Parliamo di cose serie: abbassiamo le indennità, riformiamo la sanità, prendiamoci la fiscalità di vantaggio. Con una richiesta d’aiuto

5 ottobre 2011 06:5542 commentiViews: 33

132Nei momenti di confusione quale quello che stiamo vivendo, bisogna tenere la bussola sui punti importanti e lasciar perdere le scaramucce. Ieri il Pdl ha messo un veto sulla guida sardista della prima Commissione e su di me in particolare. È una cosa importante? No. È una cosa che sta tutta all’interno della testa di chi pensa che l’orizzonte attuale della politica coincida col perimetro del Palazzo (sai quanto gliene importa alla gente dei presidenti di Commissione!).
Noi sardisti dobbiamo tenere il punto sulle cose serie.
Abbiamo detto in Aula che il problema non è il numero dei consiglieri ma lo stipendio dei consiglieri. Dobbiamo ripeterlo, tenere la posizione, difenderla, anche se questo ci costerà più di una simpatia.
Poi c’è la sanità. A Barcellona i catalani stanno protestando contro il governo regionale per i tagli alla sanità. Saremo costretti ad arrivarci anche noi da domani, perché diversamente non avremo i soldi per lo sviluppo e per il welfare. In sanità si deve efficentare il sistema, ridurre i costi e migliorare i servizi: un’impresa titanica!. Bisogna farlo.
È inutile che ci si giri intorno: per lo sviluppo della Sardegna dobbiamo ottenere un regime fiscale basso, vicino al 21-22% dell’Irlanda. Non dobbiamo distrarci, inseguire mille frizzi e lazzi: dobbiamo ottenere una sovranità nazionale che ci consenta questa politica fiscale.
Tutto il resto è aria fritta, bisticcetti isterici da aristocratici della corte di Luigi XVI (quello decapitato, per intenderci).

Chiedo aiuto per una questione che mi sta a cuore. Do una mano (quando posso) a una suora che ha una comunità d’accoglienza per minori, i quali le vengono affidati dal tribunale. Spesso sono ragazzi che devono recuparare almeno gli anni delle scuole medie inferiori. La mia amica cerca professori in pensione o giovani disoccupati, amorevoli, non incavolati col mondo, che diano una disponibilità per qualche ora al mattino. Contano, soprattutto, costanza, serietà e bontà. Ovviamente, non c’è un soldo.

42 Commenti

  • quinto moro

    Carlo Deidda, sono anche le attuali leggi da cambiare, ma ,per prima cosa,cerchiamo di cambiare “noi sardi”.Ho detto che è sufficente il 50% + 1 dei voti per governare “da soli” senza condizionamenti.Certo qui da noi pare un sogno irrealizzabile,ma visti tutti i “risultati conseguiti sino ad oggi” governando nel tempo con entrambi gli schieramenti nazionali,lasciami sognare e pensare che prima o poi lo vedrò realizzato.

  • Ascolti AC Macomer,il suo rapido calcolo sui maggiori effetti che deriverebbero da un taglio dell’indennità dei consiglieri piuttosto che dalla loro diminuzione di numero, mi induce ad un’altra considerazione, cioè che le due cose non devono per forza essere in altrnativa, consideri il risparmio se venissero applicate tutte e due.
    Non dico questo per pura demagogia , tutti sappiamo calcolare che le cifre risparmiate sui privilegi a poche decine di persone(anche centinaia se allarghiamo il discorso a livello Nazionale) non sono tali da modificare la disastrosa situazione delle Casse Pubbliche , tuttavia in questo periodo e nel prossimo futuro in cui i sacrifici imposti al comune cittadino saranno sempre più rilevanti, è doveroso per i politici mostrare che la crisi colpisce tutti, e che la popolazione inizi a pensare che l’aver raggiunto una carica politica non sia soprattutto la conquista di una posizione di grande privilegio che può dare l’immunità dai problemi economici personali .

  • L´ho detto e lo ripeto davanti ad un palazzo che se scatafotte della crisi e della miseria dei sardi, non toccando i suoi privilegi, l´unica opzione possibile e´ quella del referendum abrogativo della legge regionale del 1966 che fissa il quantum, esagerato, delle ìndennita´ consiliari.

  • Marcello Simula

    E chi l’ha stabilito che il risentimento non porta a niente? Il risentimento forse toglie lucidità,ma spessissimo è la forza trainante della ribellione.Troppo spesso ultimamente, e per troppa gente, l’analisi serena,civile,ragionevole delle proprie tragedie (SI,parlo di “tragedie!!Leggi Equitalia (che atroce ironia nella denominazione!!),è un lusso che non ci si può permettere.E,come al mio solito,torno al problema iniziale.Troppo comodo predicare dall’alto della propria serenità economica.Non aggiungo altro,buona fortuna a tutti.

  • Per Carlo Deidda.
    Hai sintetizzato meglio di me ciò che intendevo dire nei miei post.
    Grazie.
    Iniziamo ad essere, ognuno di noi, dentro di noi, il cambiamento che vogliamo vedere fuori.

