Mulas ci scrive ricordandoci l’ovvio

20 marzo 2009 07:5218 commentiViews: 49

Riceviamo e pubblichiamo dal manager della Asl di Nuoro la seguente nota. Noi abbiamo sempre rispettato l’intelligenza del manager; talvolta però ci sembra che presupponga che quella altrui sia inferiore alla sua. Solo i bambini possono credere all’innocente dichiarazione secondo la quale i manager delle Asl non fanno politica. E lui l’ha fatta e sta dentro un sistema di potere nuorese che necessariamente deve essere profondamente rinnovato. Quanto alla proposta di segnalare disfunzioni e mancanza di titoli nei distretti, ne riparleremo molto volentieri, ma già fin d’ora appare strano che un manager non sappia quel che accade in periferia. Sul 118: non prendiamoci in giro. Il responsabile della sede operativa di Sassari ha scritto anche quest’anno che Macomer necessitava di un auto medicalizzata. A fronte degli oltre 1000 interventi nell’area del Marghine, stanno i non più di cinquecento di Sorgono, ma questo per il manager non conta. Il 118 è gestito da un organo collegiale dove siede il manager e lo stesso manager ha lottato per assumere una gestione aziendale del 118 come è accaduto a Cagliari, ma mai ha lottato per riequilibrare la distribuzione delle auto medicalizzate nel territorio. Sulla scelta dei primari e dei dirigenti è verissimo che molti primari hanno appartenenze politiche diverse, alcuni anche sardisti; peccato che ci sia anche chi ha pagato un prezzo molto salato in famiglia per le sue scelte politiche, non per opera della Asl, ma del sistema politico e di potere in cui la Asl è inserita. Sul metodo, poi, ricordo ancora le parole spese per giustificare il concorso per la struttura delle cure palliative; il manager affermava sulla stampa che lui rispondeva ai cittadini (e non all’Amministrazione, come sarebbe stato più corretto, posto che lui non è stato eletto ma nominato) delle sue scelte. Tra arbitrio e discrezionalità il confine è determinato dal salvare formalmente la faccia, ma la sostanza è la stessa, specie quando si fa appello al popolo in modo improprio. E la sostanza è che intorno alla direzione generale di Nuoro, More…tra incarichi di staff, progettisti, direttori sanitari e amministrativi e quant’altro, c’è un pezzo rilevante del Pd, dei socialisti e di quel salotto nuorese privo di consensi ma forte di amicizie che io ritengo responsabile del sottosviluppo, con buona pace dell’intelligentissimo e stimatissimo (lo dico senza ironia) Mulas. Sul Project sto studiando, se ne riparlerà, ma già fin d’ora non mi piace la formula, che mette sullo stesso piano di affidabilità da una parte lo Stato che eroga servizi essenziali e dall’altra un privato che si impegna per anni. È eccessiva la fiducia di affidabilità e durata: lo Stato è lo Stato, un privato, per di più internazionalizzato, è un privato. Poi ho notato che dentro c’è una codina nuorese di cui non capisco la portata e su cui voglio approfondire e dopo, se sarà il caso, parlerò (p.m.)

