Massimo Dadea diventa aggressivo (vedi foto) su un fraintendimento macroscopico

29 novembre 2012 07:1511 commentiViews: 52

Ho avuto contrasti seri con Massimo Dadea nella scorsa legislatura, mai recuperati. Oggi leggo un suo articolo sulla Nuova, inatteso nei toni e nei contenuti. Mi dà, senza mai nominarmi, del ‘personaggio’. Io sono e mi sento una persona. I personaggi sono identità di fantasia prodotte da menti forti e creative; oppure sono persone deboli che subiscono la personalità di uomini forti. Non mi riconosco né nell’uno né nell’altro, ma nella scorsa legislatura ho visto diversi personaggi recitare a soggetto, potrei farne una carrellata, ma a che servirebbe? Non mi piace farlo, non mi piacciono questi toni semplicemente perché li trovo assolutamente e inutilmente feroci, non risolvono un problema, non intimoriscono nessuno, non spostano un voto, sono soltanto biliosi e io non ho più la cistifellea.
In sostanza Dadea mi contesta di aver approvato in Commissione una legge statutaria che prevede l’elezione diretta del Presidente, esattamente quell’istituto che avevo contestato nella precedente legislatura. Io ero, resto e sarò sempre un parlamentarista, non foss’altro perché il presidenzialismo che in Italia doveva semplificare tutto e eliminare la corruzione, ha invece moltiplicato i partiti e aumentato la corruzione. Resta il fatto che un referendum consultivo ha detto chiaramente che i sardi vogliono un Presidente della Regione eletto direttamente dal popolo e io sono e resto per rispettare le indicazioni espresse dal popolo in una consultazione referendaria valida.
Poi Dadea mi contesta la presenza dell’abolizione dell’incompatibilità tra assessore e consigliere. Sono d’accordo con lui, ma quando si votò il testo in Commissione, l’orientamento dei partiti era in senso contrario. Credo che in Aula questa previsione possa e debba essere corretta (non foss’altro perché con 60 consiglieri, la maggioranza di 36 supera solo di 12 la minoranza di 24, cioè la maggioranza è garantita da un numero quasi pari agli assessori. se non si ripristina l’incompatibilità, regnerà l’ingovernabilità).
Quote rosa. Dadea contesta la percentuale di genere prevista per la Giunta, ma propbabilmente ignora che in Commissione ci si è lasciati con l’intesa che l’intera questione sarebbe stata oggetto di un emendamento in Aula che dovrebbe risolvere tre problemi: la rappresentanza in Giunta, la doppia preferenza di genere e la percentuale dei candidati di genere nelle liste. Il dibattito è aperto e tutt’altro che ingessato.
Mi spiace però che Dadea non abbia colto la parte che sento più mia nella mini-statutaria che è stata licenziata dalla Commissione (si tratta della Statutaria più strettamente legata alla legge elettorale) e cioè quella sul conflitto di interessi e sui meccanismi di incompatibilità e di ineleggibilità. È la disciplina più completa oggi presente nel dibattito giuridico italiano, forse è il caso di leggerla.
Come pure mi spiace che Dadea non dia conto nel suo articolo dell’introduzione di una norma correttiva al presidenzialismo dittatoriale imposto dalla Corte Costituzionale italiana a tutte le regioni (e ne abbiamo visto i risultati). La norma prevede che il Presidente che si dimetta e sciolga il Consiglio non sia immediatamente ricandidabile. Anche questa proposta ha la mia firma. Forse su questi temi (e su altri) bisogna avere la testa che guarda avanti e non che si volge sempre indietro a un tempo che non c’è più.

11 Commenti

  • Certu chi custu Marco Fadda; ( chi non connosco e non cherzo connoschere) este unu bellu campione!
    E campione puru este chie lu sighidi azuare…

  • Egr. On. Maninchedda e Gentile Arrubiu, mi permetto di fare presente che così come norma incriminata vale dal momento della sua promulgazione e/o pubblicazione anche una eventuale abrogazione dell’articolo avrebbe effetto solo per il futuro lasciando inalterata la posizione del fortunato dirigente. Per il resto capisco bene che non si possa far fare alla Giunta ciò che non vuole ma giacchè Lei onorevole ha parlato di ratio della norma mi farebbe piacere (e lo chiedo senza polemica)sapere qual’era l’intento ovvero la ratio della norma. Ora non so se Lei era presente quando si è votata quella norma e quale sia stato il suo voto ma vorrei sinceramente capire a quale fattispecie generale ed astratta il Consiglio pensava di fare riferimento posto che dalla sua semplice lettura la norma sembra già di per sè confermare un principio, almeno fino ad ora pacifico, ovvero dell’indispensabile possesso dei requisiti al momento della scadenza del bando. Cordiali saluti

  • Sull’abrogazioen, rifletterò seriamente. Forse hai ragione.Ma sarebeb efficace per lo scopo di rimediare ad un’evidente ingiusizia?

