Ma siamo tutti sardi o alcuni sì e altri no? Con una postilla sul congresso

18 ottobre 2012 06:597 commentiViews: 29

Oggi La Nuova ospita in cronaca di Sassari le proteste del sindaco del capoluogo Turritano perché alcuni pulmann (non tutti) e non tutti i giorni anziché andare direttamente da Sassari a Cagliari entreranno a Macomer. La scelta dell’Arst di ripristinare questo servizio (fino a qualche anno fa era assolutamente normale e fu la fortuna della cosiddetta Pani) fu concordata con i sindaci della zona, fu frutto di ripetuti incontri, fu richiesta dai dipendenti Arst della Sardegna centrale, e ha come banale motivazione il desiderio della fascia che va da Siniscola a Abbasanta di poter aver un uogo dove prendere i mezzi per raggiungere le due principali città della Sardegna, in particolare Sassari. Non credo che il sindaco di Sassari non gradisca che gli studenti della Sardegna centrale vadano a Sassari o che possano raggiungere più agevolmente gli aeroporti di Alghero e di Cagliari. Inoltre, si tratta di una fase sperimentale legata all’entrata in servizio efficiente dei nuovi treni. Se domani frequenza e percorrenza dei treni dovessero garantire un servizio efficiente, il problema sarebbe risolto, nel frattempo non credo che si voglia che i cittadini del Nuorese debbano prendere al volo sulla 131 i pulmann dell’Arst.
Sui trasporti bisogna parlarsi, bisogna far ruotare i funzionari regionali che se ne occupano e che sono i veri signori inconctestabili di rotte, concessioni, orari, servizi, altro che i pachidermi della politica, qui siamo al baronaggio autentico! Mi auguro e spero che l’Arst mantenga la posizione concordata con i territori; mi auguro che i sindacati del territorio si facciano sentire, visto che sono stati tra i maggiori richiedenti di questa innovazione del servizio; mi auguro di poter discutere anche di questo con Ganau quando ci vedremo a Cagliari per le province.

PS: sul Congresso. In tanti mi chiedono di convocare una riunione per parlare, vederci, sfogarci. Io sono d’accordo. Non lo sto facendo adesso, perché sento un’aria che non mi piace e che porta dritti a conclusioni irrazionali di separazione. Nessuna scissione. Nessuna corrente. Nessuna organizzazione alternativa. Io ho scelto la chiarezza della linea e il sacrificio personale per evitare che la distinzione producesse fratture, guerre civili e quant’altro. A queste condizioni e se realmente questa volontà di vedersi su base regionale non si rivelerà per essere un fuoco di paglia, fra una decina di giorni ci diamo appuntamento da qualche parte e ci vediamo in riunione pubblica, aperta a tutti e senza segreti o carbonerie. Ovviamente a partire dai sette punti di cui ho parlato in questi giorni. Fatemi sapere (e adesso non dimenticate i pullman per troppo interesse per questo secondo punto).

 

7 Commenti

  • Gian Piero Zolo

    Per quinto moro,
    Questa è un’occasione per dare il proprio contributo ad un’idea della mobilità che sia innanzitutto dei cittadini. Il fatto che lo diano anche gli esperti del settore e gli addetti ai lavori anziché generare interesse susciti stizza non mi pare sia utile alla risoluzione dei problemi. Nel mio articolo mi sono soffermato sul ruolo che gli amministratori locali hanno ( e che gli viene riconosciuto per legge) nell’elaborazione dei piani di trasporto, i cittadini hanno il diritti di avere sindaci e amministratori che si facciano carico delle responsabilità in materia. Questo non accade. Ti cito un esempio, la sezione psdaz del mio paese ha inviato ai propri amministratori, ai consiglieri, a tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale un Comunicato per il riequilibrio dell’offerta del trasporto pubblico locale del territorio, precisamente ai primi di luglio, bene, risultato? Niente di niente! Si è mossa prima l’Arst…..

  • Quinto moro

    Su Arst: siamo alle solite! Scattano dalle loro sedie gli” esperti del settore” e gli” addetti ai lavori”. Ma quand’è che vengono sentiti anche gli utenti dei servizi (disservizi) che sono, poi, quelli che pagano sulla propria pelle! È vero, si parla tanto di “continuità territoriale” aerea e navale verso l’esterno e non ci rendiamo conto che manca la “continuità interna” che dipende esclusivamente da noi sardi. Per la riunione che “possa far partire” il nuovo progetto politico della Sardegna conto di non mancare e anche se distante da Olbia andrebbe bene Tramatza.
    Fortza paris.

  • Bravo, hai capito che i SARDISTI non sono, o meglio non erano al congresso, una riunione aperta determina una vera MAGGIORANZA quella delle teste che pensano e non i numeri dei cartellini dei vari congressi.
    La gente vuole al prossimo governo della Sardegna 50 con le palle.