  • Carlo Deidda

    Quinto Moro tutto ciò che scrivi è condivisibile ma come la mettiamo con l’attuale legge elettorale? Con un proporzionale puro sarei d’accordo con te al 100% altrimenti rimanere alla finestra per chi sa quanti anni non mi sembra la soluzione migliore. Chi riesce ad osservare in profondità gli accadimenti politici capisce che l’azione del Psd’Az all’interno della maggioranza pur con soli 5 consiglieri regionali ha determinato delle precise scelte di campo di alleati ed avversari. L’obiettivo è che in futuro con un numero più elevato di consiglieri si possa incidere maggiormente. Restando in vigore l’attuale sistema presidenzialista l’ideale sarebbe poter esprimere il Presidente della Giunta

  • Carlo Deidda

    “Ricordarmi che presto sarei morto è stato il migliore strumento per aiutarmi a fare le grandi scelte della mia vita. Perché quasi tutto – tutte le attese dell’esterno, tutto l’orgoglio, tutte le paure, gli imbarazzi, o i fallimenti – scompare di fronte alla morte, lasciando solo quello che è davvero importante. Ricordarvi che prima o poi morirete è il modo migliore per sfuggire alla trappola di pensare che ci sia qualcosa da perdere. Siete sempre nudi. Non c’è motivo per non seguire quel che vi dice il vostro cuore” Steve Jobs
    Se la maggior parte degli esponenti della classe politica e dei cittadini seguissero questo concetto le cose a questo mondo in questa Italia e soprattutto in questa Sardegna sarebbero molto molto diverse. Sopratutto questa frase mi fa tanto pensare: “Ricordarvi che prima o poi morirete è il modo migliore per sfuggire alla trappola di pensare che ci sia qualcosa da perdere”. Quanti di noi fanno o non fanno qualcosa perchè hanno qualcosa da perdere?, portano o non portano avanti idee perchè hanno qualcosa da perdere? si schierano e soprattutto non si schierano perchè hanno qualcosa da perdere? Questo vale per la classe politica (come spiegare i continui trasferimenti con una velocità che fa invidia ai neutrini da un partito ad un altro di una moltitudine di persone se non per convenienza?) come per i cittadini comuni i quali spesso agiscono nel quotidiano “per convenienza” e votano “per convenienza”. Il politico che lavora non per convenienza ma per la soluzione dei problemi puo diventare uno statista mentre l’altro deve andare a casa. Dobbiamo imparare a differenziare premiando il politico meritevole e mandando a casa chi non merita. Dobbiamo portare avanti le grandi idee di cambiamento (ma troppo spesso il cambiamento fa paura e/o non conviene). In poche parole dobbiamo (tutti) scendere in campo attivamente “senza paure e senza tornaconti” e ricominciare a partecipare alla vita politica “quella buona”. Non sono più sufficienti le sterili critiche e le improduttive lamentele verso chi tutti i giorni è sul campo di battaglia come Paolo e il Psd’Az.
    Cordialità

  • Quinto moro

    Ho letto tutti gli interventi e le risposte dell’on.Manincheddda e mi rendo sempre più conto del perchè continueremo sempre di più ad essere divisi su tutto. Tempo fa (iscritto al Psdaz) con altri militanti di diverse realtà territoriali proponemmo una soluzione che pareva l’unica percorribile e che potrebbe tornare di moda oggi viste le esperienze fatte con la sinistra prima che con la destra attuale :tornare al vero spirito del sardismo:l’autogoverno! Immagino già le tantissime voci contrarie a questa proposta che per me rimane l’unica percorribile. Poi, poco importa il nome del nuovo partito. La cosa importante è che si rivolga ai sardi in maniera chiara dichiarando che MAI (ripeto MAI) farà alleanze con altri partiti (a nessun livello) e che si propone per governare DA SOLO il popolo sardo. E ovvio che per realizzare il progetto i sardi, riconoscendosi in questo partito,dovranno, col voto ,dargli la MAGGIORANZA ASSOLUTA. In attesa che ciò si realizzi(e l’on.Paolo può dare una grossa mano in questa direzione)il nuovo partito farà da “cane da guardia” alle cosidette istituzioni e per farlo dovrà necessariamente essere veramente libero da alleanze di qualsiasi tipo e di qualsiasi livello (anche comunale).Ci vorrà del tempo perchè “il sogno” si realizzi ma forse varrebbe la pena provare. Mi candido (solo come sostenitore) alla realizzazione di qualcosa che assomigli alle considerazioni che ho fatto.
    E comunque il tempo che non si ci divida più. Forza paris

  • Alla c.a di tutti i furbetti guastatori.
    Io ho il piacere e la fortuna di conoscere Paolo, e anche abbastanza bene.
    Non è il primo consigliere regionale che ho conosciuto, ma è sicuramente l’unico che ho visto incontrare periodicamente tutti i suoi elettori (e anche tutti coloro che non lo hanno votato)per spiegare e rendere noto ciò che si fa a Cagliari.
    È l’unico che ho sentito chiedere consigli e notizie su argomenti di cui lui non è perfettamente ferrato(pochissimi per la verità).
    È l’unico che ammette anche pubblicamente eventuali suoi errori(quasi inesistenti) e che cerca di correggere immediatamente.
    È l’unico che sta cercando di rompere l’attuale quadro politico italiano e sardo, cioè quello che il popolo desidera oggi più di ieri,desiderio che si deve però tramutare nel voto e non è facile.
    È una persona a cui non ho mai chiesto niente in cambio,perchè (conoscetelo datemi retta) ha come sua filosofia politica,il cambiamento di questo andazzo sardo e italiano con cui si va avanti solo con le conoscenze.
    Non tutti (lecitamente) possiamo pensarla come lui,ma non si attacchi Paolo Maninchedda accostandolo a tutto il resto.
    Piccolo esempio:
    lui propone il dimezzamento delle indennittà dei consiglieri
    (garantendo la rappresentanza di tutte le zone della Sardegna), gli altri la diminuzione dei consiglieri a 50:
    Se ogni consigliere guadagna ipoteticamente 10.000 euro mensili,con la proposta di dimezzamento indennità di Paolo si avrebbe un totale di 5.000 euro x 80 consiglieri quindi 400.000 euro mensili.
    Con la diminuzione dei consiglieri a 50 senza dimezzamento degli emolumenti si avrebbe; 10.000 euro x 50 consiglieri e cioè 500.000 euro mensili.1.200.000 euro di risparmio all’anno.
    Chi ha ragione? Chi fa demagogia?
    Il mio intervento non è, scusando il termine, una leccata di culo ma prego chi non conosce Paolo di non attaccarlo in questo campo, ma bensì che lo si affronti con uno scambio dialettico faccia a faccia senza nascondersi nell’anonimato. Scambio dialettico a cui lui sicuramente non si sottrarrà.
    FORTZA PARIS

