Meglio isolato che complice. Intanto Ottana chiude e le rapine aumentano

5 settembre 2012 07:4318 commentiViews: 27

Oggi qualche organo di stampa fa capire che gli alleati della maggioranza attualmente al governo non hanno gradito il blocco della Commissione e la mia protesta sulla debolezza della conduzione della crisi dell’industria in Sardegna, crisi che per molti aspetti, per esempio nel caso Ottana, non ha origini nel mercato, ma negli imbrogli del governo italiano.
Io vorrei che fosse chiaro ai pochi che leggono questo blog che a me non interessa assolutamente niente di maggioranza e opposizione; la Destra e la Sinistra italiane sono maschere, con diverse responsabilità e non sovrapponibili, della stessa ipocrisia della politica italiana.
Vorrei che fosse altrettanto chiaro che ho un sereno disgusto ed un profondo distacco dall’informazione della Sardegna che tendenzialmente non dice la verità e non l’ha detta neanche in questa circostanza, perché ha fatto diventare notizia l’effetto (la mia protesta) ma non la causa (la volontà degli oligopoli statali di chiudere Ottana). Degli imbrogli di Stato nessuno parla  in termini adeguati, con un’inchiesta, utilizzando le carte disponibili, facendo nomi e cognomi, coinvolgendo la stampa nazionale italiana. Ci si bea delle prime pagine della disperazione e si rinuncia alle prime pagine della denuncia e della proposta. Il ceto dirigente sardo, opportunamente distribuito nelle istituzioni, nelle banche, nei giornali, nelle università, è tragicamente mediocre.
Infine vorrei che fosse chiaro che sono abituato a rimanere solo e a che mi si dia ragione dopo, sempre in ritardo.
Detto questo, non farò mai parte di un ceto politico che fa finta di niente, continua l’ordinaria mediocrità, un po’ affaristica (ma di basso cabotaggio, da pirati fluviali) della politica sarda, per poi ogni tanto (mediamente ogni venti giorni) cercare di guidare la protesta per nascondere la responsabilità.
Rimango fermamente convinto che occorra andare a elezioni anticipate per consentire agli elettori di scegliere come uscire da questa situazione. Io sono contro il continuismo di Destra e di Sinistra. Non servono le ricette già viste; non servono gli accademismi e i dirigismi dei benpensanti ricchi; non servono le solite parole, i soliti riti, le solite mediazioni. Serve un’altra idea di Stato. Se potrò, la realizzerò. Diversamente a me piace tanto insegnare.

18 Commenti

  • Nella Nuova di oggi il patron di ottana energia Clivati spiega in modo corretto che per produrre Polimey serve vapore. Vapore che viene distribuito dopo aver prodotto energia eletttrica. Ma quello che mi ha colpito e c he dice quello che dico Io da mesi su questo blog ossia che l’alternativa vera è il gas o col galsi o comunque in altro modo. Il carbone sarebbe utile lo stesso ma il trasporto si mangerebbe i guadagni.
    saluti qualcuno sta capendo. Ma perchè non si ripropone il termovalorizzatore?
    sarebbe un modo per produrre energia a basso costo.

  • Caro Paolo, come vedi …siamo alle solite…A scrivere sul tuo blog siamo …quattro gatti….ma, grazie a te, tra questi…gatti..vengono fuori (mi par di capire)quelli che …sapevano tutto(?)su tutto ciò che accadeva in Sardegna, però tacevano….Mah,chissà perchè? Trasformisti…buoni per ogni stagione…che hanno paura di quello che affermi alla luce del sole .Costoro questa luce non la conoscono, abituati a lavorare nell’ombra da anni e responsabili dell’attuale disastrosa situazione.Pertanto, ti invito, a continuare in questa tua meritoria operazione di “risveglio delle coscienze” che ti consente,inoltre,di continuare ad insegnare a tanti di noi cosa vuol dire oggi “essere sardo”. Fortza paris.