  • Gian Piero Zolo

    Non conoscendo i motivi della protesta del Sindaco di Sassari ma intuendo che sicuramente sono frutto di una ponderata elaborazione ritengo sia opportuno non soffermarsi oltre su dichiarazioni figlie di un ragionamento fondato su un preciso interesse che seppur circoscritto geograficamente appare evidentemente coadiuvato dalla legittimità del ruolo.
    Il sistema del Trasporto Pubblico Locale (T.P.L) si basa su una normativa che basa la sua essenza sulla disciplina concessoria che in altre parole altro non è che il sistema di regole e norme giuridiche che stabilisce il rapporto Ente concedente – Vettore – fruitore della Mobilità.
    Tali norme, contemplate nel D.lgs. n° 422 /97 riguardanti il conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, vengono disciplinate dalla Legge Regionale 7 dicembre 2005 n°21 sulla Disciplina e organizzazione del trasporto pubblico locale in Sardegna. E’ importante premettere che il sistema del T.P.L prima dell’avvento del D.lgs. 422 e successivi attuamenti regionali era regolato da una disciplina che vedeva lo Stato come Ente concedente e per questo si trattava di Trasporti in Concessione Governativa (le vecchie Fds o complementari per intenderci). L’attuazione, peraltro cronologicamente difforme, di tali leggi ha visto la Regione Sardegna recepire prima di altre regioni i contenuti e i procedimenti attuativi della riforma a fronte di una vertenza sulle entrate quale controparte congrua del successivo impegno finanziario. Nel quadro di riordino, il venir meno del sistema di trasporto in concessione ha di fatto comportato la fusione delle ex Fds,Fms e dell’ex Pani già confluita in Fds e della ex Arst in un unico soggetto oggi denominato ARST S.p.A. come previsto dall’art 2 comma g della legge 21.
    Con la nuova Azienda, sarebbe dovuta consequenzialmente entrare a regime la nuova normativa regionale che sostituisce la Concessione Governativa col Contratto di Servizio. Allo stato attuale gran parte della disciplina in materia stenta ad avere attuazione e qui il richiamo alla burocrazia regionale trova i fondamenti che Paolo denunciava. Tale situazione genera la mancata comprensione delle dinamiche e della norma che rende possibili ed attuabili le finalità perseguibili.
    Finalità perseguibili che si basano sul richiamo ai principi sanciti dalle norme nazionali e comunitarie in materia, con l’obbiettivo di conseguire il riequilibrio territoriale e socio economico da perseguire attraverso la riorganizzazione e lo sviluppo del trasporto collettivo, da cui non può prescindere l’elaborazione di un sistema integrato che garantisca, attraverso un organico sistema di raccordo verso scali portuali ed aeroportuali, il diritto alla mobilità dei cittadini sardi. Questo concetto esce vieppiù rafforzato dall’interazione alle modalità di attuazione delle autonomie locali, le quali vengono riconosciute partecipi dell’elaborazione dell’offerta sulla base della domanda dei rispettivi bacini d’utenza e a cui viene conferita la definizione, in intesa con la regione, dei servizi minimi sufficienti a soddisfare la mobilità. L’intervento delle autonomie locali oltre a garantire un decentramento dell’analisi di mercato è volto anche ad avviare una più articolata riforma del tpl che individui la possibilità di promuovere il diritto alla mobilità col ricorso a forme innovative e non convenzionali che interagiscano col sistema dei trasporti tradizionale, per esempio in aree o contesti a domanda debole (es. i servizi a chiamata). E’ fondamentale recepire che la sinergia tra regione ed autonomie locali oltre a portare ad un’integrazione modale e tariffaria riferita oltre che nel complesso anche a specifici bacini di traffico deve ottemperare a quanto disposto dal comma 5 dell’art.19 del D.lgs. 422 che dispone quale obbiettivo il raggiungimento del rapporto di 0,35 fra ricavi da traffico e costi operativi al netto del costo dell’infrastruttura. E’ evidente che le” lungaggini” burocratiche in questo caso portano al mancato conseguimento di più di un obbiettivo, non ultimo il contenimento dei costi che vale la pena ricordare sono a carico della regione. Nelle argomentazioni più o meno campanilistiche del primo cittadino non compaiono i criteri gestionali che fondano la propria affidabilità sulla conoscenza della rete dei servizi della mobilità nel suo complesso.
    Dovendo fare ricorso agli strumenti legislativi di indirizzo che si prefiggono il raggiungimento di standard quantitativi e qualitativi occorre necessariamente riconoscere l’articolazione che caratterizza la differenziazione dell’offerta. In questo contesto vengono individuate all’interno dell’intera rete diverse tipologie di servizio, viene data definizione tra le altre dei “ Collegamenti portanti o rete portante di trasporto” ossia il complesso di itinerari e servizi, su ferro o gomma, che avendo particolari caratteristiche di frequenza e velocizzazione, si sviluppa lungo le principali direttrici di traffico effettuando fermate solo nei punti di adduzione della domanda di trasporto, mentre per “ collegamenti di adduzione” si intende il complesso degli itinerari e dei servizi di raccolta di domanda e di distribuzione della domanda, da e per la rete portante verso i bacini di traffico. Maggiore conoscenza di tali principi indurrebbero maggior cautela, visto che nessuno più di Macomer risponde su la direttrice nord-sud Sardegna a tali requisiti. Al netto del discorso che sarebbe più lungo ed articolato (ma si può approfondire) mi pare ovvio che una maggiore sinergia tra sindacati e enti locali all’interno del proprio bacino d’utenza sarebbe da sviluppare, anche in vista dell’attuazione della legge 21 che rischia una volta di più di cogliere impreparati gli Amministratori ( che nel passato anche recente non hanno brillato per interesse nei confronti del diritto alla mobilità dei propri territori: Il dirottamento del traffico per Cagliari da Macomer e v.v solo su ferro è passato sotto un silenzio assordante, lo smantellamento del servizio ex Pani e il taglio di alcuni servizi di adduzione idem).
    Le recenti disposizioni dell’ARST che mirano ad un miglioramento dell’offerta dei traporti per il territorio, va ricordato, non sono solo conseguenti all’interessamento di alcuni Sindaci e dei dipendenti Arst, ma soprattutto del decreto n° 6 del 31 Maggio del 2011 dell’Assessore ai Trasporti Cristian Solinas oltreché del consueto interesse dell’On. Maninchedda.
    ARST SPA è in questo momento il vettore che garantisce con una flotta totalmente rinnovata e con un continuo sforzo gestionale il diritto alla mobilità in tutto il territorio regionale, ed è un’azienda che sta uscendo da un piano di riorganizzazione post fusione impegnativo e complicato, il continuo susseguirsi di iniziative volte al miglioramento della qualità del servizio con il monitoraggio del customer satisfaction vanno nella direzione che riconosce l’utenza come parte integrante dei processi di miglioramento del servizio, ma l’Arst non può per ovvie ragioni elaborare da se i piani triennali di trasporto delle provincie o fare i conti nelle tasche dei comuni o presiedere l’agenzia regionale dei trasporti.
    Serve da parte degli amministratori del territorio, e dei sindacati, avere coscienza del ruolo e delle responsabilità che le nuove norme delegano loro anche in considerazione dell’importanza dei trasporti all’interno di un più ampio processo di evoluzione socio economica. Il diritto alla mobilità va tutelato e difeso ma implica anche dei doveri imprescindibili, va migliorato, anche quando da Cagliari a Sassari ti costa dieci minuti di viaggio in più.
    P.S.
    Paolo, niente divisioni, basta. L’hai detto: Il futuro è aperto. Viviamolo. Noi ci saremo.