  • Ghevara, io le chiedo: che Che? (capita la battuta?)
    A parte le cretinate, è sconcertante il cumulo di grossolanità e facilonerie che si leggono in alcuni post.
    Sembra che internet non sia mai arrivato, se non per satollarsi di donne nude e poker on line.
    Ma non ce la facciamo a documentarci un pò, avendo a disposizione tutta l’informazione del mondo gratuitamente e dappertutto?
    È troppo facile cavalcare il luogo comune del politico stronzo che si gratta le palle e piglia un sacco di soldi e la gente muore di fame (assunto vero ma non assoluto).
    A documentarsi invece ci vuole sacrificio, ma mica perchè è difficile documentarsi, il difficile è sforzarsi di guardare oltre il proprio naso e di pensare in autonomia dai brunovespa di turno (di destra e di sinistra).
    soprattutto è difficile riconoscere che appresso ai problemi c’è anche un minimo di propria responsabilità.
    In questo siamo molto culoflaccidi: la colpa è sempre degli altri.

  • Luigi Milia

    @ Guevara
    Non voto Maninchedda (se non altro, almeno perché non residente in provincia di Nuoro), non sono di centrodestra, né del Psd’Az, né del Pd. Insomma, non ho tessere e ho sempre votato per il centrosinistra. Non condivido molte delle sue scelte politiche, però conosco il Professor Maninchedda, riconosco la buona fede delle sue scelte e so che uso fa della sua indennità. Molto anche in aiuto di chi ha bisogno materiale. Lo ha fatto anche con me, per aiutarmi, nonostante le mille liti sulla politica. Stia tranquillo, Guevara, non canonizzo Maninchedda e so già la sua obiezione (“certo, grazie, vi conoscete”). Sarà, ma sa quanti ne ho conosciuto? E ne conoscerà anche lei. Per il resto, continuerò a non essere convinto di questo Psd’Az e delle sue alleanze. Non lo canonizzo, ma sono certo che sia devoto al Dio Trino, non a quello Quattrino.

  • Enrico Cadeddu

    Va bene Onorevole, parliamo di idee e di proposte, nonostante i problemi di tutti i giorni ci distraggano.
    Le idee, però, vanno realizzate, messe in pratica attuate. Per fare questo è necessario seguire le regole procedurali della rappresentanza democratica.
    Oramai siamo a metà legislatura, questo significa che non questa ma la prossima finanziaria sarà una legge puramente elettorale, finalizzata cioè ad attrarre il consenso per le prossime elezioni. Tra non molto si inizierà a parlare di candidature, alleanze possibili futuri Presidenti della Regione. In questo scenario occorre fare si che le idee migrino dalle pagine di un sito internet alle urne elettorali.
    Non ci sono altri metodi, non ci sono scorciatoie, le procedure sono queste.
    Dobbiamo inoltre, per avere una idea chiara, valutare anche che le elezioni regionali, non ho fatto bene i calcoli, si svolgeranno a ridosso di quelle politiche dalle quali saranno inevitabilmente influenzate.
    Fatta questa premessa è necessario capire come trasformare le idee in fatti concreti, come realizzarle.
    L’unica maniera è vincere le elezioni, altrimenti si starà per altri cinque anni a declinare bellissimi propositi in un sito.
    Per vincere è necessario, da subito o comunque al massimo tra un paio di mesi capire con chi ci si vuole alleare (nomi, cognomi, sigle, partiti ecc). Capire chi sarà il candidato Presidente ( l’attuale legge elettorale impone una candidatura forte, un cavallo di razza che deve vincere per garantire la governabilità). Fare i conti.
    Avere chiare da subito queste cose, e renderle note, è indispensabile anche perché appare realistico pensare che le due maggiori coalizioni a livello nazionale non abdicheranno al loro ruolo in Sardegna per lasciare spazio ad un neonato (appena nato) partito nazionalista.
    Se non abbiamo risposte su questi punti forse è più conveniente tentare di risolvere, nell’attuale situazione, i piccoli problemi di tutti i giorni. Si rischia altrimenti di fare la fine dell’opposizione a livello nazionale.
    Ogni giorno chiede la caduta del Governo senza però dirci con chi e come intende sostituirlo. Anzi ipotizza un governo tecnico, di balneazione, di unità nazionale che, a mio modo di vedere, è la negazione della democrazia oltre che l’evidente dimostrazione della propria incapacità. Una opposizione se invoca la caduta del governo deve farlo perché è pronta e vuole governare lei stessa, non per delegare ad altri (appunto governi tecnici ecc), e deve dirci con chi e come intende farlo (nomi, cognomi sigle, maggioranze parlamentari ecc ecc ecc).
    Per non rischiare di fare questa fine è forse necessario passare dalle parole ai fatti. Il tempo stringe. Vorrei chiederle. Lei ha risposte concrete (alleanze – candidati ecc) su come affrontare l’annosa procedura delle elezioni ? La saluto.

  • Paolo Maninchedda

    Ascolti Noli, se per Lei il faro è il centrosinistra, per me va bene. Ma non trasferisca la sua tavolozza in bianco e nero su uno spartito a più colori come quello sardista. Se poi vuole insistere, possiamo riportare in questo blog cosa dicono del Pd i consiglieri regionali di questo partito, così si toglie gli occhiali rosa.

