Oggi sulla Nuova Sardegna del Marghine dicono una stupidaggine sanitaria. Bisogna aver pazienza: è l’informazione parentale

1 dicembre 2011 11:047 commentiViews: 479

287Capita, di primo mattino, di leggere vere stupidaggini, veicolate anche da giornalisti che dimenticano di fornire ai lettori tutte le informazioni utili a capire la portata e la natura delle parole e il contesto in cui vengono pronunciate.
Oggi l’Associazione Progetto Macomer, che è un pezzo dell’attuale opposizione dove militano candidati nella lista perdente delle ultime amministrative (ma questo il giornalista non lo ricorda), dicono che:
1) io sono contro il project di Nuoro e che pertanto avrei bloccato i benefici del project su Macomer;
2) poi dicono che io e i sardisti siamo alleati con le lobbies nuoresi (quasi mi viene da ridere);
3) poi dicono che starei ostacolando l’istituzione della RSA di Macomer e che lo starei facendo in ragione del punto seguente;
4) dicono che non starei sostenendo la sanità pubblica perché, invece, starei favorendo l’ing. Gianni Mura e il dott. Antonello Del Piano che stanno realizzando un investimento nella sanità privata ((e qui la malizia mischia aglio (cioè Rsa, cioè ospedali residenziali per anziani bisognosi di cure particolari) e cipolle (cioè, diagnostica privata, obiettivo dell’iniziativa di Mura-Del Piano);
5) infine dicono che sarei un prinzipale del paese (ma questo è il minimo. Quando mia madre era Preside dell’Istituto Tecnico di Macomer, vennero mandate nelle case di questo paese, centinaia di lettere anonime che la prendevano e la lasciavano come una pornostar di vocazione e di professione, con dettagli di performance sessuali degni delle riviste specializzate. Mia madre ci lesse a tavola la lettera, dopo la strappò, e si parlò d’altro. La maldicenza mi fa un baffo).
Ma la cosa più bella è che il giornalista che dà conto di tutto questo senza verificare una parola di ciò riferisce, è il cugino in primo grado della moglie del presidente dell’Associazione e anche il cugino in primo grado dell’ex direttore facente funzioni del distretto sanitario di Macomer: dunque egli è certamente una garanzia di imparzialità sui temi della sanità e della politica locale. E mi pare sia lo stesso giornalista che un giorno ha scritto che dopo una pioggia insistente si era allagato un sottopasso, mentre il sottopasso (costruito bene non dall’attuale amministrazione, ma dalla precedente) era perfettamente asciutto.
Io comunque accetto il confronto.
Sono contrario al project perché non porta alcun vantaggio agli utenti e molti alla Cofely. Fino ad oggi, il project ha prodotto solo debiti. Non solo: la posizione dichiarata dal Governo italiano di voler rivedere la disciplina dei project per rendere più chiaro il rischio d’impresa, cioè proprio ciò che il Tar Sardegna ha stabilito essere assente nel project nuorese, mi conforta nella posizione. Inoltre, ma il giornalista non l’ha verificato e l’associazione non lo sa, il projetc ad oggi a Macomer, nei pochi lavori svolti sulla struttura dell’ospedale, non ha fatto lavorare una sola impresa di Macomer. Come d’altronde fatica anche a Nuoro a far lavorare imprese di Nuoro. Sull’accusa di legami con lobbies nuoresi, veramente ridicola e infondata dato il conflitto pubblico proprio con i circuiti parassitari nuoresi, risponderò in altre sedi. Ma sul project bisogna aspettare. Gridare o combattere sui giornali non serve più a nulla. Servono altre sedi al momento opportuno e sugli atti opportuni.
Sono, e l’ho sempre dichiarato, per la sanità pubblica, che ho sempre difeso. Ciò significa che la sanità deve essere accessibile a tutti, regolata e controllata dallo Stato. I privati che intendono investire in questo settore (e dobbiamo augurarci, in Italia, che continuino a farlo) lo devono fare rigidamente all’interno di questo perimetro. Ma ben vengano tutti i privati che vogliono venire a investire a Macomer anche in questo settore, utilizzando le leggi dello Stato e della Regione.
