Nuova interpellanza per Tuvixeddu: tante parole per non dire apertamente che avevo ragione

26 febbraio 2010 06:4210 commentiViews: 23

102È stata presentata un’interpellanza sulla vicenda Tuvixeddu, che riporto qui sotto. Tra gli interpellanti molti colleghi che stimo molto, altri che stimo molto meno.  A parte le premesse, nelle quali si fa una ricostruzione molto parziale della vicenda amministrativa di Tuvixeddu e si dimenticano tutte le sentenze del Tar e del Consiglio di stato ormai definitive che hanno annullato ogni possibilità di apporre un vincolo paesaggistico e o di estendere quello archeologico sull’area oltre la necropoli (questo è il problema, ma in molti lo ignorano) e che dimostrano con quale dilettantismo e con quale autoritarismo si è operato nella scorsa legislatura;  a parte il riferimento alle espressioni ritenute minacciose dagli interpellanti e evidentemente non dai giudici, emerse dalle intercettazioni (si fa evidentemente riferimento anche alla mia frase in cui chiedo quando la magistratura scioglierà i cani, la quale espressione, per quanto obiettivamente infelice, si iscrive in un quadro conclusivo di una legislatura, quella passata, delle cui forzature impunite del diritto farò un resoconto dettagliato in Aula e durante la quale mi pento veramente di non aver registrato una conversazione drammatica avuta una sera in una saletta del terzo piano del Consiglio regionale; ma, ciò nonostante, ci sono tante carte che parlano e parleranno del clima di quei cinque anni); a parte tutto questo, che penso venga riepilogato per concedere un po’ di ferocia al popolo dei militanti estremi che mi vorrebbe vedere sulla forca, quando si va a vedere che cosa propongono i colleghi non può che tornare il sorriso, e non poteva che essere così data l’intelligenza di molti di loro. Infatti, a parte il grossolano errore di voler tutelare solo la necropoli o “il sito archeologico” citato in conclusione, che non sarebbe un problema; a parte l’errore di parlare di acquisizione del solo parco archeologico che già oggi interessa, di dritto o di rovescio, 34 dei 48 ettari di Tuvixeddu; a parte dunque la fretta con cui è stata scritta l’interpellanza, resta il principio finale: i colleghi puntano ad uno strumento di legge per acquisire le aree, posto che questo è l’unico strumento adatto a raggiungere i primi due obiettivi (l’inedificazione e la tutela integrale dell’intera area, non solo di quella archeologica). Bene, questa è la mia proposta dell’aprile del 2009, su cui diversi esponenti del centrosinistra si dichiararono d’accordo, che a giorni finirò di formalizzare nel dettaglio e invierò alla Corte dei Conti e alla Presidenza della Regione. Alcuni soggetti hanno stravolto il contesto e il metodo della proposta fino a configurare trame ignobili a mio carico e ne risponderanno nelle sedi opportune. Oggi che mi pare, pensando al dibattito sui palazzi regionali, si stia recuperando un clima di confronto civile, spiace osservare che per dire che si è d’accordo si debba prima fare un inutile quanto superficiale polverone.

*Gli interpellanti Luciano Uras Adriano Salis,, Radhouan Ben Amara, Carlo
Sechi, Massimo Zedda, Claudia Zuncheddu, Daniele Secondo Cocco, Giovanni Mariani *

*Premesso*

*che* la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 5 febbraio accoglie il
ricorso della Soprintendenza dei beni culturali architettonici e
paesaggistici della Sardegna, avente per oggetto la conferma del
provvedimento di annullamento della autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Cagliari per un intervento edilizio nell’area di Tuvixedd -Tuvumannu, interessata da testimonianze archeologiche fenicio – puniche uniche al mondo per consistenza ed estensione;

*che *contemporaneamente si è avuta notizia della conclusione delle indagini promosse da parte della competente autorità giudiziaria e finalizzat e all’accertamento di responsabilità in capo all’Amministrazione Regionale
circa le azioni poste in essere per evitare la realizzazione del predetto
intervento edilizio, con proposta di proscioglimento da ogni accusa degli
amministratori interessati;