Nota stampa

In riferimento agli articoli riguardanti una nota stampa dell’onorevole Maninchedda, si precisa quanto segue:1) L’azione delle Aziende Sanitarie è sempre tecnicamente correlata alle direttive politico-istituzionali dell’Assessorato e della Giunta regionale. A questo proposito è appena il caso di ricordare la distinzione fra la funzione manageriale (di organizzazione e gestione delle risorse), la funzione politica (di programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo) e la funzione professionale (di erogazione di servizi ai cittadini). Distinzione questa peraltro già rimarcata definitivamente dalla magistratura amministrativa, da ultimo per il caso della Regione Lazio, in tema di spoil system.
2) È quindi evidente come le scelte individuali dei singoli dipendenti non possano subire alcuna limitazione, e infatti anche nell’ASL di Nuoro in tanti, dirigenti e non, scelgono di impegnarsi, anche candidandosi, nei diversi partiti (siamo in democrazia).
3) Il Direttore Generale che rappresenta l’Azienda ha sempre ritenuto, con Giunte regionali di diverso colore, di non doversi impegnare in nessuna attività politica, neppure con la partecipazione a qualunque tipo di manifestazione elettorale, per esprimere con chiarezza la netta distinzione tra gestione e politica, oltre che per scelta personale. E infatti è sufficiente dare uno sguardo anche superficiale al complesso delle nomine dei direttori di dipartimento e di struttura di questi anni per verificare che le appartenenze politiche, se dichiarate, sono molto differenziate, spesso al contrario non ci sono proprio, o comunque non sono note al Direttore Generale.
4) Le nomine dei Direttori di struttura complessa (i Primari) infatti sono disposte dal Direttore Generale con discrezionalità ma non con arbitrio, attingendo da un elenco di idonei selezionati da una commissione composta dal Direttore Sanitario e da due Primari della medesima disciplina ma di Asl diverse e sulla base di una attenta comparazione dei curricula e delle esperienze professionali e tecniche dei candidati e delle potenzialità di crescita dell’Azienda. Così è stabilito dalle norme nazionali sulla materia.
5) I concorsi invece sono sempre gestiti in piena trasparenza e autonomia, e senza interferenze, dalle Commissioni preposte, presiedute di norma dai Direttori delle discipline a concorso.
6) In riferimento invece all’affermazione sulla nomina di Direttori di Distretto privi dei requisiti di legge, a noi non risulta; ma se qualcuno ha notizie diverse, segnalando anche nomi e cognomi, potremmo approfondire meglio tutti gli aspetti del caso.
7) Sulle dislocazioni delle postazioni di soccorso avanzato 118 è noto che esse non sono stabilite dall’ASL ma fanno parte della programmazione regionale. Sono decisioni che risalgono agli anni ’90.
8) Infine due considerazioni sul Project Financing: parte da lontano, è stato progettato in house, ha richiesto molto lavoro e impegno, ha consentito una crescita esponenziale di competenze, ha superato due gare europee e ha avuto tutte le approvazioni tecniche di legge. Ci saranno sicuramente incontri informativi con il nuovo Presidente della Giunta Regionale e con il nuovo Assessore.
Trattandosi di un grande progetto di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del polo sanitario di tutta la Sardegna centrale – con un effetto di crescita che non tarderemo a vedere nei diversi territori – saremmo non soltanto disponibili ma davvero lieti di poter fornire, almeno alla pari con altre fonti d’informazione, le notizie ai consiglieri regionali e alle istituzioni che lo volessero.

Nuoro 19/3/2009

Il Direttore Generale

Nuoro, 19 marzo 2009

18 Commenti

  • Antonio Piras

    Per Otto; ora ho capito meglio il Suo punto di vista. Rimane più in generale il problema, di cui si era trattato alcuni giorni orsono, che salvo reati, il politico non paga mai; al massimo non viene rieletto, anche se dovesse aver combinato un gran disastro nell’Amministrazione a cui è preposto.
    Anche per questo conviene che la politica eserciti un minimo di autocontrollo e non si espanda oltre il fisiologico (va bene nominare i vertici delle ASL, ma non può essere consentito di entrare nel merito di nomine di primari al di là dei titoli obiettivi, o di occuparsi di assunzioni pilotate di portantini e simili); se la politica si occupa degli atti di gestione si distrae dai suoi compiti, che non sono di poco conto, e fa dei disastri di cui neanche risponde.
    Per Ilianu; La ringrazio per gli apprezzamenti. La risposta alla Sua domanda è scontata; i tempi allucinanti della giustizia italiana rasentano la denegata giustizia; da tre a cinque anni per definire in primo grado una causa di lavoro, che ha anche un procedura accelerata, sconsigliano chiunque a tutelarsi per via giudiziaria.
    I provvedimenti d’urgenza ex art.700 in materia di lavoro, che dovrebbero essere praticamente immediati, vengono decisi in tre-cinque mesi.
    In questa situazione è molto difficile che qualcuno possa sperare di difendersi efficacemente; e spesso subisce; e c’è chi ne approfitta.
    E’ meglio non fare nomi, ma vi sono in giro (nominati dalla politica) dei simil-manager mobbizzatori che la buttano giù in termini di sfida, tipo “Se ritiene, mi denunci pure…”.
    Che squallore…

  • Forse, caro Antonio Piras, non mi sono spiegato bene e di questo mi scuso.
    Non volevo dire che la politica si deve occupare di atti gestionali, ma solo che deve per forza di cose prendere delle decisioni, visto che i politici dovrebbero (dovrebbero!) rappresentare i cittadini.
    I direttori generali delle ASL chi li dovrebbe nominare, la camera di commercio? Spetta ai politici, intesi come amministratori, che hanno il dovere di far amministrare la cosa pubblica a dirigenti che abbiano titoli, competenze e professionalità. Purtroppo non è sempre così in Sardegna, e per questo siamo in ritardo.
    In Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte etc, i manager della sanità li nominano i politici, ma sono quasi sempre persone capaci, da noi capita di vedere amministratori di ASL, anche direttori sanitari, che non hanno la minima concezione di quale sia la differenza fra le siringhe ed i pappagalli, e quando dico pappagalli non mi riferisco a quelli della foresta amazzonica!
    Comunque è chiaro che gli amministratori degli enti pubblici nominati dai politici non possono fare a meno di ricordarselo. L’importante è che non si superi la minima dose fisiologica di intromissione nelle gestioni. Quanto agli Stati Uniti, caro Antonio, lo sai bene che da quelle parti ci sono le cosiddette LOBBY, fortissime e ben rappresentate negli organi elettivi!

