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L’Italia della Lega: tasse e manette. Due parole a Moirano
Fisco Politica Sanità

L’Italia della Lega: tasse e manette. Due parole a Moirano

Il governo della Lega ha triplicato gli interessi legali per gli omessi pagamenti dei tributi (passano dallo 0,3 allo 0,8%). Così è facilissimo far tornare i conti: promesse in campagna elettorale e tasse indirette quando si è al governo. Ricordiamoci sempre che la Sardegna è la Regione d’Italia più vessata dall’Agenzia delle Entrate, cioè la regione dove avvengono più accertamenti rispetto alla popolazione residente. Chi vuole votare Lega se lo ricordi: aumento del 300% degli interessi sui tributi non versati. Due parole a Moirano: se io fossi stato Presidente della Regione e Lei fosse andato a dire di fronte alla Corte dei Conti cose diverse da quelle comunicate all’opinione pubblica, Lei non avrebbe avuto neanche il tempo di fare la valigia. (LEGGI)

Secondo passo: dialogo, non spettacolo
Politica

Secondo passo: dialogo, non spettacolo

Ci temono per la nostra forza. Non esibiamola, non serve. Mettiamola a disposizione. Dobbiamo veicolare la nostra diversità. Non usiamo nessuno, non ci facciamo usare, vogliamo produrre un evento storico: dare valore politico alla coscienza nazionale dei Sardi. Per fare questo, non serve il comunicato stampa quotidiano, serve il dialogo quotidiano, la rete fitta e intensa di relazioni tra persone, la capacità di costruire una proposta alternativa alle offerte tradizionali. Servono i giovani che stanno fuori della Sardegna, serve la loro prospettiva. Serve più sussurrare che gridare, serve fiducia. LEGGI

Ventimila modi di essere piccoli per diventare grandi
Politica Primarias

Ventimila modi di essere piccoli per diventare grandi

Chi si ama, si promette per la vita il bene più prezioso: la compagnia. Noi ieri ci siamo promessi la compagnia e la storia. Ci siamo riusciti per l’umiltà dei comportamenti e la grandezza delle idee.
I Sardi ieri hanno cominciato a dire “Noi”. Oggi è finita la clandestinità della Nazione Sarda. (…) Oggi esiste un’area indipendentista, libertaria, democratica, europeista, tollerante e pacifista, che è autosufficiente elettoralmente, che ha cultura di governo, che è inclusiva, che è pronta a mettere a disposizione la propria forza per un disegno unitario di grande, pacifica, legale ma profondissima rivoluzione sarda.
Vorrei dire ai tanti che stanno ancora sotto le insegne dei partiti italiani: uscite, non sono quelle le vostre bandiere. (LEGGI)

Tutto questo potere immobile cadrà
Politica Primarias

Tutto questo potere immobile cadrà

Facciano pure finta di niente gli isolatissimi partiti italiani. È sempre successo: finché le rivoluzioni non vincono, non esistono per il potere esistente. Però, noi, una rivoluzione legale, profonda, molto partecipata, la stiamo facendo davvero. Mi pare stiano maturando i segnali di maturità per la nascita di un grande Partito Nazionale della Sardegna, che vogliamo contribuire a costruire e a non egemonizzare. Più diciamo che la Sardegna è una Nazione e che la vogliamo democratica, cioè con i ruoli elettivi scelti dal popolo e non egemonizzati dai partiti, più ciò che diciamo si realizza.
E dunque: a innantis!

È virale: noi siamo Nazione e siamo tante migliaia
Politica Primarias

È virale: noi siamo Nazione e siamo tante migliaia

Non si è capito che sulla Nazione Sarda non si tratta: si partecipa o ci si contrappone. Mentre i sardi votano alle Primarias, i dirigenti dei partiti italiani si contrappongono.
Noi, pacificamente, silenziosamente, ma con la buona coscienza di chi senza far del male a nessuno, fa la cosa giusta, noi abbiamo varcato il fiume. Non con proclami e documenti, ma con la marcia sotterranea dei voti in rete, col passa parola di chi vuole profondamente cambiare l’ordine dei poteri, di chi vuole tirare fuori dalle case i rassegnati. Noi siamo come i curdi, gli armeni, i catalani, gli scozzesi. Non c’è alcun negoziato da fare con noi, noi abbiamo costruito la marcia del sale dei Sardi per offrire una proposta elettorale e di governo fondata sulla coscienza nazionale dei fatti. (…) Il futuro, dopo le Primarias, è aperto. Non si ripartirà da alcuna egemonia, ma dalla libertà. (LEGGI)

Per libertà, non per carriera
Politica Primarias

Per libertà, non per carriera

Non per far carriera ci stiamo consumando in incontri, dibattiti, chilometri. (…) Noi siamo ostili a alchimie elettorali fatte a tavolino. Per noi il modo di fare politica e la marcia del sale di Gandhi: persone, fraternità, passi, chilometri, botte prese e non restituite, soddisfazione d’animo e sicurezza di buona coscienza. E dunque, ci si risparmi il sospetto e la furbizia, i tatticismi e i suggerimenti: noi facciamo tutto con la luce accesa e senza retrobottega. Non sappiamo cosa voglia dire vendersi. Sappiamo sacrificarci per l’unità della Nazione Sarda, ma non usiamo la Nazione per la carriera.
Votiamo e continuiamo a sentirci liberi. (LEGGI)

Una Nazione con numeri, coraggio, unità e autonomia elettorale
Politica Primarias

Una Nazione con numeri, coraggio, unità e autonomia elettorale

Il passa parola sta funzionando. Anche senza soldi, senza potere e con tutti i poteri schierati contro, la nostra marcia del sale sta continuando e si sta ingrossando. Noi non veniamo picchiati come accadeva agli indiani che marciavano; noi veniamo ignorati e a noi sta benissimo, perché camminiamo più veloci. (…) Oggi sta in campo un fatto: migliaia di persone stanno dicendo “Noi“. Migliaia di persone stanno dicendo “Noi siamo una Nazione“. (…)
Ma la cosa più bella sta avvenendo nelle università (…) L’altro giorno a Nuoro, io e Anthony Muroni, entrambi con un solidissimo curriculum di scontri durissimi, siamo stati seduti civilmente e serenamente allo stesso tavolo e il tema vero è stato uno solo: possiamo camminare insieme? (…) Il Partito dei Sardi ha gambe solide per reggere l’urto elettorale: lo mette a disposizione dell’unità dei Sardi, ma questa volta facciamo davvero la storia. Noi non tradiremo mai decine di migliaia di persone che stanno votando per la Nazione sarda. Mai. (LEGGI)

Caro Francesco Pigliaru, quanto è amara la verità sulla sanità
Politica Primarias Sanità

Caro Francesco Pigliaru, quanto è amara la verità sulla sanità

Le Primarias sono questo: la legittimazione per una proposta pacifica, legale, ma totalmente rivoluzionaria. Niente più come prima. Io ho lasciato appalti da fare (finalmente ho visto partire quello su Viale Marconi, sarà il vento elettorale o altro, ma almeno è partito); in sanità, il tuo governo, lascia in eredità una ragnatela di dominio dell’uomo sull’uomo, ha insegnato che per fare carriera si deve fare militanza politica, ha distrutto ogni meritocrazia e l’ha sostituita con la zerbinocrazia. Io sarò fissato con Mandela, con gli Armeni, con i Curdi, con i Catalani e gli Scozzesi, ma non so inginocchiarmi se non di fronte a Dio. (LEGGI)