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Panino in spiaggia vietato? Il mare non è un centro commerciale

Posted on 7 Luglio 20267 Luglio 2026 By Paolo Maninchedda 29 commenti su Panino in spiaggia vietato? Il mare non è un centro commerciale

Può sembrare una polemica estiva, invece riguarda un principio. Tutto nasce dalle dichiarazioni del presidente della Puglia, Antonio Decaro, che ha difeso il diritto dei bagnanti di portare il cibo da casa negli stabilimenti balneari. La replica di alcuni gestori è stata immediata: così si danneggia il decoro e si penalizzano le attività economiche. Qualcuno è arrivato perfino a sostenere che sarebbe come entrare in discoteca con le bevande comprate al supermercato.

Il paragone, però, non regge.

La discoteca è un locale privato. Lo stabilimento balneare esercita la propria attività su un tratto di demanio pubblico dato in concessione. È una differenza sostanziale. Il concessionario offre servizi, non acquista la proprietà del mare.

Ed è qui che la discussione interessa anche la Sardegna.

La nostra isola vive di spiagge più di qualunque altra regione italiana. Proprio per questo dovrebbe essere la prima a ricordare che una concessione demaniale serve a rendere più comoda la fruizione di un bene pubblico, non a trasformarlo in un luogo dove ogni comportamento del cliente debba produrre un incasso.
Chi paga ombrellone e lettino ha acquistato un servizio. Non ha firmato un contratto che lo obbliga a comprare anche acqua, bibite, panini, gelati e caffè. Se decide di farlo è una scelta. Se preferisce aprire la propria borsa frigo, deve poterlo fare.

Naturalmente esistono doveri di civiltà: non sporcare, rispettare gli altri, lasciare pulito. Ma una cosa è il decoro; altra cosa è trasformare il decoro in un obbligo implicito di consumazione.

La Sardegna dovrebbe riflettere bene su questi pericolosi precedenti nazionali. Perché il rischio è culturale prima ancora che economico. Se passa l’idea che il concessionario possa decidere anche che cosa una famiglia può mangiare sotto il proprio ombrellone, allora il confine si sposta: il mare non è più percepito come un bene dei cittadini sul quale vengono offerti servizi, ma come uno spazio commerciale nel quale tutto deve passare dalla cassa.

Ed è proprio questo il punto.

Le concessioni demaniali esistono per migliorare la fruizione del mare, non per cambiare la natura del mare stesso. Se arriviamo a discutere se una madre possa dare al figlio il panino preparato a casa senza sentirsi fuori posto, significa che il rapporto tra interesse pubblico e interesse privato si sta inclinando dalla parte sbagliata.

Il mare può avere un bar. Può avere un ristorante. Può offrire servizi eccellenti. Ma non dovrebbe mai assomigliare a un centro commerciale con la sabbia.

Società, Vetrina

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Comments (29) on “Panino in spiaggia vietato? Il mare non è un centro commerciale”

  1. Alessio Fantoni ha detto:
    12 Luglio 2026 alle 18:34

    Giusto non portare cibo e bevande però è vietato anche fumare anche le sigarette elettroniche e animali anche di piccola taglia…perché non tutti tengono i case a terra ma sopra lo sdraio…visto che io sono allergico al pelo di cane..premetto che io adoro molto gli animali

  2. Renato Pala ha detto:
    8 Luglio 2026 alle 20:20

    Posso dare un consiglio molto spassionato a questi pseudo gestori di questi baracconi spenna polli ,il mare nn e vostro le spiagge nn sono vostre , avete in in affitto un tratto di spiaggia che vi consente di piazzare ombrelloni e lettini a pagamento ,se vendete alimenti e bevande sono cavoli vostri nessuno e obbligato ad usufruire a pagamento altri servizi ,se mangio un panino portato da casa sono libero di farlo ,così come le bevanda,,se nn vi va cambiate attività e nn rompete le scatole ,

  3. Giovanni ha detto:
    8 Luglio 2026 alle 16:21

    Spero falliscano tutti i bagni balneari .
    Vietano le cose più normali e allora che possa succedere ciò che ho augurato .

