Esiste un modo di screditare che non ha bisogno di mentire. È sufficiente prendere una serie di fatti veri, disporli nel giusto ordine e lasciare che sia il lettore a completare il sillogismo. È una tecnica antica. La Cassazione la chiama “accostamento suggestivo”. Io la chiamo più semplicemente manipolazione.
L’articolo che oggi Guerrini mi dedica ne è un esempio quasi didattico. Guerrini è felice di fare queste operazioni? Buon per lui, io lo commisero e spiegherò alla fine perché.
Vediamo l’articolo nel dettaglio.
Comincia parlando della nuova criminalità sarda, degli assalti ai portavalori, dei rapporti tra bande e colletti bianchi. Poi presenta un uomo arrestato. Infine introduce il mio nome, ricordando che, undici anni fa, quell’uomo lavorò nel mio ufficio di gabinetto come dipendente comandato da un ente regionale.
Da quel momento il lettore è già stato accompagnato dove l’autore voleva portarlo.
Poi ricorda che io sono stato sottoposto a indagini, ma si guarda bene dal dire che non sono mai stato incriminato e che le vicende con cui la magistratura tentò di colpirmi non hanno niente a che fare con gli arresti di questi giorni. Non importa che lo stesso articolo sia costretto ad ammettere che nei miei confronti “non emersero profili di rilevanza penale”. Quella frase non serve a informare. Serve a proteggere chi scrive. L’associazione mentale è già stata costruita.
Ma il problema è ancora più serio.
Se il criterio fosse quello suggerito da Guerrini, qualunque persona arrestata consentirebbe di gettare un’ombra su tutti coloro che l’hanno conosciuta, assunta, salutata, votata o incontrata. Ogni impiegato pubblico diventerebbe il curriculum dei propri superiori. Ogni dipendente sarebbe la biografia morale di chi gli ha firmato un comando. È un modo di fare giornalismo che non ricerca responsabilità: costruisce contiguità.
Nel mio caso il comando di Gian Michele Cadau fu un normale atto amministrativo. Non esiste un solo atto giudiziario che abbia mai ipotizzato che quella scelta fosse funzionale ad attività illecite, né quando venne adottata, né negli undici anni successivi. Il suo operato in assessorato fu impeccabile, educato, ordinato.
Perciò l’articolo deve ricorrere a un altro espediente: sostituire la prova con il clima, il fatto con il sospetto, la dimostrazione con la suggestione.
Alla fine compare perfino un ultimo accostamento: il riferimento a un rettore rinviato a giudizio per mafia. Anche qui nessun rapporto con la vicenda narrata. Nessun collegamento fattuale. Solo un’altra immagine forte, aggiunta all’ultima riga perché il lettore chiuda l’articolo con la parola “mafia” ancora negli occhi. È una tecnica efficace, per tentare di far del male, però, non per informare.
E veniamo alla mia commiserazione.
Guerrini è solo l’epifenomeno di un’altra realtà, che è quella che a me interessa. È il sistema Sardegna.
Io so chi lo compone, dai gregari ai capi, uomini e donne, ed è questo sistema di potere che sto cercando di combattere da anni: una ragnatela di rapporti, di soldi, di funzioni e di finzioni, di incarichi e di protezioni. Non ne parlo per allusioni: la combatto tutti i giorni con articoli, carte numeri.
Io so chi in Sardegna vive non del proprio lavoro, ma della cosca cui appartiene. Ne ho parlato e scritto, senza che succedesse alcunché, purtroppo, ma anche senza che mai io sia stato denunciato per diffamazione.
Io so chi sono i politici che intrattengono rapporti con grandi società che hanno in Sardegna interessi confliggenti con l’interesse pubblico. Se ne è parlato e scritto prima, durante e dopo la campagna elettorale, ma in Sardegna non succede nulla, ma ciò non toglie che sia tutto vero.
Io non ho mai assunto una decisione che mi potesse avvantaggiare privatamente. Altri sì. Si controlli il mio patrimonio immobiliare e quello di altri.
Io non ho società di consulenza che mascherano il lobbismo politico. Non sono diventato consulente dell’Anas o dell’Enel dopo aver abbandonato la politica. Altri sì.
Io non ho mai organizzato politicamente una caccia all’uomo, servendomi dei media e della magistratura per eliminare un avversario. Altri sì.