  • Ad Antonio Piras, che mi sembra piuttosto preparato, chiederei se e quanto, a suo avviso, influisce in comportamenti al limite della legge, se non contro legge, della P.A. e dei vertici di una Asl, il fatto che l’amministrazione della giustizia impiega tanti anni per chiudere i conti, per cui pochi valutano positivo fare denunce?

  • Per Antonio Piras: ho apprezzato molto il suo intervento che mi ha rivelato aspetti che non conoscevo sulla P.A. Sono semmai perplessa per gli interventi di alcuni che sembrano accettare come un male inevitabile l’influenza della politica dappertutto. Si, siamo nella fase in cui le scelte per solo merito sono da considerarsi utopia. Ma naturalmente non possiamo far finta di nulla. Per quanto riguarda l’ipotesi dell’infermiere che viene nominato primario… non siamo così lontani

  • Antonio Piras

    Per Mary; io ritengo che Lei abbia ragione da vendere; col mio intervento volevo solo segnalare che quanto Lei giustamente osservava (ed ha ribadito col successivo intervento) purtroppo non è limitato al solo mondo della Sanità. Anzi, se mi consente, direi che nel mondo della Sanità si riesce a rispettare un minimo di pudore; ci sono leggi che non consentono ad esempio ad un infermiere di diventare primario o di operare in sala chirurgica.
    Il fenomeno che Lei segnalava ha dimensioni ormai preoccupanti nella P.A., in cui paradossi simili a quello descritto spesso sono reali; mi rendo conto che la Sanità tocca aspetti delicati della vita delle persone, ma vorrei non venisse scordato anche il resto.
    Il cattivo funzionamento della P.A. tocca tutti; ci accorgiamo di ciò quando non ci viene accolta ingiustamente un domanda, quando per avere un contributo od un rimborso dobbiamo aspettare anni, quando non otteniamo un servizio od una prestazione che ci spetterebbero in base alla legge.
    E nel dire questo non voglio assolutamente sminuire quanto Lei afferma, anzi…
    Per Otto; quanta fiducia nella politica! Ma abbiamo per caso rinunciato alle selezioni per puro merito? Siamo nella fase in cui le scelte per solo merito sono da considerarsi utopia? Negli USA, ad esempio, prima di dare un incarico di primario verificano se il medico è repubblicano o democratico?
    Io credo che sia da tempo ora che la politica faccia dei passi indietro in materia di gestione, non invada spazi che sono dei tecnici e che crei le condizioni perché agli incarichi di responsabilità si acceda per merito; merito e basta.
    Non è possibile che la politica si occupi anche di atti di gestione; così si distrae dai suoi compiti e gli atti che compie non sono di politica, ma di bottega e di clientelismo.
    Grazie per l’attenzione

  • La discrezionalità delle nomine dei direttori generali e affini e delle nomine dei primari ospedalieri non possono essere messe sullo stesso piano. Chiunque sia medico non può pensare che la preparazione e competenza di un primario sia ininfluente sulla buona gestione di un reparto ospedaliero. Se preparazione, competenza ed esperienza fossero ininfluenti potremmo dire, estremizzando, che il primario può non essere medico (sarebbe sufficiente che fosse un buon organizzatore del lavoro altrui).
    In nessun paese civile si gioca con la salute delle persone spartendosi le nomine nei tavoli politici (rossi o azzurri).

