Oratori sardi e olocausto

26 gennaio 2010 07:354 commentiViews: 18

231Oggi riprende in consiglio regionale il dibattito sulla legge per gli oratori. Essa prevede, attraverso una procedura negoziata che coinvolge in modo un po’ anomalo da una parte la Conferenza Episcopale Sarda, le altre confessioni che operano in Sardegna e gli ordini religiosi, dall’altra un Comitato tecnico che sarà il vero organo consultivo in cui le parrocchie saranno rappresentate, un riparto annuale di fondi (per il 2010 5 milioni) tra le strutture accreditate. Al di là degli aspetti tecnici, che magari saranno migliorati in Aula, lo scontro politico è ritornato sulle barricate ideologiche: una parte del Pd vuole che tra le strutture accreditabili ci siano anche i centri di aggregazione giovanili. Immediatamente in Aula è ricomparso il fantasma sdrucito del laicismo accompagnato dal suo compagnetto tonacato, il clericalismo. E a me è sceso il latte alle ginocchia. Il sistema culturale sardo è arretrato, ripete vecchi ideologemi come si ripetono le vecchie filastrocche. Mi sono confortato leggendo lo speciale fatto, con molto coraggio di questi tempi, dal giornale diocesano Il Dialogo sull’Olocausto: è la cosa migliore che io abbia letto. Efficace, breve, istruttivo, divulgativo. Ecco le pagine 1 e 2.

4 Commenti

  • Mammuttones

    Come volevasi dimostrare, con una tempistica da far paura ai pit-stop di formula 1, ieri è stata approvata la legge sul finanziamento agli oratori. E’ tra le priorità di questa giunta regionale? Lo stato non ha bisogno di 25 dico VENTICINQUE milioni di euro da utilizzare nel Welfare, o benessere sociale cosi ci capiamo? Lo Stato non ha le capacità per fare quello che solo gli oratori sanno fare?
    Per me si chiama finanziamento pubblico al movimento di opinione politica più potente del mondo. Nel mio primo intervento ho dichiarato che la chiesa è un movimento politico, contraddittorio, a tutti gli effetti.
    Et voilà, pag 11 de L’Unione Sarda.
    TITOLO Gay e candidati, le ingerenze del Vaticano
    Oltre a dare indicazioni puntuali sui programmi, propone nomi, caratteristiche genetiche e sessuali dei candidati.
    Quei soldi li avete dati alla stessa mano, e tutto ciò è incredibile.
    Non una parola da noi, nessuna denuncia davanti alle sottane e i cappelli a più punte.
    E’ difficile comprendere questa morale, semmai ce ne sia una.
    Quale è il fine di questa condivisione, caro Paolo.
    Io non la capisco e vorrei sapere.

    Fortza Paris

    Art 4 dello statuto del PSdAz

    Il “ Partidu Sardu – Partito Sardo d’Azione” esalta i valori della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza.
    Si batte affinché tutti gli uomini e le donne godano di pari diritti, pari opportunità e abbiano gli stessi doveri.
    Combatte ogni forma di razzismo e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
    Tutela la libertà religiosa, di manifestazione del pensiero, di parola, d’informazione, di comunicazione, di sindacato e di associazione.

  • Oh Paolo ma il nome di mons Money con tutto quello che sta combinando .. vero e proprio prelato colonialista (contro la lingua sarda nelle funzioni etc etc) non ti dice niente? E’ un vero e proprio azionista di riferimento, con tanto di assessuora, della giunta del presidente ridens e mite che tu sostieni, ancora per quanto?

  • Ho visto i campi di sterminio, erano il regno del demonio. Ricordare si, onorare ovvio, dibattere certo.
    La Storia, però, si ripete e si evolve.
    Oggi esistono i campi di sterminio senza filo spinato e senza forni crematori.
    È la fame, miseria , le malattie che non hanno giustificazione alcuna perché esse esitano (si usa il grano per fare benzina ecologica …. ), ma uccidono, uccidono, uccidono…e come uccidono. Noi passiamo dritti e incapaci di vedere, di capire di agire.
    Però un domani certamente saranno fatte cerimonie e commemorazioni delle vittime dell’olocausto determinato dall’indifferenza.
    Ricordare il passato ed agire nel presente.

  • Mammuttones

    Partiamo da un presupposto: tutti noi che oramai non ci possiamo considerare giovanotti riconosciamo il valore che ha avuto nella costruzione della nostra educazione e coscienza un istituto come la chiesa. Laici o cristiani, atei e credenti, credo siamo tutti convinti della necessità di dare nuovo vigore agli oratori, che hanno bisogno soprattutto di risorse umane. Altro discorso è mettere in discussione il costante assalto alle risorse pubbliche esercitato dalle gerarchie clericali. Altro elemento di riflessione è la crisi di coscienza che sta attraversando la chiesa da decenni. Lontana anni luce dalla società attuale, spesso contraddittoria nelle sue azioni (esemplare la critica del papa all’egoismo umano), sempre impegnata a togliere aria agli alti istituti laici o religiosi della nostra società civile chiedendo corsie privilegiate.
    Sgombro il campo da ogni equivoco ideologico.
    Sono ateo; ho vissuto un’educazione cristiana apprezzandone i valori; abbiamo scelto per nostra figlia una scuola parificata cattolica perchè offre una proposta formativa ed organizzativo migliore di quella pubblica. Non temo la conversione.
    Ma quella scuola attinge da un fondo unico per gli istituti privati.
    Entra in graduatoria, deve avere dei requisiti oggettivi parificati alla scuola pubblica, si pone a confronto con la società.
    Idem per i fondi svincolati dalle università a favore dei restauri.
    Perchè solo le chiese? Ma i nuraghi? E le torri costiere? E il centro storico di Sassari o Iglesias? Sono comunque beni privati ma di interesse collettivo.
    La questione ideologica lascia quindi il campo a quella di equità sociale. Si tagliano i fondi ai disabili, si riduce la spesa per la scuola e la sanità pubblica, vengono gradualmente ridimensionati tutti i fondi per il benessere sociale, sport e cultura compresi.
    E la chiesa che fa?
    Acquisisce l’ottopermille, attraverso le sue associazioni attacca il cinquepermille, ha un potere di raccolta di risorse volontarie incommensurabile, chiede allo stato, che determina in tempo reale, milioni di euro per le chiese abruzzesi.
    Ora ha anche bisogno di fondi per gli oratori.
    Bene, è giustissimo.
    Si crei un fondo unico per tutti quegli istituti che svolgono le stesse funzioni.
    Associazioni senza scopo di lucro con i più diversi orientamenti politici e religiosi, tutti a concorrere per la qualità del servizio offerto e non per diritto divino.
    Si! Anche associazioni di orientamento politico.
    C’è ancora qualcuno che crede che la chiesa non faccia politica?

    Fortza Paris.

    Art 4 dello statuto del PSdAz

    Il “ Partidu Sardu – Partito Sardo d’Azione” esalta i valori della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza.
    Si batte affinché tutti gli uomini e le donne godano di pari diritti, pari opportunità e abbiano gli stessi doveri.
    Combatte ogni forma di razzismo e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
    Tutela la libertà religiosa, di manifestazione del pensiero, di parola, d’informazione, di comunicazione, di sindacato e di associazione.

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