Ho letto le carte dell’affidamento della piscina di Farcana da parte del Comune di Nuoro a un privato.
È qualcosa di mostruoso talmente è arbitrario, non solo perché maturato e realizzato contro la normativa vigente, ma anche perché è caparbiamente e sfacciatamente condotto contro le leggi vigenti.
È un atto per cui il Prefetto dovrebbe commissariare il Comune e la magistratura ronf ronf di Nuoro, quella che mette in carcere un sindaco per un litigio con un’impresa, quella che scrive i comunicati contraddittori pensando di scrivere la prima pagina di un romanzo giallo, dovrebbe indagarlo.
Invece Nuoro è al di là del bene e del male, ma non nel senso eroico e tragico di Nietzsche, ma in quello impudente dei territori della Repubblica italiana dove le istituzioni sono fantasmi di sé, dove i sistemi di controllo si girano dall’altra parte, dove i cittadini devono difendersi da soli o subire o scappare.
È l’atto amministrativo più vergognoso mai prodotto nella storia recente della Sardegna.
Vado a analizzarlo (ci ho messo un po’, perché è una costruzione barocca di mascheramenti e sotterfugi) ma spero di offrire un resoconto comprensibile e esatto.
Premessa Ogni procedimento amministrativo ha un punto di partenza. Non è una formalità: è il momento nel quale l’amministrazione individua la norma che le attribuisce il potere, definisce il procedimento da seguire e si autovincola alle relative regole. Nel caso della piscina di Farcana questo momento, semplicemente, non esiste.
Dalla procedura prevista dalla legge a una procedura inventata Il 29 aprile 2026 la Cooperativa sociale Alternatura presenta al Comune di Nuoro una proposta, ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 38/2021, per la gestione della piscina di Farcana.
La norma è chiara. Solo associazioni e società sportive senza fini di lucro possono presentare la proposta. Se il Comune ne riconosce l’interesse pubblico, procede all’affidamento diretto della gestione al proponente. Se, invece, si prospetta una pluralità di proposte da porre in competizione, il procedimento non è più quello dell’art. 5: trova applicazione l’art. 6 del medesimo decreto, che impone il rispetto delle regole proprie dell’evidenza pubblica e, per quanto compatibili, del Codice dei contratti pubblici.
Il Comune non segue né l’una né l’altra strada. Pur avendo ricevuto un’unica proposta, non conclude il procedimento previsto dall’art. 5. Al tempo stesso non avvia una procedura disciplinata dall’art. 6 e dal Codice dei contratti. Pubblica invece un avviso di manifestazione di interesse privo di qualsiasi base normativa dichiarata o comunque individuabile, costruito sulla proposta presentata da Alternatura e finalizzato a raccogliere offerte “migliorative” rispetto ad essa. Il Comune ha dunque pubblicato un avviso extra legem, modellato sulla proposta di un soggetto privato, invitando altri operatori a migliorarla, rinviando a un momento successivo la definizione delle regole del confronto. La conseguenza è rilevante. L’intera vicenda nasce chiaramente senza che siano previamente individuati:
– la fonte normativa del potere esercitato (nessuno è al di sopra della legge);
– la natura giuridica del rapporto da instaurare (nessuno predispone e firma un contratto senza che ne vengano esplicitate le regole);
– i criteri di valutazione delle proposte (chi partecipa deve sapere in base a che cosa la sua proposta è valutata);
– le regole della comparazione;
– i limiti della discrezionalità amministrativa (cioè ciò che il Comune poteva decidere da solo e ciò che la legge gli imponeva di fare).