  • La discussione rischia di andare troppo oltre, l’argomento è infatti sconfinato.
    Che la politica, e non solo in Sardegna, decida le nomine nelle ASL lo sanno anche i bambini, e così deve essere, perché altrimenti chi dovrebbe farlo? Il problema è che le nomine, troppo spesso, sono solo politiche, a partire dai Direttori Generali e non tengono conto di altro. E’ chiaro che questi ultimi sono legati ai partiti che li fanno nominare, ma la cosa degenera quando vanno avanti persone non competenti e senza titoli adeguati. I titoli non devono essere rappresentati dalla mera appartenenza politica, ma dall’esperienza, dalle capacità manageriali etc.
    A questo proposito voglio fare l’esempio dell’ex DG della ASL 1 di Sassari Bruno Zanaroli, nominato dalla giunta Soru nel 2005. Arrivato a Sassari ha trovato un casino, Azienda allo sbando a causa delle gestioni allegre di anni e anni. Ebbene, non si è preoccupato delle pressioni politiche ed è andato avanti per la sua strada, nominandosi collaboratori qualificati e “fregandosene” delle pressioni politiche, sopratutto della parte politica che lo aveva nominato.
    Ha resistito due anni poi gli stessi che lo avevano nominato lo hanno costretto alle dimissioni, proprio perché non rispondeva direttamente ai politici. Dopo di lui tutto come prima, con la ASL nuovamente in balia dell’ultimo dei consiglieri comunali di Sassari.
    Bé, io non sono di sinistra, ritengo che la Dirindin, malgrado anche ieri si sia vantata sulla Nuova di aver cambiato la sanità isolana, non abbia avuto sufficiente coraggio a mettere fine allo strapotere dei satrapi politici (in questo caso sassaresi) sanitari ed accademici, ma la sua analisi sulla situazione della facoltà di Medicina di Sassari è condivisibile, così come in parte quella sulla ASL 1!
    Spero che il nuovo assessore non si faccia molti scrupoli a cacciare pseudo manager incapaci e sappia sopratutto far andare avanti manager che, pur essendo vicini ai politici (questo non si può evitare, non sarebbe neanche giusto perché la politica deve comunque controllare) abbiano almeno capacità e titoli adeguati.

  • Domenico Fais

    Intervengo sulle responsabilità degli operatori sanitari in questo caso i medici. Sono un medico con laurea dal 1980 (sig!) e quindi conosco l’ambiente. Sfugge una fondamentale distinzione nel problema. Ci sono a mio avviso due livelli UNO: nomine politiche, per amicizia o conoscenze varie, ruolo dei DG ect. ect. DUE: le prestazioni quotidiane offerte ai pazienti in termini di cure, rispetto della dignità in toto. Ecco le due cose sono indipendenti tra loro. I primari possono essere anche scelti dal DG per affinità politiche ma questo non giustifica il fatto che questo non svolga il suo compito nel pieno rispetto del paziente ovvero possiamo avere anche il primario scelto per professionalità ma che non organizza il lavoro in modo adeguato. Al paziente alla fine non interessa se il medico che lo ha in cura è rosso o azzurro a altro, interessa che viva la sua esperienza da paziente nel modo più dignitoso possibile e questo oggi manca non per le nomine politiche ma per mancanza di controlli sul quotidiano.

  • Domenico Fais

    Accolgo con piacere le scuse della Signora Lucia Corda. Mi ha deluso quella frase soprattutto perchè pronunciata da una donna che io ritengo dotate di una sensibilità e nobiltà di sentimenti di gran lunga superiore a noi maschi, naturalmente più grossolani (per non dire altro). A presto.

  • Antonio Piras

    La riflessione di Mary è corretta; si può aggiungere però che il tema delle nomine fiduciarie non tocca solo la Sanità, ma è un grosso problema di tutta la P.A.
    A partire dal D.Lgs. 29/1993 (cd. privatizzazione del pubblico impiego), allo scopo di contrastare il fenomeno dei grandi burocrati di Stato inamovibili a vita che potevano ostacolare l’azione politica del Governo, si è introdotto nel ns. ordinamento il principio che il potere politico ha il potere di nominare intuitu personae le figure di vertice (apicali) delle amministrazioni.
    A partire da quel momento, vi è stata una enorme produzione di leggi nazionali e regionali tutte tendenti ad espandere la discrezionalità del politico di turno.
    Il principio, corretto ove limitato agli apicali (le persone che tutto sommato rappresentano l’interfaccia tra la Politica e l’Amministrazione) ha avuto invece una applicazione estensiva e abnorme, tanto da provocare diversi interventi della Corte Costituzionale per dirimere i contrasti soprattutto con l’art. 97 Cost.
    Per fortuna, i pronunciamenti più recenti della Corte (Sentenze 103 e 104 del 2007) hanno ridimensionato il fenomeno, stabilendo dei paletti quanto alla discrezionalità della politica in materia di spoil system e nomine.
    Resta comunque l’enorme problema segnalato da Mary: se designazioni e nomine sono nella piena discrezionalità del politico (che presumibilmente privilegia l’affinità politica e non certo il merito dei funzionari), il funzionamento dell’Amministrazione è tutto sotto la responsabilità di quest’ultimo; quindi, se l’amministrazione diventa carente e non funziona, l’unica forma di intervento consentita al Cittadino resta quella di rimuovere il politico alle prossime elezioni; e basta, nient’altro.
    E’ un pò poco; cinque anni di mandato politico sono tanti per poter esprimere un eventuale giudizio di censura e rimandare a casa il politico. In realtà manca chi controlli il controllore; salvo il caso di reati, che vengono perseguiti caso per caso, una eventuale politica generale disastrosa attuata da una coalizione politica non incontra altra sanzione se non la rimozione a fine mandato.
    E tutto ciò non sembra un elemento di reale progresso, ma un problema in più per povero Cittadino indifeso.

