Notizie

19 maggio 2011 07:319 commentiViews: 14

242È iniziato l’esame del collegato e immediatamente il Consiglio si è trovato di fronte lo scoglio Abbanoa, il cui esame in Commissione è stato sospeso e si chiederà di spostare l’esame dell’emendamento alla fase finale della legge, dopo l’art.27.  Pur nella situazione drammatica in cui versiamo, è positivo che i nodi vengano al pettine, perché questo aiuta a recuperare responsabilità e serietà. L’emendamento è largamente insufficiente, di fatto finanzia un ulteriore indebitamento di Abbanoa e non risolve il problema della sua capitalizzazione e della trasparenza dei debiti su di essa riversati  e nascosti dalle società che vi sono confluite. Inoltre, sostanzialmente tiene in vita la società fino a dicembre, ma ne scarica largament i costi sui fornitori già largamente indebitati. Già con questi limiti, è comunque risultato chiaro che trovare 50 milioni di euro nel bilancio è difficile e comporta un’operazione di profonda riforma della spesa. Le conseguenze politiche sono interessanti: sia Luciano Uras che Roberto Capelli hanno fatto notare che se da un lato si chiama tutto il Consiglio ad un’opera di responsabilità, dall’altro non si possono fare spot elettorali o continuare con provvedimenti di spesa (è stato segnalato, per esempio, un emendamento della Giunta di aumento, rispetto alle previsioni della finaziaria, di 2,5 milioni di euro dei fondi per la pubblicità istituzionale) incompatibili con l’appello al rigore. In questo senso è stato fortemente discusso e poi rinviato anche un emendamento che prevede che la Regione si faccia carico dei maggiori interessi dovuti alla postergazione delle rate per mutui casa di persone in cassa integrazione o mobilità o comunque in difficoltà economica. Si è eccepito un eccesso di delega alla Giunta nella definizione dei criteri di ammissibilità e quindi l’esposizione del provvedimento ad essere usato populisticamente in questo contesto elettorale; dall’altro se ne è riconosciuta l’utilità, se formulato diversamente. Insomma, la difficoltà finanziaria potrebbe suggerire a tutte le forze politiche una maggiore responsabilità.

9 Commenti

  • Maria Francesca Lai

    Gent.Le Professore, le scrivo per avere notizie in merito al prospettato provvedimento di stabilizzazione dei bibliotecari della Sardegna. Recentemente, sugli organi di stampa regionali, è apparsa la notizia di un accordo tra maggioranza e opposizioni consiliari, per provvedere alla risoluzione di questa annosa questione. Poi, il silenzio. Silenzio che ha creato sconforto ai tanti che, come me, attendono da anni che la Regione risolva finalmente questo problema. Qualche anno fa, la regione Lazio ha stabilizzato i suoi bibliotecari. Ora, mi chiedo come sia possibile che una regione a statuto speciale non riesca lì dove è riuscita una regione a statuto ordinario. Che la nostra specialità stia proprio in questa prerogativa ? Al di là dell’ironia, comunque, le sarei grata se potesse fornirmi qualche notizia in merito, tenendo conto del fatto che nella mia “precarissima” situazione, si trovano parecchie persone, alcune con famiglie a carico. La ringrazio
    Maria Francesca Lai

  • Tonino Bussu

    Grassias, Paolo, pro sa notissia chi in su collegau a sa finanziaria, sa commissione at approvau sa proposta de sa Giunta de fagher intrare in sas iscolas su sardu veicolare, chi diat cherrer narrer, a imparare su sardu, e sa cultura sarda, in sardu.
    Duncas dae custu seperu depimus pessare chi a cotiu in Sardigna, dae sas iscolas elementares a s’universidade, su sardu, e che fit ora, s’at a imparare in sardu.
    E bi tenzo a marcare chi custu capitet puru in s’universidade ca, curret boghe, ma ispero chi non siat abberu, chi in s’universidade de Tatari sos docentes non sian dispostos a insegnare su sardu in sardu a sos formadores zovanos, mentres dien cherrer impreare sos (pacos) finantziamentos pro sa limba sarda a insegnare cultura sarda in italianu.
    M’auguro chi siat solu una boghe e chi non siat bera, ca diat esser unu seperu antistoricu e antisardu contr’a su cale sos sardistas prima de totus si depian pesare contra.
    Difatis, mentres s’assessore Sergio Milia in Fonne, in sa cunferentzia pro sa limba, in su mese de nadale passau, at assicurau chi su sardu depet intrare in sas iscolas, non diemus cherrer chi si facan passos irballiaos e nos agatemus, comente seperu istoricu(bella pigada in ziru), s’italianu mascarau de sardu in s’universidade.
    Ma ispero abberu abberu chi sian solu boghes.
    Isetto respostas dae chie suni informaos de sa chistione e lis torro grassias.