  • A proposito della centrale di Ottana sei proprio disinformato.
    O stai preparandoti per la “lavatrice” di qualche giorno fa oppure stai difendendo l’indifendibile. Sai almeno quanti MW è in grado di produrrre la centrale di Ottana e farli entrare in rete? Non chiedo ovviamente a un politico di sapere dei dettagli ma chi ti informa li dovrebbe sapere. E.ON può produrre quasi 800 MW e metterli in rete se non ci fosseri il fotovoltaico e l’eolico che hanno la precedenza(molto più cari persino di ottana). Ottana di 120 MW teorici , con lo stabilimento che consuma 200 T/h di vapore. Adesso che tutto è fermo al max può produrre 40 MW se tutto fosse in regola ma e una centrale di 40 anni fà ossia a fine ciclo.
    saluti sinceri… mi fa piacere la battaglia solitaria (purtroppo) per il nuorese.

  • Pippo, certo che concordo sul fatto che i fattori dello sviluppo industriale sono più complessi di quelli su cui sono costretto a concentrarmi in questi mesi. Sul fatto che occorra una sovranità maggiore per dettare regole più adatte alle caratteristiche della Sardegna e al suo naturale conflitto con gli interessi italiani, rimangoo invece della mia idea.Ne parleremo sicuramente. Un abbraccio.

  • Per Peppino: balle sono le tue, visto che usi questi termini. Che Ottana energia abbia praticato i prezzi più bassi da settembre 2011 lo dice l’authority per l’energia. Non solo: che il 29 agosto abbia offerto a 195 euro ciò che Terna ha acquistato a 390 lo posso dimostrare per tabulas. Se poi vuoi dire che non può produrre a prezzi competitivi con quelli praticati dalle centrali che vanno a gas, mi pare ovvio. Quanto al vapore sei proprio male informato.

  • Per Sig. Pippo:
    apprezzo la maniera costruttiva e stimolante, di comunicare le sue criticità in merito alla soluzione della questione sarda. Gli ingredienti per la giusta ricetta sono tanti, certo, non solo due, sovranità e zona franca, anche se credo possano rappresentare uno start up. Non solo, credo che la ricetta non deve essere ingessata e chiusa, ma rinnovabile, integrabile e modulabile. Pertanto se Lei avesse altri ingredienti/idee da proporre per la causa, sarebbero gradite e certamente valutabili. Il blog lo concepisco anche come un luogo per praticare il brainstorming, non crede? Se invece non lo ritiene opportuno sa già con chi parlare, in altra sede…
    Un cordiale saluto.

  • Il patrimonio di Bussalai e di tutti gli altri è un eredità del partito, che tutta la sardegna dovrebbe abbracciare. Ma i perimetri ideologici esistevano e devono esistere. Ai tempi di Bussalai il partito era alleato con la DC. Anni dopo si alleerà con il PCI. Ma nessuno aveva fatto tutto il baccano fatto da questi (Mongiu e compani) che stanno cercando di autodichiararsi successori ed eredi del partito sardo. Mentre a volte gli stessi sardisti si rifiutano di rivendicare questo lascito, che è un eredità preziosa. Quando sardegna democratica terminerà il suo processo di seccessione dal PD, che sarà dichiarato se il pd non dovesse accetare la candidatura di soru alla regione, allora qualcuno capirà perchè è importante rivendicare quel patrimonio. Perchè saremo di fronte all’ennesimo partitino a caccia di voti sardisti.

  • Ecco che finalmente è venuta a galla la pochezza della nostra classe politica regionale senza idee e soluzioni che diano sollievo alla perenne crisi economica di questa terra.Sono curioso di vedere chi avrà il coraggio di ripresentarsi alle prossime elezioni sia regionali che politiche e con quali promesse(?) non programmi beninteso.Mi fanno specie quelli sia di destra che di sinistra che mendicano le briciole per poi autopontificarsi come salvatori della patria.Ci prenderanno per i fondelli l’ennesima volta mentre ci avviamo alla desertificazione industriale con la complicità di questi effimeri questuanti.Tieni duro Paolo Maninchedda gran parte dei Sardi è dalla tua parte.Fortza Paris.

  • Ottana energia non può produrre energia a basso costo poichè tecnicamente la centrale non lo permette. La centrale di ottana può produrre energia se non ha utenti di vapore che al momento non ci sono più. se non produce vapore NON PUO’ produrre energia perchè gli impianti non lo permettono.
    chiaritevi bene le idee altrimenti state illudendo i cittadini come siete soliti fare.
    Il gruppo Clivati è stato portato a ottana promettendogli il metano. Quello che state scrivendo e dicendo in tutti i TG sono balle, mi sorprendono i vecchi sindacalisti che il problema lo conoscono molto bene.

