Oggi voteremo l’ordine del giorno sull’indipendenza: da soli

18 novembre 2010 08:224 commentiViews: 11

217Oggi il Consiglio regionale concluderà la sessione dedicata alle riforme. Mentre è ragionevole che si trovi un accordo sul percorso delle riforme (costituente, statuto, statutaria, legge elettorale, legge 1 e legge 31), è altrettanto probabile (per non dire certo) che verremo lasciati soli sul tema dell’indipendenza. Perché?  Per pigrizia e per paura. Pigrizia perché non ci si vuole aggiornare culturalmente e non si vuole riconoscere che oggi  il tema e l’obiettivo dell’indipendenza sono entrati tra gli obiettivi legittimi della società sarda; non sono più né temi né obiettivi eversivi, ma giusti, ragionevoli, declinabili in un sistema democratico e legale. Non si vuole riconsocere questo importante risultato, e così tutto il chiacchierare di indipendenza dell’estate 2010, messo alla prova di un banale voto di indicazione politica, svelerà la sua funzione strumentale e retorica.
Paura perché è vero che intorno al tema dell’autogoverno e dell’indipendenza sta nascendo un laboratorio politico dagli esiti incerti per il bipolarismo italiano.
In ogni caso, noi ci saremo.Voteremo ciò di cui siamo fortemente e intimamente convinti, soprattutto ora che l’urgenza è lo sviluppo.

4 Commenti

  • Ho appena visto la sua intervista sul TG regionale. Complimenti!
    Bene ha fatto a evidenziare le macroscopiche contraddizioni della politica delle filiali dei partiti di stato.

  • Meglio soli che male accompagnati. Un consiglio: mandali tutti a quel paese e ricomincia da quello che desideri con tutto il cuore. Non siamo quattro gatti, siamo soltanto ognuno per conto proprio compreso Soru che per il PD sardo altro non è che una palla al piede. Chiamatelo partito dei sardi, chiamatelo Progetto Sardegna, chiamatelo come diavolo volete ma chiamatelo…..

  • No bi cheriat sa majarza pro ischire chi finiat gai. Arrivati al dunque ecco la risposta del temerario segretario plurimarche di S.Antioco, l’affondo dell’audace Signore di Funtanazza, la risoluzione del cogitabondo, all’ombra di Arborea, Gianvalerio Sanna, il moto di orgoglio del barbaricino Murgia, che in tutto il trambusto che agita il PDL rimane ben coperto sotto le ali berlusconiane, l’azzeramento dei distinguo (prima la Sardegna) di Sabatini.
    No, non c’è pigrizia di “aggiornamento culturale” semplicemente perchè quella con la C maiuscola non c’è mai stata.C’è invece paura,paura folle, di mettere a rischio la carriera conquistata tenendo il popolo in schiavitù.Il progetto indipendentista si sublima ridando dignità, liberando il cittadino dal bisogno, facendogli assaporare il gusto di poter esprimere quello che pensa senza timore di essere additato da s’onorevole. Ecco, far maturare questo grado di libertà fa perdere il sonno a lor signori. Oligarchi in Sardegna valvassini a Roma.
    Il peso è tutto sulle spalle del PSD’AZ.

  • Mere in domo mia

    E poi?
    Dato che il risultato del voto appare prevedibile se non scontato, come reagirà il Partito Sardo davanti all’ennesimo impegno tradito malgrado promesse e rassicurazioni distribuiti a piene mani da chi ha richiesto ed ottenuto l’impegno Sardista a fianco della maggioranza?
    Non mi riferisco ovviamente al crollo delle attività industriali, o di quelle agricole, o della pastorizia, o alla telenovela della Sassari-Olbia, o al disastro dell’occupazione ecc….
    Come siano stati gestiti quelli ed altri comparti, bastano le manifestazioni, le occupazioni e le proteste quotidiane a testimoniarlo.
    Parlo invece dell’obbiettivo strategico del Sardismo, in buona sostanza l’unica giustificazione rimasta per spiegare la permanenza dei Quattro Mori nella giunta regionale.
    Se anche quest’obbiettivo fosse del tutto disatteso per insipienza o malafede dei compagni di viaggio, non riesco a vedere motivi validi per non rovesciare il tavolo e riprendere la lotta dura contro l’Italia.
    Perché non prendere esempio dalla Lega, che ha detto molto chiaramente che la sua lealtà a Berlusconi é funzionale escusivamente ai risultati che cerca di strappare riguardo al federalismo?
    Davvero crediamo che la Lega avrebbe ingoiato tacendo tutti gli scandali di cui sappiamo, senza la prospettiva di ottenere il suo risultato strategico?
    Ma forse, vista la situazione , dovremmo prendere esempio dall’MPA di Lombardo che, ormai consapevole del valore che il governo Berlusconi da agli impegni sottoscritti, ha deciso di abbandonarlo..
    Ecco, ritorno alla domanda iniziale: E POI?
    E dopo l’ultimo schiaffo in pieno viso, cosa ritiene di fare il Partito Sardo d’Azione per ristabilire il suo ruolo storico e ribadire i suoi obbiettivi strategici?

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