  • Michele Podda

    Oh Tonino, oh Mario, ma ite bos sezis, zirande in conca? Aghite mi sezis torrande a moer custa chistione, como? Ateru de narrer, non nd’azis, no? Jai l’isco chi diat esser bonu a che ponner sa LIMBA nostra malafortunà in iscola, ma po acher cussu tocat chi àteras cosas medas che sian atas. Bos nd’amento cancuna:
    – A cumprender si est abberu chi su sardu si chistionat semper prus pacu in totue.
    – Si non siat menzus a l’imparare in domo etotu, chene bisonzu de che lu ponner puru in iscola.
    – Ite si diat facher po cumbincher babbos e mamas chi a imparare su sardu est cosa bona.
    – Si sos mastros de limba sarda depen imparare prima in s’Universidade in modu “veicolare” o “disciplinare”.
    – Si su dinare de sa Regione po sa limba si podet ponner puru po àteru o no.
    – Si prima de nos ponner a imparare limba non sia menzus a ch’imparare su CROS (CORRETTORE ORTOGRAFICO).
    – Sa leze cheret a l’isterrer bene, e bi cheret tempus e zente: una pariga de annos de atòbios, “cunferèntzias” e “convegnos” de unas tres dies cada unu, si non prus.
    – Cheret a che ponner de acordu sos de s’Osservatoriu Regionale tra issos.
    – Cheret a che ponner de acordu sos de s’Osservatoriu cun sos de su Comitadu pro sa Limba.
    – Cheret chi prima sian in una sos istudiaos mannos de Casteddu cun sos de Thathari.
    – Est a bier ite nde podet pessare su Diretore de s’Ufitziu regionale de sa limba sarda.
    – Est a bier si sobrat dinare dae so contributos po bortaduras, cunferentzias, ufitzios de limba, CROS, Atlante de Toponimos, Domus de imprentas, publicatziones, cuncursos de poesia, impiegaos in sa Regione, trasmissiones in sardu…
    Non sigo, ca si no tocat a azungher puru de su traballu, sos disocupaos, sas annadas malas, su prèssiu ‘e su late e unu muntone de àteras chistiones chi tocat a dissinire prima.
    Amicos meos, no istezas torra pistazande cun custa mùdia chi corfit a oricras, e sos chi depian intender si fachen prus surdos de su chi sun! Tenie passèssia e culu frimu, canchi die l’azis a bier chi arribbat, sa die bona.
    E un’àtera puru: naromeu ca custu de iscirer in sardu, como ch’est a infadu.

  • Paolo Maninchedda

    Per Tonino: nel collegato c’è un emendamento della Giunta, con parere favorevole della Commissione, per l’insegnamento del sardo veicolare nelle scuole.

  • Paolo Maninchedda

    Questo signore, tal Luca Andreani, è l’esempio di un atteggiamento diffuso: insultare sulla base di sentito dire e di chiacchiere. Punto primo: io ho ricevuto la delegazione sindacale del Corpo Forestale e ho detto loro che era intenzione di tutte le forze politiche, come poi è puntualmente accaduto, di spostare gli emendamenti sul personale al disegno di legge sul personale che verrà discusso in Consiglio subito dopo il Collegato (è già all’ordine del giorno). Punto secondo: quando un uomo vuole insultare gratuitamente un altro uomo ed è un vero uomo, va, chiede di essere ricevuto e lo insulta davanti a testimoni, in modo da consentire all’altro di difendersi nelle sedi opportune. Ma questo non è un galateo che può capire uno zoticone maleducato come il signor Luca Andrea.

  • Luca Andreani

    Perchè carissimo onorevole Manichedda hai tradito la parola data e avete come giunta regionale ritirato gli emendamenti giudicati ammissibili dalla commissione, vergognatevi!!!
    perche tutti i gli altri dipendenti della Regione Autonoma della Sardegna dei vari assessorati vincitori di concorso interno dal 2004 al 2006 area A area B e area C sono passati di livello con passaggi verticali e il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale No!!! “ma ite semus burdos” senza padre e madre, ci avete deluso amareggiato scoraggoito offeso che dire siete dei traditori!! della nostra figura e professionalità.

