Nuova legge Statutaria, riforma della legge elettorale e rappresentanza del territorio nelle istituzioni

20 gennaio 2010 16:396 commentiViews: 9

Riceviamo e pubblichiamo

Alcuni territori non hanno mai avuto una loro rappresentanza nelle istituzioni e altri l’hanno avuta solo saltuariamente perché utilizzati dai partiti come bacino elettorale di altre zone. Paradossalmente i territori che non hanno rappresentanza sono anche quelli che hanno i maggiori problemi di tipo economico, sociale, infrastrutturale e di servizi. Il Sarcidano, per esempio, attualmente non ha alcun rappresentante in Consiglio Regionale e la stessa situazione si è verificata con grande frequenza anche in passato.

La conseguenza di questa “mancanza di voce” nella “stanza dei bottoni” è l’abbandono pressoché completo di questi territori da parte della classe politica.

Queste regioni che non hanno una loro rappresentanza si trovano, di fatto a essere un’isola nell’isola, una colonia nella colonia, con tutti i problemi moltiplicati rispetto a quelli degli altri cittadini.

Farò un solo esempio per chiarire questo concetto. Quando arrivai a Nurri, in Sarcidano, nel 1980 il Comune era dotato di uno pseudo servizio di erogazione dell’acqua potabile per la popolazione in quanto nelle abitazioni arrivava l’acqua per meno di due ore a giorni alterni (cioè per meno di due ore in 48 ore). Se questo si fosse verificato in altre realtà avrebbe scatenato una rivoluzione ma i nurresi, troppo pazienti, come, d’altra parte gli altri Sardi, finirono per dotarsi tutti, a proprie spese, di serbatoi-riserva. Per quanto riguarda la depurazione dei reflui fognari andava ancora peggio: le poche acque sporche venivano convogliate nel lago Mulargia senza subire alcun intervento di depurazione e utilizzate, ad uso potabile ed irriguo, a valle, in una parte del Campidano, alla faccia della Salute Pubblica. La purificazione della rete fognaria avveniva, grazie al cielo, con le piogge che confluivano, a dispetto della legge, allora e attualmente vigente, nella rete fognaria.

Questa situazione era talmente impossibile e assurda che nessuna delle persone a cui la raccontavo credeva alle mie parole.

Ciò che succede ai territori che non hanno una rappresentanza politica è proprio quello che ho poc’anzi descritto per il comune di Nurri, che, per fortuna, oggi non ha più i problemi menzionati, e non certo grazie l’intervento dei politici che pensavano, alla grande, ad altro, come è loro consuetudine.

Per questi territori la promulgazione di una nuova Legge Statutaria da parte della Regione autonoma della Sardegna da parte anche in passato rappresenta una speranza un po’ diversa da quella degli altri Sardi. La motivazione è semplice: le persone che hanno più necessità hanno maggiori aspettative degli altri nella prospettiva di un cambiamento che per loro significa avere ciò che non hanno mai avuto.

Apro una parentesi. Spesso si parla, si scrive e si lotta per popolazioni che prima avevano qualcosa e poi gli è stata tolta o è stata perduta. Nessuno, o pochi, parlano e lottano, invece, per persone che certe cose non le anno mai avute. Parlo di lavoro, di benessere, di istruzione, di infrastrutture e di tante altre cose ancora. Sembra che ci siano delle persone che debbano avere tutti i diritti di questo mondo e che altre persone vengano, tuttora, negati i più elementari diritti

La riscrittura della Legge elettorale della Regione Autonoma della Sardegna per l’elezione del Consiglio Regionale dovrebbe far parte integrante della Nuova Legge Statutaria, visto che ormai, non certo per motivazioni legate agli interesse dei Sardi, lo Statuto e la Legge elettorale vigente, sono ormai inadeguati, come tutti riconoscono, per fronteggiare la grave situazione nella quale attualmente riversa la Sardegna.

La proposta che farò, con la consapevolezza e la certezza che nessun politico eletto o che ha adocchiato una poltrona, la condividerà, consentirebbe di conciliare tante esigenze che sono le seguenti: a tutti i territori verrebbe consentita la rappresentanza politica, costringerebbe i partiti a cercare come candidati le persone migliori di ciascun territorio, che naturalmente darebbe il meglio che ha, si ridurrebbe drasticamente il malcostume del voto di scambio,verrebbe notevolmente ridimensionato il potere dei Partiti e delle varie lobbyes affaristiche nella scelta dei candidati e nella rappresentanza complessiva nel Consiglio Regionale, si ridurrebbe la spesa che i candidati devono sostenere per la campagna elettorale.