Io non ho mai nominato alcuno che risulti, questo sì, prossimo a grandi organizzazioni criminali. Altri sì.
Io non ho mai frequentato gratuitamente grandi alberghi o villaggi turistici con persone e di persone con forti interessi privati, spesso confliggenti con l’interesse pubblico. Altri sì.
Io non ho mai avuto studi professionali, né ho mai nominato i miei soci ad alti ruoli pubblici. Altri sì.
Io non ho mai percepito redditi senza lavorarmeli. Altri sì.
A questi avversari occulti (occulti per gli altri, con un nome e un cognome per me, dall’autista al capo in testa) dico che se i loro strumenti per piegarmi sono le malvagità di Guerrini, allora sono veramente alla frutta.
Io vengo da una vita nella quale gli avversari politici mi hanno fatto di tutto, dal mettermi un reggiseno dentro la macchina per sfasciarmi la famiglia, al tentativo di farmi arrestare per ipotesi di reato inesistenti, al tentativo di farmi apparire colluso con interessi privati per poi chiamarmi a testimoniare in giudizio come testimone dell’interesse pubblico, a additarmi come patrocinatore di impianti di smaltimento dei rifiuti per poi scoprire, carte alla mano, che non c’entravo proprio nulla. Il problema è sempre lo stesso: io sono un battitore libero, solitario, imprevedibile, irregolare e divergente e questo infastidisce.
Odio la logica del branco. Amo gli individui, gli esseri liberi, gli irregolari, gli eroi di un tempo.
Ma sono anche un uomo che da una vita combatte il male: in primo luogo il proprio male, quello spirituale, interiore, che conosco benissimo e contrasto duramente, e poi quello sociale. Non mi piegano queste cose, anzi mi corroborano, sono allenato.
La guerra continua, cari che state nell’ombra. Alla prossima.

Buongiorno professore, i suoi articoli profumano di verità, il suo raccontare, denunciare, spiegare, scrivere liberamente, da battitore libero a testa alta senza padroni, le fa’ onore.
Essere liberi di essere, stare bene con sé stessi, guardarsi allo specchio e piacersi, tutto questo da leggerezza e orgoglio.
Invece il soggetto….oggetto….che scrive quelle cattiverie è un OMISSIS del potere, OMISSIS.
Io faccio il tifo per lei.
Un abbraccio di solidarietà
Vede Giuseppe (adesso Giuseppe), anche ora molti operai sono nei gabinetti assessoriali, perché continuano, anche nei gabinetti a svolgere funzioni operative corrispondenti ai loro contratti. Che cosa la incuriosisce? Il metodo? in genere fanno conoscere la loro intenzione al Capo di Gabinetto, oppure al Direttore generale che li segnala all’assessore. Non si tratta di operai che cambiano la loro funzione, semplicemente la svolgono in altro luogo (è questo l’istituto del comando). La legge prevede che i gabinetti siano costruiti in questo modo. Io ho chiamato un operaio a fare l’operaio, non a fare il consulente, come invece è accaduto in questa legislatura. Nessuna lesa maestà, come vede, e come vede do sempre conto del mio operato, e ne ho sempre dato conto a chiunque lo abbia richiesto nelle forme previste dalla legge e dall’educazione, perché non ho niente da nascondere, lei piuttosto, perché si nasconde come i farabutti?
Egregio Maninchedda Paolo, la richiesta di quale criterio avesse adottato è più che legittima, considerando il profilo del sig. Cadau che, da semplice operaio (badi che non è una considerazione di classe ma di merito), si vide assurgere a un incarico di rilievo nell’assessorato dei lavori pubblici, con non si sa bene quale competenza.
Non mi interessano gli aspetti legali della faccenda legata all’attualità, dai quali sono strasicuro che lei sia estraneo, ma esclusivamente quelli politici e non ho l’abitudine di rimestare fango, ma tant’è… Le nomine politiche (ha ragione Victoria anonima quando afferma che occorra studiare) seguono un canale distinto e distante e hanno la peculiarità e la prerogativa che il decisore decida senza che ne risponda.
Mi fa sorridere, poi, che lei presuma di non dovere alcuna giustificazione sul suo operato e pretenda, invece, da me che io giustifichi il mio commento al suo post.