  • Paolo Maninchedda

    Egregio Guevara, pensi un po’ quello che vuole, tanto appunto per Lei uno può anche agire bene ma proprio questo a Lei dà fastidio. Nei prossimi giorni vedremo se è aria fritta o aria fresca lo sforzo per abbassare le indennità. Lo vedremo, ma sono sicuro che Lei, vedendo le indennità sensibilmente abbassate, girerà pagina e dirà che il problema è un altro e poi un altro ancora. Da ciò che scrive mi sa tanto che Lei ha presentato una domanda per l’Accordo di Programma di Tossilo e le è stata respinta. Da qui l’accusa al Bic, ai laureati cagliaritani, ai manager ecc.e ecc. Io penso che il Bic a Macomer abbia fatto degli errori, come anche che ne abbia fatto il Centro di Programmazione. Lo ha ammesso anche il Direttore del Centro e si è convenuto che è giusto riaprire i termini delle domande. Detto questo, è altrettanto vero che ci sono state imprese che avevano frainteso il rapporto con la Regione come con un Bancomat da cui prelevare senza responsabilità. Ci sono state imprese che hanno rifiutato il confronto; altre che hanno sbagliato i termini ecc. Forse un po’ di autocritica di tutti i soggetti non farebbe male. Quanto alle idee a lungo termine, io ho messo su questa (e altre, per esempio quella sui prodotti di origine regionale, o i vaucher per la formazione dei piccoli imprenditori, o quella sui Consorzi fidi per sbloccare il credito) e anche quelle per il sociale. Lei? Lei che cosa propone oltre le banalità generiche di oggi? Si è offeso? Lei può spalare fango e io non posso difendermi? Scelga Lei il terreno del confronto. Io sono per risolvere i problemi e non calpestare le persone. Lei?

  • Paolo Maninchedda

    Egregio Francolino, parliamo di fatti: l’altro giorno alle caserme Mura di Macomer l’Assessorato della Programmazione ha confermato l’erogazione sull’area di Tossilo delle risorse per l’accordo di programma. Questa è la seconda legge, maturata nel contesto sociale di Macomer, che è diventata ‘buona pratica’ premiata dalla Comunità europea. La prima è stata quelle del recupero degli ultracinquantenni ex Legler che oggi lavorano negli enti locali, come tutti i loro colleghi nelle diverse aree industriali. Non solo: si è detto che il bando dell’area di crisi verrà riaperto. Proprio per non perdere un posto di lavoro o per ricrearlo mi sono sdraiato nelle sedi giuste e sono arrivati i Cantieri verdi dove oggi, a Macomer, lavorano 80 persone, a Ottana 40, a Borore 20 ecc. ecc. La formazione per la riqualificazione degli espulsi dalle fabbriche è in corso ed è pagata dalla Regione. Detto tutto questo, tutto questo non ti ha coinvolto e tu te la prendi con me. Non sarebbe più giusto che in pubblico, chiaramente, tu ponga la tua esigenza e si cerchi di capire se e come si può risolverla? Il risentimento non porta a nulla e confessare sempre i peccati degli altri è pratica altrettanto inconcludente.

  • Franco Cappai

    Purtroppo Sig. Noli, sono i Sardi tutti che non si sono ancora distinti nel distaccarsi dai legami con i partiti Italiani di destra o di sinistra senza preclusioni, il Psd’Az, in molte sue interrogazioni lo ha continuamente fatto provando a smuovere il torpore che lega il nostro superficialismo ai poteri Romani. Ma lei sa benissimo che chi gode da moltissimi anni dei favori e dei privilegi della casta, non è certo interessato ad accettare le innovazioni che tendono a tutelare tutti noi, e non solo alcuni.
    Il declino lo vive la Sardegna tutta e paradossalmente lo si vuole attribuire al Psd’Az, concordo con lei quando dice che stiamo scivolando verso il basso, penso sia comunque consapevole che ci riguarda tutti, per cui, credo ancora nell’umiltà di quei pochi che hanno il coraggio di perorare una causa che altri non hanno mai voluto sostenere.
    Un saluto e sempre Fortza Paris
    Franco Cappai

  • Tutto previsto..
    La triste realtà è un altra.
    E’ quella che Francolino e tanti come lui, in questa Sardegna affamata; vive tutti i giorni.
    Ritengo sia inutile replicare, lo sappiamo tutti che è bravo con le parole, sappiamo tutti noi quanto è bravo.
    Ora continui pure ad allenarsi nei suoi discorsi da Governatore dei Sardi, Francolino l’ha sentita ieri al salone Mura.
    La mezza birra non la beve più al bar perchè i soldi sono Terminati, quando credeva ai sogni, Francolino, ha pure offerto qualche mezza birra.. Quando, sempre Francolino, sentiva frasi del tipo; “pur di non perdere un posto di lavoro mi sdraio per strada” era contento di aver votato per una speranza di cambiamento e risiedeva in lui una spernza di riscatto.
    Oggi, Francolino, ogni tanto si collega in rete e legge le notizie a scrocco perchè un euro e venti al giorno per il giornale lo deve risparmiare.
    Oggi Francolino è solo, solo con i suoi sogni svaniti e col futuro sempre più incerto.
    Francolino oggi la saluta cordialmente e siccomme il suo sogno di riscatto, per ben due volte è naufragato, sappia che lui non nutre ” rancore alcuno”
    E Augura a lei, gran dispensatore di sogni, che almeno i suoi sogni si avverino.
    Francolino il Visionario…

  • Salve Paolo avrei volentieri aiutato questi ragazzi e mi dispiace non poterlo fare sinceramente… Purtroppo non ho la possibilità di raggiungere Cagliari così facilmente però se riesco passo parola
    a presto

  • Alessandro NOLI

    Ringrazio l’On.Maninchedda, rappresentante del ceto Politico, per la sua pazienza nel rispondere punto per punto alle critiche ricevute dai cittadini elettori. Quando uno fa parte di una casta difficilmente si mette in discussione con chi lo contesta, lui non fa ciò e gli va dato merito.
    Questo è segnale di umiltà.
    Il P.S.d’Az di cui lui fa parte, essendo uno dei più autorevoli esponenti, ha fatto una scelta avventurosa, alleandosi con il centrodestra.Per questo sono convinto On.Maninchedda che sarà difficile risalire la china dopo questo scivolone clamoroso. Lei è dotato di una eccellente personalità e autorevolezza e mi spiace che non abbia puntato a rilanciare il Sardismo distinguendosi nettamente dalla deriva berlusconiana del Pdl. Lo sta facendo ora, ma ho paura che sia troppo tardi.