Questi obiettivi si possono raggiunge tutti individuando Circoscrizioni Elettorali Regionali non su base provinciale, come avviene attualmente, ma su base territoriale, in maniera simile alle attuali Circoscrizioni Elettorali per l’elezione dei consiglieri provinciali. Il numero dei collegi elettorali dovrebbe essere uguale a quello dei consiglieri eleggibili in maniera che in ogni collegio venga eletto il candidato più votato. La proporzionalità del voto verrebbe garantita dalla uniformità numerica dei votanti di ciascun collegio.

Questa proposta è logica, lineare e consente di conciliare molte esigenze. Non avrà certamente il gradimento dei politici di professione, dei Partiti, delle lobbyes affaristiche, perché per queste categorie la legge non serve per regolare in maniera equa la convivenza civile ma deve consentire di raggiungere i loro personali obiettivi anche se questo comporta il sacrificio del bene per la collettività.

Oliviero Nioi

6 Commenti

  • Caro Totoi
    Non sono io a dover fare commenti: io ho esposto una situazione e fatto proposte. Penso che i commenti debbano farli i lettori. Ma a quanto pare ai lettori non interessano questi problemi pur di grande attualità. E non mi venite a dire, come ha fatto qualcuno che non ha capito proprio nulla, che si tratta di proposte “di campanile”! Una posizione di questo tipo non merita una risposta!
    Oliviero Nioi

  • Embè ! L’ ultimo commento è datato 24 gennaio 2010. Vi siete stancati forse troppo in fretta cara Franca e Oliviero ! Siamo al 12 febbraio 2012, è possibile che da allora non ci siano state altre idee, proposte, provocazioni per costruire un futuro certo a tutti noi nativi Sardi ? La caciara finisce sempre per disunire. Aveva forse ragione quel Re Spagnolo ?

  • @ Franca: No si cheriat narrer’ nudda si no chi s’est torrende in segus subra sa proposta de sa Costituente chi paret cherrer’ bessire da sos ambientes sardistas e poi si traighet cun sas riformas de sa legge elettorale po s’elezione de su Cussizu regionale de sa RAS. Cando hap’ a tenner’ calchi cosa ‘e narrer’ l’hap’ a fagher’ in modu precisu e cumpridu (comente hapo semper’ chilcadu de fagher’ inoghe e in dogni logu). Inoghe no si discutit subra difesas de debiles o de fortes, ma mi paret chi si cued’ in segus de sos debiles su rilanciu neo-autonomisticu de un’Istatuto nou po sa Regione (chi no cambiat nudda in s’assettu istituzional-dipendente de sa Sardigna) e nos cundennat a unu regime de dipendentzia e sudditanzia chi est in dananti ‘e sos oggios de totu. Deo no tenzo nudda contra sas pessones, ma so’ ischieradu in modu nettu e decisu contra sos imboligos …. finas ideologicos.
    @ Oliviero: Cuncordo in totu, no isco iscrier’ in sardu (ca niunu mi b’hat imparadu), m’improvviso po mi fagher’ a cumprender’ e mi paret chi risulte in s’intentu. S’istat po s’iscrittura nde dia a fagher’ finas a mancu (bidu chi sa legge tutelat sos chi faeddan’ e no sos chi iscrien’), chistionende però risulto a esprimer’ su chi mi faghen’ sentire sos post comente su chi has’ pubblicadu tue, chi si mascherat in segus de quadros de pensamentu ‘etzu passendelos po noos.
    No isco iscrier’, si puru de zente chi m’istat in dananti nd’ hepa ‘idu (finas a oe) paga, però cumprendo su chi m’est dadu a legger’ e m’abizo de s’incapacidade chi ch’ est a superare su quadru istituzionale de s’autonomismu italianu chi hat riduidu sa Sardigna a una misera Regione de su sistema Italia semper’ pius isputtanadu. Inoghe mi devo limitare a riprender’ su chi has’ iscrittu tue, osservende chi sa riforma chi propones est interna a su sistema regionale italianu (s’Istatuto regionale, sa legge elettorale e finas sas circoscriziones po eleger’ sos candidados in sas istituziones). In cussu modu no si b’arrivat a sa sovranidade de un’istadu sardu, no si faeddat, in pagas peraulas, in d’una visione “costituente”, ma limitadamente a una “mezus” ispartizione territoriale de sas poltronas previstas in “sa Regione autonoma”. Est un’arrejonamentu, carissimu Nioi, dignu de sas peus logicas ispartitorias chi han’ movidu sa politica sarda finas a oe, chi servit solu a dare forza a sas logicas ispartitorias de basciu profilu.
    Mi dispiaghet de no haer’ centradu su tema chi propones, ma, cunsideradu su chi trasparet no mi bi devo esser’ distanziadu de meda. Cunsideradu finas chi ateros cumpagnos si sun’ agatados de acordu cun su chi t’hap’iscritu, no isco ite ater’agiungher’ e mi limito a la riferire a una mera posizione pessonale (?).
    Ma si, foltzis no tenes su drotu, de atere no est in italianu chi si cheret fagher’ sa costituente sarda?
    Dai, dai, sighimobila gai, chistionamola in italianu, in giogu b’est SA CHISTIONE SARDA e finas su totu torrat a nudda; tantu gia paret nudda!