  • E io mi vorrei iscrivere a un sindacato sardo, non italiota o sardignolo.

  • Piero Botza

    Perdonate i miei limiti, ma proprio non riesco a capire l’opposizione del sindaco di Porto Torres, qual è il danno per la città se la linea effetua la fermata a Macomer, il danno si realizzerebbe (per Porto Torres, Sassari e il centro Sardegna) se non entrasse, dato che mancherebbe la maggior parte dell’utenza di quella tratta. Non ho dati su quella linea, ma ho qualche cognizione sui trasporti, non credo vi sia una ressa di passeggeri da Cagliari per Porto Torres, ce ne possono essere per Sassari forse.Premetto che io non conosco gli orari ne i tempi di percorrenza, però se dovessi recarmi a Porto Torres da Cagliari, sceglierei il treno, dato che c’è una parte della tratta ferroviaria che si percorre ad “alta” velocità, e quindi accorcia i tempi di percorrenza. Di questi tempi si parla tanto di un problema di primaria importanza, la continuità territoriale, quella interna dovrebbe venire ancora prima di quella navale e aerea, e i trasporti pubblici del centro Sardegna in certe tratte si possono classificare da terzo mondo, togliendo la fermata a Macomer, il centro Sardegna verrebbe ulteriormente penalizzato. Sui funzionari, gli utenti sardi e i dipendenti sono in attesa del riodino della azienda, che dovrebbe diventare unica, comprendendo trasporto urbano ed extraurbano, qindi eliminando parecchi consigli di amministrazione, con l’atteso snellimento della gestione e un consistente risparmio dei contribuenti. In attesa della riunione saludos e sempre FORTZA PARIS

  • D’accordo su Arst e d’accordissimo sulla posizione assunta.

    Per La riunione attendiamo solamente la sua convocazione e ci saremo.
    Può benissimo stabilire lei la data e comunicarcarcelo sul sito.
    Propongo Sabato 27 Ottobre (di mattina) al Centro congressi di Tramatza al km 103 della Carlo Felice.
    La sala ci quotiamo 5 euro a testa.
    Sono convinto che non ci saranno solo i Sardisti.

    Saludos

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