Mi scuso per aver leso la sua maestà
Deliratio senum
Egregio,nel 2017 decisi di aprire il profilo sul social FB con il fine di cercare il contatto con vecchie amicizie perdute da 40/50 anni. Poiché mi interessava un giro ristretto di contatti il profilo non era aperto. Nel luglio dello scorso anno decisi di chiuderlo rinunciando ahimè a tante amicizie ritrovate poiché schifato dalla tempesta di fakes, di profili falsi e di mentecatti (alcuni in preda a diarrea da post che non ammettono alcuna replica stante che, mi rusulta vengano bloccati) che inquinano il social.
La totale mancanza di confronto (caratteristica peculiare della Sua testata online) la dice lunga sulla valenza che anima certi personaggi (oltre 7.000 post significano un post al giorno da 20 anni!!). Le rinnovo la mia più sincera solidarietà per l’orrore degli attacchi subiti. Saluti.
Ciao Paolo, io una spiegazione del comportamento del blogger ex giornalista sportivo penso di averla. Nessuna pretesa di avere la verità in tasca, però…. Secondo me, il tuo blog è uno dei pochi spazi dove si raccontano versioni alternative, si pongono domande, si cercano risposte, si descrivono (in alcuni casi con dovizia di particolare) atti e provvedimenti. Lo fai solo tu. E chi da tempo mostra insofferenza? A chi dai fastidio? Chi potrebbe essere il manovratore che non vorrebbe essere disturbato? Difficile escludere che negli ultimi mesi tu non abbia procurato qualche mal di testa alla Giunta regionale. La stessa Giunta di cui il blogger in questione è uno dei più fervidi sostenitori? Pare proprio di si. Quindi, risposta semplice alla domanda del perché si comporti così. E’ un’ariete, tenta di screditarti, di convincerti a non raccontare tutto. Tutto qui.
Chiudo con una preghiera. Rivolta a persone come Giuseppe. Dimostrate con i vostri commenti, di sapere niente su come siano composti i gabinetti, delle procedure, dei comandi dei funzionari, delle regole. Non sapete niente di niente. Eppure pensate di dire qualcosa. Io penso che dovreste prima studiare. Poi ripassare. E poi ancora studiare. Dopo, e solamente dopo, riflettendo sulle possibili fesserie che comunque potreste scrivere, dire la vostra. Il rischio è di apparire ridicoli
Ho avuto modo di avere a che “fare” con i social con il Signor Mario Guerrini e l’agrotecnico Gian Michele Cadau dipendente dell’Ente Foreste quando ho diretto il Servizio Provinciale Forestale: sa che cosa Le dico? Oggi avendo conosciuto entrambi preferisco intrattenere ancora rapporti personali con il Cadau, anche se implicato in una pericolosa vicenda giudiziaria, che con l’ex giornalista che, come essere umano, preferisco tenerlo a distanza, avendolo, a suo tempo, mandato a quel paese. Infatti, non riesco a leggere il suo post, perché dopo un breve rapporto epistolare con Whatsapp, ha dovuto cancellarmi dalle sue amicizie.
Egregio Giuseppe anonimo, io ho scelto Cadau esattamente come avevo scelto tutti gli altri addetti di gabinetto, il più delle volte su richiesta degli interessati e previa verifica che non vi fossero motivi ostativi al comando. Ai tempi, Gian Michele Cadau era un dipendente dell’Ente Foreste, senza alcun provvedimento disciplinare a carico, incensurato. Tutto semplice. Che io possa essere oggetto di critica non vi è alcun dubbio, che possa essere vittima inerte di una macchina del fango messa su per farmi apparire un delinquente credo che sia una pretesa eccessiva da parte sua. Lei, invece, perché pretende giustificazioni per un atto pienamente legittimo e non contestato da alcuno se non che per partecipare alla macchina del fango?
Lei, poi, ha una pessima abitudine, come i peggiori malfattori: usa lo stesso Ip con nomi diversi. Si giustifichi.
Manifesto anch’io la mia vicinanza, non perché dovuta, né per la profonda conoscenza che non ho di lei. Semplicemente perché per istinto preferisco sempre e comunque i battitori liberi, le persone che se sbagliano pagano in prima persona ma allo stesso tempo possono gloriarsi della loro onestà e di quella intellettuale sopratutto, oggi materia veramente rara.
Ad Maiora!