  • Lucia Corda

    Risposta a Domenico Fais. Non Una ma mille scuse, se nel mio intervento ho dato adito a tale considerazione. Il senso del mio intervento aveva ben altre finalità. La ringrazio per avermi fatto notare la mia infelice frase e mi scuso con chiunque abbia offeso,ma spero che abbia colto nel mio intervento la richiesta di vigilanza e l’applicazione di determinate leggi.
    Lucia Corda

  • Troppo facile dare la colpa ai medici del dissesto della sanità. Ricordo, per quanti non sanno quanto danno ha causato la politica in sanità, che esiste una legge di riforma del servizio sanitario nazionale (legge 502/92, poi modificata dalla legge 229/99) approvata forse dalla sinistra, ma poi mai in tutti questi anni modificata dalla destra (alla quale evidentemente andava benissimo) che consente ai direttori generali delle asl di applicare la massima discrezionalità nelle nomine. In base a tale legge, non importa quanto sei bravo e quanta esperienza hai, se non piaci al D.G. non c’è niente da fare, potresti essere da premio nobel ma il D.G. ti potrà legittimamente (e senza ulteriori giustificazioni) preferire un altro anche con nessuna esperienza. Il senso della legge doveva essere quello di lasciare libero il D.G. di decidere per il meglio dell’Azienda e di ridurre lo strapotere dei vecchi primari a vita. Il D.G. doveva poi essere valutato sulla base dei risultati ottenuti. Ecco dove casca l’asino: si è mai sentito che qualche alto dirigente abbia pagato per i dissesti creati? Esiste un sistema obiettivo per stabilire se si è lavorato bene o male? E, se esiste, è stato mai applicato? Se il sistema di controllo è guidato dalla politica permettetemi di avere grossi dubbi: quando cambia il partito al potere quelli che erano (o apparivano) bravi prima, poi diventano incompetenti e viceversa.
    La situazione è spiegata benissimo da Mario Pirani, giornalista di un noto quotidiano a diffusione nazionale, di cui riporto parte di un articolo: “Il potere politico nella sanità si articola dall’ alto al basso attraverso una ben oliata catena di comando: il presidente della Regione nomina l’ assessore alla Sanità (primo livello di scontro e compromesso), l’assessore nomina i direttori generali delle Asl, in nome del “primato della politica” (secondo livello di scontro e spartizione intra-coalizione), il direttore generale nomina i dirigenti di secondo livello (primari), magari dopo un finto concorso che proclama un certo numero di idonei, senza però una classifica; designa, inoltre, a suo libito, i cosiddetti “primarietti”, laddove, soprattutto, il primario nominato non soddisfa perfettamente tutte le richieste politiche e occorre distribuire qualche premio di consolazione. A volte i primari scelti sono effettivamente bravi, altre volte sulla media, non di rado risultano pessimi. La combinazione è, però, prevalentemente casuale, dovendo sottostare alla bronzea legge del “primato della politica”. Come tutte le leggi italiane può essere temperata dalla furbizia. Il candidato più furbo è colui che , pur non appartenendo a uno schieramento politico, riesce in tempo a targarsi nell’ area dell’ amministrazione provvisoriamente vincente e intessere gli indispensabili legami.” …”Le nomine, da quella dell’ assessore a quella del direttore generale ed anche a quelle dei primari sono tutte a tempo e, a certe condizioni, risolvibili anche prima del termine. Tutti, dunque, sono sotto ricatto: l’ assessore dipende dal presidente, il direttore è succubo dell’ assessore, il primario è appeso al direttore”.
    Vede, sig. Zizzi, come vanno le cose. Tranne poche eccezioni il medico bravo, che si aggiorna e ha a cuore la professione e la sorte di chi, malato, si affida a lui, non ha tempo di fare politica e di crearsi alleanze. Il medico che fa politica non ha il tempo di fare il medico ma ha molte più probabilità di fare il primario, anche se non ha i titoli giusti. Non è un caso che i reparti di eccellenza (anche a Nuoro) siano quelli retti da primari che, professionalmente bravi, siano anche politicamente protetti.
    Se le capiterà di nuovo (ovviamente spero di no) qualche disavventura sanitaria si chieda: chi dirige la struttura? Che targa politica ha? Chi lo ha nominato? Chi ha nominato colui che lo ha nominato?…. e avrà molte risposte (e saprà con chi prendersela. Ad esempio con se stesso se dovesse risultare che ha votato per quella parte politica).
    Saluti a tutti