    Peppino

  • Ciò che mi rende perplesso è che nonostante ci sia tanto clamore per una tua posizione di preoccupazione reale e di apertura umana ai grossi problemi che l’isola sta vivendo (che ormai urli da anni), quali ritengo di primaria importanza in questo momento, è la posizione del Consiglio che dovrebbe pensarla allo stesso modo, affronti il tutto con parecchia sottovalutazione e superficialità. Quando la realtà è una, è quella e basta. Chi non lo capisce e ti viene contro su questi punti, in fondo in fondo non gli frega tanto di noi poveri mortali.
    Ti saluto con affetto

  • Menzus isolaos ki no cumpanzu de imbrollios. Ma kie est isolau caru Paule est kie oze est allargu dae sos bisonzos de sa zente, tue si mai ses s’espressione prus lukorosa de su populu sardu. Isolau est kie pessat prus a sas cadireddas suas ki no a sa zente sarda. Sighi goi, non ses solu, antis….
    Salude e libertade

  • Caro Paolo, scusami, non metto in dubbio quello che scrivi, sei persona seria è affidabile, sicuramente è come dici tu, ma se parli di crisi industriale dovuta al prezzo dell’energia, non sono d’accordo, ti sfuggono molti elementi, che messi insieme possono descrivere a mio parere una situazione totalmente diversa.
    Dico questo perché se non prendiamo piena coscienza di ciò che realmente sta accadendo all’industria Sarda, tra qualche anno in Sardegna non rimarrà più niente.
    Penso che non sia sufficiente avere la sovranità e diventare uno Stato o creare zone franche, per sviluppare l’industria, ci vuole ben altro, ci sono molti paesi nel mondo anche nel continente dove viviamo che hanno sovranità e imposizioni fiscali più basse, ma questo comunque non ha favorito la creazione di industrie.
    Sempre disponibile ad un confronto con te su questo tema, con stima e affetto, Pippo.

  • Pippo, Ottana energia produce l’energia al prezzo più basso in Sardegna. Non è una crisi di mercato; è un banale e drammatico calcolo politico dello Stato italiano: ne sono certo e l’ho dimostrato.

  • Se pur come tu dici , imbrogli e prese di posizione sbagliate da parte di alcuni ministri o da alcune aziende Italiane di interesse pubblico, ci sono state, non ritengo che qualora ci fosse un fallimento dell’area industriale di Ottana sia da imputare totalmente a loro. Non puoi dare colpa della crisi industriale di Ottana solo al prezzo dell’energia troppo alto, (tutto da dimostrare).
    A mio avviso le condizioni per cui una impresa si sviluppa sono date dal mercato e in particolare dalla capacità dell’imprenditore di trovare sempre prodotti nuovi da proporre.
    Il mercato, oggi sempre di più si chiama mondo, ed una parte di questo mondo che fino a ieri era assopito, oggi si è svegliato, vuole vivere come noi, per farlo è disposto a tutti i sacrifici necessari, quindi talvolta copiano e producono, riescono a produrre meglio in termini di qualità e di prezzo di come noi facciamo con le nostre aziende.
    Caro Paolo non si può più vivere di rendita, (rendita in termini tecnologici), dobbiamo rimetterci a fare quello che hanno fatto i nostri nonni nel secolo scorso, dobbiamo rimetterci in discussione lavorare e costruire per dare al mercato prodotti nuovi, innovativi ed interessanti in termini di tecnologia e qualità, bada bene non di prezzo, un prodotto innovativo il mercato lo compra qualsiasi sia il prezzo, ne è esempio la Apple e Samsung i loro telefonini costano 650 euro e nonostante un prezzo così elevato hanno invaso il mondo con i loro prodotti.
    Comunque sempre pronto a confrontarmi su questi temi con te, anche se non sono molto intelligente e non capisco molto di impresa e di mercato, penso di poterti insegnare comunque qualcosa.
    Condivido comunque in larga parte la tua riflessione di oggi, come si dice in questi caso, meglio tardi …
    Buona giornata, con grande stima e affetto.