Si, però, in base a quale criterio scelse il sig. Cadau quale membro del suo gabinetto?
Che lo voglia (e lo vuole) oppure no, lei continua a essere un personaggio pubblico e, in quanto tale, può essere oggetto di critica.
Non mi piace chi accusa senza prove, chi allude, chi si allea con I peggiori e a questi crede o finge di credere. Né mi garba chi sbagliando e sapendolo, Ancor più si involtola nell’ errore. Personalmente seguo la mia strada, e agli altri un saluto.
Buongiorno Dott. Paolo.
Pattada è con Lei…non molli.
Dalle nostre parti diciamo …..la miglior vendetta è il perdono……
Saluti e salute.
Antonio
mario guerrini intervistò gigi riva decine di volte
forse lui pensa che poichè aveva rapporti con un grandissimo campione quell’aura di grandezza potrebbe avergli conferito il dono di poter dire in libertà qualsiasi cazzata senza doverla motivare, e pensare però di dire verità sacrosante, un pò come facciamo noi quando usciamo alla festa paesana, dopo la quinta o sesta birra
Devo dire che, come ho letto il post del dott. Guerrini ho avuto una sensazione di fastidio, proprio per l’evidente forzatura nell’accostare tra loro vicende diverse e prive di un nesso con l’unica finalità di creare un argumentum ad hominem nei confronti del dott. Maninchedda.
E tutto mi è sembrato tranne che l’esercizio di una informazione libera e indipendente….
Il signor Guerrini ha toccato il fondo prof non molli
Dottore, il tale appartiene a quella categoria di persone (mi pare l’esempio si trovi in quel meraviglioso libro “le anime morte) che son rigorose con gli altri ma non con se stessi. Lei appartiene ad un’altra ben più nobile categoria: rigoroso con se stesso ma indulgente con gli altri.
Scusi per l’apologia.
Ma it’est custu cristianu, unu arrajoladu in gherra?
Zughet su rajolu in su sàmbene o est cosa chi at buscadu o chi li ant apitzigadu?
Si depet fàghere un’innetzione antiràbbica e chi coitet puru, ca faghet irbariare!
Petzi nos cheret giornalistas irbariados, como, tantu no nos mancat àteru!!!
Li auguramus chi sanet impresse.
Caro Paolo, anch’io ho trovato becero il post di Mario Guerrini. Non ne capisco le ragioni…. perché? Dove voleva arrivare….cosa voleva alludere o lasciar intendere…Poi, alla fin fine, mi dico…..ma che scriva quello che vuole… tanto ormai …che credito ha? Quale autorevolezza? L’unica cosa che mi dispiace tanto…ma tanto…. è che mi costringe a dare ragione ad uno come Roberino Deriu che l’ha definito un “vecchio scribacchino in pensione”. Un abbraccio
…guerrini minuscolo … non aggiungo nulla ma mi bannò anni fa per avergli fatto notare una sua contraddizione …peraltro grande come isola ! Ora la classifica dei MIEI Bannatori Politicamente Esposti vede :
6 leghisti
4 pentastellati
3 sardisti (mitici 😁)
1 peddone ( alla nuorese 🤣 )
1 guerrini …. che non so bene a quale raggruppamento aggregare …posto che qualche idea sta cominciando a venirmi …
Accetto pareri disinteressati … 🫣
Il sitema dello “sputtanamento” come arma “politica” è da sempre in auge, fin dall’Impero Romano. Guerrini è uno strano personaggio, odia i battitori liberi, quelli che sfuggono alla logica del branco e perciò non sono catalogabili. Potremmo dire che nel PCI questo modo di combattere l’avversario interno era un’arma spesso usata e micidiale, ne fece le spese Gramsci, ma poi anche la Iotti, per restare ai capi più noti.
Guerrini nell’ultima camagna elettorale si è distinto per la sua acredine, conto terzi probabilmente, contro Renato Soru e tutti noi che in forme diverse lo abbiamo sostenuto. Lo ha fatto nel mdo più becero, quello che tu ben descrivi. Oggi sembra apparentemente pentito di essersi speso forse troppo per la Todde. ma c’è poco da fidarsi, sta iniziando una giusta critica, in parteper autoassolversi, in parte in nome e per conto di qualcuno, che non può liberamente esprimersi.
