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Noi che non abbiamo partito

Posted on 4 Gennaio 20264 Gennaio 2026 By Paolo Maninchedda 24 commenti su Noi che non abbiamo partito

Come al solito, la Destra italiana sta con Trump e la Sinistra, tra i denti, con Maduro. Noi che non stiamo né con l’uno né con l’altro, non abbiamo patria, perché in guerra tutto è o bianco o nero. E la patria che vorremmo, la Sardegna, è distrutta nelle idee e nei fatti dai Sardi, dal loro provincialismo, dall’esaltazione sbagliata del ruralismo, dall’assenza di cultura (ci sono più premi letterari che comuni, più feste di capodanno che giorni nel calendario, più friggitrici che fabbriche, in Sardegna, ma il livello complessivo della qualità sociale sta raggiungendo livelli infimi), dal populismo, dal disastro dei servizi essenziali (non racconto per rabbia l’odissea di questi giorni di un mio amico, con un’emorragia interna durate 16 ore).
Sono sempre stato un esule rispetto a tutto e a tutti, per mio difetto e per circostanze avverse, ma oggi sono estraneo alla brutalità del reale.

Il miglior commento odierno all’intervento militare americano in Venezuela è di Federico Rampini sul Corriere della Sera. Leggendolo si capisce quanto superficiali siano stati i giudizi dei leader politici italiani.
Il problema che ci affligge è la velocità con cui la politica si trasforma in azione militare e il significato che questa assume per il futuro. I dittatori governano e periscono con la violenza. Non c’è spazio per la discussione, lo spirito critico, la costruzione della libertà e del diritto. Trump non ha detto a Putin: “Fai quello che ti pare in Ucraina, così come io ho fatto in Venezuela”. Gli ha invece detto: “Vedi, io so fare in poche ore ciò che tu non hai saputo fare con Zelensky nel 2022”. Non è giusto ciò che dimostra di esserlo rispetto a leggi e principi, ma ciò che si rivela essere nelle reali possibilità di chi lo fa. La Russia e la Cina, ostili alla cultura occidentale, sempre pronte a sostenere le repressioni in Iran e ovunque il popolo si ribelli, alleate di tutti i dittatori del mondo, non sono però in grado di difenderli, questo ha dimostrato Trump. Cosa faranno ora i prepotenti della terra, sempre attenti ai rapporti di forza da cui dipende il loro futuro?
Ma la domanda è: che cosa è Trump? non che cosa sono gli Usa.
Certo è che le delusioni non mancano: le prime decisioni del nuovo sindaco di New York, quello che per primo ha giurato sul Corano (io impedirei a chiunque di giurare su testi religiosi vecchi di migliaia di anni; si deve giurare sulle Costituzioni, quando esistono, o su ciò che le sostituisce, non su testi che non contemplano neanche di striscio il concetto di Stato e che hanno un’idea della libertà assolutamente inattuale), quello che aveva promesso di ridurre, come primo provvedimento, il costo dei servizi pubblici, hanno invece riguardato l’indebolimento delle misure contro l’antisemitismo (e fa un po’ senso vedere la Schlein tentare di indebolire il disegno di legge Del Rio contro l’antisemitismo con gli stessi argomenti del sindaco newyorkese. Il Pd ha preso una deriva movimentista che lo distruggerebbe se l’alternativa non fosse quella dei grillini e dei verdi e sinistri).
Il candidato sindaco della Grande Mela, che ha fatto la campagna elettorale contro i ricchi, ha poi prestato il fianco alla critiche perché la moglie, il giorno del giuramento, è stata sorpresa dai giornali americani con un paio di scarpe da 630 dollari. Io non amo chi veste solo griffato, mi pare un travestimento ulteriore rispetto a quello naturale che già ciascuno di noi indossa, ma quando si fa polemica contro il consumismo, bisogna essere conseguenti. Essere socialisti non significa essere pauperisti, ma neanche essere degli snob.

