L’Unione è una forza extraparlamentare che vuole dirigere la politica sarda. Il Psd’az forte non gli piace. Non vuole che nessuno metta il naso a Cagliari

8 febbraio 2010 07:0339 commentiViews: 46

017Allora, la notte porta consiglio. Che cosa è successo ieri? È successo che la telefonata intercettata tra me e Cualbu non era una notizia perché, sia prima del 18 febbraio (data della prima telefonata) in piena campagna elettorale che prima del 15 aprile (data della seconda) io avevo già detto in pubblico ciò che ho ripetuto in privato. Ho sempre detto in pubblico che la Giunta Soru ha sbagliato nel metodo (nessuno dei vincoli apposti è rimasto in piedi, giacché anche l’ultima sentenza del Consiglio di Stato non annulla nessuna delle sentenze precedenti che avevano abrogato i vincoli, ma obbliga le imprese costruttrici a richiedere una nuova autorizzazione paesaggistica per ogni singolo intervento); ho sempre detto in pubblico che ogni giorno che passa produce l’aumento dei costi per la Regione; ho sempre detto in pubblico che era meglio fare un grande parco a Tuvixeddu, senza case, che il mostro Betile (per quanto bello a vedersi nei disegni). Non ho mai nascosto di essere amico di Cualbu, io con le mie idee e lui con le sue. Allora, perché l’Unione pubblica un’intercettazione da cui non risulta nulla di nuovo? Ho ricostruito tutto nella notte. Mi è rivenuto in mente un episodio della mia famiglia. Avrò avuto 10-11 anni. Mia madre faceva sindacato nella Cisl e si era messa a rompere le scatole alle mafiette in commissione nomine a Nuoro. Il mio paese, Macomer, venne inondato di lettere anonime che la prendevano e la lasciavano da puttana. Mamma ci riunì a tavola, ci lesse senza imbarazzi una lettera che sembrava una sceneggiatura di un film porno, poi la chiuse e ci disse che lei sapeva come reagire. Si mise a studiare le pratiche di cui si stava occupando e capì. E poi vinse sugli erotografi.
Ho fatto la stessa cosa. Mettiamo in fila gli eventi. Io comincio a polemizzare con l’Unione il 3 novembre: oggetto questo articolo sull’utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari. Contesto al direttore il qualunquismo dell’impostazione e la censura sull’utilizzo di quei fondi da parte degli altri gruppi, diversi dal gruppo misto. Insomma, gli dico che la questione è ben più grande e sospesa rispetto a come la tratta lui. L’argomento scompare dalle pagine del giornale e prosegue il suo lento ma inesorabile cammino al Palazzo di Giustizia.
Il 29 novembre 2009 contesto, invece, un editoriale di Beniamino Moro sulle politiche finanziarie della Regione. Lo contesto nel merito.
Il 14 di gennaio contesto la modalità con cui l’Unione riferisce dell’avvenuta approvazione della legge sui prodotti di origine regionale. Insomma, è da un po’ che contesto il modo con cui l’Unione fa informazione. Ma non basta.
In diversi interventi in Aula ho contestato che la vera emergenza della Sardegna sia, come vuole l’Unione, avere un ministro sardo. Ho sempre detto che dietro questa linea c’è una banale contiguità tra una corrente del Pdl, non la più riformista né la più capace, e il giornale. Poi, ho cominciato, per salvaguardare i conti della Sardegna a occuparmi di sanità, di urbanistica e di acqua. Solo Cagliari, su questi argomenti, sottrae più della metà delle risorse al resto della Sardegna. Forse non è chiaro, ma ogni giorno che passa Tuvixeddu, Abbanoa e le Asl mangiano le risorse disponibili dell’Isola. La gran parte delle risorse sprecate sono dovute allo scontro di lobby in atto a Cagliari, senza considerare che l’esito delle vicende giudiziarie di Tuvixeddu potrebbero portare il Comune di Cagliari al dissesto, cioè nella stessa situazione che portò Delogu a fare l’Accordo di programma col coinvolgimento dei privati. Già con Soru, Cagliari è costata troppo alla Sardegna. Cito solo un esempio: il Campus universitario fantasma delle ex semolerie. Si era partiti con un accordo col proprietario per 25 milioni comprensivi dell’area e della costruzione, gliene sono stati liquidati 35 per la sola area e le case dello studente latitano.  Apparirà paradossale, ma per liberare risorse per lo sviluppo bisogna vincere la battaglia di  Cagliari. L’Unione, in questa battaglia, è controparte. Oramai è chiaro: il giornale è una forza politica extraparlamentare che vuole ordinare la linea alle istituzioni regionali. L’Unione è l’avamposto di un sistema integrato di interessi che fanno capo ad un solo imprenditore che ha deciso di usare il giornale, come ai tempi di Grauso e di Liori, come strumento di lotta politica ed economica, per affermare una sua egemonia. Non è un giornale; è l’organo politico di chi vuole dirigere la città e le casse della Regione. Con questi poteri io sapevo che prima o poi mi sarei scontrato, perché io ho capito più di altri quanto del sottosviluppo del Nuorese sia prodotto dalla dissipazione cagliaritana. E adesso so meglio di prima come e dove andare a colpirli per aiutare le politiche che servono alla Sardegna e alla mia gente.