La platea dei partecipanti determinata extra legem L’anomalia non si esaurisce qui. L’avviso pubblicato dal Comune consente la partecipazione anche a soggetti che, al momento della presentazione della manifestazione di interesse, non possiedono il requisito richiesto dall’art. 5, cioè la qualità di associazione o società sportiva. In questo modo il Comune amplia arbitrariamente la platea dei partecipanti oltre i limiti fissati dalla legge, senza indicare la disposizione che gli attribuirebbe tale potere (che non esiste). Partecipa dunque anche il privato cittadino sig. Francesco Moledda. Nasce così una procedura che il d.lgs. n. 38/2021 non contempla: non quella tipica dell’art. 5, non quella dell’art. 6, ma una comparazione atipica, fondata sulla proposta di un privato e aperta a soggetti che la legge non legittima a partecipare. Così accade che: Moledda partecipa come persona fisica, viene valutato come persona fisica, vince come persona fisica. La sua associazione sportiva nasce dopo. Il contratto viene stipulato con un soggetto diverso: chi ha partecipato non è giuridicamente chi ha firmato il contratto. Follia pura.
Adesso andiamo a esaminare il modo con il quale questa comparazione è stata condotta.
La comparazione delle offerte Una procedura comparativa deve indicare prima della presentazione delle proposte i criteri con i quali esse saranno valutate. L’art. 6 del d.lgs. 38/2021 impone criteri generali e obiettivi, nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento.
Il Comune ha fatto altro.
L’avviso elenca gli argomenti che ciascuna proposta avrebbe dovuto trattare — progetto gestionale, personale, bilancio, utenze, sicurezza, computo metrico ed eventi comunali — ma non stabilisce punteggi, pesi, priorità o criteri di prevalenza. Non spiega, per esempio, quanto debbano contare l’esperienza, la sostenibilità economica, gli investimenti, il personale o il contributo richiesto al Comune. Non è stato quindi definito in anticipo come riconoscere la proposta migliore. Il metodo di giudizio è comparso soltanto dopo la scadenza, nella relazione redatta l’11 giugno dal dirigente.
La disparità era già incorporata nell’avviso. Alternatura aveva presentato spontaneamente la propria proposta. Il Comune l’ha messa a disposizione degli eventuali concorrenti e ha invitato questi ultimi a formularne una «migliorativa». Il 14 maggio Francesco Moledda ha chiesto di esaminarla, dichiarando espressamente che l’avrebbe utilizzata come base della propria offerta. La proposta presentata il 22 maggio risponde infatti, punto per punto, alle carenze attribuite a quella di Alternatura. La comparazione non si è dunque svolta tra due proposte formulate indipendentemente sulla base delle stesse regole. Il secondo partecipante ha potuto conoscere preventivamente l’offerta del primo e costruire la propria per superarla. Alternatura, al contrario, non ha avuto la possibilità di conoscere né di replicare alla proposta concorrente.
La relazione comparativa conferma questo meccanismo. Moledda viene ritenuto preferibile perché presenta un bilancio quinquennale, un piano del personale più dettagliato, una previsione delle coperture assicurative e indicazioni operative più estese. Sono precisamente gli elementi che aveva potuto individuare esaminando la proposta di Alternatura. La relazione comunale, inoltre, non attribuisce punteggi e non applica parametri precedentemente pubblicati. Costruisce una tabella, assegna giudizi sintetici — «alta», «media», «più dettagliato», «più aderente» — e conclude che la proposta Moledda presenta «migliore contenuto, affidabilità e portata». La motivazione sostituisce così i criteri che avrebbero dovuto precedere la selezione e il motivo è semplice: il Comune adotta le migliorie di Moledda rispetto alal proposta di Alternatura come criteri di valutazione preferenziale.
Nemmeno le prescrizioni fissate dallo stesso Comune sono state rispettate. L’avviso richiedeva un computo metrico analitico sottoscritto da un tecnico abilitato e redatto secondo i prezzari regionali. La relazione riconosce che nessuna delle due proposte possedeva tale requisito: il documento di Alternatura non era firmato da un tecnico; quello di Moledda consisteva in una stima per macro-voci. Anziché escludere entrambe le proposte o riaprire la procedura alle medesime condizioni, il Comune ha rinviato la regolarizzazione alla fase dell’affidamento.
Il computo non era un allegato ornamentale. Serviva a verificare la consistenza degli interventi, la congruità dei prezzi e l’effettivo fabbisogno finanziario. Rinviarne la produzione significava scegliere prima il gestore e accertare dopo quanto e come avrebbe dovuto spendere.
