Palau: il rigor urbanisticus e il Nuovo Codice di Facciocomemipare

Continuiamo a raccontare la Sardegna che non ci piace, primo perché non lo fa chi lo dovrebbe fare e invece si siede a tavola, secondo perché vogliamo fare opposizione a questa fase di degrado politico e educativo, terzo perché così speriamo che sempre meno persone si rassegnino alla decadenza sarda, a questa politica del parlare perché si ha la lingua e non perché si pensa, a questo acconciarsi a stare sempre o sopra o sotto e mai liberi e giusti.

E come al solito ci troviamo a parlare di Gallura, dove chi non si acconcia viene acconciato, e ciò che non si acconcia viene fulminato e irrigidito.

Il Comune di Palau, il 28 settembre 2015, aveva approvato in via preliminare il suo Piano urbanistico Comunale. Fu un fatto importante, un traguardo cui Palau arrivava dopo un percorso travagliato. Ovviamente scattavano le norme di salvaguardia.

Il Puc veniva pubblicato ed entro il 14 dicembre del 2015 pervenivano 110 osservazioni. Una giunse fuori termine.

Il Piano venne inviato in Regione, che fece le sue osservazioni entro il 22 luglio 2016; osservazioni cui, si legge negli atti, è stata data soddisfazione in sede di copianificazione.

A marzo 2017 il sindaco Pala viene arrestato, guarda un po’.

Solo l’arrivo del Commissario fa ripartire l’iter del Puc. A maggio 2018 l’urbanista incaricato risponde alle osservazioni e a giugno 2018 lo fa il Commissario: questa la delibera sulle osservazioni.

Infine, il Commissario assume la Delibera sull’adozione definitiva del Puc, come era obbligato a fare dalla legge. Palau, nel frattempo, era andata a elezioni.

Nella delibera di adozione definitiva il Commissario dava mandato al Responsabile del Settore per i successivi atti di gestione.

Tra questi vi era certamente inviare il Puc in Regione.

Mai fatto.

Nel frattempo: il Puc, non essendo stato pubblicato, non è in vigore.

Le norme di salvaguardia, essendo passati più di tre anni, sono decadute.

Nessuno spiega perché il Puc adottato non è né vigente né revocato (anche perché per revocarlo bisognerebbe spiegare perché, e non è poi così semplice farlo).

Palau è tornato a Su Connottu: niente Puc e viva il parroco!

Tutto casuale? No, non c’è una cipolla di casuale. Non può essere casuale che si adotti il Puc, si arresti il sindaco, arrivi il Commissario che approva il Puc e il Puc non venga mandato in Regione. Ora, ovviamente, diranno che la colpa è del funzionario responsabile, ovviamente, il quale per un capriccio si sarebbe tenuto un metro cubo di carte nel cassetto. Credibile?

No, perché chi conosce i funzionari comunali sa che vivono nel terrore di sbagliare. E dunque è tutto un caso? Sì, è un caso, ma non con la ‘s’.

No, dunque, non è un caso, è il nuovo rigor urbanisticus, cioè la richiesta di immobilità inoltrata alle persone normali affinchè stiano ferme nel frattempo che ci si adopera ante retro loro stando!

0 commenti su “Palau: il rigor urbanisticus e il Nuovo Codice di Facciocomemipare

  • Paolo Maninchedda says:

    Gentilissimo Ragnedda,
    sono convintissimo che il sindaco Pala non venne arrestato per questioni legate al Puc e penso anche che non vi fosse alcuna ragione per arrestarlo, ma, come Lei sa, questa è una mia vecchia e ostinata posizione garantista e antigiustizialista. Sono altrettanto convinto che il suo arresto abbia bloccato un processo urbanistico virtuoso. Non sono invece della sua opinione circa l’operato del Commissario, che a mio avviso doveva approvare gli atti del Puc, era un suo preciso obbligo. Come pure trovo quanto meno fumosa la situazione attuale. La questione è semplice: 1) il funzionario comunale ha o non ha trasmesso gli atti in Regione? 2) La Regione ha risposto in qualche modo? 3) Se sì, perché questi atti non sono pubblici? La cosa sarebbe tanto più urgente, quanto più da altri atti risulta che il Comune di Palau è più preoccupato di dare incarichi generici, sebbene legittimi, che di produrre un’efficiente gestione del suo territorio.

