Già nelle XII tavole romane era scritto sacralmente: De urina non curat praetor, perché alla fine un potere che si occupa della disciplina del getto e dello scrollo è sempre un po’ ridicolo.
È pur vero che Numa Pompilio rimproverò severamente uno schiavo eccessivamente scrollatore (Si penis nimis quatis, officialiter lascivia est), ma erano altri tempi, oggi nessuno sta a vedere se l’oscillazione è dovuta alla quotidiana sperimentazione maschile dell’isocronismo del pendolo (ad angoli stretti rispetto alla verticale) o all’azione perversa e intenzionale della mano traditrice.
L’unica eccezione è la legge che porta il nome di Cazio Testino Summo, la quale prescrisse ai magistrati maggiori e minori di impedire di pisciare durante i Comizi (lex de permintione vetata comitiis habendis), cosa che portò a tumulti e ribellioni, sociali e vescicali, di imperitura memoria.
Insomma, meno il potere si occupa delle latitudini meridiane e delle pratiche depurative del corpo umano, più a lungo dura.
È per queste profonde riflessioni che sono rimasto stupito a leggere la notizia, data dal giornalista Francesco Pinna sull’Unione del 17 dicembre u.s., secondo la quale un partecipante alla prova scritta per l’esame da avvocato, che aveva chiesto di recarsi al bagno prima delle due ore di astensione urinaria decretate dalla Commissione d’esame (lex urinae cumulus, sempre del console Cazio Testino), vedendosi vietata la pissationem (ci si perdoni il latino merovingico) si è appellato al noto senatus consultus De urina non retinere e si è pisciato addosso.
Questa vicenda scatologica meriterebbe composta comprensione e compassione, se non fosse intervenuto l’esercizio del potere, non solo a rendere così rigoroso il divieto di minzione (chi non lascia la via dei bagni, è destinato a essere travolto da un mare di m…a, così dicono i fisici e gli ingegneri idraulici), ma, ed è ciò che mi ha lasciato di sale, anche a allontanare dalla prova il colpevole di vesicae infirmitatem.
Il giornalista precisa che a tutti coloro che avevano segnalato problemi di salute è stato consentito l’accesso ai bagni, come pure che il divieto è intervenuto solo per le prime due ore dopo la lettura dei titoli dei temi d’esame, ma la domanda è: sarebbe stato meglio interpretare il proprio potere e la regola del divieto temporaneo di minzione, facendo accompagnare al bagno l’interessato da una guardia penitenziaria (c’erano loro a sorvegliare il regolare svolgimento delle prove, roba da pazzi) o aprire lo spazio alla minzione di sofferenza o di protesta?
Il potere non è uno schema, è una funzione delicata che necessita di una cultura e di una intelligenza.
Siamo sicuri che in questo caso entrambe siano state usate con opportuna sagacia?
Mah, pissiamocela!

Gli dovevano dare un pappagallo come quelli che si usano negli ospedali sempre che sia consentito dal regolamento
Egregio, trattasi di classico caso di minuere contra ventum che non tarderà di svolgere il suo effetto boomerang su chi non ha il senso della realtà. Saluti.
Egr. Prof.
Quando nel secolo scorso scorrazzavo per concorsi pubblici,diverse volte ebbi modo di frequentare il Palazzo degli Esami ubicato in via G. Induno a Roma ,traversa di via Trastevere a pochi passi dal Min della P. I. e dalla molto più simpatica(per ovvii motivi) porta Portese. Ora in questo palazzo non si fanno più esami, ma mostre d’arte e non ho avuto modo di constatare se tuttora sussuste quanto ora vi illustro. Le prove duravano diverse ore e, pertanto, un pò lo stress e le funzioni organiche minzionatorie naturalmente stimolate da lunghe astinenze mi portavano ad uscire dall’ aula per recarmi al bagno! Non vi dico la mia sorpresa quando, per la prima volta, vidi che le porte di ciascun servizio igienico avevano ad altezza d’uomo ( e forse di donna) un oblò, provvisto di solo vetro, che consentiva di vedere perfettamente cosa accadeva all’interno di quel mq o poco più ! In pratica non solo nelle prime ore degli esami ,ma per tutta la durata di essi le attività in esso espletate potevano essere visionate dai vigilantes forse specializzati in …..guardoneria!! (Troverebbe così giustificazione anche la presenza di….guardie carcerarie addette ai controlli nel concorso di cui Lei parla!)
Tutto ciò per quanto poco in linea con I principi della privacy consentiva ad un precoce debole prostatico di evitare quanto accaduto alla persona che nel caso specifico ha destato tanto scalpore!
Guardare si, ma mai farsela addosso, perché ricordo bene si entrava in quel palazzo,gia tutti…. ca..ti!!!
Buon week end, anche se le previsioni del tempo prevedono che potremmo trascorrerlo tutti …bagnati ( causa pioggia, si intende)!!
A me sarebbe successa la stessa cosa. Nonostante non abbia alcun problema di salute. Evidentemente esistono momenti della giornata in cui i miei reni funzionano molto velocemente.
Al contrario del candidato, però, io avrei chiamato i carabinieri e smosso un po’ più l’ambiente.
Perché c’è un limite a tutto.
È evidente che, nonostante l’evoluzione della specie e delle norme, sul campo resta ancora qualche caput minchiae.
Gli astronauti durante il lancio 🚀 sono dotati di pannolone. Basterebbe novellare la regola e tali inconvenienti sarebbero risolti alla radice.
Non c è niente di ridicolo nel lottare contro il corpo a causa delle aberrazioni di un regolamento. Quello del divieto di minzione, ad esempio, era una delle tante pene previste nei campi concentrazionari eppercui sapere di questo fatto meraviglia non poco.
Il solo pensare di una sua impossibilità è già una tortura. Qui una inchiesta sui responsabili è dovuta e non c è affatto da ridere.