Meritocrazia sanitaria: da Benedetto Croce alle Asl sarde

6 settembre 2011 19:4012 commentiViews: 74

bambino-incazzatoDiversi mi chiedono che senso abbia che io scriva di ciò che non va in questa disgraziata regione. Me lo chiedono perché ritengono che io abbia potere e che quindi il mio compito sia risolvere e non descrivere o informare o denunciare. È l’effetto distorsivo introdotto dall’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di Regione. La società  sarda da un lato ha voluto rafforzare il potere di decisione a discapito di quello di mediazione; dall’altro ha associato al potere di decisione chiunque abbia un ruolo politico. Nella realtà le cose non stanno così, soprattutto in Sardegna dove lo squilibrio tra esecutivo e legislativo è aggravato, già dalla scorsa legislatura, dall’indifferenza – non sanzionata da alcuna autorità competente – dell’esecutivo rispetto a quello che il Consiglio delibera e stabilisce sia in legge che in atti di indirizzo.
Io non ho il potere di far fare alla Regione ciò che penso sia giusto fare. In parte ciò è dovuto, grazie alle regole della democrazia, al fatto che per fare ciò che a una persona sembra ‘giusto’ occorre che la maggioranza risonosca l’obiettivo appunto come giusto; in parte è dovuto invece all’indifferenza di chi ha il potere rispetto alla razionalità delle analisi, all’etica della responsabilità, al dovere di amare gli altri quando li si amministra, al dovere di competere per il bene comune; chi ha potere, dunque, nei nostri tempi, si affida quasi esclusivamente alla forza della propria forza. Questo accade per la crisi educativa dell’Italia ma anche per una colpa grave della magistratura italiana che ha circoscritto la questione morale ai reati penali comuni, come appunto la corruzione, e non anche a quelli che alterano il rapporto tra i poteri, l’efficienza dell’azione legislativa, l’imparzialità della pubblica amministrazione rispetto ai cittadini, il rispetto delle libertà individuali, in una parola, i fondamenti stessi del diritto.  Quindi il mio ragionamento è questo: il mio compito è rafforzare la politica in cui credo, non solo facendo quello che posso in aula, ma agendo perché si consolidi una cultura politica fattiva, che sfugga all’indignazione fine a se stessa e lavori seriamente a costruire un futuro diverso. In buona sostanza, io riesco a fare bene il mio dovere di uomo di stato (del nostro stato sardo) nella misura in cui non esprimo posizioni personali e concorro a creare un clima culturale diverso dall’attuale, libero dai cascami dell’idealismo post-gentiliano e post-marxista che ancora anima (inconsapevolmente) gran parte della sinistra, e libero dagli affarismi lobbistici e dall’ossessione per gli affari (non tutti lineari) che caratterizzano gran parte della destra quando non anche i baroni rosa (in numero comunque inferiore ai primi) della nuova sinistra (gli affaristi si incontrano sempre in un campo neutro di cui la magistratura italiana non ha mai capito una cipolla). Con queste premesse, vengo all’argomento di oggi.