  • Giovanni Frau

    Per Domenico Fais…. concordo su quasi tutto…

    Sarà arduo e difficile far coaugulare un movimento basato sul cambiamento (che rimane necessario e indispensabile) tale da comportare un sovvertimento della situazione attuale. Un Esempio per capire:
    Se il movimento si presenta da solo attrarrà sicuramente molti voti di opinione, ma non in misura tale da vincere le elezioni.
    In un simile contesto continuerà ad averla vinta il centro sinistra rispetto al centro destra. Cosi facendo si favorisce la ” conservazione “! La loro capacità organizzativa e di gestione del voto comporterebbe la sicura prevalenza nelle prossime elezioni.

    A mio parere occorrerebbe invece coinvolgere il centro destra con un programma alternativo di cambiamento per consentirgli, con la decisa spalla del movimento, di prevalere nella tornata elettorale. Ciò non significa pensare di essere subalterni a nessuno…. Basta avere le idee chiare, i punti del programma condivisi, le ovvie verifiche su base annuale, una forte presenza politica, la ferma volontà di sconfiggere la conservazione e la continua e pressante iniziativa per il cambiamento.

    per quanto riguarda la richiesta di una commissione d’inchiesta sulla gestione del ” contratto di aria fritta ” ribadisco che sarebbe una perdita di tempo con risultati miserevoli. È preferibile passare la patata bollente alle Fiamme Gialle (che mi risulta abbiano iniziato indagini in tal senso) ed alla Procura Generale della Corte dei Conti.
    Sul tuo personale sfogo riguardante il paragone utilizzato dalla signora Imprenditrice, sono certo che non voleva offendere alcuno. E’ semplicemente un modo di dire ormai entrato nel lessico corrente. Vedi…io sono un poliomielitico e non mi offendo di fronte a frasi tipo ” l’azienda sta zoppicando ” quando si vogliono evidenziare difficoltà aziendali. A dire il vero mi irrita invece essere definito come ” diversamente abile “. Ritengo tali definizioni intrise di ipocrisia …. che diavolo…. se uno è zoppo lo è…. è basta!!

    Che differenza vi è tra “cieco” e “non vedente” ?
    tra “spazzino” e “operatore ecologico”….
    tra “necroforo”, ” becchino ” e ” operatore mortuario…
    tra “zoppo” , ” diversamente abile ” e “invalido” …

    Io ritengo simili definizioni venate da una sottile e fastidiosa ipocrisia. Si vuole forse far dimenticare alla persona indicata la vera situazione che sta vivendo? Stai pur sicuro che purtroppo la personale sofferenza rimane… eccome se rimane!!!

    Pur non conoscendola personalmente, sono sicuro che la Signora ha, come la stragrande maggioranza delle persone, quella particolare sensibilità e attenzione verso chi soffre.
    Se invece ne è sprovvista peggio per Lei…

    con simpatia….
    Iuvanne

  • Domenico Fais

    Ieri sera ero presente all’EuroHotel. Io posso essere un esempio (piccolo) del progetto di Paolo Maninchedda. Sono infatti un elettore di Forza Italia-PDL ma mi entusiasma questo progetto. Riguardo ai vari interventi di ieri devo fare alcune osservazioni, e questo Blog serve a completare i lavori.
    1- No centro destra – no centro sinistra.
    e allora cosa? Per attuare i progetti e le rivoluzioni bisogna prima vincere le elezioni altrimenti “eravamo quattro amici al bar (dell’eurohotel)che volevano cambiare il mondo” ma persero le elezioni. Per vincere a Nuoro bisogna schierare un centro destra forte e completo altrimenti… boh chiedo chiarimenti.
    2- …ma dove era Cucca ect.?
    si ma dove eravate anche voi e dove siete adesso. Mi spiego meglio: se ci sono illegalità DENUNCIATE alla magistratura. Mi riferisco all’intervento di Guccini. Se è vero che le tubature rilasciano sostante tossiche DENUNCIALO alla procura altrimenti non fare quelle affermazioni. se le tubature del gas sono sbagliate DENUNCIA alla procura ect. altrimenti siete tutti in contradizione e si sente solo il sapore della campagna elettorale.
    3 -Commissione d’inchiesta?
    No! DENUNCIA alla procura.
    4 – ultimo sfogo (da medico e da cugino di ragazzo con sindrome di DOWN), devo biasimare la Signora Imprenditrice dell’UDC che ha detto”…noi non siamo mongoloidi” paragonando i Down a stupidità. Se ha la stessa sensibilità nel gestire la sua impresa, capisco perchè è in difficoltà e non solo per crisi. Chieda scusa.

