Ma a Cagliari chi governa? La politica o il denaro?

22 gennaio 2010 07:449 commentiViews: 13

100Per fatti che sarebbe lungo riepilogare, non ultima la questione annosa di Tuvixeddu (ripeto la mia proposta: 1. soluzione globale, con rimodulazione concordata tra le parti dell’Accordo di programma; 2. transazione col gruppo Cualbu con indennizzi e permute in modo da ampliare molto l’area parco; 3. casa dello studente in via Is Maglias) mi sono occupato della situazione urbanistica di Cagliari. Occorrerebbe una Commissione d’inchiesta. Per esempio sul rispetto della quota riservata a verde nelle diverse lottizzazioni. Per esempio sulla proprietà degli edifici dell’area urbana affittati a enti e società regionali. Per esempio sulla residenzialità universitaria. Ne ho ricavato una netta sensazione: Cagliari ha una sovranità formale, quella delle istituzioni, e una reale, limitata a dieci persone, con solidi rapporti in tutte le formazioni politiche. Perché? Per un motivo atavico: l’informazione. Cagliari non sa; Cagliari è mantenuta dal grande flusso di denaro garantito dalla cocaina, dai concerti, dal calcio, in uno stato di infanzia gioiosa, sapientemente alimentato dal partito della decina potente. Bisogna scrivere e parlare. Sto pensando ad un metodo di comunicazione povero ma efficace che potrebbe risolvere il problema, ma mi chiedo perché chi sa non scrive anche in questo sito? Mi do una risposta: perché ha paura, perché la magistratura di questi mangiapane a tradimento non ne ha mai arrestato uno, perché chi sa, sa anche che nelle cene di Cagliari gli ufficiali delle armi dello Stato stanno gomito a gomito con gli esponenti del partito di Lasciatecifareicazzinostri; perché dinanzi a un magistrato che cerca la verità, ce n’è sempre un altro che frena, che obietta, che suggerisce; perché c’è sempre un avvocato che ha un rapporto stretto col Diavolo e trova il comma dell’articolo del Corno della Forca che a noi pianta sempre un coltello nella schiena e a loro offre una cena ad aragoste. Cerco gente senza paura che scriva da Cagliari (a Nuoro stanno prendendo coraggio e quando lì comincia a girare il vento, la Sardegna ha di che pensare). Sono qui: non si costruisce uno Stato con la borghesia parassitaria. Cerco gente capace di costruire ricchezza, sviluppo, chiarezza di regole.

9 Commenti

  • Caro Paolo,
    ammiro la tua schiettezza, e capisco che i nomi sarebbe bello farli. Ma facciamo politica, e non i giustizieri, e d’altronde a noi mancherà per sempre l’immunità.
    Domani mi troverò, con gli altri segretari di sezione, a tentare ennesimamente la costituzione del comitato cittadino cagliaritano.
    Paiono difficili i suoi aspetti formali, non meno nella raccolta delle volontà. Signìficati quelli politici, quelli che devono pregnare e caratterizzare (molto) la nostra azione.
    Certo che si vuole, si è assetati, di discussione; ma l’affannosa ricerca di equilibri interni e di prossime candidature prevale.
    Vero che ai numeri si deve pensare: ma cosa ci distinguerà rinunciando a porre in primis una proposta di opinione, invece che di piccoli potentati?
    La straordinaria occasione di far crescere il sardismo metropolitano, perché no: da sempre motore del nostro vento, è evidente nella trascuratezza dei bisogni della parte, stragrande, debole della Città.
    E’ evidente nella provincialità che ci ha governato da troppo tempo, nelle ambizioni soppresse e nelle potenzialità ambientali e culturali di questa povera Città. Sta nelle cause che ben analizzi, sta negli effetti di un’amministrazione (e ci comprendo le connivenze dell’intero arco consiliare), ben capace di assopire, rimandare, accontentare, annunciare, dimenticare.
    Un Piano per il litorale abbozzato di fretta per la incapacità di governare quattro chioschetti sulla spiaggia, una politica sociale da dopoguerra, una mobilità da terzo mondo… oddio ora ci scavano anche via roma per chissà quanto senza un progetto serio a parte le proposte estemporanee de L’Unione Sarda….
    E la grettezza di un anfiteatro con le poltroncine blu che fa rabbrividire l’ambizione di Città Turistica, le meraviglie degli stagni che ci sono estranei, una necropoli quasi famosa quanto costruita, il Castello senza una banca o una farmacia però si litiga per costruirci scale mobili ma per arrivare dove…, mentre sono scappati i residenti anche da Marina e Stampace e i pochi speculatori immobiliari che ne sono già proprietari attendono di passare all’incasso.
    Grazie per avermene fatto parlare. I poteri forti, l’informazione, stanno riducendo questa Città all’apatia e all’abbandono. Fra un pò all’intolleranza e all’insicurezza, alla paura.
    Madamina, il catalogo è questo. Se sia brutta, se sia bella; purché porti la gonnella, voi sapete quel che fa.