La comparazione è stata infine svolta personalmente dallo stesso dirigente che aveva curato l’istruttoria e pubblicato l’avviso. Non risulta nominata una commissione tecnica. In assenza di criteri preventivi, l’intero giudizio è quindi rimasto affidato alla valutazione successiva di un solo funzionario.
Il risultato è netto: il Comune ha consentito al secondo proponente di conoscere l’offerta del primo, ha stabilito dopo la scadenza i parametri per confrontarle e ha disapplicato un requisito tecnico imposto dal proprio avviso. Non ha governato una competizione: ne ha costruito le regole mentre la stava decidendo.
Un affidamento occulto Si è trattato di una concessione bella e buona, senza se e senza ma. Tuttavia il Comune non ha aperto alcun Cig (cioè alcun Codice Identificativo di Gara).
Ciò significa che sebbene lo stesso Comune descriva il rapporto con Moledda come gestione di un servizio, con riscossione delle tariffe e trasferimento del rischio operativo, che sono elementi propri di una concessione, allo stesso tempo dichiara il contratto unilateralmente e senza alcun fondamento normativo, escluso dall’obbligo del CIG. Assegnare una concessione senza CIG significa normalmente sottrarre la procedura al sistema ordinario di registrazione, pubblicità, vigilanza e tracciabilità dell’ANAC, significa affidare un servizio pubblico senza attribuirgli la “targa” che permette all’ANAC e ai cittadini di seguirne il percorso economico e amministrativo. Ma dove siamo?
Il quadro economico cambiato dopo la comparazione La proposta Moledda, prescelta dal Comune, prevedeva, per il primo anno:
– costi per circa 60.000 euro;
– ricavi per circa 21.000 euro;
– circa 39.000 euro a carico del Comune.
La Giunta e la convenzione hanno successivamente previsto:
– 20.000 euro a carico del Comune;
– utenze del primo anno a carico comunale.
La cosa interessante è che il Comune ha determinato l’ammontare del proprio contributo a gara chiusa e poi non si è minimamente preoccupato di redigere un piano economico-finanziario aggiornato che dimostri il riequilibrio della gestione alla luce della somma stanziata. Se il sostegno economico del Comune cambia dopo la comparazione, non cambia soltanto il contratto: cambia la gara che ha portato a quel contratto. È come far vincere un’asta dopo aver cambiato il prezzo di riserva a buste aperte.
Non è un affidamento, è la fondazione dell’arbitrio.

“Questo nuovo ciclo amministrativo è la politica positiva del “fare” nell’interesse dei cittadini” (Giovanni Murru scripsit).
E in particolare l’interesse di UN cittadino, verrebbe da dire…
Eh, honesta’ honesta’…
Egregio Aldo, la piscina ha aperto anche l’anno scorso e senza oneri per il Comune. Di quali importanti novità parla? Se poi Lei è di quelli che dicono “Mi sta bene tutto, purché si faccia”, si accomodi, ma non dica balle. Io sto dall’altra parte.
Finalmente la struttura di Farcana è stata resa fruibile alla comunità Nuorese, per tantissimi anni è stata inutilizzata e lasciata senza manutenzioni portandola alle pessime condizioni attuali, chi critica questa gestione perché non lo ha fatto quando né ha avuto la possibilità? ,finalmente ho visto tanti anziani godere di un po’ di refrigerio in questa calura nuorese, finalmente ho visto la struttura piena di ragazzi e moltissimi bambini divertirsi in questo capoluogo di provincia che per i giovani non offre molto.
Ben vegano iniziative che utilizzando i quattrini della comunità portino benessere alla medesima.
C’è una cosa che colpisce più di tutte le altre in questa storia, ed è che il Comune di Nuoro non ha nemmeno avuto bisogno di nascondersi bene. Non stiamo parlando di un cavillo scovato dopo mesi di scartoffie: stiamo parlando di un procedimento che parte senza sapere da dove partire, prosegue senza sapere secondo quali regole, e arriva a un vincitore che nel frattempo ha cambiato pelle giuridica. Se questo non è arbitrio, la parola arbitrio non significa più niente.