  4. Antonino ha detto:
    8 Luglio 2026 alle 14:56

    Sardegna isola circondata dal mare,un paradiso!!
    Dicono,dicono di aver dato concessioni per stabilimenti 1 ogni tot metri di costa !Lasciando spazio per la spiaggia libera!!Purtroppo,ahinoi,il conteggio tiene conto dei km di costa dell’isola in totale, ma gli stabilimenti non li fanno sugli scogli o scogliere(e sono tante!!), ma solo sulle spiagge(arenili)..perciò il conto di tanti km di costa tot concessioni non regge!!Per nulla!
    Siamo fregati!!Tra poco non ci saranno più spiagge libere dove portare il tuo ombrellone sdraio frigo ecc in totale libertà!!

  5. Rai / Mundicu ha detto:
    8 Luglio 2026 alle 14:33

    Ma BASTA con i divieti inutili e vessatori, non ci vogliono più lasciare la libertà di vivere con le nostre scelte (ma beninteso nel rispetto delle leggi)…tutto questo ha un solo scopo, rimpinguare sempre più le tasche di chi, avendo avuto concessioni, crede di poter imporre ciò che vuole… Quel cartello andrebbe sradicato e gettato a mare.. Nello stesso tempo però mi chiedo,
    Comune e Regione cosa pensano di fare 🤔

  6. Giovanni ha detto:
    8 Luglio 2026 alle 14:15

    I concessionari balneari hanno pesantemente influito negli ultimi 28 anni nell’indirizzare le scelte politiche sulla utilizzazione del demanio marittimo. I risultati sono palesi e consolidati e non lasciano dubbi in quanto si è assistito ad una pervasiva azione di para-privatizzazione e la Pianificazione è passata dal quella del. DEMANIO MARITTIMO CON FINALITÀ TURISTICO-RICREATIVE a PIANIFICAZIONE DI UTILIZZO DEI LITORALI, con un fallimento presso che generalizzato di tale obiettivo in questo arco di tempo (e non a caso sono nuovamente VARIATE ma per nulla migliorate le direttive di settore!).
    Ci sarebbe davvero tanto da discutere ed elencare ma mi limito a sottolineare un solo aspetto, a mio avviso tanto illuminante quanto ambientalmente sottavalutato e bistrattato: può una Regione che punta decisamente sul turismo balneare e con esso alla tutela delle spiagge, continuare ad autorizzare, col silenzio-assenso, la rimozione “stagionale” (anche se spesso o quasi sempre definitiva) di una parte della spiaggia, quella che ospita ANCHE SEDIMENTI VEGETALI, solo perchè non piace soprattutto ai concessionari balneari? Oppure, perchè la RAS tollera campagne pubblicitarie che celebrano le spiagge sarde come se fossero un format commerciale ed un brevetto industriale?
    Se ci chiedessimo quanti sono i Concessionari che sanno davvero di Mare e di Spiagge a punto tale da porsi seriamente e consapevolmente l’obiettivo di Conservarle? Sono pochissimi, come purtroppo sono pochissimi (e li conosciamo) i Comuni che ragionano in modo virtuoso e non succube della idolatria della valorizzazione sul breve.

  7. Tzicheddu ha detto:
    8 Luglio 2026 alle 08:44

    Vuoi fare la pipì? Paga! Vuoi una sedia? Paga! Vuoi collegarti al wi-fi? Paga! Vuoi sapere se il tuo volo è in orario? Paga! ……….
    Se dovesse passare questa linea si aprirebbe un mondo meraviglioso per gli affaristi speculatori, come quelli che stanno per ricevere in regalo l’aeroporto di Cagliari con la complicità della Regione e dei sardi più ricchi e ingordi.

  8. Scovatanalle ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 23:35

    Pidocchi ne abbiamo?