Cave canem…
Ma parliamo del Signor Grillini?? Quello del libro? Bastava dirlo…
Dovrebbe guardarsi allo specchio questo ex giornalista. È solo un OMISSIS
Letto, approvato, sottoscritto. I know that atmosphere,well, that forest undergrowth…
Grande articolo Paolo,
Sono entrato a fare parte del PdS da Te creato, perché spinto da un amico (che poi ha tradito, un classico in Sardegna e non solo), e li ho visto subito la continuità col movimento politico creato da Renato Soru che vinse le elezioni regionali in Sardegna nel 2004 (Progetto Sardegna, presentato all’epoca anche all’interno della lista regionale alleata “Sardegna. Insieme con Renato Soru”.), io ero già in pensione e seguivo tutto di persona, iniziai a frequentare il PdS e sin da subito capii che mi trovavo in un ambiente fatto di persone motivate, serie, oneste e soprattutto con molte competenze, senza le quali anche in politica non puoi fare niente. Purtroppo la veloce e forte crescita del PdS in ambito Regionale iniziò a dare fastidio a tanti, soprattutto gli altri movimenti Sardi che da anni galleggiavano nel nulla, solo manifestazioni e svolazzamenti di bandiere…mentre nel PdS circolavano idee, si discutevano programmi, si pianificava un futuro tutto Sardo…Poi con le Regionali 2019 qualcosa cambiò, tutto cambiò, successe come a Soru, ma non finì il giusto ideale. Quello che scrive Guerrini, sono per l’appunto una serie di frescacce e malvagità, che Tu hai fatto bene Paolo a denunciare subito.
Condividerò come sempre l’articolo…
Semper Fidelis, e sempre dalla Tua parte .
Leggo spesso il tuo blog e devo dirti che è l’unico posto dove si leggono (per fortuna non scritte da te) anche le supercazzole con lo scappellamento a sinistra. Sinceramente preferisco il Mario delle supercazzole a destra (aveva più senso,… In tutti i sensi). Cordiali saluti.
Tempo fa , ho avuto “l’ ardire” di contestargli il suo metodo di fare giornalismo fazioso. Sono stato bannato e quindi oggi non posso accedere a leggere questa ennesima perla di “giornalismo “.
Mario Guerrini il giustiziere di stocazzo
Lo diffiderei, ma fa già pena di suo, cane ‘e suta ‘e mesa che ogni tanto prende l’ osso che gli lanciano
Caro Paolo,
leggere quanto hai raccontato, oltre a suscitare indignazione per il palese, untuoso, tentativo di collegare fatti, tra loro, distantissimi per gettare discredito senza esporsi, mi lascia un senso di doloroso avvilimento, nel constatare a qual punto siamo arrivati.
Vorrei convincerti che tutto questo è solo spazzatura della quale non bisogna curarsi, ma capisco anche quanto sia doloroso essere trascinati in questo fango mediatico, ed è per questo che, virtualmente e pubblicamente, ti esprimo tutta la solidarietà possibile, attraverso un affettuoso abbraccio.
Alessandro
Ma poi chi è questo Guerini , non mi risulta che abbia fatto cose importanti altrimenti lo conoscerei. Oramai è pieno di questi che ragliano alla luna per sentirsi vivi
‘Visto che oggi ci troviamo addirittura con un Rettore (Università di Sassari) rinviato a giudizio per mafia con un reduce dell’Anonima Sequestri. Mario Guerrini.’
Non ci fosse quel punto ,,sembrerebbe che il reduce dell’anonima sequestri sia proprio lui ,
Bellissimo articolo, purtroppo la Sardegna è piena di questi stercorari, se uno è abituato da piccolo a rotolare sterco, rimane stercorario… prima o poi pure lui verrà smaltito nell’umido. Nessuno si ricorderà delle sue doti, vada avanti a testa alta On Maninchedda
Non aggiungo altro: un forte abbraccio
Coraggio Paolo!
LOTTA DURA , SENZA PAURA
Guerrini chi?
Quel “famoso” giornalista che blocca chiunque la pensi diversamente da lui,,alla faccia della libertà di pensiero…..
Con l’età peggiora
Grande Paolo, nessuno ha mai avuto nessun dubbio sulla tua assoluta onestà morale, intellettuale e professionale.
E CHIE NO CHEREDE SI CODDIDI