*che* dalle notizie diffuse dalla stampa in merito a questa vicenda si
registra, ancora una volta, un pesante imbarbarimento del sistema politico
ed economico, che si palesa soprattutto nei momenti di grave crisi morale e
sociale e che preoccupa per qualità e gravità delle espressioni utilizzate
e per i toni minacciosi inaccettabili verso i soggetti che hanno partecipato
al corretto procedimento amministrativo ;

*che* rimane di assoluta necessità intervenire, nel modo giuridicamente e
tecnicamente più efficace, per la definitiva tutela integrale della
necropoli fenicio punica di Cagliari, per la valenza storico archeologica
che la rende patrimonio culturale inestimabile e, pertanto, da conservarsi e
valorizzarsi come bene comune all’intera umanità;

*che* si ritiene la Regione Autonoma della Sardegna il soggetto principale
di ogni iniziativa istituzionale, legislativa e amministrativa per la
realizzazione della predetta definitiva tutela della necropoli di Tuvixeddu
– Tuvumannu, anche se con le necessarie intese con i competenti organi dello
Stato, Provincia e Municipalità di Cagliari;

*si interpella*

*la Giunta Regionale** nella persona del Presidente e degli Assessori
competenti in materia di pianificazione paesaggistica e urbanistica e di
pubblica istruzione e beni culturali per sapere se intendano*:

*1) *porre in essere ogni necessario intervento immediato per evitare
la realizzazione di ogni altra qualsivoglia opera o manufatto
nell’area interessata
di Tuvixeddu – Tuvumannu che rischi di compromettere ulteriormente la
necropoli;

*2) *predisporre uno specifico disegno di legge funzionale alla
promozione del bene culturale, alla sua integrale conservazione ai fini di
studio e testimonianza storica, per la più completa e diffusa conoscenza
della civiltà umana;

*3) *procedere nell’ambito della intesa istituzionale di programma
vigente, tramite la verifica degli obiettivi e lo stato di attuazione delle
misure in essa previste, alla rimodulazione dei suoi contenuti e alla
conseguente definizione di uno specifico accordo di programma quadro,
finalizzato alla acquisizione delle aree comunque interessate dal sito
archeologico con partecipazione finanziaria dello Stato e nelle forme di
legge più convenienti all’interesse pubblico.

10 Commenti

  • Perché non parliamo di parchi eolici? forse che Tuvixeddu è più importante di 250 torri eoliche nel Golfo di Cagliari? sento un assordante silenzio in proposito, perché?

  • Dopo millenni ci si ricorda di Tuvixeddu in uno dei momenti peggiori per le casse, esauste,del bilancio regionale.Si dirà che l’urgenza della querelle giudiziaria lo impone. Lasciamo, invece, che la giustizia arrivi sino in fondo, le sentenze sono sempre un gioco di bussolotti. Remundu Piras at nadu: “su mundu est una roda de carru a tiru, su chi est a fundu a su primu giru risultada a subra a su giru segundu”. Gli oltre 120 milioni di euro necessari per acquisire al patrimonio cagliaritano la necropoli (fanno il paio con pari importo per l’acquisto-inutile per la collettività- di immobili per uffici regionali) possono essere utilizzati per criticità vere in altre parti della Sardegna? Quando la coperta è corta una scala dei bisogni è necessario farla e Tuvixeddu non balzerebbe di certo in testa alla classifica. La città vuole “riprendere respiro”? Giusto, ma con i soldi propri e non con quelli dell’intera Sardegna. La Maddalena docet!
    Per non essere genitori degeneri.