Faccio un giro largo. Correva l’anno 1907 e Benedetto Croce scriveva un articolo sulla “Critica”, intitolato “Le lauree in filosofia e il caso Laganà”. Croce dava conto di un episodio increscioso accaduto all’Università di Napoli, dove il signor Laganà “individuo tra anarchico, camorrista e epilettico” aveva accoltellato e ucciso un giovane professore in una delle aule del prestigioso ateneo, perché la vittima “non voleva sottomettersi alle sue imposizioni”. Croce se ne occupava perché il signor Laganà non era un bidello o un pazzo che frequentava i corridoi delle facoltà (ce ne sono sempre stati, alcuni anche molto simpatici e pacifici), ma un signore a cui la Facoltà di Filosofia di Napoli aveva conferito la laurea appunto in Filosofia. Croce si chiedeva come diavolo era stato possibile dare una laurea a un tipo simile e concludeva: “Bisogna che gli uomini competenti e di buona volontà comincino a pensar sul serio come si possa esercitare un qualche controllo e porre un qualche rimedio al troppo facile conferimento delel lauree, specialmente di filosofia; se non vogliamo davvero giungere al punto che, per riconoscere uno studioso di filosofia, la prima condizione diventi l’accertare che non abbia la lurea in materia. Così come, in un certo dramma di Dumas, la speranza di potere ritrovare e riconoscere un ignoto si faceva più viva alal notizia che quello sconosciuto non era decorato“.
Mi è rivenuto in mente il caso Laganà alla luce degli sviluppi di un mio accesso agli atti. Qualche mese fa ho chiesto al direttore Generale della Asl di Nuoro le ragioni della nomina del dott. Altana a Direttore Amministrativo. Il Dg mi rispondeva allegandomi la documentazione, tra cui il curriculum del dott. Altana, non firmato, che attestava l’inclusione del dott. Altana nella graduatoria degli idonei alla nomina a Direttore Generale delle Asl. Il Dg di Nuoro affidava a me il suo ragionamento che immagino fosse il seguente: se il dott. Altana è idoneo a fare il Dg non può non essere idoneo a fare il Direttore Amministrativo. Le cose non stanno così, ma non è questa la sede per parlarne. Io non mi arrendo e faccio un secondo accesso agli atti e chiedo con chiarezza al Dg di Nuoro se e come ha verificato la veridicità del curriculum, facendo ciò che fanno tutte le amministrazioni con un vincitore di concorso. Sono in attesa di risposte. Ma nel frattempo accerto ciò che mi ha detto il Dg di Nuoro e constato che effettivamente la graduatoria dei DG delle Asl è stata fatta solo sulla base dei curricula presentati. Ho chiesto se prima della nomina i curricula sono stati acclarati. Risulta di no. Insomma, per farla breve, ai vertici della sanità sarda si è avuto accesso sulla base di dichiarazioni, a volte non firmate, come accertato anche dalla Commissione d’inchiesta del Consiglio. E allora: ovviamente i Dg e i Direttori amministrativi delle asl sono persone capaci e oneste fino a prova contraria  e non hanno proprio niente a che vedere con il signor Laganà di Croce, ma l’appello di Croce all’esercizio del controllo calza a pennello a questa paradossale situazione sarda. Se un giovane laureato vince un concorso, l’amministrazione che lo assume, al momento dell’assunzione gli chiede di allegare la documentazione in originale a giustificazione dei titoli che ha dichiarato di possedere all’atto della domanda. Per gli apici della sanità sarda questo non vale. E che questo non valga pone una questione seria, perché con questo modo di fare si attesta che la meritocrazia vale per i livelli bassi dell’amministrazione ma non per quelli alti a base fiduciaria. Il sistema, così, si rompe, perché viene meno il senso del diritto, dell’equilibrio e della giustizia. Spero vivamente che le iniziative in corso portino ad acclarare tutti i requisiti di tutti coloro che sono investiti di responsabilità e anche che la Corte dei Conti agisca per i costi sopportati dalla pubblica amministrazione per le funzioni esercitate da persone senza titolo.

