Ieri è stata data la notizia delle dimissioni dal duplice ruolo di Segretario Comunale di Nuoro e di Dirigente pro tempore del settore sport del dott. Vincenzo Zanzarella.
L’Unione Sarda ha legato le dimissioni al caso dell’incarico invertito (prima la manifestazione d’interesse, poi il vincitore e poi lo stanziamento di risorse comunali) per la gestione della piscina di Farcana, ma c’è qualcosa che non torna in questa ricostruzione, perché a dover essere revocato non era evidentemente il dirigente, ma la delibera.
È come se, dinanzi a una porcheria, si allontani il capro espiatorio indicato come responsabile, ma non si rimuova la porcata.
Ho seguito il Consiglio Comunale che ha assunto la delibera, quello stesso funestato da collegamenti da esterno provenienti da automobili, divani, uffici regionali che adesso sarebbero stati vietati per il futuro, ma che non erano l’unico elemento di insufficienza di autorevolezza dell’assise municipale: il principale vulnus era dato dall’evidenza che tutti partecipavano a una liturgia nella quale non credevano, che alcuni ostentavano un privilegio di casta politica retribuita che li portava ad esibirsi come il marchese del Grillo senza avere ascendenze o discendenze nobiliari, ma solo decadenze, fatte salve, ovviamente e sempre, alcune rarissime eccezioni.
E Zanzarella, in quella circostanza, era evidentemente irritato, infastidito, col piede sull’uscio.
Perché?
Perché dalla discussione è risultato evidente che lui, obtorto collo, aveva predisposto l’unica delibera formalmente possibile – ma non impeccabile e molto esposta su più piani – in attuazione di una sfacciata decisione politica (predisporre una manifestazione d’interesse senza impegni finanziari per il Comune, scegliere il vincitore con un atto di fede sulla sua intenzione di costituire una società sportiva prima di stanziare le somme, promettere le somme solo dopo aver individuato il vincitore, trovare la copertura di Bilancio solo successivamente e per di più con una variazione di Bilancio), ma anche che non era certo lui il movente dell’azione politica e amministrativa.
Si è evidentemente rotto qualcosa, ma il dato più significativo è che a fronte della debolezza della procedura stia la protervia del Sindaco e dell’Assessora, i quali, fatti forti dall’abolizione del reato di abuso di ufficio, non hanno avvertito l’enormità della loro audacia – possibile solo in una città dove i controllori in divisa e toga sono evidentemente impegnati a giocare a mosca cieca o a arrestare i sindaci che commettono reati di parola a fronte di questi che fanno favori di fatto, perché le chiacchiere del sindaco di Ottana stanno a questi fatti, come acqua minerale rispetto a un Henri IV Dudognon Heritage, bottiglia inclusa, ovviamente – hanno deciso di tirare dritto, di mantenere sul tavolo, non l’autonomia delle loro scelte, ma l’arbitrio del loro uso del potere.
E Zanzarella se ne va.
C’entra qualcosa che Saiu durante il dibattito abbia richiamato la decisione Anac sugli affidamenti degli impianti alle società sportive, segnalazione che ha tolto ogni alibi alla procedura invertita nuorese e messo l’amministrazione di fronte all’unica strada di ravvedersi, per rimediare a un atto completamente illegittimo e sfacciatamente di favore?
Io credo di sì.
Credo che Zanzarella abbia auspicato la revoca e che dinanzi alla pervicacia di mantenere in essere un atto così sfrontato e illegittimo, abbia preferito dar corso alle sue dimissioni che, per lo meno, lo mettono al riparo dall’accusa di dolo.
Questi sono i Cinquestelle, i nuovi ipocriti della politica, quelli sfacciatamente familisti e ostentamente inconcludenti, quelli cui il Pd fa da cameriere, anche se sa che il colpevole è sempre il maggiordomo.
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Guardare il dito e non la luna.
Uno sport molto praticato in Sardegna. E in Italia.
L antefatto sta in uno dei primi atti fatto da questa giunta di apprendisti: la sostituzione del funzionario del settore sport e turismo poco allineato al nuovo corso post commissario! Ma siamo solo all inizio della restaurazione avviata dal Pd dopo quasi un decennio di opposizione! Ne vedremo altre bellezze al bagno ……..in asciutto!
dilettanti allo sbaraglio .. . povera Nuoro ,,,
che triste destino i prossimi 5 anni con questi incapaci e irresponsabili.
Rimpiango i vari CO.CI CO e CO.RE.CO.
La totale incapacita’ di questi politicanti scelti a caso mentre facevano la fila da barbieri o parrucchieri e circoli in cui si vendevano pentole e materassi per autofinanziamento sta venendo a galla. Io vedo una sola soluzione: commissario per dieci anni, e chissa’ che qualche quindicenne di oggi sia piu’ intelligente di chi vuole far politica oggi. Sindaco, ti prego, per il bene di Nuoro. Vattene a casa.
E’ molto probabile che sul piano formale siano stati commessi errori e abusi ,anche gravi, irrispettosi delle norme riguardanti l’affidamento della gestione della piscina. Resta pero’ irrisolto il problema e la considerazione che la piscina, ormai da tanti anni, mostra quanto sia onerosa la conduzione, tanto e’ vero che e’ difficile trovare qualche societa’ che si assuma in pianta stabile questo impegno. Vorrei sapere se il Consiglio Comunale sara’ capace a dare risposte concrete.
Scusate ma se, sulla base della ricostruzione fatta, come mai nessuno (in particolare i consiglieri comunali di opposizione o qualche solerte cittadino nuorese) ha presentato nelle sedi opportune una denuncia?
O siamo nella situazione di chi “non ha peccato scagli la prima pietra”.
Come sempre….
Dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno ma si sono mangiati il tonno e anche la scatoletta.
Meritano la media voti del 3,76% rimediati nelle recenti amministrative.
HONESTÀ HONESTÀ HONESTÀ! 😂
Il dirigente si dimette, ma la delibera resta lì, intatta, come se il problema fosse la mano che ha firmato e non l’atto che produce effetti. Una curiosa idea di responsabilità amministrativa: si cambia il volto, si conserva il favore. Se la procedura è davvero così fragile, la domanda non è chi abbia avuto il coraggio di prenderne le distanze ma chi abbia ancora il coraggio di difenderla. L’abolizione dell’abuso d’ufficio non ha abolito il buon senso, né trasformato l’arbitrio in autonomia politica a prescindere dalla legalità.
… Faghent bènnere a conca sa peus peràulas chei “cudhos” (no namus delincuentes ma solu “cudhos”, chentza tìtulu) chi las istùdiant totu, comente faghent sos prepotentes afaristas e casinistas chentza casinu a bìnchere afares de gherra.
Ma comente si faghet a pessare chi sunt cristianos guvernendhe zente? (a lis nàrrere pessones za s’ischit chi “persona” cheret nàrrere màscara, chentza faciola in cara e ne “passamontagna” ma màscara etotu).
Ant a èssere sos menzus “interpreti” de custa inciviltade assurda de gherra?
Chi ha assistito al consiglio comunale perfettamente descritto in questo articolo non può che prendere atto del Toddianesimo, ovvero la nuova forma di potere che a Nuoro ha il suo apice, la protervia di questa classe politica inadeguata è sotto lo sguardo di tuttə, basta vedere i meme presenti sui social
Mala tempora