  • Questa mozione, che corregge quella precedente denominata dei “rossomori”, è molto meglio scritta e apre una nuova serie di questioni di ordine tecnico e giuridico: una prospettiva completamente diversa rispetto a quella che si creò agli inizi del 2007 con le modalità dell’azione della Giunta Soru.
    Quella precedente, sopra riportata, poteva essere evitata. Questa apre ben altre prospettive.
    Specificandone l’operatività, trovando le possibili soluzioni del contenzioso, penso possa andare nella giusta direzione.
    Poteva essere fatta uguale tre anni fa: e fu questo il punto su cui si creò la frattura fra noi cosiddetti “ambientalisti”.
    Se ora le parti politiche smetteranno di litigare per ragioni di visibilità forse la città potrà riprendere respiro.
    ————-
    CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
    XIV LEGISLATURA

    MOZIONE N.

    BRUNO – URAS – SALIS – AGUS – BARRACCIU – BEN AMARA – CARIA – COCCO Daniele Secondo – COCCO Pietro – CUCCA – CUCCU – DIANA Giampaolo – ESPA – LOTTO – MANCA – MARIANI – MELONI Marco – MELONI Valerio – MORICONI – PORCU – SABATINI – SANNA Gian Valerio – SECHI – SOLINAS Antonio – SORU – ZEDDA Massimo – ZUNCHEDDU sull’esigenza di assicurare la massima tutela dell’area archeologica di Tuvixeddu e sull’imprescindibile necessità di esperire ogni attività tecnico-amministrativa necessaria per la revisione degli Accordi di Programma, adottati precedentemente alla modificazione del quadro giuridico avvenuta con la Convenzione europea del paesaggio e l’entrata in vigore del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che ponga quale punto qualificante e vincolante la salvaguardia dell’area d’interesse ambientale ed archeologico.

    PREMESSO che:
    – l’area di Tuvixeddu (Cagliari) rappresenta la più importante area sepolcrale punico-romana del Mediterraneo, con utilizzi fino all’epoca alto-medievale e oltre 2.300 ambienti sepolcrali di estrema importanza con recenti nuovi ritrovamenti, tuttora non adeguatamente salvaguardati e valorizzati che costituiscono certamente uno dei beni storico-culturali più rilevanti del territorio sardo;

    – l’esigenza di realizzare una più efficacia salvaguardia del sito è oramai unanimemente sentita e che lo stesso Ministro per i beni e le attività culturali in un comunicato stampa del 7ottobre 2008 ha concordato sulla necessità di “prestare massima tutela all’area” e ha invitato la Regione a farsi parte attiva per trovare una nuova intesa con le imprese private già interessate dall’accordo di programma del 2000;

    – l’area sepolcrale di Tuvixeddu è tutelata con vincolo storico-culturale (artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.; individuazione con D.M. 2 dicembre 1996), con vincolo paesaggistico (art. 142 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) ed è individuata quale bene identitario dal piano paesaggistico regionale (P.P.R. art. 47, 48 e all. 3);

    – l’area di Tuvixeddu è oggetto di due distinti Accordi di Programma Regione – Comune – Privati sottoscritti il 15 settembre ed il 3 ottobre del 2000 nei quali è prevista l’edificazione di un nuovo quartiere residenziale e servizi per circa 350 mila metri cubi di volumetrie complessive;

    OSSERVATO che:
    – successivamente alla stipula dei citati Accordi di Programma, è stata sottoscritta la Convenzione europea sul Paesaggio (Firenze ottobre 2000) ed è stato emanato il Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n.42/2004 e s.m.i.), atti che hanno profondamente mutato la sensibilità e l’approccio giuridico per la tutela dei valori ambientali, culturali, paesaggistici, storici e naturalistici del nostro Paese dando così più compiuta attuazione ai principi costituzionali in materia di tutela del paesaggio (art, 9, 2° comma, Costituzione Italiana);

    – in seguito a tale mutato quadro giuridico la Regione Sardegna ha adottato (Del. n. 22/3 del 24 maggio 2006) e successivamente definitivamente approvato il Piano Paesaggistico Regionale (Del. n. 36/7 del 5 settembre 2006) che disciplina, tutela e promuove il paesaggio sardo così come costituito dalla interazione tra natura, storia e cultura delle popolazioni locali;