  • Gianni Ragnedda says:

    Buonasera On.le, leggo sempre con estremo interesse i Suoi articoli ma questa volta credo che debba approfondire il caso e poi rettificare le pesanti accuse che, indirettamente, muove.
    Intanto, il sindaco del tempo fu arrestato in relazione a fatti che nulla hanno a che vedere con il procedimento di approvazione del PUC: neppure la Procura della Repubblica ha mai ipotizzato un simile legame.
    Inoltre, la delibera del Commissario non era un atto dovuto: tutto il contrario. Anzi, quel Commissario ha anticipato i tempi nel maldestro tentativo di sottrarre al consiglio comunale che sarebbe stato eletto di lì a poche settimane il potere/dovere di approvare definitivamente il piano o di modificarlo, in forza del mandato elettorale.
    Lei sa meglio di me che i commissari dovrebbero attenersi all’ordinaria amministrazione mentre il quel caso quella “prassi” venne superata …
    I comuni sardi impiegano mediamente oltre 10 anni per approvare un piano urbanistico, soprattutto a causa dei continui mutamenti normativi e delle ingerenze della Regione, la quale dovrebbe limitarsi ad una funzione di supporto tecnico e invece pretende ancora di “scrivere” i piani al posto dei comuni, usando il PPR come grimaldello. Per l’onestà intellettuale che La contraddistingue, potrà certamente dare in futuro una lettura diversa del caso che ha esposto.

  • In effetti la questione è grave, ormai di dominio pubblico ! È necessario approfondire la vicenda, soprattutto per evitare che vengano imboscate le carte o inventato qualche maneggio.

  • Caspita…… non posso credere ad una cosa del genere !
    Allora, le cose sono due, o la regione non ha risposto oppure il comune non ha inviato.
    Nel caso in cui la regione non abbia risposto, avrà subito il compito di farlo, mentre se è il comune che non ha inviato, diventa più grave !
    Perché non ha inviato ?
    Quale motivazione potrebbe aver portato l’amministrazione a non ottemperare alla legge ?
    Un politico importante diceva: a pensar male ci s’azzecca sempre !
    Il problema è sempre lo stesso, a pagare sono i cittadini, le attività produttive e l’intero territorio !
    Chi ci tutela ???????

  • Buonasera Onorevole,
    Interessante il suo commento, a pensare che in campagna elettorale si prometteva un immediato impegno per creare lavoro e sviluppo !!!!! Siamo sempre alle solite !
    E, come si dice in Gallura, “ Ca scugna lu meli si licca li diti “ !
    Ora vediamo se la Regione difende il territorio e controlla sull’applicazione della legge, oppure fa finta di niente !
    Certo è che una omissione così grave merita un immediata presa di posizione !
    Cordiali saluti

  • A parte qualche considerazione di contorno alla vicenda, più frequente di quanto non si creda, il dirigente del settore urbanistica del comune, Sindaco o consiglio comunale in galera o in libertà è il primo responsabile del mancato inoltro degli atti alla regione. Può essere chiamato a rispondere di omissione di atti d’ufficio e in ogni caso “sollecitato” a provvedere. Ma…..siamo sicuri che il comune di Palau voglia che un PUC conforme al PPR entri in vigore?

  • Buongiorno Onorevole,
    Finalmente qualcuno che pone la questione, molto sentita nel territorio, gravissima ed ingiustificata. Quello che non mi torna è la notizia sulla delibera scaduta. L’adozione definitiva risale al 8 giugno 2018. Le delibere rimangono in vigore per 5 anni, o sbaglio ? Almeno, fino a qualche anno fa era così ! Grazie comunque, spero che chi di dovere faccia il suo lavoro, quello di far rispettare la legge ! W Palau e la Gallura!!!

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