Macomer è stato un ottimo esperimento

23 dicembre 2012 07:559 commentiViews: 16

Presenti: più di 200 persone. Ci sono stati 23 interventi. Non c’è stato tempo per confrontarsi sui singoli interventi. Molte nuove conoscenze sono state divulgate. Un certo numero di idee nuove hanno cominciato a circolare. L’assenza della stampa ha liberato tutti i presenti dalla paura della strumentalizzazione. A molti è risultato chiaro che si era in un clima più che riformista. Probabilmente faremo gli atti e li pubblicheremo on line. Un dato è certo: esiste una Sardegna di sardi competenti che ormai ha la cultura e la capacità necessarie per governare. Non ci sono solo in giro politici clientelari e mediocri: il problema è convincere chi sa e sa fare ad accettare la fatica della ricerca del consenso e la dura battaglia contro le egemonie sociali consolidate. L’altro dato certo è che ci rivedremo con una formula ancora più efficiente e con altre persone che non sono potute venire. Eventi come questo indicano che i partiti moderni devono essere più accoglienti verso la conoscenza e meno orientati a pretendere militanza. A me è risultato chiaro che se si parte dalla soluzione dei problemi e non dalle identità culturali si allarga moltissimo il consenso intorno ad una proposta di governo sovranista.
P.S. Abbiamo mangiato in cento, in piedi, in un locale vicino alla sala riunioni. Infatti, in troppi avevano trovato l’errore di ortografia nell’immagine del post precedente. Ma la risposta-provocazione più bella me l’ha mandata  un caro amico. Il testo proviene dalla rete, ma la notizia sta nel fatto che una insegnante di un liceo sardo l’ha proposto seriamente come introduzione all’Inferno di Dante. … Ecco  il testo di seguito.

Un professore di termodinamica ha assegnato un’esercitazione a casa agli studenti del suo corso di laurea. Il compito consisteva in una domanda:
“L’inferno è esotermico (libera calore) o endotermico (assorbe calore)? Sostenete la risposta con delle prove”.

La maggior parte degli studenti ha cercato di dimostrare le proprie convinzioni citando la legge di Boyle (un gas si raffredda quando si espande e si riscalda quando viene compresso), o alcune sue varianti. Uno di loro, tuttavia, ha scritto quanto segue.

“Innanzitutto, dobbiamo sapere come cambia nel tempo la massa dell’inferno. E quindi abbiamo bisogno di stabilire i tassi di entrata e uscita dall’inferno delle anime. Credo che possiamo tranquillamente assumere che, quando un’anima entra all’inferno, non è destinata a uscirne. Quindi, nessun’anima esce. Per quanto riguarda il numero di  anime che fanno il loro ingresso all’inferno, prendiamo in considerazione le diverse religioni attualmente esistenti al mondo. Un numero significativo di esse sostiene che se non sei un membro di quella stessa religione andrai all’inferno. Siccome di queste religioni ce n’è più di una, e visto che le persone abbracciano una sola fede per volta, possiamo dedurne che tutte le persone e tutte le anime finiscono all’inferno. Dunque, stanti gli attuali tassi di natalità e mortalità della popolazione mondiale, possiamo attenderci una crescita esponenziale del numero di anime presenti all’inferno.
Ora rivolgiamo l’attenzione al tasso di espansione dell’inferno, poiché la legge di Boyle afferma che, per mantenere stabile la temperatura e la pressione dentro l’inferno, il volume dello stesso deve crescere proporzionalmente all’ingresso delle anime. Questo ci dà due possibilità: 1) se l’inferno si espande a una velocità minore di quella dell’ingresso delle anime, allora temperature e pressione dell’inferno saranno destinate a crescere, fino a farlo esplodere; 2) naturalmente, se l’inferno si espande più velocemente del tasso d’ingresso delle anime, allora temperatura e pressione scenderanno fino a quando l’inferno non si congelerà.
Dunque, quale delle due è l’ipotesi corretta? Se accettiamo il postulato comunicatomi dalla signorina Paola M. durante il mio primo anno all’università, secondo il quale “farà molto freddo all’inferno prima che io te la dia”, e considerando che ancora non ho avuto successo nel tentativo di avere una relazione sessuale con lei, allora l’ipotesi 2 non può essere vera. Quindi l’inferno è esotermico”.

Lo studente ha preso l’unico 30.