12 Commenti

  • Paolo Maninchedda

    Egregia G.S., io non do giudizi affrettati, ma chiedo gli atti che non mi danno. Parlerò dopo. Per il resto un fatto è certo: i curricula non sono stati verificati e la legge prevvede che lo siano.

  • Scusate se ve lo dico, ma, a me sembra che qualcuno si stia occupando di accertare il sesso degli angeli. A proposito dell’attuale Direttore Amministrativo della ASL di Nuoro, io credo che se è stato dichiarato idoneo dalla Regione, non penso sia l’ultimo arrivato.
    Quindi,piuttosto che perder tempo ad occuparci della sua idoneità, sarebbe opportuno discutere sulle sue capacità di gestire la Sanità Nuorese. Poi, da quanto ho saputo, sembra che abbia risanato moltissimo nell’ASL di Olbia, e che da quando è arrivato qui da noi, pare sia il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene da lavoro.
    Per cui, prima di criticarlo a priori, a mio modesto parere, sarebbe opportuno aspettare quali risultati ci porterà.
    Paolo io ti seguo, però cerca di essere obiettivo e non dare giudizi affrettati.

  • Antonio Satta-Tola

    Tutto ciò che descrivete succede da anni ed è stato voluto dalla Politica. Mi meraviglia che se ne parli ancora. Io sostengo che coloro che hanno creato queste situazioni devono rimuoverle. Ma siamo sicuri che la Politica abbia veramente la volontà di rimuovere queste situazioni? Siamo sicuri che la Politica voglia eliminare il clientelismo (perchè di questo si tratta)? Sono convinto che oggi, in Regione, non ci sia nessun politico che non si serva del clientelismo col fine di incrementare il suo conseso elettorale.

  • Zirone Carta

    Caro Paolo, quello che succede alla asl di Nuoro è ridicolo, fate qualcosa o sarete tutti corresponsabili! Però consentimi di dire una cosa: il dottor Altana qualcuno lo avrà pur nominato e sponsorizzato, sia ad Olbia che a Nuoro, quindi se non ha i Titoli oggi , non li aveva neanche ieri. Chi lo ha nominato è da cacciare dalle istituzioni. Ad Olbia ci sono due Versioni sulla sua professionalita’: c’è chi dice abbia lavorato bene e chi invece asserisce il contrario deffinendolo molto attento alle clientele. Vai avanti Paolo, non ti fermare!

  • Nave Andrea Doria

    Paolo, tempo addietro il DG della azienda per cui lavoro chiese – a tutte le figure inquadrate come Responsabili – di presentare il massimo titolo di studio conseguito, al fine di verificarne l’effettiva corrispondenza con quanto dichiarato in sede di assunzione.
    Un bel tomo presente nell’azienda, che si vantava (e vanta tuttora) un bel “Dottor” di frote a nome e cognome, presento’ un pezzo di carta del valore nullo in Italia (ed in Europa).
    Morale: il DG non si curò di questo.
    Sai perchè? Perchè nemmeno lui aveva titoli e competenze per ricoprire la posizione che aveva!..

  • Gentile Onorevole,fate chiarezza sui curriculum!
    La nostra salute non può essere gestita da incompetenti figli della cultura del clientelismo più becero! Il problema non è la mancanza dei requisiti, ma la mancanza delle competenze!
    Io lavoro alla asl di Nuoro da oltre 15 anni, mi creda… non siamo mai scesi così in basso!
    Il D.Amm.vo è completamente assente, non fa altro che ricevere Politici locali del pdl.

  • Gentile Paolo,
    posto che la sanità assorbe la gran parte del magro bilancio della Regione, quello che tu fai, cioè pretendere legalità e trasparenza è il minimo che si possa fare. E questo non è di destra o di sinistra è semplicemente giusto. Sapere cioè in quale modo vengono spesi i nostri pochi soldi è un mero dovere civico.
    Purtroppo ed hai ragione il Consiglio Regionale non ha gli strumenti per farsi rispettare manco da una giunta debole ed imbelle come quella che ci è toccata in sorte.
    A tal riguardo volevo farti notare le seguenti cose:
    1. non in tutti i siti web sono riportate tutte le delibere e le determine adottate dai direttori, al tal fine puoi confrontare, a mo di esempio, l’A.O.U. di Cagliari che pubblica, peraltro in grave ritardo, solo i titoli di delibere e determine criptando il resto, http://www.aoucagliari.it/index.php?xsl=10&s=10&v=9&c=2971&na=1&n=10
    quando invece l’omologa A.O.U. di Sassari pubblica tutto con una trasparenza di gran lunga superiore, http://www.aousassari.it/index.php?xsl=10&s=11&v=9&c=2933&esn=Primo+piano&na=1&n=10
    2. posto che sui vari siti vengono pubblicate le retribuzioni dei vari “prinari”. Vorrei sapere per quale motivo non viene indicata quale è la loro vera retribuzione che include i cospicui proventi derivanti dall’attività intramoenia,ovvero l’attività libero-professionale intramuraria,corrisposti loro tramite sempre l’Azienda ASL di appartenenza? http://www.corriere.it/salute/10_settembre_08/legge-intramoenia_c7340f72-bb27-11df-993b-00144f02aabe.shtml
    3.in conclusione, se andiamo a sbirciare sul sito dell’ASL di Nugoro, non troviamo traccia del Dott. Altana -e chi è costui?- e neppure del suo curriculum, si parla ancora del dott. Tidore come direttore amministrativo. http://www.aslnuoro.it/index.php?xsl=15&s=3&v=9&c=2415&esn=Primo+piano&na=1&n=10 Ite b’at isutta?
    Mi scuso per l’anonimato.