Unica buona notizia, per me, di questi giorni, l’essermi imbattuto (mentre scrivo su Bacchisio Raimondo Motzo e il suo libello L’assoluta verità della Bibbia nella dottrina cattolica Roma)  nell’articolo (Leah Di Segni – Jacob Ashkenazi – Mordechai Aviam – R. Steven Notley, The Greek Inscriptions from ‘The Church of St. Peter’ at Bethsaida -el-‘Araj, in Liber annuus, 73 (2023), pp. 365-384), apparso nel 2023, che rivela l’ormai certo ritrovamento di Betsaida, il villaggio di nascita di Pietro. L’archeologia sta dimostrando che, sebbene i vangeli siano narrazioni che cuciono insieme, secondo il gusto dei loro autori, frammenti di frasi e di azioni di Gesù, per cui ciò che è storicamente vero in essi è rappresentato in una cornice narrativa di invenzione, la verità della storia vi è presente ed è attingibile e questo è di grande conforto per chi non si stanca di cercare verità.

Politica estera, Politica internazionale, Vetrina

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Comments (24) on “Noi che non abbiamo partito”

  1. Alberto M. ha detto:
    9 Gennaio 2026 alle 20:53

    Egregio Mike, dal tono particolarmente acceso del suo ultimo commento mi viene da pensare che lei non sia solo filo israeliano ma addirittura ebreo. Nulla di male, se così fosse ovviamente la capisco e la rispetto, ma altrettanto ovviamente non condivido nulla di quanto da lei affermato. La concludo qui, inutile continuare, ma prima di salutarla le devo dire una cosa ormai evidente, che la politica scellerata di Netaniau non solo con le stragi di Gaza ma soprattutto con l’occupazione abusiva della Cisgiordania, ha mandato alle ortiche quella solidarietà mondiale che il popolo ebraico si era guadagnata dopo le atrocità di Hitler. E le ri-consiglio di leggere Cazzullo. Passo e chiudo

  2. Mike ha detto:
    8 Gennaio 2026 alle 16:50

    Mister Antonio M. Tra le altre cose, lei afferma una cosa molto grave nei confronti del Popolo di Israele “…..un problema che esiste dal 1947, quando le allora potenze, per togliersi dai piedi gli ebrei, considerati comunque sempre scomodi, gli hanno regalato, con la scusa della balla della terra promessa, una fetta di terra da cui mancavano da secoli” Dal mio punto di vista lei sta insultando un Popolo e una Nazione legittima e riconosciuta universalmente ad eccezione di alcuni (Iran??? Hamas??? Houthi??? Hezbollah??? Pro-pal??? Altri???)! Che vuol dire togliersi dai piedi gli Ebrei considerati sempre scomodi??? Chi sono stati gli scomodi gli Ebrei o i nazisti, chi sono gli scomodi oggi gli Ebrei o i tagliagole di Hamas/Hezbollah/Houthi finanziati dall’Iran? Israele ha sempre tenuto aperta la porta al dialogo “Due Popoli Due Stati” ma i destinatari hanno sempre rifiutato la proposta e, non solo, hanno controbattuto con attentati atroci su persone innocenti (autobus, edifici pubblici e quant’altro). Quanti assalti ha subìto Israele già dal suo inizio, le sembra normale questo? Chi sono gli aguzzini, gli Israeliani (costretti a tenere i mitra sotto il cuscino per difendere se stessi e i familiari dai terroristi) o Hamas che nasconde le armi e i lanciamissili negli ospedali, nelle scuole e nei condomini per brutalizzare gli Israeliani? Ad maiora!

  3. Alberto M. ha detto:
    7 Gennaio 2026 alle 11:16

    Egregio Mike, questa del povero Netanhyau costretto a difendersi proprio mi mancava, complimenti per questa perla. Stiamo parlando di un problema che esiste dal 1947, quando le allora potenze, per togliersi dai piedi gli ebrei, considerati comunque sempre scomodi, gli hanno regalato, con la scusa della balla della terra promessa, una fetta di terra da cui mancavano da secoli. Se non lo hai già fatto, e da come la pensi credo proprio di no, ti consiglio la lettura del libro di Aldo Cazzullo “Il Dio dei nostri padri”, una lettura che illumina e chiarisce i motivi di una contesa che non è iniziata il 7 ottobre, ma molto tempo prima, da quando Hamas non esisteva nemmeno..