  • Marco Pisano

    A proposito di interventi edilizi, uffici regionali e informazione, non credo fuori luogo segnalare il rinnovato interessamento della Regione ai due complessi edilizi che stanno sorgendo in via Santa Gilla. L’area interessata è questa:
    http://digilander.libero.it/ad_metalla/fenicotteribis.jpg

    vedasi la delibera regionale:

    DELIBERAZIONE N. 56/39 DEL 29.12.2009
    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20100111163556.pdf

    Come è noto, questi edifici furono già oggetto di accordi di compravendita tra la Regione Sardegna e le 2 società proprietarie, Tepor e Ienove (quest’ultima poi divenuta “Centro direzionale Santa Gilla”, se non vado errato), accordi poi revocati dalla amministrazione regionale precedente.
    Vigiliamo e pretendiamo la massima trasparenza relativamente a necessità effettiva e modalità di un eventuale rinnovato accordo.

  • Casteddaiu de Biddanoa

    Tu cerchi gente in cerca di guai! Cagliari non è dei Cagliaritani da molti decenni. E’ nelle mani di una miriade di persone che, a ragione od a torto, ha comprato frammenti della città arrichendola o impoverendola di identità. Facendola comunque diventare un’altra cosa. Per capire esattamente il fenomeno, in termini precisi, è sufficiente accedere alla Conservatoria dei Registri Immobiliari. La provenienza delle proprietà immobiliari rivelerà aspetti interessanti, soprattutto per la concentrazione di alcune zone di origine e per la presenza ricorrente di alcune famiglie.

  • NON SOLO COCA!

    http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/164564

    Leggere l’articolo e chiedersi se è giusto, sborsando poco meno di 50 milioni del nostro bilancio regionale, fare un Accordo di Programma con questa azienda.

  • Caro Paolo
    Scusa se mi permetto ma la tua analisi su Cagliari é troppo semplicistica.
    Sul sistema di potere cagliaritano é stato detto tutto e di più. Basta leggersi i libri di Accardo, Sotgiu, Di Felice, Ortu e quanti altri, per capire come a Cagliari abbia sempre, e tuttora operi, un blocco di potere che sfrutta clientarmente l’ignoranza, l’idiozia (in senso di scarso civismo) e l’indolenza ignava atavica della borghesia locale.
    Vedi i cognomi all’università, negli ospedali dei vari funzionari … e capisci.
    E’ difficile che la rivoluzione possa nascere dai quartieri popolari dove comunque la necessità di chiedere i favori sovraordina le facoltà politiche.
    Il cambiamento deve essere promosso dai cittadini “che vedono e possono” e, credimi, questi sono ben pochi, anche perché tutti qualche volta hanno dovuto chiedere.
    Chi gestisce il sistema delle concessioni grandi e piccole? I progetti di lavoro precario? L’assistenza pubblica? I servizi al cittadino? Chi da le licenze edilizie? Le licenze commerciali? Quanto tempo occorre per averne una senza accozzi?
    Una visita medica immediata, un’analisi, può valere un voto.
    Questa é Cagliari! La bellissima.
    Questa città ha bisogno di vento, a destra e a sinistra. Non é Tuvixeddu il problema e Soru ha operato anche a Cagliari con l’arroganza che caratterizzato il suo periodo. Avrebbe potuto scardinare “su connottu” ma, quando era possibile, cioé alle precedenti comunali, si é piegato alle logiche del “do ut des” e delle promesse fatte. Molti di quelli che avrebbero potuto innovare, sbentulare, opporsi, ben consigliare, si sono poi accomodati, adulatori, a corte e, in parte, ne hanno ottenuto dei benefici.
    Ora si parte da zero.
    E’ difficile però che la rivoluzione possa essere fatta dalle fila della maggioranza.

