Mi scrivono e rispondo

1 marzo 2013 07:489 commentiViews: 16

Giò Mura scrive: “Penso che il risultato elettorale di Grillo, oltre che dai temi proposti in questo particolare momento storico, sia dipeso anche dalla forza che può esprimere un movimento rispetto ad un partito, perché quest’ultimo rappresenta esigenze di una parte, mentre un movimento che concentra le sue energie su temi precisi, semplici da capire e di sicuro effetto, ha un raggio di azione molto piu’ ampio e coinvolge molte piu’ persone, anche perche’ e’ più aperto e meno di parte. Poi la gestione della cosa pubblica e’ altro e forse e’ più popolare e più facile fare opposizione che non governare: vedremo il seguito.
Abbiamo visto che anche le coalizioni di piu’ partiti possono penalizzare quelli piccoli.
In tempi non sospetti, durante le frenetiche consultazioni tra i partiti per le alleanze prima delle ultime elezioni, avevo chiesto al ns segretario di parlare direttamente con Grillo in quanto, tra i leader dei partiti nazionali, era stato l’unico che ha riconosciuto il nostro diritto all’indipendenza del nostro popolo per chiedergli cosa il suo movimento avrebbe potuto fare per sostenere questa nostro diritto, oggi leggo che uno degli eletti dichiara di voler riportare la Sardegna in Italia!
Ma noi oggi cosa vogliamo fare per pianificare e programmare il nostro progetto di indipendenza?”

Risposta
Giò, io da tempo dico che cosa voglio fare e che cosa sto facendo. C’è in giro una volontà di cambiamento non supportata da idee e da progetto, da competenze e da impegno: è la nostra stessa voglia di cambiamento. Noi la traduciamo in una proposta di governo, Grillo la orienta e la tiene insieme nella dimensione dell’urto contro il vecchio, senza preoccuparsi troppo  di verificare, per esempio, se, facendo ciò che lui propone, avremo poi i soldi per pagare stipendi, pensioni, tredicesime e cassa integrazione. Il grande effetto della protesta indifferenziata è l’aumento della povertà. Il grande effetto della conservazione indifferenziata dello stato attuale è l’aumento della rabbia e il rischio della violenza. Tra i due estremi si colloca un riformismo serio che da tempo cerco di interpretare.
Serve fare una proposta di governo molto innovativa, fatta cone persone oneste e credibili e serve costruire un grande partito sovranista.
Esiste un problema di dimensioni. Un partito piccolo, in questo momento, non ha il requisito per essere riconosciuto come capace di guidare un Paese. Dobbiamo aggregare, e non penso alla galassia dei partiti indipendentisti. Penso a quel magma di persone che hanno votato Berlusconi perché non credono che in Italia esista una Giustizia giusta, perché non accettano lo Stato di Polizia varato col redditometro, perché non credono in uno Stato invasivo che statalizza tutte le funzioni, perché non credono alla bufala delle privatizzazioni italiane, perché sono stufe dell’imbroglio etico di certa sinistra. Io voglio parlare con questo mondo moderato e riformista, rifiutato dal Pd perché ritenuto appestato.
Come pure voglio parlare coi riformisti e i libertari del Pd (con cui ho una grande intesa culturale) per metterci tutti insieme, con le dimensioni grandi e giuste, su un’idea semplice: i Sardi sono capaci di autogovernarsi, di radere al suolo l’oppressione burocratica, di governare bene le risorse ambientali, di studiare e sapere di più, di produrre non solo per se stessi ma anche per gli altri mercati.
Dobbiamo accogliere persone libere, indipendenti e capaci che oggi si guardano bene dal militare in partiti invecchiati. La dimensione del ‘movimento’ è più gradita dalla gente perché non richiede una ‘fede’ ma un ‘impegno’. Tuttavia, i movimenti sono anche molto esposti alla volatilità, al leaderismo: bisogna stare attenti.
Per fare tutto questo serve libertà e coraggio. Come sai io sono ostile alle correnti: non riunisco correnti, non dico ‘fate questo’ o ‘fate quello’. Amo la libertà, mia e altrui: non chiedetemi di fare il capopopolo. I movimenti nascono da scelte interiori, non da appartenenze di branco. Strada difficile? Strada difficile, ma la facilità è spesso nemica della qualità e della crescita.

9 Commenti

  • Giovanni Piras

    Ho saputo che stasera c’è Consiglio Nazionale, che qualcuno chieda le dimissioni dal partito del presidente, liberiamo il partito, cacciamo via Trimpeddu una volta per tutte. Viva il Partito Sardo d’azione

  • Franco Cappai

    I commenti spesso coloriti, mi riportano molto velocemente a quello che sta succedendo nella politica nazionale…. è proprio vero “chentu concasa chentu berritas”. Avessimo dato un po retta alla linea che si voleva tracciare nel congresso, magari facendo anche scelte non proprio conservatrici, oggi non ci troveremmo ad accusarci l’uno contro l’altro, dando così ragione a coloro che questo partito e la sua idea politica vogliono affossare. In ultima analisi, il movimento di Grillo nella Sardegna riesce a vincere…..direi che sia proprio il caso di fare un bell’esame di coscienza. Se davvero vogliamo il bene della nostra terra, dovremmo tutti mettere da parte i personalismi per iniziare un nuovo percorso, lasciando nel cassetto le medaglie della militanza, che ormai nella scala dei valori, sono si importanti, ma assolutamente non fondamentali.
    Buon lavoro
    Fortza Paris
    Franco Cappai Sezione di Borore

  • Bandeirante

    Che pena, abbiamo perso 5 hanni…….col senno di poi qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza (tra le altre…. quando ci hanno preso per il culo per la Radio e non solo!). Tristezza profonda

  • giovanni piras

    Bravo Roberto, per fare quello che sostieni, BI CHERETE BUTTONES, o no?

  • Caro Prof: io resto in attesa e continuo a sperare.
    Ma.
    Dal momento in cui si sa come muore chi vive sperando, rinnovo la mia disponibilita’ a partecipare attivamente e fattivamente.
    Faccia sapere.

  • A Robe, il PSD’AZ non è affar tuo. Te ne sei andato, lo hai detto tu, e vuoi dettare le regole ai sardisti? Ci vuole davvero una buona dose di…
    Pensa ai fatti tuoi che ai nostri ci pensiamo noi. E con questo sei resettato.

  • Foette, ma come te lo deve dire il professore, in greco? Tu hai la pretesa assurda di dire a tutti di entrare nel Psd’az, un Psd’az ondivago, egemonizzato da un gruppo senza bussola, che ha scelto un personaggio come Prato, che odia Maninchedda e che continua a stare in Giunta con Cappellaci. Il professore dice che il Psd’az deve essere il lievito di una cosa più grande dove anche il Psd’az cambia pelle. Sono due prospettive opposte: tu vuoi mettere il mondo nei tuoi calzoni, lui vuole costruire un vestito nuovo per il mondo. E che cazzo, non ci vuole molto a capirlo, o no?

  • Irlandesu

    Istimadu Paolo,

    ti boliat preguntare si custa borta poneis sa chistione sarda in primu pianu o sigheis a faghere totu in italianu comente semper?
    Pro ita sinono sigheus a botare partidus italianus ca pro botare italianu botaus is originalis.
    Cun istima unu sighidore cosa tua
    Gratzias
    Istevene

  • Per “metterci tutti insieme”, posto che un “piccolo partito, in questo momento, non ha il requisito…”, bisogna abbassare la saracinesca del PSD’AZ, ibernarlo, o far diventare grande (in termini numerici) il PSD’AZ?

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