  • Salve a tutti,
    Spero non me ne vogliate se uso uno pseudonimo, (Tu Paolo in quanto Author puoi vedere il mio indirizzo e-mail nel quale e’ contenuto per esteso nome e cognome). Uso lo pseudonimo della buona anima di Eric Arthur Blair( vero nome di George Orwell) per tre motivi: il primo e’ che non e’ importante. Io sono uno dei tanti, un elettore e non soffro dell’ansia di mettere a frutto ( nel senso di ricadute personali) la sufficiente cultura che mi sono autoinflitta; la seconda e’ che come l’autore faccio dire ad un alter ego i rovelli che da decenni mi accompagnano in quanto le risposte che mi do, in fondo non le voglio accettare. Questo anche se ho capito che la mia vita, una volta assimilato al Sistema sarebbe molto piu’ semplice; il terzo ed ultimo motivo e’ che spero di potermi confrontare con Voi in modo direi ” asettico” senza pregiudizi, senza retroterra, senza timori di dover infrangere dei Tabù’.
    Veniamo al merito. In questo articolo Ti chiedi come mai il DA di Nuoro viene nominato in modo poco trasparente, paventando una possibile assenza di requisiti. Io aggiungerei una altra domanda: come mai il Dr. Altana( residente ad Olbia) viene spostato dalla Asl 2 di Olbia nella quale svolgeva analoga funzione dirigenziale ed il suo Collega della Asl 3( residente a Nuoro) e’ andato a sostituilo nella triade dirigenziale della Asl di Olbia? Se sono, come io non ho ragione di dubitare, buoni amministratori, perché non potevano svolgere la loro alta funzione per i loro rispettivi territori? Tutti noi sappiamo quali sono le “regole” delle Nomine. Tu che risposte Ti dai come esponente politico? Ti prego di credermi quando dico che non voglio essere provocatorio. Voglio capire, Voglio capirti.
    Piu’ in generale, come mai il Direttore dell’Assessorato alla Sanita’ viene nominato a cosi’ alto incarico senza i requisiti richiesti per legge e perché, benche’ incalzata pubblicamente a mezzo di interrogazioni del Consiglio ed a mezzo stampa, la Giunta ha impiegato così tanto tempo a rimuovere l’Assessore che lo aveva nominato, per sostituirlo poi con una giornalista(?????) e non con Amministrativa Di Esperienza.
    E’ in questa politica che dobbiamo credere? E’ in questa Magistratura che informata di Reato non interviene che dobbiamo credere? O non dobbiamo avere il lecito dubbio che la Categoria Alta del popolo oggi continui a governarci tutti, con metodi violenti molto meno “fisici” ma ugualmente umilianti per fiaccarci, per ricordare a noi Prolet che il Partito ( inteso come Sistema sempre di Orwelliana memoria) o lo ami o ti annienta indipendentemente dal tempo e dalla quantita’ di umiliazioni che ci vorra’. Perche’ se sei nato Prolet, l’unica “liberta’ ” che ti e’ concessa e’ di indebitarti con il Sistema come meglio credi.
    Finirà mai tutto questo? Orwell che era un Genio o un Veggente avrebbe potuto scrivere di si ma non lo ha fatto.
    E Noi riusciremo a farlo finire o dobbiamo solo recitare la parte che il Partito ha previsto per noi ?