  9. Irene Salidu ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 22:03

    So che fumare è nocivo, ma ora devo allontanarmi dalla spiaggia per farlo. Ah, sì, posso dietro la linea che delimita l’ arenile, dove ci sta la macchia mediterranea. A me dà fastidio l’ odore dell’ alcool, tanto quanto ad altri l’ odore della sigaretta. Chi mi dice che chi beve non lascia la bottiglia semi coperta dalla sabbia? Non ho mai fumato vicino a bambini, ho chiesto se disturbasse il fumo e mi sono sempre allontanata. Ho sempre portato un portacenere, sempre, anche prima dei divieti. Ora posso fumare tra gli sterpi… io ho il portacenere, ma non lo hanno tutti. Io non deturpo la spiaggia, non appicco incendi. Quale è il senso? Vietiamo tutto, allora. Fumo, alcoolici, mangiare (mi dà fastidio l’ odore dei salumi). O effettuiamo i giusti controlli, lasciando in santa pace chi fuma nel rispetto degli altri, chi beve nel rispetto dell’ ambiente (e delle regole stradali, perché la mia sigaretta in spiaggia non mi proibisce di guidare, due birre, sì) e chi mangia lasciando il posto come lo ha trovato, talvolta più pulito. Liberi di andare al bar o punto ristoro, ma l’ affitto di ombrelloni o lettini non comprende il cibo, perciò mi sembra l’ ennesima prepotenza senza fondamento.

  10. Renato Orrù ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 21:58

    ..ma è proprio neccessario che le Regioni o chi per esse debbano dare concessioni sulle spiaggie …posto che la spiaggia e di Tutti ..e se voglio cumbidare al vicino scozzese un pezzo di maialetto freddo DEVO POTERLO fare … ?!

  11. Jean Raphael Castegnaro ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 20:48

    Sono cresciuto andando al mare in bicicletta all’uscita da scuola, si andava in spiaggia con un telo mare un panino e una bottiglia d’acqua, poi magari si prendeva un gelato in un chiosco, gli stabilimenti erano pochi,poi con il passare degli anni sono aumentati a dismisura e pian piano si sono impossessati delle nostre spiagge, Ormai vado al mare raramente, è tutto a pagamento, parcheggio, accesso alla spiaggia etc. Ma voglio anche ricordare che i primi ad avere gli stabilimenti sono stati :polizia di stato,vigili del fuoco e carabinieri,per noi zone off.limit, (parlo della spiaggia del poetto) poi pian piano i chioschi bar sono diventati stabilimenti balneari,ristoranti etc. Mi reputo fortunato ad aver vissuto quei tempi, tempi di libertà, oggi non è più del popolo la spiaggia, ma stà diventando sempre più una proprietà privata.
    SVEGLIAAAAA!!!!

  12. Paolo ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 20:46

    Una delle poche spiagge rimaste libere per la gente era Pittulongu a Olbia, adesso incredibilmente il Dio denaro ha colpito anche lì e sono spuntati ombrelloni e sdraio che, ovviamente, hanno sottratto spazio pubblico per la gente comune, quasi fosse un crimine avere una spiaggia interamente libera. Complimenti a tutti quelli che hanno reso possibile questo.

  13. Elena Cappai ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 20:45

    Dopo aver pagato ombrellone e lettino 34.00 euro mi sembra il minimo portarmi da casa panino e acqua.un lunedì ho speso 100.00 euro lettino ombrellone piadina e acqua.vergogna

  14. Mauro Lissia ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 17:33

    Si, però vorrei capire: se porto il panino da casa e me lo mangio seduto sul lettino pagato al gestore dello spazio, che cosa succede? Un bagnino muscoloso me lo strappa di mano? Arrivano i vigili urbani e mi mettono la contravvenzione? Io vorrei proprio conoscerlo un tizio che mi impone di buttare via il mio panino, credo che mi divertirei molto

  15. Kikko ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 16:51

    Secondo me bisognerebbe fare tipo in Brasile.. C’è lo stabilimento….. Chiedi di poter avere lo sdraio e l’ombrellone…. E te lo piazzano esattamente dove voi sul momento…. Chiaramente davanti allo stabilimento…… Insieme a tutte le altre persone che non hanno lettini….. Ed ogni tanto passa qualcuno dello stabilimento a chiederti se vuoi da mangiare e da bere . Stop…
    . La spiaggia è di tutti.

