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Breve dizionario ragionato degli insulti elettorali
Editoriale

Breve dizionario ragionato degli insulti elettorali

di Paolo Maninchedda
Come ci si insulta in campagna elettorale?
Si potrebbe rispondere: “Come si fa nel calcio”:
Allora l’insulto migliore e più scontato sarebbe: ‘cornuto’. L’argomento, tuttavia, è impopolare, perché Pirandello diceva che siamo tutti un po’ cornuti. Si racconta che un nobile napoletano avesse nello stemma questo detto: “Io porto le corna, ognuno le vede / ma tale le porta che non se lo crede”. Insomma, le corna sono un argomento scivoloso, sono come i denti, dicono i romani, fanno male quando escono ma poi servono per campare, perché rafforzano il carattere. Quindi, un presidente che si rispetti, cioè temprato dalla vita, dovrebbe essere un po’ cornuto, non tanto tanto, ma un po’ sì.

I figli che insegnano
Politica

I figli che insegnano

di Pina Garippa
Nei servizi di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza si incontra il dolore vero: quello della diagnosi da comunicare a un genitore su una patologia psichica del proprio figlio. E la patologia della psiche è quella più difficile da accettare e da comprendere, perché ti chiedi come sia possibile, perché ti chiedi: “Perché a mio figlio” . Dopo la diagnosi arriva il quotidiano: la scuola, i compagni, gli altri genitori, e ancora, l’ostacolo più grande, che in molte situazioni continua a chiamarsi: emarginazione e diversità.

I conti in tasca
Politica

I conti in tasca

di Luca Angei In attesa del 17, facciamo due riflessioni e due conti. Le riflessioni riguardano la mia campagna elettorale. […]

Il Pd, Michela, i gelati e gli Apaches
Editoriale

Il Pd, Michela, i gelati e gli Apaches

di Paolo Maninchedda
L’ho spiegato a Olbia, ma ovviamente i giornali non c’erano. È il paradosso dei due gelatai, utilizzato in molte scuole per spiegare perché due concorrenti alla fine tendono ad offrire lo stesso prodotto e a competere più sulla prossimità al cliente che sulla qualità del prodotto stesso.
Due gelatai si accordano per dividersi il mercato di una spiaggia lunga un chilometro. Convengono di dividerla in due parti e di collocarsi ciascuno nel punto che segna la metà della propria parte. Quindi, inizialmente, si collocano a cinquecento metri di distanza l’uno dall’altro. Poi accade che ciascun gelataio, una volta conquistato il proprio mercato (cioè i frequentatori della propria metà di spiaggia) tenda a avvicinarsi all’altra metà, per rendere più facile l’acquisto ai membri del mercato concorrente. Avvicinandosi oggi, avvicinandosi domani, i due gelatai finiscono per trovarsi nella stessa posizione, esattamente a metà della spiaggia.

Politica e affetti
Editoriale

Politica e affetti

di Paolo Maninchedda
Sono stremato dalla campagna elettorale. Non provo imbarazzo a riconoscerlo.
Cosa mi tiene su (oltre ai farmaci)? Sembrerà paradossale, ma mi tengono su i sentimenti, i legami, gli affetti che anche in questa campagna elettorale sono nati copiosi. Non sarà d’accordo un ex amico politico che un giorno mi disse che io sono ‘freddo’ (anzi, disse ‘algido’) e io pensai che i casi erano due: o non riuscivo a comunicare i sentimenti o non avevo capito nulla di lui.

Perché ci credo
Politica

Perché ci credo

di Rosa Maria Millelire
Ho creduto nel progetto del Partito dei Sardi di Paolo Maninchedda fin dall’inizio, quando ancora Paolo ne parlava e bisognava spendersi per realizzarlo. Nel cuore e in testa la rivendica dell’esercizio della sovranità originaria dei sardi, a tutti i livelli, e, l’obbiettivo principe, la creazione dello Stato Sardo.