  4. Mike ha detto:
    6 Gennaio 2026 alle 17:28

    Mister Alberto M lei mi dice: “Egregio Mike,
    nel tuo lungo elenco/minestrone hai inserito tutti tranne uno, ti sei dimenticato di citare Israele e il suo attuale primo ministro. E già, meno male che c’è lui, per mano dei suoi coloni, che difende i palestinesi dalle atrocità di Hamas!” Fissiamo il punto! Prenesso che per arrivare ad una soluzione è necessario: attaccare il culo alla sedia e non alzarsi se non dopo aver raggiunto un accordo. Tenendo presente che nonostante la disponibilità sia internazionale sia di Israele, questa possibilità è stata sempre rigettata dai dirigenti palestinesi siano essi OLP e/o FNP. Non solo dette associazioni finanziavano e finanziano i cosiddetti martiri. Questo è tutto? Manco per niente, quante centinaia di vittime israeliane innocenti sono morte senza colpa alcuna? Quanti miliardi sono stati devoluti ai cosiddetti martiri e/o alle loro famiglie, perché????? Per “festeggiare la mattanza di persone innocenti?????” Ops!!!! Dimenticavo il cattivone alias Nethaniau… perbacco uno stato subisce una atrocità immane e non si deve difendere? Purtroppo si tende a dimenticare che Hamas ha sempre usato il popolo, per il quale si è proclamato difensore, come semplice scudo umano per i suoi comodi e/o assalti assassini! Ops, dimenticavo Nethaniau??? Che avrebbe dovuto fare, ringraziare i terroristi???? A voi la soluzione. Ad maiora!

  5. Marco Casu ha detto:
    6 Gennaio 2026 alle 15:27

    Mah,..non mi fido delle Riviste che teorizzano sbrigativamente e fanno passare per novita qualcosa di ampiamente sperimentato nella Storia delle esteriorita’ di Potere.
    (E l’abito , l’involucro che separa, e’ il codice che dovrebbe essere decodificato)
    Il Compito, ella mi perdoni, Paolo, se puo’ ma, a mio parere si potrebbe telefonare al Professor Roland Barthes che ci agevoli nel Compito di decodifica e attraverso essa, di rimozione del VELO ai coniugi Mamdani.

    P.s. Givhan? Friedman? No no no , troppo Sociale troppo Liberal troppo di tutto

  6. Paolo Maninchedda ha detto:
    6 Gennaio 2026 alle 10:47

    Egregio/a TC, letto l’articolo (che usa il cattolicesimo come sinonimo di oscurantismo, secondo uno schema semplistico più che semplice) rimango dell’idea di essere lontano anni luce, e non per questo oscurantista, da chi affida messaggi simbolici ai brand. Resto molto della mia idea: l’importante è essere ordinati e puliti, non necessariamente simbolici.

  7. TC ha detto:
    6 Gennaio 2026 alle 10:31

    Come ha segnalato anche la lettrice BarbaraM, le scarpe della moglie del sindaco di New York erano a noleggio, così come il cappotto e gli orecchini. In Italia ne ha parlato Rivista Studio con anche un approfondimento molto interessante su abbigliamento e politica: https://www.rivistastudio.com/mamdani-rama-duwaji-look/

  8. Alberto M. ha detto:
    6 Gennaio 2026 alle 07:53

    Egregio Mike,
    nel tuo lungo elenco/minestrone hai inserito tutti tranne uno, ti sei dimenticato di citare Israele e il suo attuale primo ministro. E già, meno male che c’è lui, per mano dei suoi coloni, che difende i palestinesi dalle atrocità di Hamas! Buona Befana!

  9. angelo ha detto:
    5 Gennaio 2026 alle 23:43

    bella Mike!
    una rassegna articolata e puntuale delle grandi questioni di politica internazionale!
    particolareggiata e soprattutto spiegata e documentata con cura negli eventi e nelle circostanze
    ciò malgrado, con tutto il rispetto, non afferro la logica delle Sue posizioni