  • Se non sei del coro, caro Franceschino, sei solo una mela marcia.
    Non se la prenda come al solito onorevole, ( è contento se mi unisco al coro e le dico bravo Paolo? Sarei banale).
    Una classe politica priva di idee che parla a pancia piena……….bah!
    Non me ne voglia On. ma anche i suoi interventi cavalcano il dissenso in maniera molto abile, vedi l’inutile dibattito(inutile per causa vostra) sugli stipendi degli onorevoli, vedi gli inutili paragoni tra una regione e stati come Malta o Estonia che sono talmente piccoli che hanno forza a livello mondiale solo con una forte rappresentanza.
    Caro Onorevole sono finiti i tempi del politico che poteva permettersi di ergersi come migliore della classe.
    Ok, diciamo pure che lei è il migliore, che Lei è il padre di tutte le leggi di sostegno sociale, e allora?
    Il problema è proprio questo: i soldi pubblici vanno spesi con idee a lungo termine non di momentaneo effetto, oramai il presente ha dimostrato che i soldi usati come tampone non possono curare le crisi.
    Piuttosto,quando chiuderete uno tra i tanti inutili mangia soldi come l’inutile BicSardegna?
    Quando riuscirete a capire che ogni territorio ha la sua particolarità e non puo’ essere un gruppo di giovani laureati accozzati cagliaritani (Bic dipendenti) a deciderne le sorti.
    Concludo dicendo che la rivoluzione va fatta non solo sulla classe politica, cari signori, ma su quella categoria di politici che passano le giornate con nomine di manager strapagati, presidenti strapagati, consigli di amministrazione(inutili)strapagati, e commissari(inutili)strapagati , che guarda caso sono legati sempre ad una corrente politica.
    Qualche secolo fa Aggius ed altri paesi della Sardegna diventarono inespugnabili per gli Spagnoli che chiedevano le tasse, spero che la crisi e di conseguenza la fame non ci riporti a quel periodo.
    Sa, On. sarebbe un ottimo gesto da parte Vostra (politici) donare una annualità o una mensilità ad equitalia per aiutare tutte quelle famiglie in difficoltà, pensi che schiaffo.
    Speriamo nelle idee del sig. Franco Cappai e Gil che anche se si firmano sono comunque sconosciuti.
    La saluto con la sicurezza di ricevere non una risposta costruttiva ma uno dei suoi soliti permalosissimi sfoghi da primo della classe.
    Saluti
    Ghevara

  • Mi sento chiamato in causa anche io.
    Sottoscrivo quanto detto da Colpo Grosso. E’ l’idea che conta. Una volta pubblicata, se e’ valida, diventa di tutti quelli che ci stanno e confrontandosi si può elaborarla, migliorarla, perfezionarla ed in fine metterla in pratica. Se invece e’ una sciochezza, pazienza. Se ne sentono tante. Una piu una meno. l’Autor e’ pur sempre libero di non pubblicarla.
    Personalmente non ho scelto, di candidarmi, ne credo che mai lo faro’, quindi non e’ mio interesse ” intestarmi” niente. Mi fa piacere contribuire, se posso, alla crescita del Sardismo e del PSd’AZ. Contribuire, se posso, come posso e come ritengo giusto fare.
    Ritengo che personalizzare una idea, una posizione ideologica, un concetto, faccia scattare involontariamente il meccanismo di doverla difendere e sostenere a qualsiasi costo. L’uomo per sua natura rifugge la frustrazione data dai suoi errori, anche nellemcose piu banali. Piuttosto e’ disposto ad esasperare il confronto alzando i toni.
    Sciupando tempo ed energie preziose.
    Non credo che questo sia il momento storico migliore per perdere tempo in confronti sterili.
    Se le idee che vengono fuori da questo blog sono buone L’On. Maninchedda potra’ farle sue e portarle avanti, visto che Lui ha deciso di proporsi come rappresentante dei suoi elettori, se no potrà farsi un idea più precisa di ciò che pensa la gente. Anche quella che si lamenta esasperata e che aspetta da tanto di vedere una luce in fondo al tunnel.
    Saluti

  • Giancarlo Pistincu

    Ancora prima di prendere la tessera del psd’az,ho riconosciuto all’on. prof.Maninchedda il ruolo molto più difficile di statista, che quello sicuramente più pagante di politicante.L’idea autonomista, indipendentista e federale in senso associativo è sicuramente non solo affascinante, ma sicuramente la chiave del vero sviluppo della sardegna: zona franca,fiscalità di vantaggio (vedi irlanda)piano energetico regionale,trasporto marittimo (flotta sarda.Tutti temi di grande risalto,il problema però è tutto politico, la mia idea è quella che pure a fronte della riduzione dei consiglieri regionali,tutti i partiti,movimenti, associazioni di ispirazione indipendentista, si devono neccessariamente unire sotto un’unica alleanza politico/elettorale in uno schieramento di centro sinistra alle prossime elezioni regionali e locali.
    Mi piacerebbe conoscere il suo punto di vista a proposito.
    cordiali saluti

  • @Colpo Grosso. A dir la verità, non credo sia indispensabile scrivere nome e cognome. Quello che interessa è l’idea che si esprime, ma permetta una domanda signor Colpo Grosso, ma l’idea dov’è? L’ho cercata nell’intervento di Francolino, ma trovo solo uno sfogo anche legittimo, ma di sicuro male indirizzato, di un militante forse deluso e di sicuro arrabbiato. Nulla di più. Quello che non trovo è una proposta da parte sua, una critica costruttiva, un obolo per una giusta causa, nulla. Credo che lo spirito di questo blog, sia quello di dare spazio a tutte le critiche e a tutte le opinioni, anche alla sua, ma sinceramente non trovo nulla se non un Colpo a Vuoto.
    saluti

  • Colpo Grosso

    Andando evidentemente off-topic, continuo a non capire questa vostra fissazione per il “Nome e Cognome”. (Specie in rete.)