Le gestioni della Asl di Nuoro del dott. Succu e del dott. Meloni hanno rafforzato come nessun altro il polo sanitario pubblico macomerese. Loro si difenderanno da soli da queste accuse fatte alla ‘Viva il parroco’, mandando il pallone in tribuna pur di dimostrare di esistere. Io ricordo a memoria: 1) attivazione centro per le malattie metaboliche (endocrinologia e diabetologia) ; 2) attivazione centro di immunologia clinica (grastroenterologia e epatologia; in poco tempo è diventato un centro di riferimento in Sardegna); 3) attivazione dell’infermieristica del 118; 4) rafforzamento del servizio di radiologia; 5) stabilizzazione della dirigenza del distretto; 6) rifacimento delle facciate.
Sulla RSA di Macomer, strenuamente e giustamente voluta e difesa nella scorsa legislatura dall’on. Pirisi, mi sono sempre dichiarato d’accordo e non ho cambiato idea. In provincia di Nuoro non esiste una Rsa. E’ stato un grande risultato politico ottenere di costruirla a Macomer. Succu e Meloni avevano preparato il bando di gara prima di andar via; l’attuale Direttore generale della Asl è già venuto a Macomer per annunciare al sindaco l’imminenza della pubblicazione del bando, che verrà gestito dalla Asl, la quale è politicamente lontana da me mille miglia. Che senso ha alzare un polverone su questo argomento, su cui tutte le forze politiche sono d’accordo? La Rsa a Macomer si farà e la procedura sarà gestita pubblicamente dalla Asl, sarà verificabile e sotto gli occhi di tutti. Che senso ha il sospetto preventivo?
Poi c’è l’iniziativa dell’ing. Mura e del dott. Del Piano che non è una Rsa, è tutt’altra cosa, se si vuole definirla è un centro diagnostico avanzato collocato al centro della Sardegna.
Questa iniziativa ancor prima di partire è stata accolta da una fucileria di maldicenze e di insinuazioni di tale portata che io, se fossi nei promotori, la abbandonerei e spiegherei in un’assemblea pubblica che l’iniziativa non si realizza per l’effetto negativo della maldicenza. Non solo: visto il clima, chiuderei anche le attività già avviate a Macomer, dove lavorano diverse persone. Non mi piacerebbe essere sopportato e additato alla maldicenza. Me ne andrei.  Macomer ha un sistema sociale interdittivo che incide sensibilmente sul suo ritardo di sviluppo. Se si ritiene che un privato sia favorito dalla politica rispetto a un altro, allora si denunci in modo circostanziato il presunto favoritismo. Ma se, invece, il favoritismo non esiste ma ciò nonostante si insinua che ci sia, allora significa che non si vuole quell’investimento realizzato da quella persona, cioè che si odia la persona. E allora è giusto che i promotori dell’impresa si confrontino pubblicamente e dicano al paese che non accettano di essere rifiutati a priori e, per protesta, abbandonino.
Questo gioco della maldicenza ha già provocato danni gravi all’esistenza di tante persone. Ricordo l’ultimo episodio noto: le lettere anonime contro le palestre di Macomer e contro la piscina. Tanto fumo per che cosa? Io ho il netto sospetto che il fumo nascondesse la vittima designata, e cioè l’ex assessore Rubattu, colpevole agli occhi degli invidiosi, di aver dato un profilo imprenditoriale alla sua competenza in campo sportivo (in poche parole di essere passato da una palestra ricavata in un seminterrato a una palestra, migliore, realizzata in un piccolo capannone). Una vera operazione di malvagità alla quale il paese non ha reagito, anzi, ha ostentato indifferenza e soddisfazione perché è troppo diffuso il sentimento della rivalsa immotivata di chi gode dinanzi alle persone pubbliche messe in difficoltà.
Se Macomer, come tutta la Sardegna, vuole crescere, deve ripristinare un clima di fiducia, vigilando sugli imbrogli, ma non parlando di imbrogli a vanvera, pur di dar sfogo all’invidia, all’interdizione sociale, al meccanismo regolatore verso il basso dei rapporti sociali che tanto piace a chi per non emanciparsi dalla mediocrità morale in cui tutti nasciamo (questo è il peccato originale secondo la cultura cattolica) deve necessariamente ricondurre tutto al peggio, al sospetto, alla diffidenza, all’immobilità.