    P.S.: comente ateras bortas m’est capitadu mi so’ incasinadu cun su computer e s’ultimu cummentu chi bos hapo lassadu risultat mancante de ‘ucones de frase. M’iscuso ater’una ‘olta cun sa redazione po s’imperfetta comunicazione!

  • Sardus Filius, il tuo intervento non è pertinente all’articolo e, soprattutto non è propositivo, se ritieni che il suo contenuto non è reale.
    Subepari ollis scriri in sardu ma non scis scriri, entzandus po tui es mellus a scriri in italianu.
    A si biri cun saludi

  • Sardus Filius
    no as narau nudda.Unu iscriet una cosa e tue rispondes cun ateras. Non bat peruna cosa de amisturare in su Partidu Sardu cun sas propostas tzerimonias in cust’iscritu.
    Non bat peruna cosa de amisturare in s’Ente Fiera e s’iscritu.
    Si sa proposta no andat bene fachinde una tue puru ma faedda de sos problemas iscritos e non de ateru cumente as fatu como como.
    Si pentzas chi no es beru chi b’at custos problemas iscrie-lu!
    Cust’iscritu mi paret prus una difesa de sos debiles chi un’iscritu de un’omine de partidu.
    Apo abaidau s’istatutu de s’Ente fiera e apo bidu chi ‘incarrigu de sa Regione in cus’ente est fatu de badas, est a narrer chi sos rapresentantes de sa Regiono non picana dinare ( si no lu credes leghe-dilu s’Istatutu de s’Ente Fiera). Cale est su problema? Tenes carchi cosa contras a sa persona chi at fatu cust’interventu? Su chi est iscritu no is beru? Tenis calincuna cosa contras a su Partidu Sardu? Iscrielu ma non assuta de cust’ interventu.

  • Interessante ragionamento di campanile di Oliviero Nioi che ricade, evvidentemente, nel nuovo autonomismo regionale lombardiano. In su momentu chi s’agat a iscrier’ “La riscrittura della Legge elettorale della Regione Autonoma della Sardegna per l’elezione del Consiglio Regionale dovrebbe far parte integrante della Nuova Legge Statutaria” lassat intender cun chiaresa lapalassiliana cale siat sa elaborazione indipendentistica intro su Psd’Az. e cale interesse bi potat esser’ in un su sardismu de azione po sa creschida de un’isvolta indipendentistica seria.
    iRS chi pensat a guvernare sos depidos de 70 annos de gestione pseudo democratica e sos sardistas chi s’atraldan’ a osservare comente “lo Statuto e la Legge elettorale vigente, sono ormai inadeguati” mi paren’ duas forzas politicas chi no tenen’ ancora peruna idea de cale siat sa linea de sighire e su caminu de fagher’ po riscatare sa libertade de sos sardos. Cumprendo chi Oliviero potat arrejonare in custos termines da cando su partidu l’hat afidadu s’incarrigu de suta guvernu, ma, unu pagu de dignidade mi paret chi la poterat finas mantenner’. Sigo sos varios interventos chi si sutzedin’ e s’avvicendan in S&L da cando sos de s’albure dismissu han’ elegidu sos quadros noos, ma, da su chi est bessinde a sa lughe ateru no si faghet che betaresi sos corros de pala in coddu e unu tirat e s’ateru no ispinghet agatendenos semper’ in su matessi puntu… chi no ch’est trazende semper’ pius a fundu.
    Paraulas, paraulas, paraulas e prummissas a vogones e poi…
    Oddeu!

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