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Ottana: l’arresto come giustificazione

Posted on 23 Maggio 202623 Maggio 2026 By Paolo Maninchedda 6 commenti su Ottana: l’arresto come giustificazione

A leggere i giornali di oggi sul caso dell’arresto del sindaco di Ottana, di cui ancora non si riesce a leggere l’ordinanza di custodia cautelare (segno di grande cautela della Procura, della Questura e anche della Difesa, cosa apprezzabile), si capisce che i cronisti hanno fonti differenti.

La Nuova
non ha alcuna novità rispetto alle cronache dei giorni scorsi, se non l’anticipazione di una linea della difesa che ha del deboluccio (ma sicuramente essa è più articolata di quanto appaia dai giornali), perché, secondo La Nuova (che cita le dichiarazioni di don Borrozzu a difesa di Franco Saba, le quali, mosse da sincero trasporto, sono invece più di vantaggio all’accusa che alla difesa, come accade sempre con la magistratura quando si sovrappongono i piani della moralità sostanziale a quelli della giustizia formale), si concentrerebbe sugli atti dell’Amministrazione comunale che hanno consentito l’insediamento degli impianti di Enel Green Power.
Come in un matrimonio, tanti anni di vita virtuosa non servono a dimostrare che non c’è stato almeno un tradimento, così nei rapporti tra politica e magistratura bisogna sapere che ai togati e ai poliziotti non interessa il tempo lungo della virtù, ma solo quello breve del presunto reato.
Lo dico perché, a mio modestissimo avviso, se è vero che in Sardegna è tragicamente in crisi la capacità di fare indagini, è anche in crisi l’istituto della difesa (basti leggere la cronaca recente di un processo a Nuoro dove il perito del Tribunale, dopo aversi letto tutte le intercettazioni, le ha smontate facendo solo appello ad una adeguata e profonda conoscenza del sardo. Il tribunale lo ha fatto su richiesta della difesa). Si trovano sempre meno legali disposti a leggere bene e approfonditamente e sin dalla prima udienza le carte, a verificare la qualità delle indagini, a preparare tutte le udienze e non solo quelle dove è prevista la requisitoria della difesa. Non sarà certamente questo il caso della vicenda di Ottana dove scendono in campo avvocati di prima grandezza, ma la crisi strutturale generale c’è ed è quindi giusto parlarne almeno a titolo scaramntico e preventivo.

L’Unione Sarda ha invece fonti diverse e cita due episodi  e una procedura selettiva.
Secondo il quotidiano cagliaritano, l’azienda avrebbe prima fatto partecipare un soggetto a un corso di formazione e poi, dopo aver svolto una selezione, gli avrebbe preferito un altro. A valle di questo episodio, ci sarebbe la lunga sosta di un Tir con carico eccezzionale su una bretella di svincolo dalla SS 131 all’area industriale di Ottana, dovuta, secondo gli inquirenti, a un mancato permesso di transito del veicolo su una strada comunale. A legare i due episodi, qualche intercettazione.

Non si può fare alcuna valutazione senza leggere gli atti, però si possono notare due aspetti.
Il candidato all’assunzione che secondo l’accusa sarebbe stato sostenuto dll’Amministrazione comunale, non è stato assunto.
Enel Green Power ha i suoi impianti funzionanti e dunque il celebre Tir ha potuto consegnare il suo importante carico.
Il reato, se c’è stato, è stato nelle parole, non nei fatti. Ed è su questo che bisognerà vedere come si confronteranno accusa e difesa.
Tuttavia, l’accusa ha fatto una scelta che trovo incomprensibile.
Ha interrogato il Sindaco l’11 maggio, come prevede la legge.
Di conseguenza ha avvertito, se mai ve ne fosse stato bisogno, l’indagato dell’esistenza non solo dell’indagine, ma anche dell’ipotesi della misura cautelare.
Dopo di che, ha ritenuto che un Sindaco avvisato e interrogato, che non ha a suo carico fatti, ma parole, posto che il disoccupato è rimasto tale e l’impresa ha potuto svolgere le sue attività liberamente e pienamente, avrebbe potuto reiterare il reato.
Illogico e incomprensibile.
Nessuno avrebbe obiettato alcunché se l’accusa avesse comunque proceduto contro il sindaco, ne avesse chiesto il rinvio a giudizio e lo avesse portato a processo. Ma arrestarlo non ha avuto alcun senso, se non quello, tragico e spettacolare, di voler giustificare con un fatto clamoroso mesi di indagine. C’è un legame tra arresti e carriere (conosco un magistrato che ha fatto una fulgida carriera a colpi di manette ingiustificate e che gode di tutta la mia personale e inutile commiserazione), tra arresti e encomi, ma anche tra arresti e motivazioni per lunghe e costose indagini. Nessuno ne parla, tutti subiamo.

