Non accettare provocazioni e avere un’idea di Stato

26 luglio 2013 15:368 commentiViews: 52

Si sono moltiplicate in queste ore le provocazioni personali. Mi attribuiscono di tutto. Sono riprese le lettere anonime. Insomma, tutto il consueto fuoco di interdizione che si sviluppa quando la lotta politica trova uno snodo non banale.
Stamane, una mia amica mi ha richiamato all’importanza di non rispondere a questo fuoco, per una ragione: è una cortina fumogena che vuole nascondere lo scontro politico vero. Per cui, mi diceva, o accetti quello vero e non rispondi al fuoco di sbarramneto, o ti trovi impelagato nel fuoco di sbarramento e perdi energie in vista dello scontro vero.
Sono anch’io della sua opinione.
Qual è lo scontro vero?
Lo scontro è tra chi ha un’idea di Stato sardo diverso dall’attuale, più avanzato, efficiente, moderno, libero e ha una stategia per costruirlo nell’oggi e nel domani, e chi invece accetta come ineluttabile al condizione presente, lo Stato che c’è.
È uno scontro profondo tra chi vuole cambiare tutto, noi, e chi vuole aggiustare qualcosa e tirare a campare.
Qual è la novità?
La novità è che i ceti produttivi della Sardeegna, tradizionalmente vicini allo status quo, ora si stanno spostando verso di noi come è già accaduto in Scozia e Catalogna.
Piccoli imprenditori, medici, professionisti, giovani laureati, insegnanti, pensionati spaventati, stanno revocando la delega al ceto politico tradizionale e si stanno spostando con noi, in tutte le province. Anziché accettare l’ineluttabilità delle candidature dei tradizionali leader d’ambiente, hanno deciso di sfidarli in prima persona.
Perché questo coraggio? Perché stiamo riuscendo a veicolare un grande scopo: costruire uno Stato diverso, non aggiustare e rattoppare quello che c’è. Ci metteremo dieci anni, ma navigheremo con una rotta entusiasmante.

8 Commenti

  • Giovanni Piras

    Avanti Paolo, la Baronia sardista è con Te, uno l’hai conosciuto già e non vede l’ora di organizzare un grande incontro zonale.
    Kin sa Sardigna in su coro

  • Leggere questi commenti, sopratutto “avanti senza ripensamenti”, è un bellissimo modo di iniziare la settimana!

  • Franco Cappai

    Mi possono anche privare della tessera di un partito (non sarà certo la fine del mondo), ma non mi potranno mai togliere la dignità, la volontà e la voglia di provare a cambiare un sistema incancrenito che è basato solo sulle logiche della conservazione. Il nostro intento è se mai, il possibile miglioramento delle condizioni di vita nella nostra bella terra. Cosa c’è in questo di tanto sbagliato ? Viva la libertà di pensiero, viva la sovranità della Sardegna, per realizzare quello che abbiamo nel nostro cuore e nella nostra mente.
    Franco Cappai

  • Uno un pò più famoso di te disse:
    Ci sono momenti in cui tutto va per il verso giusto.
    Non occorre spaventarsi: sono momenti che passano.

    Sò benissimo che detto da me non ti farà lo stesso effetto, in quanto lo dai per scontanto. Ma lo scrivo lo stesso.

    Avanti sino in fondo

  • “Non ti curar di lor, ma guarda e passa”. I suoi studenti, giovani e meno giovani, la sostengono, tutti quanti.

  • Ciao Paolo,
    sarà per il gran caldo… ma continuo a non capire perchè diamine vuoi fare le primarie col PD….faranno di tutto per non farti vincere…e poi? Mollali e si va da soli, il movimento si espanderà a macchia d’olio….
    con la solita stima,
    Giorgio

  • Appunto. Tiriamo avanti. Uno dei tuoi giovani imprenditori mi ha detto: “se vai avanti fino in fondo, noi ci siamo”. Quindi: avanti senza ripensamenti.

  • Gian Piero Zolo

    Paolo, ne leggo e ne sento di tutti i colori, l’altro giorno mi si rimproverava, tra il serio ed il faceto (codicillo alla mano), per la mia presenza a Losa. Pazienza se a qualcuno non garba, pazienza se mi si applicherà qualche nota disciplinare, pazienza se soffrirò per le cose che sentirò. Ma a Losa io ci sono sceso con due amici imprenditori, giovani, curiosi, e determinati. E loro di sicuro verranno ai prossimi incontri, perché hanno bisogno di capire e di misurarsi, perché vogliono proporre ed uscire dall’ultima fila in cui la politica ha relegato tutti noi per troppo tempo. Andiamo oltre l’infamia e il dileggio, non cadiamo nella rete della provocazione, saranno i fatti e non le parole a darci ragione. Saranno i fatti. E la gente da noi si aspetta solo quelli.

Invia un commento