9 Commenti

  • La risposta è giunta da Cumpostu su L’Unione di ieri: non solo non mi è piaciuta, ma ha messo a nudo il nervo della assenza dalle scene mediatiche di un PSdAz che – da promotore della mozione dell’indipendenza – avrebbe dovuto replicare se non altro per difendere le proprie posizioni.
    Dove sta andando il PSdAz?
    Sembra che da partito dei sardi si comporti proprio come loro: disaggregazione, invidia, autolesionismo.
    PS. Fra i tanti che non vorrebbero che Paolo tornasse a fare solo il Professore, conosco una persona (mio padre) che ne sarebbe invece felice: da sempre sostiene che fare politica in Sardegna è solo tempo perso mentre insegnare in modo etico equivale a dare realmente una mano alla causa sarda.

  • Italiano DOC

    Caro mmc, non sarà che forse Meloni ha ragione e voi fondate le vostre ridicole convinzioni sul nulla?

  • Ne L’Unione Sarda del 30/12/12, pg 13, è pubblicata l’opinione del tuo collega Consigliere Franco Meloni sul tema “indipendenza dall’Italia”.
    Il testo è, a mio avviso, privo di reali contenuti e a dir poco offensivo della dignità dei Sardi.
    In pratica, secondo la consuetudine dei migliori leghisti, siamo una manica di scansafatiche e viviamo di elargizioni dal Nord Italia.
    Gradirei poter leggere una nota di risposta a tanta leggerezza nell’affrontare un tema di questa importanza.

  • Bravo Prof, complimenti
    Un bellissimo convegno, interessantissimo, molto qualificato, unico nel panorama regionale, ottima la scelta dei relatori.
    A presto il prossimo convegno, occorre battere il ferro finchè è caldo.
    Suggerisco il titolo ”ed ora rimbocchiamoci le maniche”
    Auguri e buone feste, salute e serenità
    Salvatore

  • Spero di poter essere presente ai prossimi incontri. Grazie per l’impegno sempre costante. Buon Anno.

  • Nde diamus kerrer medas de attovios goi ke a custu, isprainaos in tottu sa Sardinna. A novas.
    Augurios mannos a tottu sos patriotas de bona pasca de nadale, de salude e libertade

  • Buongiorno,
    mi è dispiaciuto non potere essere presente, ci tenevo molto. Sono sicura però che ci saranno altre occasioni, anche perché se l’esperimento è riuscito, la scienza insegna che di esperimenti dello stesso tipo ce ne vogliono tanti per poi formulare delle tesi. Direi che si profila qualcosa di veramente nuovo sull’orizzonte piatto della politica isolana che è povera scimmia della politica nazionale.
    Aspetto di leggere gli interventi e auguro a tutti un felice cristiano/laico Natale.

  • Puntorzu, si vede che non c’eri e che non c’eri per un pregiudizio. Il professore vuole semplicemente dire che la gente parla meglio quando sa di non essere strumentalizzata o costretta dentro logiche di partito. Poi può scegliere di militare dove si sente più libera. I tuoi interventi sono costantemente caratterizzati dal sospetto e dalla diffidenza; se non hai più fiato tu non per questo deve togliere la freschezza di un respiro a pieni polmoni agli altri. Ieri a Macomer è stata una bellissima giornata, importante per la Sardegna, importante per il Psd’az, mai nominato ma comunque padrone di casa, che dovrebbe capire che deve aprirsi, accogliere, rischiare, fare spazio.

  • Induce a riflettere la visione bipolare “conoscenza-militanza”. Il cui messaggio subliminale parrebbe essere: la militanza è plebea, priva di conoscenza, è militarizzata quindi non libera, incapace di assumere responsabilità di governo. Deve semplicemente restare a disposizione. Di chi? Di chi ha la conoscenza, che è libero ed ha il privilegio della non militarizzazione avendo come obiettivo la soddisfazione o meno dei desiderata. Della collettività o della aristocratica conoscenza? E’ una domanda retorica che comunque non può non considerare legittima la risposta.
    Però la militanza (che è poi la famiglia allargata con tutto quello che il vincolo familiare comporta, liti, rispetto, tolleranza, libetà ma anche impegno, di norma, a stare uniti) può non possedere la conoscenza? La domanda, anche questa retorica, ha una risposta altrettanto legittima.
    Conoscenza e militanza? Un binomio inscindibile per il governo di società moderne complesse. A meno che non si vogliano riportare indietro le lancette della storia.
    Ma la strada verso l’indipendenza non è breve e linerare e le occasioni di confronto/scontro non mancheranno. L’importante è condurre il treno a destinazione.
    BONA PASCA DE NADALE.

Invia un commento