La questione della piscina di Farcana di Nuoro, affidata in gestione diretta a un Tizio ancora in procinto di costituire un’associazione sportiva, cosa mai vista prima e in odore di danno erariale, come vedremo, si capisce meglio confrontando la delibera di affidamento dell’anno precedente con questa attuale.
Nel 2025 il Comune affidò la gestione stagionale dell’impianto a una associazione sportiva già esistente, l’ASD Handball Athletic Club, che si assunse il rischio dell’operazione, gli oneri per l’apertura e gli interventi necessari a rendere fruibile la struttura. Il Comune non mise un euro. Anzi, l’atto affermava espressamente che i proventi della gestione erano sufficienti a garantire l’equilibrio economico dell’iniziativa.
Nel 2026, invece, la piscina viene improvvisamente elevata al rango di «presidio di pubblico interesse di primaria rilevanza per la comunità nuorese», formula assente negli atti precedenti e funzionale alla dichiarazione di pubblica utilità prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 38/2021 (che però riguarda la riqualificazione degli impianti sportivi di plessi scolastici e per questo consente un percorso semplificato rispetto al Codice dei contratti). Ma il punto vero non è questo. Il punto è che la stessa amministrazione che richiama nell’atto del 2025 l’articolo 5 e in quello del 2026 il solo art.6 del decreto legislativo 38/2021 dimentica di spiegare perché nel 2026 mette sullo stesso piano due soggetti che la legge considera radicalmente diversi.
Da una parte c’è una cooperativa già costituita e operativa.
Dall’altra un privato cittadino (senza curriculum gestionale, evidentemente, perché non ha un’associazione) che dichiara di voler costituire in futuro un’associazione sportiva.
Eppure le due proposte vengono comparate come se fossero equivalenti.
È qui che la motivazione dell’atto mostra la sua debolezza: prima ancora di spiegare perché una proposta sarebbe migliore dell’altra, avrebbe dovuto spiegare perché fossero comparabili. L’articolo 6 del D.Lgs. 38/2021 prevede una preferenza per associazioni e società sportive esistenti, non per promesse di futura costituzione.
Ma è sul piano economico che emerge la vera frattura rispetto al 2025. L’anno scorso chi gestiva la piscina investiva di tasca propria. Quest’anno il Comune programma 20.000 euro di spesa pubblica per rendere l’impianto utilizzabile e poi lo consegna gratuitamente per cinque anni al soggetto prescelto.
In altre parole, nel 2025 il privato finanziava l’apertura della piscina; nel 2026 è il Comune che finanzia l’avvio dell’attività del privato sotto la forma della manutenzione straordinaria, assolutamente non prevista l’anno precedente (un improvviso degrado in un anno?).
Un tempo si sarebbe potuto chiamare abuso di Ufficio, oggi, forse, turbativa in pubbliche forniture e danno erariale, oppure anche non chiamarsi. Lo sappiamo, è assolutamente inutile sollevare questi dubbi con un’Amministrazione diretta dai Cinquestasche.
È comunque un rovesciamento completo della logica seguita appena dodici mesi prima.
E quando un’amministrazione cambia così radicalmente criterio, senza una motivazione eccezionalmente rigorosa sulla convenienza pubblica dell’operazione, il sospetto non è solo quello di una scelta discrezionale discutibile. È quello che si sia costruito un percorso amministrativo su misura per un beneficiario già individuato, con risorse pubbliche impiegate non per selezionare il migliore progetto, ma per renderlo possibile. E questa è una solenne procheria poltica che in altri tempi avrebbe portato l’amministrazione nei guai e la popolazione a insorgere per cacciarla.

Signora Rossana, nel preambolo della determina si cita espressamente art. 5 del dlgs n. 38 del 2021 che è applicabile solo alle associazioni sportive senza fini di lucro. Quindi non si può adottare quel procedimento iper semplificato a favore di una persona fisica
La spiegazione è tutta nel bando: non è previsto alcun requisito soggettivo di partecipazione (es: essere una società sportiva) né alcuna pregressa esperienza né niente. Si parla di confronto comparativo tra le eventuali offerte pervenute ma non sono specificati i criteri. In pratica discrezionalità assoluta.
Finalmente una innovazione procedurale negli affidamenti delle amministrazioni pubbliche . Superato la valutazione di ammissibilità , e tecnica di affidabilità, esperienza nel settore.
Troppi orpelli e troppa burocrazia “siamo cittadini ONESTI ” .
Affidamento di diretto sulla fiducia . a futura associazione.
Nuoro e i 5 tasche sono avanti anni luce per il codice degli appalti .
Fa giurisprudenza a se .
Basta poco che ci vuole.
Imparate gente, imparate …
mi chiedo perchè la gente di Nuoro non protesta
C’è da sperare che la cooperativa che aveva in precedenza ottenuto, a sue spese, la gestione faccia ricorso. Non commento oltre perchè sono senza parole.
Bros Brothers and Poltronismo Nuorese, altro che Poltrone e Sofà, qui gli affari si hanno da fare, lo storico”saremo apriscatole” è servito, ma per entrare nelle stanze del potere
Issegheraos
Si parva licet, dopo lo stadio del Cagliari con bonus regionale di 50 milioni, l’aeroporto consegnato a un fondo di investimento con bonus di 30 milioni, adesso anche a Nuoro si adeguano all’andazzo regionale per affidare una piscina con il regalino pubblico.
Siamo l’unica regione al mondo dove si pagano i privati per fare business sui beni pubblici.
Chi c’è dietro?
I poteri forti?
L’Opus Dei?
Scientology?
I massoni?
Noooo, i 5Tasche!
Finirà mai l’elenco da cui attingere?