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Sardegna: morire sempre sulle frontiere sbagliate
Elezioni Politica

Sardegna: morire sempre sulle frontiere sbagliate

Osservo con l’amaro in bocca e una gran rabbia i Sardi dividersi sugli slogan della campagna elettorale per le politiche. Quante parole dure e durissime si rivolgeranno i sardi in questa campagna elettorale per morire su frontiere lontane? La Sardegna non c’è in questa campagna elettorale per il Parlamento italiano, ma i sardi muoiono sulla frontiera delle dichiarazioni di leader non solo non sardi, ma assolutamente lontani dalla Sardegna. Invito i partiti che partecipano alle elezioni – noi ne siamo esclusi per prepotenza della legge – a servirsi delle nostre idee e della forza dei nostri dirigenti per difendere la Sardegna. Noi siamo pacificamente impegnati su questa frontiere, siamo impegnati a salvare la Sardegna da questa deriva. (…)
Ho letto con molta attenzione il programma del Movimento 5 Stelle, i celebri venti punti.
Sono rimasto di sale. (CONTINUA)

Cerchiamo collaboratori (e li paghiamo)
Politica

Cerchiamo collaboratori (e li paghiamo)

Cerchiamo persone che raccontino la realtà, quella sarda (ci interessa chi voglia e sappia raccontare i paesi, le città, la storia, i luoghi), quella italiana e quella europea (ci interessano molto le collaborazioni dei giovani sardi all’estero), con testi, video e fotografie. Non cerchiamo chi voglia semplicemente pubblicare propri pensieri; cerchiamo chi racconti la realtà che altri non raccontano e che lo facciano da un punto di vista libertario, democratico, europeo e attraverso il prisma dell’autogoverno e dell’unità dei sardi.
Proponiamo un periodo di 60 giorni nel quale si prova a amalgamare linguaggi e metodi e poi, qualora ci si trovi, un contratto di collaborazione che preveda un compenso di 20 euro a pezzo con tetti mensili (non più di un certo numero di pezzi, legato evidentmente al bilancio preventivo).

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Agricoltura: avevamo ragione
Agricoltura Politica

Agricoltura: avevamo ragione

Non molto tempo fa, denunciammo il grave danno inflitto alla Sardegna dall’agenzia governativa italiana Agea. (…) Nei giorni scorsi i giornali hanno dato notizia dell’avvio di un’indagine da parte della magistratura romana sui costi della gestione Agea. L’ipotesi di reato parla di costi aziendali gonfiati, rispetto ai benchmark di spesa europei, del 900%. L’indagine merita attenzione perché non nasce da esposti anonimi o quasi, né da protagonismi giudiziari o polizieschi, ma dall’ex Amministratore delegato di Agea, il quale, andando via, depositò un corposo esposto sui costi di gestione proprio del sistema informatico che è poi il cuore di Agea. Quel cuore è anche il cuore dei pagamenti in Sardegna.
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Il fisco non è mai leale
Fisco Indipendenza Politica

Il fisco non è mai leale

Per esemplificare oggi parliamo di fisco.
La questione dell’eccessivo prelievo fiscale in Sardegna, (cioè, detto in altri termini, del fisco tragicamente ingiusto) è una questione strategica. È la questione sarda con la storia più lunga, perché affonda le sue radici almeno nei sette secoli che ci precedono. La questione delle questioni è stata ed è l’eccesso di prelievo statale rispetto alla ricchezza prodotta, prelievo che non riesce minimamente a tradursi in servizi pubblici che radichino una struttura statale diffusa in tutto il territorio sardo giudicabile come apprezzabile e giusta da parte di tutti.
Il corollario all’eccessiva pressione fiscale è la sproporzione tra i poteri sostanzialmente polizieschi e inquisitori attribuiti all’Agenzia delle Entrate e i poteri del cittadino di far, non dico valere, ma semplicemente sentire le proprie ragioni.
Facciamo qualche esempio di slealtà vissuta in Sardegna. (LEGGI)

Sanità, leggi  e nuove prepotenze
Politica Sanità

Sanità, leggi e nuove prepotenze

di Augusto Cherchi
Mi attribuisco più difetti, ma anche qualche buona pratica: quando mi chiedono un parere, studio sempre l’argomento con mente critica; quando una legge viene approvata dal Parlamento Sardo mi aspetto che venga applicata, da tutti, nessuno escluso, senza se e senza ma, anche se non piace; magari si può fare di tutto per modificarla, ma intanto si applica e non la si disattende!
Da mesi continuo a dire che in Sanità esiste un problema di applicazione delle leggi votate (…)
Ovviamente noi pensiamo che chi pensa di prenderci per il naso in questo modo per continuare a fare un po’ quello che vuole, abbia veramente sottovalutato sia la nostra intelligenza che la nostra pazienza.
E dunque, almeno per iniziare a far capire che non siamo scemi, abbiamo posto domande. (CONTINUA)