Quello che il sempre ottimo Prof. Maninchedda ricostruisce, con la pazienza di chi ha dovuto sbrogliare una matassa fatta apposta per non essere sbrogliata, è un caso da manuale di come si trasforma una procedura pubblica in una gara costruita a tavolino attorno a un vincitore già scelto. Il dettaglio che fa più male è quello di Moledda che chiede di vedere la proposta di Alternatura prima di presentare la propria, e la usa come canovaccio per costruire un’offerta “migliorativa” punto per punto. Non è concorrenza, è copiare i compiti sapendo già cosa il professore vuole sentirsi dire.
Un atto da manuale di alta scuola amministrativa.
Da prendere come modello per tutti coloro che intendono candidarsi in futuro a pubblici amministratori.
Puh!
Stimatissimo Professore, per capire meglio questa vicenda e soprattutto “l’affidamento diretto della gestione di un impianto sportivo in deroga alle procedura ad evidenza pubblica è consentito solo in presenza di condizioni tassative e rigorosamente circoscritte”. Tale possibilità riguarda esclusivamente i casi in cui una associazione o società sportiva dilettantistica (vedasi soc, Alternatura) senza fine di lucro presenti spontaneamente e unicamente ad un ente locale una proposta di riqualificazione, rigenerazione e ammodernamento di un impianto non più adeguat, corredato di un progeto preliminare o da trasparenza del procedimento mediante la pubblicazione della proposta e l’adozione di un provvedimento motivato che espliciti le ragioni della deroga ai principi di concorrenza e pubblicità, ai sensi dell’art. 5 del D,Lgvo38/2021. Il pasticcio di questa vicenda è dovuto alla porcata dell’avviso di manifestazione di interesse per la gestione dell’Impianto di Farcana del 6.05./2026 del dirigente nonchè Segretario Comunale Vincenzo Zanzarella, In merito alla liceità della proposta della soc, sportiva Altamura, bisogna sottolineare il comunicato del Presidente dell’Anac . lAvv. Giuseppe Busia (nuorese) del 4 febbraio 2011 che, in attuazione dell’art. 7 della Legge 8 agosto 2019, n. 86 spiega la procedura utilizzata dalla Soc. Altamura e il tentativo goffo, del Dirigente comunale di semplificare l’aggiudicazione al cittadino nuorese, soggetto privato, che produce una autodichiarazione di impegno a costituire uno degli organi o società dilettantistiche previste per la gestione della piscina nuorese, Inoltre, per capire meglio il problema dell’affidamento in gestione degli impianti sportivi, bisognerebbe consultare sempre a firma del Presidente dell’Anac Busia il parere 33/2025. Per quanto mi riguarda, mi sono convinto, che tutta questa procedura è stata organizzata a tavolino, con la complicità della stessa Soc. Altamura, che guarda a caso, dopo all’aggiudicazione al privato cittadino nuorese ha costituito la società sportiva, non ha fatto nessun ricorso al Tar.
Vergogna. Il solito andazzo del Nuorese dormiente che rimane in attesa mentre che li sunu manicande sos maccarones in conca…
Quello che conta è che la piscina di Farcana è finalmente usufruibile dai cittadini nuoresi e da tutti quelli che ne hanno voglia o bisogno, l’abbandono e l’incuria che ha preceduto questa nuova fase non è sicuramente servito a migliorare la qualità della vita dei cittadini né tantomeno a evitare il degrado di una struttura costruita con i quattrini dei contribuenti nuoresi. Questo nuovo ciclo amministrativo è la politica positiva del “fare” nell’interesse dei cittadini e non quella di altri noti attori politici che hanno caratterizzato le amministrazioni passate conducendo la città al cronico immobilismo di tutte le attività. Finalmente un cambio di marcia.