  10. Mike ha detto:
    5 Gennaio 2026 alle 17:11

    Mister Alberto, in risposta a mister A, lei dice:
    “Quel video non dimostra nulla, la kefiah non è simbolo di Hamas ma di tutti i palestinesi che combattono per una giusta causa, la indossava anche Arafat come capo dell’OLP, che non è mai stata considerata una organizzazione terroristica, se non da persone faziose e fanatiche.” Dal mio punto di vista la kefiah la reputo come “la Bella ciao” de noantri! Il fatto che la indossasse pure Arafat lascia il tempo che trova. Se per quello c’è anche una versione israeliana indossata dai coloni siano essi palestinesi-arabi e/o palestinesi-israeliani. Domanda quante volte Arafat ha rifiutato la proposta due popoli due stati? Oh già però indissava la kefiah! Quanti miliardi erano depositati sul suo conto, a discapito del Popolo Palestinese? Quanti miliardi ha distratto Hamas a discapito del Popolo Palestinese? Quanti miliardi ha distratto Hezbollah a discapito del Popolo Palestinese? Ah già però la kefiah è il simbolo del popolo palestinese(volutamente in minuscolo) perché utile solo per i loro sporchi comodacci. Trump o non Trump che facciamo (alla faccia della kefiah) ignoriamo le angherie inflitte ai nostri fratelli Venezuelani? E ancora, (alla faccia della kefiah) ignoriamo le angherie subite dal Popolo Palestinese dalla strafottenza di Hamas e di Hezbollah? Maduro è colluso sia con Hamas ed Hezbollah sia con despoti mondiali (Iran??? Putin??? Cina???), quale è il trait d’union? Non sarà per caso la kefiah malamente interpretata?

  11. Marco Casu ha detto:
    5 Gennaio 2026 alle 12:15

    Quindi noi, sottolineo NOI, abitanti di questa Isola non siamo Sardi. Qualcuno l’avra’ indubbiamente a male perche’ una carta di identita’ non la si nega a nessuno ma, per potere parlare di Popolo (non quello evocato dalla Manca) occorre sapere essere chi si e’ e comportarsi di conseguenza.

    Quindi prima si diviene Sardi, e questo divenire implica essere liberi (come lo erano i Greci nel quinto secolo a.c., come lo erano i Romani delle origini e come lo erano le Citta’ Italia e del medioevo che hanno dato inizio alla Cultura Comunale.

    Non ci sono scorciatoie confortevoli. Anziche’ urlare viva tizio viva sempronio si urli aldi fuori di tutto VIVA Sardegna. Come i Romani dopo ogni battaglia ROMA grande Roma ha vinto. (Non e’ proprio un caso, che il nome segreto di Roma, fosse AMOR).

    Ho offerto scandalo?
    Si, l ho fatto

  12. Ariovisto ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 19:56

    Professo’, si rilegga “la democrazia in America”, così tutto le è chiaro.

  13. Alberto M. ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 19:30

    Risposta a A.
    Quel video non dimostra nulla, la kefiah non è simbolo di Hamas ma di tutti i palestinesi che combattono per una giusta causa, la indossava anche Arafat come capo dell’OLP, che non è mai stata considerata una organizzazione terroristica, se non da persone faziose e fanatiche.
    Vorrei dire anche un’altra cosa, non ad A ma a quanti leggeranno questo post. Una azione come questa di Trumpo è stata possibile solo perché a Mosca governa un certo Putin. In altri tempi tanto deprecati, secondo me a torto, nessuno si sarebbe azzardato a sfidare il gigante avversario.

  14. Mike ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 16:18

    Buongiorno Venezuela! Alla via così! Ho seguito una intervista TV che, con un certo sarcasmo, sposta e/o fa strame del velo ipocrita di chi (pro-maduro alias pro-pal alias no-tav alias no-ponte alias pro-ramy alias contro-ForzeDell’Ordine) oggi punta il dito contro Donald Trump. AAAAAA! Sono parole forti: “A chi dice che agli Stati Uniti interessa solo il petrolio, io chiedo: cosa credete che volessero i russi e i cinesi? La ricetta delle arepas?”, dice il ragazzo, che ieri è sceso in piazza per festeggiare la caduta del regime di Maduro. Meditate gente meditate. P.S. Un sindaco che giura su un documento non riconosciuto dalla costituzione né dalle leggi vigenti andrebbe destituito mezzo milionesimo di secondo dopo! Ad maiora!

  15. Renato Orrù ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 16:06

    … NOI che non abbiamo partito …perchè non stiamo ne con gli Unni (di Destra Destra ) ne con i Cunni (di Sinistra Sinistra )…. siamo Liberi . Buon 2026 Proff.

  16. BarbaraM ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 15:09

    In molti Paesi è diffusa l’abitudine di affittare capi d’abbigliamento griffati e costosi – nuovi o vintage; da quel che si legge sulla stampa USA, la signora Duwaji usa spesso abiti prestati o noleggiati, come gli stivaletti indossati durante il giuramento.