    RILEVATO che:
    – la stessa Giunta regionale con propria delibera n.3/21 del 26 gennaio 2010 di indirizzo all’attuazione dei citati Accordi di Programma ha espressamente posto il problema relativo alla validità dei nulla osta paesaggistici in precedenza rilasciati (per la precisione parere n.3015 del 27.05.1999 a firma del Direttore Generale dell’Ufficio Tutela del Paesaggio) ai sensi dell’articolo 12 della legge 22 giugno 1939, n.1497 e concernente i soli strumenti urbanistici di carattere generale i quali hanno la mera funzione di determinare lo sviluppo del territorio attraverso il criterio dello zoning attribuendo, ad ogni parte del territorio, una specifica destinazione d’uso e limitandosi ad indicare, per le aree edificabili, gli indici ed i parametri – di tipo quantitativo – che tale edificazione regoleranno;

    – il T.A.R. Sardegna ha già affrontato il problema affermando che anche le autorizzazioni paesaggistiche relative agli strumenti urbanistici hanno validità di cinque anni (sent. 4 novembre 1993, n. 1346, e 15 settembre 2000, n. 837), per cui allo stato non è realizzabile alcun altro intervento, salvo che venga disposto il rinnovo di dette autorizzazioni;

    – a tutt’oggi non risulta essere mai stata richiesta né rilasciata l’autorizzazione paesaggistica di cui all’art. 16, comma 3, della legge 17 agosto 1942, n.1150, che riguarda i piani particolareggiati o attuativi che hanno la funzione di regolamentare la trasformazione del territorio attraverso indicazioni di dettaglio che consentano di prefigurare l’impatto sul territorio degli interventi previsti;

    – la necessità dell’autorizzazione paesaggistica di cui al citato art.16, comma 3, non è contestabile atteso il disposto della legge regionale 12 agosto 1998, n.28, art. 1, comma 1, lett. b e c), e della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, art. 21, comma 2 (in questo senso si è pronunciata la giurisprudenza: Consiglio di Stato, Sez. VI, 2 marzo 2000, n. 1095, 14 gennaio 2002, n.173, 28 luglio 2006, n.4690, TAR Lombardia Milano, 4 dicembre 2007, n.6541);

    – la recente richiesta di archiviazione dell’indagine svolta dalla Procura di Cagliari ha confermato la giustezza della azioni posta in essere dalla precedente Giunta regionale a maggiore tutela dell’area;

    – la recente sentenza del Consiglio di Stato (sez. VI, 5 febbraio 2010, n.538) ha considerato illegittimo il provvedimento di autorizzazione paesaggistica del 25 agosto 2008 adottato dal Comune di Cagliari su delega della Regione, per una porzione di 15.000 metri cubi del più ampio piano di urbanizzazione del Colle di Tuvixeddu, e che tale illegittimità deriva, sempre per il Consiglio di Stato, dalla circostanza che quel provvedimento sia stato assunto “senza attendere ad una pur minima valutazione in ordine alla pura asserita compatibilità paesaggistica dell’intervento con le peculiarità del sito, con i vincoli gravanti sull’area, oltre che con le prescrizioni introdotte dal P.P.R. per il corrispondente ambito di paesaggio”;

    – lo stesso Consiglio di Stato non si è espressamente pronunciato sulla mancanza dell’autorizzazione di cui all’art.16, comma 3, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, avendo considerato la censura assorbita, in modo tale che la questione è rimasta impregiudicata;

    – la Sopraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici ha già affermato che gli Accordi di Programma in questione non sono allo stato eseguibili non essendo stata rilasciata l’autorizzazione di cui al citato art. 16, comma 3 della legge 17 agosto 1942, n.1150, e che detto assunto è stato ribadito dall’avvocatura dello Stato sia nel giudizio davanti al TAR che davanti al Consiglio di Stato, di modo tale che non è allo stato ipotizzabile un mutamento di opinione;