    Sinceramente vi interessa l’idea espressa o la persona che c’è dietro? L’idea perde valore in base alla mia identità?
    A cosa vi serve il mio nome? A dire: tu parli di indipendentismo ma hai votato Soru! Fino all’altro giorno la pensavi diversamente! Non ti occupi di politica! Sei un drogato!

    Inoltre, a cosa servirebbe utilizzare l’identità di una persona singola per smontare il suo intervento e/o posizione Y su un argomento, quando è facile cogliere che sta indirettamente rappresentando tutti coloro che quell’idea Y ce l’hanno in testa fuori di qui?

    Sembra davvero una reazione infantile e istintiva del tipo “dai dimmi chi sei, così anch’io posso giudicarti!”.
    Certo queste zanzare son fastidiose, ma non mi sembra che ciò possa avere alcuna utilità in un sito come questo.
    La verità è che l’intervento di “Francolino” non ha bisogno di alcun referente umano per essere soppesato e giudicato.

    L’anonimato consente la critica a prescindere dai rapporti di forza.
    Tenendo conto del tenore dell’intervento del sig. Cappai: “ha probabilmente qualcosa da nascondere” o “discutendo da uomini” vi farei notare che nella vita reale, FACCIA A FACCIA significa poter criticare solo i più deboli di noi, pena tornare a casa con le ossa rotte a 14 anni, col 6 in condotta a 17 anni, senza lavoro a 25.

    Ca no seusu tottus balentes, per fortuna.

    Ps: con le minacce e/o le diffamazioni ovviamente cambia tutto. Ma non c’è bisogno di dirlo, lo dice già il codice penale.

  • Franco Cappai

    A mio modesto parere chi partecipa a questo blog e non si firma, ha probabilmente qualcosa da nascondere, mi chiedo come possano essere credibili questo tipo di interventi. Provino questi signori a uscire dall’anonimato e a proporci cosa farebbero loro per superare questo bruttissimo periodo. Magari discutendo da uomini ( con nome e cognome ) con le loro idee si potrebbe trovare una soluzione. Mi è stato insegnato che nel dialogo le persone si guardano in faccia, di quelli che non lo fanno….. non ci si deve fidare!!!
    Buon lavoro a tutti e Fortza Paris
    Franco Cappai Borore

  • Paolo Maninchedda

    Lella, ancora? Ma cosa volete che faccia? Che entri in consiglio regionale con una scopa e mi metta a inseguire tutti i tattici, i prudenti, i deboli di questo mondo? Io sono un riformista, spero sempre di convincere. Non sono un rivoluzionario, perché dietro ogni rivoluzione c’è sempre stato un mito e un prepotente. Io credo davvero nel dialogo, nella persuasione, nei cambiamenti prodotti da una società che cambia moralmente, spiritualmente e civilmente.

  • Paolo Maninchedda

    Egregio Noli, talvolta a mischiare le cipolle con i cavoli non si fa una buona minestra. Talaltra si è talmente ‘infogati’ delle e dalle proprie idee che non si legge quello che scrivono gli altri. Mai detto di voler fare un partitino. La legge elettorale di cui Lei parla immagino sia quella nazionale sulla cui modifica con l’inserimento delle preferenze siamo tutti d’accordo. Io non i devo legare a nessuno e ho difeso l’identità del Psd’az a tal punto che oggi vengo attaccato perché non moralmente né idoelogicamente organico al Pdl. Ne vado fiero. Ma non lo sono neanche con i partiti del centrosinistra i quali, a differenza di quanto accaduto nella scorsa legislatura, cominciano a cpaire che le posizioni non sono due (destra e sinistra) ma tre (destra, sinistra e sardismo). A questo punto non le tornano i conti, vero?, e Lei dirà che il nostro problema è Berlusconi e io che non l’ho mai votato le dirò che la finiamo qui perché lei parla solo due lingue e io tre e Lei non conosce la terza e io non ho voglia di fare l’interprete..

  • Paolo Maninchedda

    Federico, purtroppo è a Cagliari, perché la gente, gli orfani e gli abbandonati, li toglie dal luogo dove sono conosciuti.