    Federazione Nazionale Dipendenti Regionali e Enti Strumentali
    Sindacato Autonomo Forestali Regionali
    Prot. n. 30/2 del 14 febbraio 2011
    Comunicazione trasmessa solo via fax
    SOSTITUISCE L’ORIGINALE
    Ai sensi dell’art. 6 comma, 2, L. 412/1991
    Al Consiglio Regionale della Sardegna
    Oggetto: Emendamento al ddl 222 (collegato alla manovra finanziaria 2011-2013)
    Al capo I del Disegno di Legge n. 222 dopo l’art. 15 inserire il seguente:
    Articolo 15 bis
    Modifiche all’ordinamento del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale
    .
    1. I dipendenti dell’Amministrazione Regionale attualmente inquadrati in area A e area B, as-
    sunti con concorso pubblico, che hanno superato le selezioni interne svolte entro il 31 dicem-
    bre 2006 per il passaggio all’area superiore, sono inquadrati rispettivamente nell’ area B o
    area C, al primo livello retributivo con decorrenza dal 1° gennaio 2011. Tali inquadramenti
    avvengono senza modifiche alla dotazione organica complessiva definita dalla Giunta Regio-
    nale e determinano rispettivamente l’aumento della dotazione nell’area B e area C e l’uguale
    corrispondente riduzione dell’area A o area B. E’ abrogato il comma 3 dell’articolo 5 della
    legge regionale 5 novembre 1985, n°26.
    2. dopo il comma 4 dell’articolo 58 della legge regionale 13 novembre 1998, n°31, è aggiunto il
    seguente: “4 bis. Costituisce, inoltre, apposita area separata di contrattazione all’interno del
    comparto il personale dirigente e non dirigente inquadrato nel Corpo forestale e di vigilanza
    ambientale con decorrenza dal 1° gennaio 2011. Al medesimo personale si applicano, median-
    te specifico recepimento, le norme ordinamentali in vigore per il corrispondente personale del
    Corpo forestale dello Stato”.
    3. nel comma 3 dell’articolo 58 della legge regionale 13 novembre 1998, n°31, sono soppresse le
    parole “nonché per il personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale”.
    4. nel comma 1 dell’articolo 60 della legge regionale 13 novembre 1998, n°31, le parole “o nella
    separata area di contrattazione per la Dirigenza” sono sostituite dalle parole “o nelle separate
    aree di contrattazione per la Dirigenza e per il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale”.
    5. Dopo il comma 3 dell’articolo 28 della legge regionale 13 novembre 1998, n°31, è aggiunto il
    seguente: “3 bis. In deroga al comma 3, 2° periodo, le funzioni di direzione generale del Cor-
    po forestale e di vigilanza ambientale possono essere conferite altresì ad un dirigente prove-
    niente dai corpi di polizia dello Stato, ovvero ad un dirigente proveniente dalla carriera prefet-
    tizia, in possesso dei requisiti di cui al presente articolo”.
    Il Segretario Aggiunto il Segretario Aggiunto Il Segretario Generale
    Gianni Aramu Ignazio Masala Franco Figus
    FENDRES – SAFOR – Viale Trento, 69 – 09123 Cagliari – Tel. 070.6062184 – Fax. 070.6062754
    e-mail fendres@libero.it http://www.fendres-safor.it

  • Mario Pudhu

    Bene nadu, Toní! (si no sunt totu surdos, o si ischint a lèzere)

  • Tonino Bussu

    Voglio dire due parole sulla questione della lingua sarda, che è stata oggetto della finanziaria, con un finanziamento deludente rispetto alle aspettative, e non so se sia ora in discussione anche nel collegato.
    Intervengo sul tema lingua solo per ricordare a tutti che su Cossizu Regionale Sicilianu at approvau una leze chi dezidit de insegnare su dialettu sicilianu in sas iscolas elementares, medias e superiores de s’isula.
    Sa leze est passada cun sos votos de sa majoria e de sa minoria.
    E in Sardigna inbetzes ite semus isetande ?
    Inoghe, ca semus grandu bravos a ghettare ludu a s’identidade nostra, medas bortas semus galu discutinde si su sardu est una limba o unu dialettu o cal’est sa limba sarda vera.
    E su bellu est chi pro nos ghettare ludu su bonu de sas pessones, chi si naran capassas meda, imprean puru sa limba italiana. Brigonza!!
    Est ora de che l’accabare de chircare de isperrare su pilu cada vorta chi si lumenat sa limba e est ora de arribare a approvare in Sardigna puru una leze pro imparare sa limba sarda in s’iscola.
    Fortzis in custu modu s’occupat zente e si cualifican zovanos in d-unu settore chi ponet sas bases culturales pro criare cittadinos liberos e chi pessen cun sa conca issoro e s’impignen a bocare a campu sas bonesas de sa cultura e identidade nostra chi suni a sa base de sa libertade e de s’indipendentzia.
    Cando in sos annos baranta sos sicilianos avian approvadu s’istatuto ispeciale issoro, carchi politicu sardu meda famau aviat propostu chi su matessi istatuto, chi prevediat medas poderes pro sa Regione, l’esseren, in via provvisoria, adottadu puru pro sa Sardigna.
    Bi diat esser su tentu de cossizare oje a sos politicos sardos, chi non suni in gradu de fagher una leze pro insegnare sa limba in iscola, de adottare in su frattempus sa delibera siciliana.
    Ma za est cosa de lu proponner! Menzus sichimus a nos tirare s’ocru pro ateros vint’annos e issintre medas an a prangher ca sa limba si ch’est isperdende.
    Serro inoghe: Sicilia 1 – Sardigna 0 . Faeddos medas, fatos pacos.
    Moiebos derettu ca est tempus de decider!

  • On. Maninchedda,

    in merito alla sua battaglia per scardinare il bipolarismo italiano, ancora Notizie: http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/18/news/madrid_la_protesta_degli_indignati_a_pochi_giorni_dalle_amministrative-16443565/?ref=HREC2-7

    In Spagna, disoccupazione giovanile al 45%. In Sardigna? Al 44.7%.

    Fonti: Cisl e Regione Autonoma della Sardegna. Dunque, ci siamo quasi?

    A buon intenditor poche parole… E buon lavoro.

Invia un commento