    – è cessato il regime transitorio relativo al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche previsto dall’art, 159 del decreto legislativo n.42/2004 e s.m.i. ed è entrata in vigore la disciplina a regime contenuta nel precedente art. 146 in forza della quale il rilascio delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche è subordinato al rilascio di un favorevole e vincolante parere della Sopraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici;

    CONSIDERATO che per quanto sopra osservato, è evidente l’impossibilità a procedere negli Accordi di Programma citati perché gli interventi urbanistici previsti non rientrano tra quelli di cui all’art. 15 comma 3 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale (PPR), che fa salvi i soli interventi autorizzati ed efficaci alla data di adozione del PPR, ma rientrano, invece, tra quelli per i quali è necessaria una intesa tra Regione, Provincia e Comune ai sensi dell’art. 11 del citato PPR;

    IMPEGNA

    Il Presidente della Regione, all’Assessore degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica e all’Assessorato della Pubblica Istruzione e Beni Culturali:
    – ad esperire ogni attività tecnico-amministrativa necessaria, in sinergia con gli organi centrali e periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per una più ampia tutela dell’area archeologica di Tuvixeddu;

    – a modificare la delibera n.3/21 del 26 gennaio 2010 nella parte che conferma, nonostante l’incompleto iter autorizzatorio sopra ricordato, la volontà dell’esecutivo regionale di portare avanti le iniziative urbanistiche previste dai citati Accordi di Programma;

    – ad adoperarsi al fine di pervenire ad una profonda revisione degli Accordi di Programma richiamati per giungere ad una intesa Comune-Regione ai sensi dell’art. 11 del PPR che abbia come punto qualificante e vincolante la salvaguardia integrale dell’area d’interesse ambientale ed archeologico;

    – a porre in essere tutte le iniziative utili per pervenire all’acquisizione al patrimonio pubblico dell’area sepolcrale di Tuvixeddu e di un’adeguata fascia di rispetto per un’efficace valorizzazione e tutela e alla conseguente istituzione, nel compendio così ampliato, di un parco archeologico –ambientale di fondamentale importanza culturale ed economica per Cagliari e l’intera Sardegna.

    Cagliari,—————

  • Giorgio, certo, la cosa migliore per la necropoli sarebbe rendere fruibile e salvaguardata dalla speculazionese, ma se Tuvixeddu dovesse tornare alla situazione di abbandono e di oblio – ovvero la situazione precedente l’interessamento degli speculatori edilizi – non sarebbe un grande danno, anzi: Tuvixeddu è li da millenni e nessuno vi ha mai costruito sopra.
    Ti invito a fare un giro nella via Vittorio Veneto, percorrila in salita da v.le Trento e troverai sulla destra, nel muro di cinta di una villa, i resti un loculo scavato nella roccia.
    Non so cosa sia meglio.

  • Sarebbe interessante sapere qualcosa dal pd e da Sardegna democratica.
    Non credo però che si esprimano………….non cambieranno mai!

  • Chiederei ai lettori del sito di esprimersi per una firma nel sottostante documento, che come vedrete é già firmato da diverse persone.

    “Credo che molti abbiano difficoltà perché in essa ho incluso un riconoscimento positivo del dettato della delibera Cappellacci e sembra che, per uno di sinistra, questo non sia ammissibile.”

    il commento sopra riportato merita un approfondimento “culturale”, perché questo paese, e questa regione, nonché città, sono devastati da divisioni che, spesso, nel merito, non hanno alcun senso.