  • Paolo Maninchedda

    Per Francolino: io non ho nessuna difficoltà ad andare a casa, al punto che da diverso tempo parlo di elezioni anticipate. Ma Lei, che non si firma, che non ci dice chi è e che cosa fa, ci impedisce di giudicare la bontà del suo operato, la sua credibilità, la sua azione, e di confrontarla così con quella di quelli che lei vuole mandare a casa. Io non ho mai fatto nefandezze. Lei? Io qualcosa ho fatto tra chi ha bisogno e per il mio paese, Lei, oltre che gridare “Alla forca” cosa ha fatto? Io lotto contro le banche che usano il nostro risparmio contro tutti, Lei non cita un banchiere ma attacca me. Che Lei sia strabico? Su, abbia coraggio, venga fuori, ci dica chi è, si sottoponga al giudizio come faccio io, così che tutti possano votarla per un seggio in Consiglio regionale. Vediamo. Vediamo, perché l’altro giorno sentivo alla radio un signore, che ho riconosciuto dalla voce, che inveiva contro il ceto politico (che ha certamente moltissime colpe, ma non tutte) e ho capito che si trattava di un signore che io conosco, che vive al di sopra delle sue possibilità con un’azienda dove non entra mai nessuno, che non paga tasse e ha un contenzioso con lo Stato a dir poco pauroso, che non ha pagato mai l’Inps ai suoi dipendenti e che adesso, in una riunione pubblica, ha preteso che fosse la Regione a saldare il suo debito. Anche Lei fa parte di questa categoria di buontemponi che vuole usare il momento di bisogno per rimettersi in pari i fatti suoi, addebitando i suoi fallimenti agli altri e in particolare ai politici? Su, si faccia provocare, venga alla luce e si faccia passare al microscopio dai lettori di questo blog come faccio io da sei anni e come fa Lei con una faciloneria da mezza birra al bar a parlare di politica e campionato.

  • Parlando di cose serie, relativamente alla regione, l’alleato Cappellacci si scaglia contro i signori del mare: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=176808&v=2&c=315&t=1
    Non si permette di attaccare il governo, vero regista di tutta l’operazione: come fate a tenere in piedi uno così?

  • Si bisonzat unu mastru de lezes, mutuzzae.

  • E’, e non voglio dirlo in termini dogmatici, totalmente sbagliato l’ordine delle priorità. Rompere il bipolarismo italiano? E’ già rotto onorevole Maninchedda! La gente al momento, è brutto dirlo, ma è così, ha bisogno di due noccioline da mettere in panza.. Il bipolarismo italiano può attendere…

  • Sfogo di un simpatizzante

    Io la penso in modo molto diverso, la penso esattamente come tutti quegli Italiani stanchi di sentire parole vuote.
    Siete stati eletti per Governare e invecce?
    Da una parte il Governo Nazionale e dall’altra voi onorevoli Signori avete contribuito a far svanire pure i sogni.
    E’ inutile che continui a distinguersi nel dire, ma Io ho fatto!!
    Pure lei e con lei il Partito Sardo siete Complici delle nefandenze di questa maggioranza.
    Gli elettori la conosco oramai bene la tattica del salto del fosso.

    DOVETE ANDARE A CASA…

    Ridate la Parola ai Sardi e vedra che sapranno scegliere meglio di lei…

  • Tonino Bussu

    Se non dovessi fare troppi chilometri, sarei disposto ad aiutare i minori con ore di lezione.
    Tonino Bussu

  • Sinceramente non so più cosa dire e cosa pensare.Ci troviamo in una situazione che definire disperata è poco e dalla cosidetta casta non si trovano risposte concrete ( a partire dalla diminuzione dei compensi in Regione e non del numero dei consiglieri).Nel mentre la povera gente soffre e credetemi soffre tantissimo.
    E’ vero Paolo,le cose più urgenti da fare sono rompere il bipolarismo, fare un partito nazionale, votare un nuovo stato di sovranità, abbassare le tasse,ma con questa marmaglia di gente che ci accompagna al governo regionale,con questi furbetti che temono una tua presidenza alla prima commissione,è ancora auspicabile un cammino assieme? E’anche vero che queste scaramucce non siano importanti come dici tu,ma se ci mettono i bastoni fra le ruote per queste cosucce,per tutto ciò che è veramente importante, che aiuto avremo?
    Io il FORTZA PARIS lo uso e lo userò sempre.

  • Federico Castori

    Parliamo della questione più seria: dove si trova (in che comune) la comunità per minori? Spero di poter essere utile quanto meno per indirizzare qualcuno.

  • Bella idea quella del referendum per entrare in contatto con la gente.
    Nell’occasione della raccolta firme le si potrebbe spiegare cosa avete fatto, cosa volevate e vorrete fare, cosa non vi hanno lasciato fare.
    Potrebbe addirittura essere un occasione per riunire attorno ad uno stesso obiettivo tutte le forze autonomiste.
    Potrebbe essere un giusto stimolo per tutti i sardisti per dare una mano attiva al partito, presidiando i banchetti, e non solo contributi in termini discorsivi o polemici.

    Ps. Quando ho scritto il primo intervento, stamattina, non avevo ancora letto l’unione sarda di oggi. Ottimo risalto al ruolo attivo del PSd’AZ e segnatamente all’On. Maninchedda. Il taglio piccato dei giornalisti del PDL certifica che il colpo e’ andato a segno e che davanti al Vostro nome adesso, fa giusta mostra l’aggettivo Onorevole.
    Questi sono fatti.
    Forza Paris

  • Alessandro NOLI

    Gentile Maninchedda, la classe politica vive un momento di confusione e smarrimento in questi anni e anche quella sarda non si differenzia dalla mediocrità. Mi manterrei distante al cospetto della vulgata degli indignados che addebita tutte le responsabilità alla politica senza essere consapevole che trattasi di una crisi della classe dirigente tutta compresa anche quella imprenditoriale e civile in generale compresa quella finanziaria. Detto ciò, con una nuova legge elettorale che permetta al corpo elettorale di scegliere i suoi rappresentanti, noi attueremo innanzitutto un ricambio della classe politica attuale questo ricambio dovrà avvenire in maniera trasversale e, prescindendo quindi dalle appartenenze ideologiche, i partiti che meglio interpreteranno lo spirito rinnovatore usciranno maggioritari. Il partito di cui lei parla senza un consenso popolare “largo” non potrà decollare e perciò lei se avrà basse percentuali dovrà per forza ancorarlo a uno dei maggiori partiti. Nel recente passato lei lo ha ancorato al Pdl, per andare al Governo regionale, io ritengo che lei abbia sbagliato clamorosamente e questo lo pagherà in termini di consenso nella prossima tornata elettorale.Buona Fortuna.