  16. MARCELLO PAOLO LOI ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 16:37

    Sono sbalordito ma non troppo
    Ormai chiunque abbia un minimo di grado di comando pensa di poter pronunciar parola e ordine… Ma tutto questo diritto chi lo ha?
    Ma quale mente può pensare che di poter vietare che su un’area che ti é stata affidata in concessione (ad una miserabile cifra) che io mi possa bere una qualsiasi cosa mi sia portato da casa… Un succo dei miei pomodori biologissimi, un panino fatto con le mie mani, da semi di grano antico… Una bella pastiglia per il colesterolo con l’acqua che mi sono portato da casa alla temperatura che piú mi aggrada e gasata al punto giusto… Ma anche basta, essere ridicoli é un diritto come pure essere stupidi, ma non c’é scritto da nessuna parte che ridicoli è stupidi debbano essere i custodi del diritto. E non puoi parcheggiare perché la sabbia che il vento ha spostato sulla strada si appiccica alle gomme e la porteresti a casa, e non puoi fumare in spiaggia anche se sei solo tu per chilometri(non si sa mai tu sia un cafone che butti la cicca in mare… e se sei educato non frega niente a nessuno)… E non puoi andare in spiaggia se non hai prenotato, è non puoi piantare l’ombrellone se non hai 65 anni o sei moribondo oppure devi esibire un certificato di famiglia in cui é scritto che i tuoi figli hanno meno di 10 anni e devi dimostrare che sono con te li, dove vorresti piantare l’ombrellone.
    Ohhhhhhhh…. Ma che c…o avete in testa? Brodo di fuffa? Roba da fuori di testa

  17. Corrado Deias ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 16:09

    La concessione si limita all’utilizzo dell’area con regole e limiti certi,tutti gli altri atteggiamenti del gestore sono abusi

  18. Tonio ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 14:52

    Tutto nasce da una questione fondamentale:
    Le concessioni demaniali in diversi siti del mondo che vivono di turismo e che evito di elencare, non arrivano sino all’acqua ma sono a ridosso di bar, ristoranti, giochi per bambini etc. Gli ombrelloni e i lettini fanno parte della struttura che decide che “taglio” dare allo stabilimento….
    Attenzione. a un piccol9 particolare:: chiunque può sistemare il proprio ombrellone davanti alla delimitazione dello stesso e mangiare ciò che meglio crede!!!

  19. mamo73 ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 14:10

    Spendere 20 euro x un panino e una bibita non è ammissibile, quindi cari gestori avete poco da lamentarvi….oltretutto alzate anche i prezzi dei gelati….il problema lo create voi

  20. Antonio ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 14:06

    Prof. la colpa è nostra basta non andare negli stabilimenti e vediamo cosa succede ,i balneari sono una lobby come i tassisti sono le uniche attività che guarda caso non riescono a liberalizzare un motivo ci sarà forse portano voti non so, perchè non controllano se rispettano le autorizzazioni e la distanza dalla battigia erano cinque metri molti sono dentro l’acqua

  21. Ariovisto ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 13:34

    Le spiagge dovrebbero essere libere con la possibilità per chi usufruisce delle (oscure) concessioni di poter dare un servizio (ombrelloni e sdraio accatastate e chi vuole se le piglia e se le paga). Siamo al grande fratello, oramai.

  22. Costantino ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 12:24

    Stiamo raggiungendo la follia pura se permettiamo gi superare questo limite di libertà tanto vale che ritorni la dittatura.Oggi fono a Calasetta in Sardegna mare pubblico ,spiaggia pubblica anche se ci sono gli stabilimenti ma de vino occupare uno ad pazio limitato della spiaggia. In ad litri posti che frequento in continente non bastano 100 euro a una famiglia di tre persone per andare in spiaggia tra parcheggio ombrellone e lettini, lontri o un”esagerazione .buona giornata

  23. Maria Grazia ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 11:27

    Condivido ma quando smetteremo di accettare tutto quello che ci viene imposto. Se mi comporto da zelante consumatore e chino il capo ogni volta che si avvicina uno scagnozzo in spiaggia per vietarmi questo e quell’altro e impormi il prezzo stabilito dal suo mandante (chissà chi è poi) cosa pretendo? Bisogna rifiutarsi con decisione di riporre il cibo in borsa frigo e aspettare che chiamino i carabinieri: sarebbe un buon esempio per i giovani. La legge è dalla nostra parte.
    A svegliarsi sia!