  17. Antonio ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 13:37

    Prof. non crede che quello fatto da Trump sia un precedente pericoloso

  18. Francesca ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 13:02

    Gentile prof ioggi ha descritto dettagliatamente tutto quello che migliaia di sardi concordano con lei con parole semplici comprensibili a tutti,anche sul Venezuela e concordo pienamente con lei benché non sia fan di Trump.Buona giornata

  19. Rita ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 12:30

    Amen.
    Folklore al posto della produzione, eventi al posto dei servizi, identità usata come anestetico della responsabilità.
    La frase sulle friggitrici e le fabbriche è spietata: la cultura non è quanti eventi organizzi, è come funzionano le istituzioni che hai.
    Quando tutto diventa tifo, schieramento, rumore,
    la verità resta l’unico luogo abitabile.
    E quella di Cristo, per me, è un ottimo rifugio.

  20. Aequitas ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 11:53

    Maninchedda fotografa bene il punto: in un mondo ridotto a bianco o nero, chi prova a pensare resta senza patria. E intanto il populismo da barsocial fa il suo miracolo quotidiano: fluidità ideologica totale.
    Ieri Cospito, poi Palestina, oggi Venezuela. Domani si vedrà. L’importante è stare contro qualcuno, meglio se l’Occidente, meglio ancora se Giorgia Meloni.
    Bandiere intercambiabili, cause USA-e-getta, convinzioni a tempo determinato, rinnovabili solo se trendano su X o Instagram. Pensare no, esserci sì: selfie indignato e belato collettivo.
    A guidare il gregge i soliti scappati di casa, i grillidioti dell’indignazione prêt-à-porter, con Francesca Albanese e Roberto Saviano nel ruolo di influencer morali per un populino felicemente telecomandabile.
    Sul piano politico va in scena la smidollatezza sincronizzata: Giuseppe Conte, Laura Boldrini, Bonelli, Fratoianni. Tema del giorno irrilevante, conclusione unica: “Meloni dimettiti”. È l’unica riga del copione.
    E poi il “mitico” Maurizio Landini, pronto – si dice – allo sciopero pro Maduro. Poco importa che in Venezuela festeggino l’intervento USA mentre qui si urla contro l’imperialismo: il controsenso è strutturale.
    La piazza cambia cartello come l’avatar. Pensiero critico zero, spirito gregario cento.
    Applausi. Sipario. Stesso copione, domani nuova bandiera.

  21. Alessandro ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 10:09

    Francesco Porcu è vero, gli orfani sono tanti, ma in Sardegna non hanno le capacità ben descritte dal Prof.

  22. Mm ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 10:04

    In questo momento storico, pur con le esagerazioni di personaggi dittatoriali quali Trump, Putin e non dimentichiamo la Cina, i pattern proposti sono sempre gli stessi. Gli USA hanno sempre usato la forza per dettare condizioni a loro favorevoli, in primis in SudAmerica. L’ esempio di democrazia ha molte pecche. Si stanno dividendo il mondo e lo fanno in barba al diritto internazionale. Senza pudore. Il nostro compito sarebbe quello di affermare i principi base della nostra civiltà, nutrita nel cristianesimo. Se si seguissero i principi il mondo sarebbe migliore.

  23. A ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 09:55

    Sarà bello vedere il Sindaco di New York proibire la buffonata del Gay Pride perché nel libraccio satanico su cui ha giurato, il Corano, la musica è proibita in quanto espressione del diavolo, gay e lesbiche sono puniti con la morte per lapidazione.
    Maduro: dittatore, oppressore e affamatore del popolo, sostenitore di Hamas e del suo terrorismo del 7 ottobre, chi ha Instagram guardi questo video:

    https://www.instagram.com/reel/DTD6J-lCJfm/?igsh=aGhwYW1lamMwbG92 video e si faccia un’idea.

    https://www.instagram.com/reel/DTD6J-lCJfm/?igsh=aGhwYW1lamMwbG92
    Non si può che gioire e ballare in piazza come fanno da giorni venezuelani in tutto il mondo

  24. Francesco porcu ha detto:
    4 Gennaio 2026 alle 09:36

    Bgiorno proff…..non sei solo ad essere orfano,credo che siamo tanti……

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