Ottana, la questione morale e Il sole 24ore

24 febbraio 2010 08:318 commentiViews: 10

132Ieri al Senato era in discussione la conversione in legge del decreto Alcoa, o altrimenti detto Grandi Isole. Si tratta del provvedimento per l’approvvigionamento elettrico della Sardegna e della Sicilia. Nei giorni scorsi lanciammo l’allarme sull’esclusione dai benefici di legge del sito di Ottana. Come è andata a finire? Con un compromesso: in legge non si fa cenno alle reti interne d’utenza, ma l’Authority dell’energia ha già emanato una direttiva che estende i benefici anche alle reti interne d’utenza che garantiscano l’interrompibilità; Terna ha già emanato l’avviso che concretizza la possibilità chiarita dall’Authority. In parole povere: ci hanno dato per via amministrativa ciò che ci hanno negato per via legislativa. Chi ha avuto un ruolo in questa vicenda? Due sindacalisti, in una certa fase un parlamentare sardo del Pdl e nella fase conclusiva un parlamentare del Pd, un assessore che lateralmente ad altre questioni ha posto anche questa al Ministero e io, che però, lo dico a chi ogni giorno mi stimola a guidare chissà quale reazione, sono oggettivamente stanco di ricevere, parallelamente, avvertimenti di non espormi perché, tanto, “prima o poi ti faranno uno sgambetto”. Che cosa ho imparato: a Roma la Sardegna non conta nulla, per farsi sentire deve urlare, cioè deve avere atteggiamenti antipolitici. Domani racconterò cosa sta succedendo sul Patto di stabilità.  Nel frattempo la questione morale scuote l’Italia e la scuote, all’italiana, con pagliuzze e travi mischiate per non fare capir niente a nessuno. La lezione di Gramsci sul pensiero chiaro è dimenticata. Che cosa fa Il sole? Propone l’alternativa al sistema politico corrotto: Montezemolo e Marcegaglia, cioè modello Berlusconi ingentilito con una spruzzata di decisionismo femminile; un’operazione estetica dello stesso potere.  Ognuno tragga le sue conclusioni.

8 Commenti

  • non capisco granchè di politica ma mi è piaciuto il commento di “Giovanni” quando dice che uniti possiamo difendere e pretendere non dico tutto ma molto di più di quello che ci danno

  • Marcello Simula

    La questione morale:che bel tema di riflessione! Non siamo ancora in grado di contarci,noi,le AVANGUARDIE culturali dei quattro mori,ma che cosa pensiamo di ottenere dal prossimo futuro? Qui dobbiamo mettere in conto un aspetto che forse viene trascurato da tutti:qual’è il nostro progetto futuro? Signori belli, io ho un bel reddito che mi mette al sicuro da tsumani vari, ma ai miei figli cosa preparo? Ci sono due motivi che portano la gente a votare. Il primo è un background (scusate il termine anglosassone) culturale che non appartiene alle generazioni emergenti, il secondo è IL SOGNO. Si,è proprio il SOGNO che porta a votare un certo schieramento politico piuttosto che un altro,perchè il voto è sogno, è speranza, e noi dobbiamo alimentare il sogno, che è l’unico motore che muove tutti a credere che ancora esista la speranza. Morta questa, morto tutto! E allora,perchè da inguaribile idealista/ottimista credo che la miglior parte della sardegna sia sana,diamo un segnale a tutti quelli che non sanno che pesci pigliare e presentiamo un programma CONCRETO!Paolo Maninchedda, se ci sei batti un colpo!
    P.S. In questo momento l’on.Maninchedda può rappresentare un ottimo leader, ma stiamo attenti a non creare l’uomo della provvidenza! Non me ne vogliate ma ho sviluppato una feroce idiosincrasia agli eroi!