Resta allora una domanda di fondo, che riguarda non solo Ottana ma il rapporto stesso tra giustizia, politica e opinione pubblica: quando la misura cautelare diventa il centro della scena, il rischio è che il processo venga anticipato nel giudizio mediatico prima ancora che nelle aule di tribunale.
La severità dell’accusa è legittima solo se proporzionata alla concretezza dei fatti e alla reale necessità di limitare la libertà personale.
Altrimenti la cautela si trasforma in rappresentazione, e l’arresto smette di essere uno strumento eccezionale per diventare una certificazione simbolica dell’indagine svolta.
È su questo confine sottile che si misura oggi la credibilità della giustizia.
E su questo stesso confine si deciderà se il caso Ottana sarà ricordato come un rigoroso accertamento di responsabilità o come l’ennesima vittoria del clamore sulla verità.

Politica, Vetrina

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Comments (6) on “Ottana: l’arresto come giustificazione”

  1. Sardinian Job ha detto:
    23 Maggio 2026 alle 22:49

    Dunque:

    Se l’AMICO dell’Amministratore (o dell’Amministrazione) beneficia di una commessa pubblica con un discrezionalissimo “affidamento diretto”, è tutto OK.

    Se riceve un discrezionalissimo incarico (es. Dirigenziale) in una partecipata della PA (o direttamente nella PA), è tutto OK.

    Se invece viene “aiutato” ad essere assunto presso una impresa PRIVATA, è KO???

    Come cantava De Andrè:
    […E adesso imparo un sacco di cose
    In mezzo agli altri vestiti uguali
    Tranne qual è il crimine giusto
    Per non passare da criminali…]

  2. Salvatore ha detto:
    23 Maggio 2026 alle 21:31

    mah…allora quanti consiglieri regionali dovrebbero inquisire……

  3. Piccione morto ha detto:
    23 Maggio 2026 alle 21:02

    Maaa ci sono sindaci e sindaci poi ci sono denuncianti e denuncianti, ce un piccolo uomo che viene dai paesi (biddinculi) e ci sono omini che altri….. fanno grandi senza esserlo, ci sono i piccioni da sparare e ci sono le specie protette.
    Quel che domina su tutto sono i soldi, soldi, soldi soldi 💰 per alcuni basta un milione per altri oltre quello conta anche: COME TI SEI PERMESSO? Ti faccio vedere chi sono io.
    Di una cosa sono certo, se dovessero arrestare tutti i politici sardi che hanno chiesto la cortesia di assumere un lavoratore senza lavoro avvolte vicino all’età pensionabile non basterebbero le carceri italiane .
    Piccione morto.

  4. Ariovisto ha detto:
    23 Maggio 2026 alle 15:41

    Pili Mauro (quello che un tempo fu un politico) inonda la sua pagina FB col clamore di Ottana e del suo sindaco ancora innocente. Del Pili inventore di scandali non meraviglia più niente, dei commenti di certa gente poveraccia (quanto Pili) dispiace un pò di più.

  5. Giorgio ha detto:
    23 Maggio 2026 alle 09:28

    L’accusa è di TENTATA corruzione. Secondo me, in concreto, perché l’assunzione non c’è stata e quindi la concussione non si è realizzata. Il sindaco è agli arresti domiciliari (cioè a casa sua, non in carcere, e senza manette) non per la gravità del reato (solo tentato) ma in quanto potrebbe reiterarlo. Che garanzie di imparzialità e buon andamento dell’amministrazione potrebbe dare un sindaco che preme su un privato affinché assuma un suo amico? Così gli amici lavorano e chi non ha santi in paradiso emigra. Mentre le imprese private devono assumere gli amici dei potenti di turno, non i migliori o le persone di propria fiducia. Fermo restando che una persona è innocente fino a che l’ultimo grado di giudizio non dica il contrario, e augurando agli imputati di poter dimostrare la propria innocenza

  6. Marco Casu ha detto:
    23 Maggio 2026 alle 08:52

    Mah! Otzana!
    Non me ne vogliano gli Ottanesi se mi sono informato sulle dimensioni del loro Paese in termini di abitanti. 2135 persone; giusto per farmi una idea di massima intorno la questione .

    Che dire?!.. la Magistratura ha esercitato con solerzia il suo alto compito, applicando misura cautelare per una tentata concussione che, dagli atti pubblici sin qui noti, non ha prodotto assunzione né turbativa concreta dell’operatività dell’impianto.

    Certo, e’ apprezzata la fermezza contro ogni abuso, ancorché verbale eppero’ un interrogativo, tuttavia, si pone con rispettosa curiosità istituzionale: ed e’ quello se la stessa lente d’ingrandimento venga riservata con identica energia ai pachidermi che, in contesti più vasti e articolati, da tempo pascolano indisturbati tra appalti, nomine e favori di ben altra consistenza.
    Eh! e’ vero , certamente, che la a giustizia è uguale per tutti, formiche ed elefanti i , cosi’ dovrebbe essere. A ogni modo, in attesa , comunque, di leggere l’ordinanza si rammenta che il processo è la sede deputata a distinguere il lecito dall’illecito, senza che l’arresto divenga di per se stesso, sentenza mediatica.

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