    P.S. un consiglio per il fututo incontro. Interventi programmati a tempo (10 0 15 min.) e tematici. adiosu

  • Antoni Zizzi

    Gentile Signor Gianpietro G., dal tono della risposta si evince chiaramente una difesa accorata della situazione sanitaria in generale e, mi sembra, soprattutto locale visto che risponde sulla pagina dedicata alla discussione “Mulas”. Ma come si fa, non è possibile che lei difenda il sistema sanitario, parliamo per semplicità dell’Ospedale San Francesco di Nuoro dove immagino lei lavori non so in che ruolo spero non come medico perchè sarebbe fuori luogo la sua difesa nei confronti dei medici che piaccia o no sono i responsabili di tutto, ripeto di tutto. Le risulta che la categoria dei medici abbia mai fatto uno sciopero, una protesta clamorosa contro i vertici,locali, regionali, sui disagi che ogni giorno i poveri pazienti e i loro parenti devono subire a tutti i livelli a partire dalle famigerate prenotazioni CUP, a seguire ai parcheggi impossibili per proseguire dentro l’eterno cantiere-ospedale…caos totale, disorganizzazione a tutti i livelli, maleducazione imperante, file, pazienti in barella parcheggiati in ogni angolo. Operatori disordinati nelle divise e nei modi. La colpa? Secondo lei di nessuno. E i medici? La più importante interfaccia con i pazienti che fanno? Niente di niente. Impossibile chiedere informazioni e se qualcuno si ferma lo fa negli anditi o nei pianerottoli delle scale, ma sempre informazioni veloci e spesso incomprensibili.Potrei continuare perchè ho avuto modo di persona di vedere come voi operatori sanitari di tutti i livelli vi comportate e non solo a Nuoro per carità, che sembra paradossalmente un ospedale che funziona meglio rispetto ad altri.La gente è stanca di essere presa per il naso, umiliata in una struttura dove l’assistenza cristiana per i credenti o l’umanità e professionalità per gli altri dovrebbe essere di casa è così secondo leiun saluto, a presto. a.z.

  • Per Gian Pietro

    a me preme evidenziare quel che non va!
    Ci mancherebbe altro!
    Le mie considerazioni sono di ordine generale in risposta all’intervento del Dr. Mulas.
    La prego di non focalizzare la sua attenzione su una sola parte del mio intervento…che comunque riferisce di fatti accaduti e pertanto veri!
    Se, come suppongo, Lei fa parte della categoria citata dovrebbe concordare con me che occorre un lungo lavoro di razionalizzazione e trasparenza per migliorare il servizio.
    Se invece intende fornire una difesa d’ufficio del quadro attuale, la informo che ” difendere l’indifendibile ” è cosa abbastanza ardua!!
    Spero è mi auguro che a prescindere rimaniamo accomunati nell’obiettivo di migliorare quel che c’è da migliorare.
    con simpatia

  • Gian Pietro G.

    Gentilissimo Iuvanne Frau, credo che la sua litania non sia altro che una sterile e poco propositiva lamentela, che mi ricorda molto il bollettino “sterile e vergognoso” che il 20 marzo qualche esponente ha fatto nell’incontro all’Eurohotel di Nuoro, alcune volte sarebbe molto più dignitoso cospargersi di cenere e tacere, perché ritengo e non sono il solo, sia fondamentale una lealtà morale e intellettuale ovvero scagliare il sasso senza trarre nessun insegnamento dalla parabola che dalla bibbia ancor’oggi ci dovrebbe dare tanto “per chi la legge”, demonizzare tutto ciò che stato, vedendo solo la scorza, la scoria è poco simpatico; credo che le sue lamentele siano molto lontane da considerazioni pacate e riflessive fatte da persone che quotidianamente da anni dedicano la propria vita, trascurando affetti, interessi economici, tempo libero e ricreazioni varie spinte non solo dal senso della “missione” ma anche dal buon senso che tanto spesso manca in chi fa alcune considerazioni così estranee alla realtà; nella ricerca delle cause che comportano un allungamento dei tempi di attesa di qualsiasi genere sia bisogna considerare anche la totale carenza di filtri, ovvero di vera discrezionalità nella richiesta di accertamenti da parte di medici distribuiti nel territorio, troppo spesso intenti a gestire potere nelle varie amministrazioni comunali etc. , per tutto ciò che concerne umanizzazione credo sia doveroso fare una riflessione sia sull’educazione dell’utenza che troppo spesso assilla lo scarso personale intento in mansione di urgenza con banalità ripetute, è pur vero che per uno sofferente non esistono banalità però è necessario essere pragmatici. Il personale di assistenza carente…, le motivazioni le si intuisce con l’esasperante politica di razionalità dei costi, la scarsa professionalità le si può intuire con la politica della gestione dei posti di lavoro da parte di chi politico navigato (spartizione dei posti di lavoro in base al peso elettorale e di poltrone in plancia) che assumono personale che dovrebbe avere tatto e sensibilità acquisita e insegnata chissà dove ….. e tanto altro. Cambiamo e basta senza angosciarci ulteriormente però pulizia dentro e fuori, perché mi sa tanto che chi c’era sembra che abbia acquisito un ruolo verticistico verso il nuovo.
    Conscio che viviamo nell’era dove l’imperativo dominante è riciclare vorrei ricordare che esiste anche la raccolta selettiva ossia ognuno vada dove “tocca” e non si “elegga” a paladino di chicchessia.