  • Non si stanchi di di ricevere stimoli per guidare un’azione energica.
    I cittadini hanno ritenuto di affidarle un compito importante, hanno riposto fiducia nella sua persona, hanno creduto nella sua integrità morale e nella volontà manifestata per il cambiamento e Lei?… Lei risponde affermando che è stanco di ricevere avvertimenti di probabili sgambetti!
    Se il compito le risulta improbo e ritiene di non potercela fare basta passare la mano. Cosa dovremmo pensare noi cittadini? Prendere i forconi e assaltare la Bastiglia?

  • Tra le tante definizioni della politica, quella che più di ogni altra ci incoraggia è dettata dalle parole del nostro conterraneo Antonio Gramsci. Si tratta di una delle definizioni che è stata etichettata come la “visione romantica” dell’agire dell’uomo in politica:
    “il politico in atto è un creatore, un suscitatore, ma non crea dal nulla, né si muove nel vuoto torbido dei suoi desideri e sogni … Applicare la volontà – scrive Gramsci – alla creazione di un nuovo equilibrio delle forze realmente esistenti e operanti, fondandosi su quella determinata forza che si ritiene progressiva”.

    Il politico è prima di tutto studioso della realtà, dell’ambiente politico e sociale, approfondisce la conoscenza della storia, e dell’economia. Ma sopratutto il politico deve avere il coraggio dell’utopia…

  • E’ vero caro on. ci ha AZZECCATO IN PIENO
    A Roma la Sardegna non conta un fico secco.

    Te lo dice uno che ha trascorso 5 anni interi li per lavoro e che ancora oggi frequenta spesso.

    In generale, l’individuo medio la vede come il luogo dove si va nel mese di Agosto a fare le vacanze.

    Che ne sanno che non abbiamo ancora il Metano. Nulla!!

    Pensano che le strade siano ancora mezze mulattiere..

    E se alziamo la voce a rivendicare la nostra identità o un po i nostri diritti, sa che dicono, in modo eufemistico..

    Mi dite dove sta agganciata l’ancora della Sardegna che vado e la stacco, cosi raggiungete l’Africa, o meglio uscite dallo stretto di Gibilterra e vi molliamo nell’Atlantico.

    HEE state alzando un po troppo la testa cari miei, finché state calmi e zitti tutto va bene, altrimenti stacco l’ancora.
    vabbe!!! ho reso l’idea.

    Speriamo solamente una cosa.

    Nel male della crisi generale, spero che i sardi, i miei cari conterranei, da queste vicende imparino che solamente se si è uniti e coesi possiamo contare.

    Solamente se si è uniti e coesi possiamo alzare la testa e rivendicare con forza quello che ci spetta di diritto e un domani farcelo da soli.

    L’Italia Repubblicana sta andando a P……, la riforma del federalismo ci farà capire, spero non in ritardo, che nessuno ci aiuterà e che ce la possiamo fare da soli.

    Ma solamente uniti – coesi e decisi come un sol uomo come un intero popolo Nazione

    saluti

  • A Salvatore…
    credo, anzi sono convinto, che la tua nobile esortazione, vada estesa però, non solo ai funzionari degli assessorati, ma anche. A quei dirigenti. Che si sono. “Appuddati” sulle poltrone di altri enti… ARGEA, LAORE e AGRIS, che stando ai fatti, sarebbero diventati i nuovi, insindacabili “capetti”. E allora, non solo Cuccureddu e Maninchedda, sarebbe opportuno che anche gli altri 83 occupanti di poltrona diano segnali tangibili di PARTECIPAZIONE e CONCERTAZIONE! Fatti, non enunciazioni di comodo.

  • Caro Onorevole, riguardo al patto di stabilità e problematiche connesse, come ho scritto al mio amico Franco Cuccureddu, controllate che i dirigenti spendano i soldi disponibili, e che sollecitino la partecipazione, anzichè stare in uffico ad aspettare che qualcuno bussi alla porta per poi fargli le pulci, ed i soldi restano nel cassetto

  • Caro Paolo,
    non sarebbe meglio fare nomi e cognomi della persone che hanno avuto un ruolo in questa vicenda? Magari anche di quelli che hanno avuto un ruolo negativo? L’informazione ritengo sia molto importante…

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