    ——————

    PETIZIONE PER TUVIXEDDU
    Sabato prossimo si svolgerà una conferenza su TUVIXEDDU che mira a reiterare le richieste di blocco dell’Accordo di Programma.
    Già in passato posizioni analoghe, prodotte dall’azione di una minoranza di cagliaritani, portò:
    al blocco dei lavori del Parco;
    alla perdita dei finanziamenti pubblici (3,9 milioni di euro) che ne avrebbero consentito l’ampliamento;
    alla smisurata crescita del contenzioso e dei danni potenziali.
    La Presidenza della Giunta regionale ha deliberato a riguardo (DELIBERAZIONE N. 3/21 DEL 26.1.2010) :
    • Riconoscendo le maggiori esigenze di tutela del sito.
    • Perché siano valutate dagli assessorati competenti le possibilità di acquisizione di ulteriori aree contermini al Parco a favore dell’ampliamento del medesimo.
    • Perché, secondo gli indirizzi suddetti, vengano migliorati i progetti.
    • Perché, successivamente, si attui l’accordo di programma e si realizzi quanto prima il Parco.
    I firmatari della presente
    1. ritengono che il “bene della città” passi per l’apertura del Parco;
    2. riconoscono degli elementi positivi nell’azione della Giunta;
    3. vogliono il superamento dei blocchi ideologici e la fine di questa situazione di stallo fortemente neghittosa a cui occorre trovare uno sbocco condiviso dalle parti in causa, nonché dalla maggioranza dei cittadini;
    4. vogliono che vengano acquisite le aree dei “villini e degli impianti sopra il cosiddetto catino” secondo i criteri di legge;
    5. vogliono che il Parco venga aperto quanto prima con inclusa la porzione del costone sopra Sant’Avendrace e quant’altro sarà possibile acquisire senza che questo comporti un eccessivo esborso di finanze pubbliche.

    Firmato
    Antonello Gregorini – Roberto Copparoni – Franco Frandoli – Federica Lai – Stefano Gregorini – Giacomo Cau – Aldo Giarrizzo – Franco Cogotti – Gianluca Palomba – Alessandro Serra – Andrea De Guio – Laura Casula – Roberta Manca – Giovanni Lobina – Pier Luigi Mele – Andrea Bianchi – Mercurio Cristina – Elisabetta Nannini – Giampaolo Lampis – Lello Corti – Giuseppe Mattana –

  • Si fa presente che l’acquisto dell’area non è uno strumento di tutela ma solo di valorizzazione. Infatti le Soprintendenze di settore sono dotate degli strumenti tecnico giuridici per tutelare in qualsiasi momento (cioè anche dopo eventuali autorizzazioni) un sito archeologico, fino alla completa compressione dello ius edificandi in caso di ritrovamenti. L’acquisto dell’area può essere finalizzato alla realizzazione delle operazioni di valorizzazione e fruizione. Per quanto riguarda lo studio della necropoli, mi sembra scontato che l’Università che ha la ricerca tra le sue finalità istituzionali, avrebbe già dovuto aver studiato l’area, e che potrebbe comunque farlo in futuro, ma senza bisogno di ulteriori incentivi economici da parte della regione, diciamo per solo dovere istituzionale. EÈ indubitabile infine che finora solo alcuni funzionari della Soprintendenza hanno pubblicato e indagato su Tuvixeddu. Per anni Tuvixeddu è stato in completo abbandono e sede di riunioni di tossici e di disperati. Se l’acquisto dell’area è funzionale alla riqualificazione ben venga. Se ci sarà la creazione di un parco vivibile va bene. Se l’Università darà il suo contributo non in pretestuose proteste dal sapore politico, ma in ricerca ancora meglio. Ma se si tornerà alla situazione di abbandono e di oblio degli anni scorsi, prima che i costruttori con il loro interesse riaccendessero i riflettori su Tuvixeddu allora sarà veramente la fine della necropoli.

  • e il pd e sardegna democratica che dicono?
    Mettiamo finalmente una parola fine a questa vicenda affrontata a muso duro e gestita con i piedi, che tanto danno ha prodotto in questi anni alla città di Cagliari e non solo. Sempre più persone si stanno convincendo che occorre sedersi intorno a un tavolo e fare un passo indietro tutti quanti. Acquistiamo le aree sulle quali è opportuno non edificare e facciamola finita.

  • Orrios de ainu, fottitene:

  • Tipico comportamento di certa sinistra cultural chic, quella salottiera che fa le rivoluzioni con… il fondoschiena altrui.

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