siamo SARDI e SARDISTI.
    Comandante, raduna la truppa e FORTZA PARIS!

  • Enea Dessì

    Caro Paolo, non so che cosa ti stia succedendo ma, come dire…, ritorni ad essere il Paolo che ho conosciuto. Alle comunali di Villamassargia abbiamo eletto un consigliere IRS e considero la cosa politicamente molto significativa anche se ciò ha determinato una secca sconfitta della lista che includeva molta destra ma anche molta sinistra. Mi dispiace che il PSD’Az locale non abbia voluto cogliere l’occasione per esserci. Comunque alle provinciali PSD’Az 8% e IRS 6% e aggiungo una buona affermazione dei riformatori che da noi non sono male. Se si lavora per il progetto di stato sardo la gente ascolta e il fatto che in Sardegna Democratica la cosa non stia passando in seconda battuta la dice lunga. Dicono che siamo sognatori e allora io amo sognare.

  • D’accordo con quanto ha detto eccetto Nuoro indicata come prima sede di destrutturazione del bipolarismo italiano. C’è già la Lega che ha iniziato molti anni fa e il Psd’Az in Sardegna sta diligentemente seguendo l’esempio

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