  24. Stefano Pisano ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 11:12

    Trovo non solo assurdo, ma vergognoso vietare di portarsi da casa il proprio cibo, i concessionari si occupino dello spazio loro concesso, non sono ristoratori, ombrellone e sdraio sono solo un servizio,tenere pulito lo spazio e sacrosanto, questo si che si può imporre, ma solo questo, pensare che in spagna ,essendo le spiagge un bene pubblico come da noi, il concessionario non puo mandar via chi dalla spiaggia libera si instaura dentro la concessione, CIVILTÀ.

  25. Nicolino ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 09:59

    Mi ricordo quando ero piccolo e andavamo al mare in tumbarella e li ciggioni drentu alla padedda,fiaschi di vino zimino e lumache ravaneti e trullalla.
    Ma adesso il mondo è della grande distribuzione, ci sono più mq di superficie di vendita in Sardegna che conta 1.500.000 abitanti che a Milano.
    Assieme hai negozi di vicinato sono spariti i centri storici così come li abbiamo conosciuti, oggi la vecchia Sassari è il regno dello spaccio e della delinquenza, dalla parte alta di via Roma a porta S.Antonio gli storici negozi che facevano di complemento al soloto sassarese sono stati sostituiti da cineserie che hanno oscurato la cultura cara all’intera provincia.
    È assodato che i sassaresi anziché fiaschi di vino,zimino e lumache si accontentano delle cipolle.
    Un plauso a chi oggi ha avuto il coraggio di aprire un vero negozio di alimentari vicino a piazza Zuni.

  26. Victoria ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 09:29

    Caro Paolo,
    io mi accontenterei di vedere le concessioni sul mercato (non lo cito a caso, l’idea del divieto dei panini fa il paio con quella che loro siano i proprietari dello spazio, e la gara pubblica sradica dalle loro menti l’errata convinzione), canoni adeguati al loro effettivo valore, di non pagare in nome e per conto loro le sanzioni per mancato adeguamento alle direttive, di non vedere le spiagge colonizzate da ombrelloni venduti a prezzi per me non sostenibili dove prima andavo gratis, di non considerare la loro presenza come una cosa ineludibile, di controlli quotidiani sugli effettivi spazi occupati (un drone sarebbe sufficiente per mappare tutto quello che fanno). Dopo mi occuperei di panini e bibite.

  27. Efisio ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 08:55

    Fatemi sapere dove è questo posto che mi porto il tavolo da 20 persone 20 sedie 15 ombrelloni è 4 kg di MALLOREDDUS alla campidanese 5kg.di fettine impanate corredate da patatine fritte 4 angurie da 8 kg l’una è 15 litri di Cannonau nel bidone di plastica
    Come antipasto 10 kg.d di cozze crude….
    Com limone….
    Mi metto a fianco fianco allo stabilimento è le faccio arrivare le vespe agli ospiti…..
    Secondo me il prossimo anno non confermerà più la concessione demaniale ….

  28. grillotalpa ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 08:47

    Magari vogliono anche che per questioni di decoro entrino solo i giovani e belli con il costume di marca (occorre ricordare alcuni stabilimenti che rifiutarono persone con disabilità)
    Senza trasformare la spiaggia in bivacco vorrei poter mangiare quello che posso (sono celiaco) senza passare alla cassa (dove oltretutto ti guardano pure straniti se chiedi prodotti senza glutine)

  29. Paolo ha detto:
    7 Luglio 2026 alle 07:12

    Il mare può avere un bar, può avere un ristorante può offrire anche servizi di qualità. Ma non dovrebbe mai trasformarsi in un “centro commerciale sulla sabbia”. Chi lo desidera deve poter scegliere di usufruire dei servizi offerti dagli stabilimenti, dai concessionari, oppure portare il cibo da casa, sempre nel rispetto dell’ambiente, delle regole e degli altri. La libertà di scelta e la tutela del litorale possono e devono convivere, anche grazie a controlli efficaci da parte dei enti preposti.

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