Paolo Mannoni racconta la notte di Natale del 1991 e tante altre cose

26 luglio 2012 07:093 commentiViews: 270

formaggiRiceviamo e pubblichiamo
di Paolo Mannoni
Ringrazio l’ onorevole Maninchedda, che non ho il piacere di conoscere, per l’ospitalità datami nel sito. Mi fa piacere che si parli del nostro settore anche con polemiche, spesso non costruttive, ma che attirano l’attenzione sui nostri problemi, che son tanti e credo irrisolvibili; lo spiegherò, se mi si darà la possibilità, in un altro intervento.
Ho premura di rispondere al signor Sanna Bobore che ha tirato in ballo vecchi contratti della Coldiretti e mio zio Fovore Manca che è deceduto qualche anno fa. Molte persone malignano e sparlano del contratto da me fatto con la Coldiretti per la trasformazione e commercializzazione del latte ovino oltre 20 anni fa. Non ho mai parlato compiutamente di questo fatto perché per me è un motivo di tristezza nonostante sia stato un buon affare.
Tutta l’operazione è iniziata la notte di Natale del 1991 quando mi son piovuti, letteralmente, in caseificio il povero Pinuccio Arangino e Tanino Ticca, presidente e segretario della Coldiretti di Nuoro. Io avevo fretta di rientrare a casa perché era la notte di Natale, invece mi son dovuto trattenere in ufficio con loro sino a oltre la mezzanotte per discutere di come sistemare il latte dell ‘Apo, Associazione produttori ovicaprini di Nuoro, che non aveva acquirenti. Io non sapevo nulla, non ero a conoscenza che il latte era invenduto, avevo già contrattato il latte necessario per il mio caseificio e non ero in grado di lavorare tutto quel latte dall’oggi al domani, circa venti milioni di litri. La ditta Gloria, che ritirava il latte della Coldiretti, aveva disdetto il contratto il giorno prima. Controllate le condizioni che mi venivano proposte e ritenuto che erano remunerative, ho deciso di occuparmi della cosa e lavorare la maggior quantità possibile di quel latte. Chiaramente non ero in grado di lavorarlo tutto e allora ho chiesto a tutti i miei colleghi-concorrenti se fossero interessati all’affare. Nessuno, tranne uno, voleva lavorare quel latte, neppure le cooperative.
Gli industriali pretendevano di avere il rapporto diretto coi pastori, le coop volevano che i pastori diventassero soci, condizioni che la Coldiretti non voleva accettare e chiaramente non poteva. Alla fine fu trovato un accordo con la Sardapecorini e il latte che non riuscivamo a lavorare a Thiesi fu dirottato a Dolianova. Purtroppo questa soluzione non fu molto felice, in quanto per un lutto familiare la allora Sardapecorini non fu in grado di onorare il contratto e per l’Apo di Nuoro fu un fatto molto negativo. Io continuai a lavorare il latte e successivamente la Coldiretti di Sassari mi propose, tramite segretario di far la stessa operazione con loro. Copiammo tutti i contratti di sana pianta, contratto d’opera e vendita di cosa futura, e avviammo la produzione. Nonostante che nessuno volesse il latte della Coldiretti, fui oggetto di varie denunce e lettere anonime per cui nel 95 – 96 la mia azienda fu controllata dalla Guardia di finanza per oltre un anno. Ci fu un’inchiesta che si chiuse in istruttoria perché il fatto era inesistente, ma la cosa mi causò molta amarezza e dispiacere. La mia azienda da allora non fa più parte di nessun consorzio né associazione, in quanto non fui per nulla tutelato. Mio zio Fovore era completamente estraneo alla cosa anche perché in quegli anni non eravamo in buoni rapporti per motivi familiari ed in ogni caso non c’era bisogno alcuno di aiuto.

Lo stesso tipo di rapporto commerciale è stato dalla mia azienda avviato anche con l’Aspi di Felice Floris e sino allo scorso anno ho effettuato la trasformazione per conto, ritirando il latte e acquistando il formaggio prodotto.Purtroppo questi ultimi anni non son stati favorevoli e il prezzo del latte non è stato molto remunerativo ma spesso, quando si inizia un rapporto, non si sa come va il mercato. Anche qui ci son state molte dicerie e maldicenze, ma il formaggio da me prodotto ed acquistato non è stato oggetto di alcun ammasso nè contributo, oltretutto la mia azienda non fa parte di alcun consorzio o associazione, lo ribadisco, per cui è esclusa dai relativi contributi.

Per quanto riguarda i pecorini acquistati ed esportati da me negli USA negli anni 90 – 2000 faccio notare che l’esportazione è libera e non riguarda solo il pecorino romano. La voce doganale recita Pecorino e Fiore Sardo. Ho acquistato molte partite di formaggi stagionati da cooperative e privati in tutta la Sardegna e li ho esportati senza difficoltà. Faccio presente che ho esportato anche molto Parmigano, Grana, provolone, pelati, pomodori secchi, acqua minerale, olio, caffé e quant’altro mi veniva richiesto senza aver avuto nessun problema tranne quelli commerciali di normale amministrazione.

3 Commenti

  • la concordia

    in questo esempio il signor mannoni evidenzia tutta l’incapacità dei vertici delle associazioni di categoria e l’inutilità delle stesse ,il compito delle ass non credo sia quello di vendere latte ,perche non potevano accettare che i pastori confluissero nelle coop ?,hanno avuto paura di perdere il controllo di cosa?,grazie a questi atteggiamenti siamo qui a parlare ancora di come interpretare bandi (che trovo penalizzanti) piuttosto che leggi come la 15 (piuttosto che risolvere problemi li ha alimentati)se non peggio ancora chiedere a l’ industriale di fare il buon samaritano,non vedo perchè dovrebbero pagare il latte più di quanto lo paga la coop,fino a quando le coop (ossia i pastori)non si mettono in testa di riorganizzarsi ,guardarsi in faccia da soli senza interferenza ne di politici ne di funzionari incapaci ,senza la necessita di dover strisciare periodicamente in via roma a cagliari ,tanto non serve a nulla,quelle sfilate sono grasso che cola per le ass di categoria

  • Sarebbe ora che qualcuno verificasse l’operato e la regolarità delle associazioni ovicaprine. Qualche anno fà ogni provincia aveva la sua (specialmente Coldiretti) poi hanno fatto dei danni, pagati da noi pastori e le hanno chiuse per farne una regionale. Chissà cosa c’e’ sotto. Certamente non sarà tutto pulito, Ma tanto chi le controlla?

  • Luigi Serra

    Grazie sig. Mannoni

    Grazie per aver accettato il confronto pubblico e per il coraggio, cosa non da poco ai giorni nostri, grazie per averci messo la faccia ed averci raccontato un pezzo di storia.

    Non la conosco di persona, ho avuto modo di sapere di lei dai giornali per il coraggio e perseveranza sulla causa con le banche, ” che ha vinto”.
    Ripeto! non la conosco ma la stimo.

    Saluti
    Luigi

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