  • Denis, ma io non posso costringere la Giunta a fare ciò che non vuol fare, è chiaro? C’è un conflitto tra Giunta e Consiglio, quest’ultimo difende la ratio originale della norma, la Giunta la stravolge. Questo è il quadro.

  • No, non ci credo.

  • http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=213994&v=2&c=6578&t=1
    Spero che anche il Psd’Az non creda che Cappellacci sta andando in Doha per partecipare a Conferenza Nazioni unite su cambiamenti climatici, vero che non ci crede? O forse si, ma….

  • Egregio On. Maninchedda, noi ci siamo già confrontati sulla soluzione della leggina per il caso del dirigente senza titoli. In quella sede è stato detto che le leggi hanno efficacia dal momento della loro promulgazione o pubblicazione a seconda di quanto previsto dal testo. Come ho già avuto modo di scrivere, per annullare questa…come la vogliamo chiamare…è sufficiente una delibera di giunta con la quale, in autotutela si annulla la precedente. Tutto molto semplice. Però noto che si persiste con l’idea della leggina. Se le dicessi che mi sento presa in giro Lei condividerebbe il mio sentire? Sinceramente spero vivamente che questo Consiglio vada a casa il più presto possibile e sarà sempre troppo tardi per riparare i danni che sono stati fatti. La saluto

  • Caro Paolo,
    prendo atto atto delle tue informazioni per l’abolizione dei C.d.A ma
    per quanto riguarda la leggina ad personam penso che la cosa migliore sarebbe la sua abrogazione.
    Ricordo che sul preteso possesso di, risibili, requisiti per partecipare ad un concorso per la Dirigenza, si sono espressi chiaramente sia il T.A.R. Sardegna con sentenza N.00439/2009
    http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Cagliari/Sezione%202/2008/200800333/Provvedimenti/200900439_20.XML
    ed il Consiglio di Stato con sentenza N.01622/2012.
    http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2009/200904358/Provvedimenti/201201622_11.XML
    Ti invito pertanto a leggere con attenzione queste sentenze
    perché dicono molto.
    Sarebbe quindi il caso di resettare tutto, di far decidere
    serenamente la magistratura e smettere de pistare s’abba.
    Ammettendo l’errore in pieno, piuttosto che incartandosi con interpretazioni bizantine, il Consiglio farebbe sicuramente
    una bella figura e di questi tempi non è poco.
    Sinunca faghide bois ca sezis mannos!

  • ne penso che stiamo per approvare un’interpretazione autentica della legge a suo tempo approvata che dirà chiaramente che i requisiti devono essere posseduti al momento del bando e non dopo. La norma sugli enti sta proseguendo il suo iter, tranquillo.

  • Caro Paolo,
    passi per la Statutaria che, secondo me resterà un mero
    esercizio di stile e, ci scommetto una cena, non verrà
    mai approvata.
    Ma, per stare su cose più terra terra, vorrei sapere
    che fine ha fatto la proposta di legge per l’abolizione
    dei C.d.A. di Enti ed Agenzie Regionali.
    Eppure il 30 ottobre avevi annunciato, trionfante,
    l’imminente esame di questo provvedimento.
    https://www.sardegnaeliberta.it/?p=4750
    A tutt’oggi tutto tace. Ma cantu tempus bi cheret?
    In aula, quest’anno, purtroppo, è passato di tutto,
    dalla leggina ad personam per assumere un dirigente senza titoli,
    alla leggina pro via Gallinara ma di abolizione dei C.d.A.
    non se ne parla più.
    Mi sa tanto che qualcuno, da una parte dice qualcosa ma poi
    non ha molta voglia di fare visto che ha il sorcio in bocca.
    Mi riferisco ad es. ai Riformatori che, se passasse questa legge, perderebbero in un sol colpo le presidenze dell’I.S.R.E. di Nuoro e dell’E.R.S.U. di Sassari attribuite, a mo di risarcimento, a due
    candidati trombati della provincia di Nuoro.
    Ma non ci sono solo loro.
    Cosa ne pensi?

  • A Dadea, Fido ringhioso per la vedovanza del potere e per l’azzoppamento, ad opera di Befera, del suo padrone, una raccomandazione: medice, cura te ipsum.

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