  • Caro Paolo hai toccato il punto nodale…. su dinare!
    È più facile che Giorgio Oppi cambi sesso piuttosto che questo Consiglio si autoriduca le generose prebende erogate.
    I cannibali non diventano vegetariani di punto in bianco.
    Molti devono pagare il mutuo e portano famiglie, magari una in bidda
    e una in Casteddu. Bastant 5000 euros!
    La soluzione, visto che le volenterose petizioni tipo quella promossa dal comitato su Puntulgiu e CSS, lasciano, purtroppo, il tempo che trovano sarà quella, radicale, di un referendum abrogativo della legge regionale 7 aprile 1966, n. 2 che fissa la misura dell’indennità dei consiglieri regionali, in misura pari, chissa perchè, all’80% della paga dei parlamentari nazionali.
    Una volta abrogata la norma voglio vedere con quale faccia questo Consiglio vorrà riportare lo stipendio al vecchio livello!
    Per quanto riguarda invece il vitalizio, giova ricordare
    che questo privilegio non è normato da una Legge bensi da un Regolamento approvato dall’Ufficio di Presidenza del consiglio Regionale il 21 marzo 2000 e quindi basta una riunione dell’ufficio di Presidenza per passarci un tratto di penna sopra lasciandolo tuttalpù, come dice Pubusa solo per i casi umani, una specie di legge Bacchelli, per gli ex consiglieri che versino in uno stato di assoluta indigenza, senza cumuli, a tutela del decoro della carica precedentemente ricoperta.
    http://www.democraziaoggi.it/?p=2186
    P.S. pochi sanno che il vitalizio è reversibile e spetta anche ai vedovi ed alle vedove: un altro scandalo nello scandalo.

  • Paolo Maninchedda

    Egregio Noli, per Lei l’unico fatto sarebbe passare all’opposizione. Per me è rompere il bipolarismo, fare un partito nazionale, votare un nuovo stato di sovranità, abbassare le tasse.

  • Alessandro NOLI

    Ciò che argomenti è condivisibile, ma oggi nelle parole tutti sono bravissimi, passiamo ora al concreto Paolo. Tu sei entrato in una coalizione di centro-destra per attuare dei punti programmatici e oggi questa coalizione non riesce a mantenere gli impegni presi.
    Sei sicuro di aver fatto la scelta giusta? Sei sicuro di essere entrato, da riformatore, in una coalizione effettivamente riformatrice? Non credi che troppe persone oggi parlino come te come se fossero venute da Marte e quasi facendo finta delle responsabilità, derivanti da scelte fatte del passato,che sono in capo ad esse? Onorevole Maninchedda lei ha un sito veramente interessante che leggo con curiosità e vivo interesse, ma nei fatti?!

  • Era ora.
    Quanto di seguito esposto non rappresenta una sterile critica, fine a se stessa. Vorrei sperare sia un contributo costruttivo per coloro come Te, Paolo, che si preoccupano di erudirci sul poco che questa Legislatura ha prodotto rispetto alle aspettative.
    Adesso siate conseguenti. Tutti e cinque i rappresentanti Sardisti in Regione, se non volete essere assimilati al resto della masnada attendista bipartisan (che cosa di grazia si sta aspettando. E sopratutto noi/ Voi, Cosa stiamo aspettando.). Iniziate a proporre con forza la nostra visione del Fare Economia (in tutti i sensi), Sviluppo, e Lavoro. Tre aspetti sintetizzabili in un unico termine. Futuro, almeno per i miei/nostri figli. Basta giochetti. Siamo già in campagna elettorale. Sveglia. O vogliamo arrivare come al solito alla soglia delle elezioni Pocos, Locos i male Unidos. Il popolo sardista inizia a pensare che e’ questo che desiderate

    In questo momento vi state confrontando non con il Presente ma con il Passato. Siete cresciuti ed Appartenete, inutile negarlo, ad una concezione della politica manichea ormai Vecchia, insostenibile ed oltre ogni limite insopportabile.
    Volete essere credibili? Emancipatevi quanto prima (non necessariamente uscendo dalla maggioranza). Smettete di elucubrare ed andate in mezzo alla gente a sostenerne le battaglie. Fatelo parlando in Sardo, se volete, ma non di Lingua Sarda. Quella e’ la ciliegina NON LA TORTA.
    Invece apparite frustrati dalla mancanza di visibilita’ nei Media. Be’, francamente anche questa giusta osservazione inizia a puzzare di alibi! Gavino Sale e Bustianu Cumpostu (ieri sull’Unione) quando vogliono farsi sentire non hanno problemi. Dobbiamo iniziare anche noi a mostrare il dito medio davanti alle telecamere per farci ascoltare? Facciamolo. È deprecabile? Vero. Inventiamoci un altro modo. Ma vi prego, basta melina.
    Politica del Fare non e’ uno slogan sbagliato nella bocca degli onesti. Purché sia declinato in Sardo o al più in italiano. Di certo non in Inglese, dove il termine Fare significa TARIFFA!!! (a proposito di rilancio Dell’Economia e dei problemi della Sanità)
    Elaborate poche cose, semplici, facilmente comunicabili e prontamente applicabili.
    E’ l’unica ricetta in grado di tenere le orecchie dell’elettorato aperte.
    L’attività sismica, tra la gente ancora onesta, sta aumentando in termini di frequenza ed intensità’ ed e’ direttamente correlata negli effetti, alla disaffezione alle urne. SEL docet. Ma Attenzione. Noi possiamo relazionarci e confrontarci con SEL. Vorremmo evitare di preferire SEL.
    Saluti.
    Il Forza Paris riprenderemo ad usarlo quando vedremo Azione.

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