  • Sardista di vecchia data,
    chissenefrega di cosa fa la Mongiu!
    La sua posizione fa il paio con quella di chi vi accusa sempre di aver dato la bandiera a Berlusconi.
    Bravi, contiunuate così.
    E, se vogliamo continuare così, parliamo anche degli inginocchiatoi romani di questa legislatura e questa maggioranza?
    Inginocchiatoi al cospetto, addirittura, di Flavio Carboni e Dell’Utri.
    Vogliamo continuare così?
    O dovremmo pensare che è giusto, come fa anche lei, rivendicare il patrimonio culturale e politico della Bussalai, e poi, però, non chiuderlo in un recinto proprio perché è patrimonio di tutti?
    Vogliamo scommettere che nessuno, il più tardi possibile, per carità, rivendicherà il patrimonio politico-culturale di un Giacomo Sanna o di un Trincas?
    Le posizioni di Maninchedda sono interessanti proprio per la simmetria del “chissenefrega” dei vecchi schieramenti.
    E si farebbe bene, poi, a mostrare attenzione discreta per chi si avvicina, non per chi si allontana.
    Saluti

  • Cavaliere Nuragico

    Bene, bisogna fare sintesi di tutto ciò che se si è detto, quardare avanti.
    La capacità di unire anime di diversa estrazione politica che vada da quelle indipendentiste e autonomiste e non solo, in un progetto politico serio di pochi punti, ma credibile.
    La mia speranza e idea, passa per forza di cose in un cambiamento: quello di lasciarsi alle spalle le proprie convinzioni e idee di partito, per un progetto politico nuovo che riquarda tutti, altrimenti non stiamo parlando di politica ma di un’ altra cosa.
    Bisogna puntare su donne e uomini capaci di elaborare nuove idee, liberi di pensare e non legati ad una mentalità medioevale in epoca moderna come il clientelismo ed altro che la fanno da padroni.
    Per questo faccio appello All’ On. Maninchedda con tutti i Sardi che scelgono di essere cittadini protagonisti del proprio futuro.
    Bisogna organizzare delle assemblee dove si discuta delle problematiche economiche e sociali, del proprio territorio, in grado di unire tutta la Sardegna dandole una sola voce, perchè tutto ciò possa aiutarci a corregere gli errori del passato, solo così nascerà un movimento serio, utile per la nostra terra e per le generazioni future.
    Un sogno? Forse…..
    Ringrazio l’ On. Maninchedda, di avermi fatto scrivere nel suo blog.
    Forza Paris

  • La dignità delle persone prima di tutto. Condivido la sua azione. Abbiamo perso tempo a parlare del piano del golf; e poi? Niente! Gazzosa, per Meloni, Cossa e compagni di teatro. Oggi la gente sta chiedendo LAVORO! Non qualunque lavoro, ma un lavoro che apra prospettive per un futuro di dignità anche a chi il lavoro non lo conosce ma lo aspetta da decenni. Vogliono continuare ad “interrarre” milioni su milioni sottoterra? Per quanto mi riguarda una follia, ma parliamone in tutte le sedi istituzionali, nei bar nelle famiglie, nelle parrocchie e in ogni luogo. Perché questa decisione non interessa solo i minatori della carbosulcis ma incide anche sul futuro dei sardi. Caro on. giusto chiedere le elezioni anticipate per incapacità di una classe politica a proporre alternative a questo progetto industriale e di sviluppo fallito.
    Andiamo a chiedere il voto ai sardi su un nuovo progetto di sviluppo fondato sulla sovranità, un progetto con radici ben radicate in Sardegna per resistere ai terremoti della globalizzazione. Non avere paura di restare da solo. Soli in questo mondo non si è mai quando uno lotta per l’interesse della giustizia e libertà di altri; chi dice che vuol stare in “compagnia” si batte per il futuro di se stesso, un po’ da troppo tempo.
    A non biere!

  • Sardista di vecchia data

    Questa è veramente una posizione sardista, fuori dagli schemi in cui i falsi statisti vorrebbero costringere la gente per evitare di pensare. A proposito di posizioni sardiste, volevo sottolineare l’ennesimo scippo al patrimonio sardista da parte della M. A. Mongiu e Sardegna democratica, che buttata fuori dalla stanza dei bottoni del Pd cerca di rifarsi come nuovo movimento sovranista, dopo essersi inginocchiati a roma per tutta la legislatura, accettando addirittura la spazzatura napoletana per fare un favore a Prodi. Alla Mongiu ricordiamo che Marianna Bussalai, non solo era sardista fino all’osso, ma che ha rischiato per la bandiera dei quattro mori. Senza se e senza ma.

Invia un commento