  • Giovanni Frau

    Caro Franco,
    io non so se hai piena cognizione di quanto accade in ASL e posso capire che gli impegni ti impediscano di avere chiaro il polso della situazione; sappi comunque che i malumori regnano; i piccoli ” capetti “, nominati per ragioni di ordine politico-sindacale o altro, imperversano nei luoghi di lavoro,alcuni burocrati permeati di accidia impediscono o allontanano il soddisfacimento di bisogni primari: Per ogni richiesta il cittadino-cliente deve affrontare un autentico percorso di guerra.
    Molti dipendenti dovrebbero ricordarsi che ogni lavoro deve essere svolto come una missione…vestita di attenzione al prossimo ed ai suoi bisogni…; invece accade che una volta diventati dipendenti pubblici si sentono intoccabili nella loro torre d’avorio e protetti da un sindacato ormai proiettato al consolidamento dello status quo.
    Molte volte indisponenti, poco propensi al sorriso ed al conforto verso chi esprime bisogni, per nulla disponibili ed il più delle volte in tutt’altre faccende affaccendati.
    Io sogno un servizio diverso… sarei felice se l’azienda, di fronte alla classica vecchietta di paese che affronta un luogo sconosciuto e complesso, venga presa per mano con attenzione ed amore per ottenere il soddisfacimento dei suoi bisogni. Invece… nulla di tutto ciò! Accade spesso che per mille ragioni ( orari tassativi, regole burocratiche, etc. etc. etc. ) venga rispedita indietro e costretta ad affrontare lunghi e penosi viaggi da e per il paese di origine..
    Quanta disattenzione verso i deboli, quanta mancanza di carità, quanta accidia, quanta sofferenza provocata a persone inermi e indifese.
    Ho personale difficoltà ad accettare le tue argomentazioni ed in particolare quando affermi ” la dislocazione del 118 viene decisa dall’autorità regionale e comunque sono decisioni prese fin dal 1990 “. Bene! Chi impediva al manager di suggerire, sulla base delle nuove priorità, una diversa dislocazione? Il fatto che tali decisioni risalivano agli anni 90 è semplicemente una ragione in più per adoperarsi in favore dei cambiamenti nel mentre resisi necessari. Cosa e chi impediva un eventuale intervento del Manager? Sono forse le scelte della Ras dei dogmi indiscutibili?
    Per quanto riguarda il tuo presunto “disimpegno politico” vorrei ricordare che ogni azione, decisione o avallo su decisioni altrui, sono e restano azione politica. Hai una storia, un percorso politico, una pelle politica ..viene difficile pensare che possa esserti svestito o spellato di ogni tua caratteristica in tal senso.
    Io personalmente non credo possa essere avvenuto..
    Per quanto concerne la nomina dei primari vorrei conoscere la sottile differenza che può passare tra la ” discrezionalità ” e ” l’arbitrio.. Vedi, io sono del parere che non vi debba essere alcuna discrezionalità da parte di alcuno! Anche perchè la stessa discrezionalità ,osservata da altro punto di vista, può apparire arbitrio.Perchè non utilizzare criteri di nomina tipici del mondo anglosassone? La risposta è che siamo e rimaniamo Italiani! Teniamo famiglia!
    I concorsi….affermare che sono gestiti con trasparenza equivale a negare l’esistenza del sole…Io non credo che la nostra provincia sia diversa dal resto d’Italia… ho grande difficoltà a crederti… non volermene.
    Ed infine una cattiveria…. risponde al vero che a seguito di richiesta ambulanza per il presidio della manifestazione cui partecipò il Presidente Berlusconi, fu opposto un energico diniego?

    Comunque, stante che nessuno è indispensabile, potresti anche farti da parte! Mal che vada daresti la possibilità ad altri di crescere e dimostrare la propria competenza…Ovviamente evidenzio il mio disinteresse al riguardo!

    con affetto
    Iuvanne Frau

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