Sanità segreta: contagocce informativo
Politica Sanità

Sanità segreta: contagocce informativo

Ieri, mentre si consumavano diverse tragedie e commedie politiche, si svolgeva una seduta della Commissione sanità del Parlamento sardo. (…) Ieri, in occasione della prima parte dell’audizione di S.M. Moirano (l’audizione continuerà martedì prossimo) si è scoperto che, secondo non si sa bene chi, la legge sulla rete ospedaliera ha bisogno , per essere applicata, di linee guida o di note esplicative. Dove sta scritto tutto questo? Mistero. Non si sa. (…) Il buon Augusto (sempre quello il cui sudore è stato sottoposto a verifica da Guardia di Finanza, Carabinieri, Corpo Forestale e Assemblea condominiale) ha poi chiesto una informazione ovvia: quanti sono i dipendenti di ruolo dell’Ats? Quanti sono quelli in servizio? Quanti sono i dipendenti delle Asl con contratto a tempo determinato? Quanti gli interinali? Mistero. I dati disponibili non sono della Regione Sardegna, ma del Ministero e risalgono al 2013! (LEGGI)

L’eversione del buon senso e il Pd. Ci volete in galera?
Politica

L’eversione del buon senso e il Pd. Ci volete in galera?

Ieri Giuseppe Luigi Cucca, segretario del Pd, ha parlato di eversione rispondendo al nostro presidente.
Non lo accettiamo. (…) Questa parola, inutilmente minacciosa – Peppe Cucca, mio amico, sa perfettamente che io penso che parti della magistratura sarda stiano perseguendo un’azione di assedio nei nostri confronti; sa che la ritengo ingiusta e infondata e sa che intendiamo contrastarla nelle forme previste dalla legge – per noi è grave e irricevibile.
(…) Noi stiamo aggregando un’alleanza, aperta a tutti fuorché a razzisti, fascisti e violenti, per un nuovo programma di governo della Sardegna che sia diverso e vada oltre il perimetro del centrosinistra o del centrodestra.
A questa sfida abbiamo invitato ripetutamente anche il Pd e le porte sono sempre aperte.
(…) Di fronte a questo successo che erode i consensi nella pancia dell’elettorato moderato, si vuole riprendere ad additarci come eversivi, si vuole fare in modo che noi facciamo paura. Ridicolo. Ridicolo ma tragicamente pericoloso. Non lo permetteremo. Su questi temi il confronto, se proseguito, sarà durissimo. Mi auguro, invece, che le forze progressiste della Sardegna facciano con noi altri percorsi, ritrovino cultura democratica e saggezza umana, in modo da archiviare uno scambio di battute tragicamente infelice. (LEGGI)

Scuola e università in Sardegna: la prevalenza della burocrazia sulla cultura
Istruzione Politica

Scuola e università in Sardegna: la prevalenza della burocrazia sulla cultura

Le parole spese dalla ministra nel suo tour a parlare della politica del governo dimissionario (mah!) mi hanno riportato alla bocca la sensazione di disagio che provo ogni volta che parlo con gli insegnanti e che sto provando ogni giorno nella mia attività di professore dell’Università di Cagliari.
Il cuore della scuola non è più la qualità dell’insegnante e il sistema di relazioni tra il docente, l’alunno e la sua famiglia. No; il cuore è il meccanismo burocratico. L’insegnante è un dipendente di un’azienda governata da un manager, il preside. La prevalenza del modello aziendalista è un vero disastro, sia per la psicologia di molti dirigenti scolastici che non hanno un misurato senso di sé, sia per la cultura. (…) Questo è diventato molto più evidente nelle università.
È cambiata anche la retorica. Prima si aveva consapevolezza che l’università era il rapporto tra i docenti e gli studenti. Quando Abelardo si spostò sulla rive gauche, lo fece con i suoi studenti. L’università è universitas studiorum, associazione di chi studia e di chi apprende.
Oggi l’Università è un mostro burocratico che è egemonizzato dal controllo di gestione, dai parametri per accedere ai finanziamenti e dal dominio degli apparati che gestiscono questa macchina. Oggi i docenti sono impiegati degli impiegati e dei dirigenti. (LEGGI)