  • Hai detto bene Paolo.
    Governa, in Cagliari, un oscuro potere che si rinnova in continuazione da centinaia di anni.
    Scelte politico economiche fatte calare sulla popolazione dall’alto e senza alcuna spiegazione plausibile per ilo cittadino che contengono invece una propria logica del profitto e del potere.

  • Onorevole, Lei Vuole combattere le stesse cose che ha tentato di combattere Soru.
    La politica avrebbe avuto un’altra Piega se il gruppo di Progetto Sardegna, di cui lei ha fatto parte,invece di appiattirsi sulla linea dell’allora DS Margherita avesse appoggiato la sua posizione anche nei confronti dell’allora Presidente Soru. Probabilmente Ora Soru sarebbe al suo Secondo mandato, e le Riforme di cui tanto ci si vanta sarebbero state, con lei ancora alla Presidenza della Prima commissione, vere Riforme e non un riequilibrio dei poteri degli apparati Regionali con poco o nessun impatto sul complesso del sistema Regionale. Vedi enti agricoli trasformati in Agenzia, senza il coinvolgimento dei servizi pubblici che la regione eroga agli allevatori (il Comparto più importante). Nonostante il Consiglio Regionale abbia, con ben due leggi finanziarie, posto rimedio a questa lacuna tutto è ancora Fermo. Si evidenzia la debolezza della Politica degli “Eletti” rispetto alla forza degli interessi dei “Nominati” e delle organizzazioni che gli sponsorizzano. Lo sviluppo e la costruzione della ricchezza anche nell’allevamento della Pecora, passano attraverso la modifica del sistema nel suo complesso. Nessuna utilità, se non quella propagandistica, potrà avere sul comparto che soffre da troppi anni di un gap organizzativo, la realizzazione di una nuova “Camera” anche se di “Compensazione”.

  • Ti chiedi: perchè “chi sa non scrive anche in questo sito”? Personalmente di paure non ne ho, solo mi chiedo se questo sito sia lo strumento idoneo. Io di scrupoli non me ne faccio e non me ne sono fatto in passato,come ben sai, guardo sempre alla sostanza delle cose. Forse però, dico forse, piuttosto che chiedere l’adesione ad uno strumento di informazione già pronto, per quanto valido, ma che da qualche tempo riporta un simbolo di un preciso partito politico in testa (e non sto esprimendo una valutazione sul partito, semmai una semplice valutazione sull’opportunità), forse sarebbe meglio se la proposta fosse quella di costruire insieme lo strumento più opportuno, trasparente, convincente ed efficace per raggiungere insieme l’obiettivo che ti sta – e non solo a te – a cuore. Fuori da ogni “cappello” politico. In tal senso, per le mie possibilità, io resto sempre disponibile.

  • Solo il settore dei rifiuti tossici è fuori controllo? E il sistema degli appalti, dell’esecuzione e del controllo dei rifiuti non tossici?

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