  • Buongiorno! Ho avuto già modo di poter usufruire degli spazi di questo blog per poter denunciare un malessere che vorrei non diventasse mortale. Sono una delle vincitrici del concorso oss di Nuoro e sono colei che in qualche modo presta la propria voce alle altre colleghe, per manifestare pubblicamente il dissenso riguardo la grave ingiustizia (l’annullamento) e la negazione di un diritto acquisito (l’assunzione)! Lei ha proprio ragione quando sostiene che la Sanità Sarda, ma in particolare quella Nuorese, tratta i propri figli (dipendenti o aspiranti tali)in modo discriminante! Nel mio paese si dice “BABBU DE IGGIASTROS”. Dico questo, perchè a suo tempo il Direttore della Asl, nell’invitarci a stare tranquilli che la cosa si sarebbe risolta bene, si definì “Un Buon Padre di Famiglia”!…mi fa solo ribrezzo quanto dichiarato visto i risultati. Ha riservato al concorso per Oss un trattamento completamente diverso e discriminante, ci ha costretti/e ad ricorrere al TAR, quindi a spendere soldi, a perdere tempo, a logorarci il fegato ecc ecc. E questo è “Un Buon Padre di Famiglia?…
    Se guerra vuole, guerra sia! i vertici della ASL a suo tempo ci definirono morti di fame e imbecilli e sicuramente incapaci di poter muovere un dito riguardo la vicenda. Bene, abbiamo dato dimostrazione che quanto dichiarato nei nostri confronti era inesatto, sempre che Loro possano esprimere giudizi nei confronti di nessuno, infatti la nostra lotta inizia proprio da quella infelice considerazione!… sit – in in Prefettura, in ASL, articoli sul giornale, le televisioni locali e quella regionale, Sindacati ( per la prima volta la Provincia di Nuoro ha visto i Sindacati uniti ), manifestazioni (compresa quella della CGIL di ieri dove abbiamo avuto uno spazio importantissimo). Questa è stata la nostra lotta e continuerà finchè questa ingiustizia non avrà GIUSTIZIA! il Tar, la Corte Dei Conti, la Procura della Repubblica, saranno loro a decidere! Riguardo all’accesso agli atti so per certo che i nostri Avvocati hanno richiesto a 360°, compreso l’oggetto che Lei cita in questione ma anche altre cosettine di non poca importanza.
    Io sono sicura di una cosa: l’omissione di atti d’ufficio è un reato che viene punito legalmente… se per Loro, il gioco vale la candela, si accomodino pure! Grazie per l’attenzione e non molliamo!…

    p.s. il documento che ho letto ieri durante la manifestazione è a disposizione nel gruppo di fb “Comitato Vincitori e idonei del concorso asl 3 Nuoro”.
    Buon lavoro e buona giornata a tutti!

    Graziella Tuffu

  • Dai Paolo, continua così. Prima o poi, il popolo bue capirà che dici le cose nel suo interesse non nel tuo. Spero che quel giorno sia sempre più vicino per il bene della nostra amata terra.

  • Paolo Maninchedda

    Antonello, capisco e mi creda che io sto facendo del mio meglio per fronteggiare la fame. Ma se credi che in ragione della fame io debba tacere sulle assunzioni non fondate, beh, credo proprio che a breve starò zitto e sentirete parlare solo altri di cui evidentemente sarete molto soddisfatti.

  • Il suo articolo è bello e si legge con estremo piacere, però noi del popolo iniziamo a sentire i morsi della fame

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