7 Commenti

  • Enrico Cadeddu

    Da autoctono concordo con Paola riguardo l’utilità di un volantino”informativo”in giro per Macomer.
    Sempre da macomerese e attaccato alla sua città,dopo averne conosciuto dinamicità e benessere sociale,leggo con grande piacere dell’entusiasmo dell dott.Del Piano nel voler portare avanti la sua iniziativa.
    Sono anch’io convinto come lui che sarà tutto a vantaggio della popolazione.
    Buon lavoro a tutti

  • La situazione che lei evidenzia per Macomer è quella diffusa in tutta la Sardegna: la gente è invidiosa, incline alla maldicenza, felice di vedere i personaggi “importanti” nel fango.

    Ora, preso atto di come sono fatti i cittadini, molti politici pensano: ma io dovrei agire per il bene di questa gente ? Ma chi me lo fa fare, perché dovrei farlo ?, per guadagnarmi il paradiso ? Piuttosto penso ad arricchirmi, a crearmi una sfera di potere, a fottere spiritualmente, e spesso materialmente, questa massa di merdacce.

    Invece un politico rispettabile, come penso lei sia, e un imprenditore rispettabile dovrebbero fregarsene di maldicenze e invidie e andare avanti per la propria strada (sempre che l’odio non si trasformi in violenza).

    Da una situazione di fatto discendono due strade politicamente diverse.

    PS: a quando un bel post sulla scuola sarda ?: applicazione delle competenze regionali sulla distribuzione degli organici, rapporti fra consiglio e assessori, applicazione delle leggi regionali, politici buoni e burocrati cattivi e politici cattivi e burocrati buoni, spesa dei fondi europei, demagogia nel fare le belle leggi regionali inapplicabili, rapporti fra istituzioni statali e istituzioni regionali………..

  • Antonello Delpiano

    Caro Paolo, come rappresentante di questo territorio bene hai fatto a replicare a quelle stupidaggini dell’articolo della Nuova. Personalmente non intendo neanche prenderlo in considerazione. Tengo però a far sapere che nella mia vita ho sempre lottato perché i miei progetti si realizzassero, e non sono mai state le chiacchere malevoli di paese a determinarne il destino.(Ci sono anche le chiacchere benevoli e se tanto mi da tanto). Sosterrò anche questa iniziativa con tutto il mio entusiasmo convinto che questa sia a tutto vantaggio della popolazione.

  • Franco Cappai

    “Orrios de ainu non pigana a chelu ”

    S’imbidia este una maladia mala e in s’ortu de s’imbidiosu non bi creschede manc’erba.

    I vecchi proverbi sono attualissimi.
    Fortza Paris
    Franco Cappai

  • Danzatore delle stelle

    La polvere sollevata dagli scalzi di Cabras ha un significato storico, il fumo fine a se stesso degli “orbi” di Macomer non riuscirà invece a mettere in fuga nessun nemico.
    Servirà a togliere il respiro ad un contesto sociale già agonizzante…

  • Spero che il contenuto di questa risposta sia “volantinata” a Macomer e zone limitrofe. Sarebbe molto utile.

  • Paolo Carta

    un tizio trova nel suo terreno una lampada, la sfrega ed esce un genietto che gli dice: “esprimi un desiderio, quello che vuoi, ma sappi che il tuo vicino riceverà il doppio di te”.
    Cussu maccu s’at bogadu un’ogru.
    p.s.
    purtroppo la storiella è ambientata in un paese (da come viene raccontata penso in un paese qualsiasi) della Sardegna.
    Sperando in un inversione di rotta rispetto alla deriva che denunci nelle tue ultime righe, un rinnovato Forza Paris.

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