Ci manca solo che il comune stabilisca, a posteriori, una ulteriore premialità di € 21.000,00 corrispondente ai ricavi, anche questi garantiti dall’amministrazione comunale, Per elaborare questo progetto di impresa, cosi dettagliato e articolato, immagino ci sia stato uno laborioso studio da parte del responsabile del procedimento.
Merita di essere preso ad esempio . Ah AH Ah .
prof una domanda come mai la società Alternatura non ha fatto ricorso , signor Fermaglio chissà se la Magistratura o forze dell’Ordine leggono gli articoli del prof. Maninchedda
Stefano Locci, il mio pensiero è lo stesso del tuo e condivido pienamente quello che hai detto. Penso che tu abbia ragione su tutto. Ci aspettavamo che questa amministrazione desse un vero cambio di passo, come aveva promesso, ma finora non si sono visti cambiamenti concreti. Anzi, stanno riuscendo perfino a far rimpiangere chi li ha preceduti, sia al Comune che alla Regione Sardegna.
Zia Cateri’, “criticità”? “espresso dubbi”?
Questa mi pare roba da denuncia alla Procura della Repubblica, non chiacchiera da salotto politico. Ci sono in gioco, a quel che leggo e capisco, aperte violazioni di leggi dello stato, non divergenze di opinioni e di interpretazioni.
Se poi prevale la cortesia istituzionale (modalità “cane non mangia cane”), potrei anche capirlo ma trincerarsi dietro al fatto che i concorrenti danneggiati non stiano facendo la voce grossa, beh, mi pare proprio pochino.
Egregio, un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi, tre indizi fanno una prova.
Questa oscenità consumata in quel di Nuoro segue il filone che annovera di diritto le interpretazioni della legge (che è evidente non sia uguale per tutti) sulla contabilità elettorale, le sentenze della Corte Costituzionale che cassano la (apparente) riforma del SSR che ha determinato commissariamenti e decadenza delle assll, mazzi di delibere della G.R. cassate ed altre similari. In un paese normale, in una regione normale, con una magistratura normale ne avremo visto di gente al gabbio. Ma così non è. Ennesima conseguenza della bocciatura nel referendum sulla giustizia. Che tale non è e, temo, mai sarà. Il termine corretto è arbitrio.
Saluti.
Signor Tatanu, l’ opposizione c’è e menomale, la invito a guardare la registrazione del consiglio comunale dedicato al tema, potrà rendersi conto che il consigliere Saiu ha sollevato criticità da far tremare i polsi, c’è stato uno scambio fra lui e l’assessore demurtas dove era evidente la problematica qui esposta dal professore.
Seguendo il consiglio potrà rendersi conto della totale assenza di serietà di alcuni consiglieri di maggioranza, ma anche la serietà di chi, come l’avvocato Paola Siotto, ha espresso dubbi, purtroppo l’ Atene sarda è in mano a gente che non ha scrupoli, Deus sarvet su professore chi iscrivete sempere su zustu.
Che delusione Nugoro, e tottu cussos nugoresoso chi li sandata bene gai,sa birgonza!
Fenu chi no este bonu mancu a tancare sa ianna…e issa sa Todde chi no este bona mancu a mundare su caminu.
Ciao, attero annos mezzus…ma no bi credo meda.
Com’è possibile che – di fronte alla denuncia di un organo di stampa regolarmente registrato – la Procura non proceda perlomeno nell’acquisire debita documentazione? E come mai i diretti interessati non hanno denunciato per diffamazione l’organo di stampa? Il sospetto cresce.
Mi scusi, Professore, ma non posso fare a meno di formulare una domanda: ma a Nuoro, in consiglio comunale e non solo, un’opposizione esiste o no? E, se esiste, sono vivi o sono morti?
Vabbè che è estate e fa caldo (e il combinato disposto porta non raramente all’inazione) ma la vicenda ha dell’incredibile, Com’è possibile che ne parli quasi esclusivamente Paolo Maninchedda, da quel di Cagliari, mentre nei dintorni (pure giornalistici) barbaricini ci sia un silenzio pressoché tombale?
Il soggetto in questione sarà un OMISSIS?
Nessuno dei concorrenti è intenzionato a fare ricorso?