Modelli presidenziali: il candidato specchio

16 novembre 2013 08:175 commentiViews: 81

gattoVi ricordate Benigni in Johnny Stecchino? Una delle scene più comiche è quella del finto specchio: i due sosia, il delinquente e l’ingenuo, si trovano di fronte; l’uno, impaurito, gioca la carta di far credere all’altro di trovarsi di fronte a uno specchio e ripete simmetricamente tutte le sue mosse.
Ecco la scena
Questo è il primo modello di candidato alla Presidenza della Regione Sardegna oggi in circolazione: è il Presidente-Specchio.
Il Presidente specchio non sa una cipolla della Sardegna. Gli viene l’ansia solo a sentire parlare di Sanità, Bilancio, Debito, Manifatturiero, Energia, Trasporti, Piano Paesaggistico, Urbanistica.
Il candidato specchio è un imitatore senza convinzioni, ma è un perfetto imitatore. I suoi modelli sono gli altri candidati. Qui sta la sua genialità. Si contrappone e imita simmetricamnete. Tu fai il socialista? E io lo faccio meglio di te, toh! Tu fai il liberista? E io, faccio di peggio, io faccio il banchiere feroce. Tu fai l’anarchico, e io faccio l’hacker.
Il candidato specchio è una persona particolare: non conosce i suoi limiti, è animato da bambino da una grande volontà di esercitare il comando, ma perché? Perché gli piace il palcoscenico. Gli piace il momento in cui si apre il sipario e lui lì, da solo, dietro al microfono, recita la poesia e il teatro lo applaude, i genitori lo abbracciano, la maestra si compiace, i compagni lo ammirano. Al candidato specchio la poetica del fanciullino di Pascoli fa una grandissima pippa. Il candidato specchio, ha un punto debole: se trova un interlocutore creativo, competente, irriverente, si incasina e, profondamente, lo odia. Il Presidente specchio non frequenta i consessi internazionalij: teme tutti i luoghi in cui occorre competere e negoziare sul momento, senza preparazione precedente, senza copione. Il presidente specchio è un attore che ha bisogno di un suggeritore. Il presidente specchio è un gatto che finge di essere un leone.

 

5 Commenti

  • Non è raro poi che il giornalista specchio, personalità fortemente egocentrica e ambiziosa che in queste varie proiezioni perde la coscienza di sé e si vede egli stesso leone, avendo in realtà come unico anelito quello di assumere egli il ruolo del politico, che considera come la massima affermazione e riconoscimento pubblico, si trasformi in candidato specchio, nel momento in cui si è accertato di essersi accattivato un sufficiente favore del popolo, quindi un sufficiente elettorato. Questa è la democrazia dello spettacolo e del pubblico, in cui non emergono i contenuti ma le caricature.

  • Più che il giornalista direi, che allo specchio si riflette ormai da troppo tempo l’immagine dell’editore.

  • Esiste il candidato specchio, ma anche il giornalista specchio, linfa vitale del candidato specchio. Il giornalista specchio è dotato della rara capacità di riflettere su entrambe le facce l’immagine. Dice quello che dice il popolo populista, veicola la domanda del popolo e la ritrasmette come opinione propria, proiettando a sua volta una immagine di grandezza a quel popolino che si riconosce in quei concetti, ingraziandoselo. Nell’altra faccia recepisce l’immagine del candidato specchio, un gatto, che riflette come leone, al candidato stesso per ingraziarsi il suo favore, e ai suoi lettori, ormai vicini e ben disposti ad accettare il suo messaggio quale espressione di verità per esserseli amicati. Dal giornalista specchio il candidato specchio ottiene la possibilità della propria affermazione e della diffusione nella società della propria immagine rielaborata. Il giornalista specchio è più subdolo e forse più pericoloso del candidato specchio.

  • Gian Piero Zolo

    …”Al candidato specchio la poetica del fanciullino di Pascoli fa una grandissima pippa.”
    Questa è una chicca!!!

  • La Candidata specchio intendeva!!

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