39 Commenti

  • http://www.unita.it/news/italia/95215/il_governatore_della_sardegna_i_sardi_un_problema

    Si riferisce a “centu concasa centu berrittasa”?

    Il problema secondo me sono alcuni “sardi tra virgolette”….Tuttavia senza il testo completo della conversazione riesce difficile capire di cosa stiano parlando.

    Caro Paolo, secondo me è urgente una commissione di inchiesta regionale sui fatti avvenuti a La Maddalena.
    Saluti.

  • Beh, si non l’avio lettu, mi l’avio bisau! Custu Loy depiad esser sindiku de Casteddu de ora! Mi benid su granu maduru, (po sos innorantes de su sardu” la pelle d’oca”) tottu custas allegas inberrinadas de Loy! M’artuddas su pilu cando kistionad de giunta Masala al lumicino, mmmm! Belle belle m’arretad cando nad “questi architetti francesi hanno raccontato l’essenza di un sistema, non certo nuovo, ma che come gramigna si va radicando e legittimando. Nessun lapsus, tantomeno freudiano” Ite diavulu “E’ in costruzione la sede di un quotidiano con annessa la sede della Regione: Programme: Centre de média + annexe Hotel de Region. E non stiamo parlando di edilizia. Più chiaro di così!” E Boh, si nono mi brutto sas mudandas! Malaitta s’ora ki apo inparau s’italianu, ca kistionande in sardu avio pessau solu a kussu iskifu de su centro destra! Ma in sardu centro sinistra kered narrer”Le novità dell’era attuale, essenzialmente condizionata dall’avvento di Berlusconi sono due: la prima è che il tutto avviene con economia di scala, che si compra tutto il comprabile, privato e, quando possibile, anche pubblico; il secondo e che neppure si ha la pazienza, o il buon gusto,di fingere il rispetto delle regole.Malaitta s’ora de Satchi&Satchi, e de tottu sa reclame de sa RAS, de sos inbolicos de Sardegna fatti beeella! Bivad Marx e Lenin e su cunpanzu Mao Tze Tung!

  • Porto all’attenzione il seguente articolo tratto dal Manifesto Sardo che tratta una vicenda di cui non troverete traccia sull’Unione sarda:

    Non stiamo parlando di edilizia
    16 febbraio 2010

    di Gianni Loy

    Si ha sinergia quando l’azione combinata di due elementi produce effetti potenziati rispetto a quelli che sarebbero derivati dalla loro semplice sommatoria. Così, laddove un governo regionale ed un quotidiano condividano fini comuni, ove decidessero di operare in uffici continui potrebbe realizzarsi una sinergia. Lo stretto intreccio tra un quotidiano regionale e l’attuale governo della Regione è così evidente da non potere essere negato. Il quotidiano e la giunta regionale, secondo il progetto tornato alla ribalta in questi giorni, sarebbero quindi destinati ad essere condomini. In realtà, pare che siano qualche qualcosa di più si semplici condomini, almeno compari. Ma la notizia, a voler esaminare con più attenzione le fonti, sotto il profilo filologico ma anche storico-evolutivo, nasconde molto di più. E quel molto di più desta preoccupazioni circa il quadro culturale, o sulla comune percezione che si ha delle cose d’oggi. Intanto una notazione, apparentemente lessicale, che rivela il mutato clima istituzionale. E’ noto che Istituzioni, Enti ed imprese sono solite dotarsi “uffici stampa” al fine di poter meglio rappresentare, all’esterno, la propria azione. Se immaginiamo un Comune, o la Giunta regionale, essa annovera tra gli strumenti utili per la propria azione, un Ufficio stampa. Cioè la Giunta possiede, in un certo senso, la sovranità dell’azione e l’Ufficio stampa è ad essa strumentale, le ruota attorno. Nel progetto dei Fenicotteri si nota un insolita inversione dei ruoli. Si afferma che, in questo caso, al centro stanno un quotidiano ed il suo museo, e che, attorno ad esso sorge la sede regionale: Centre de médias et annexe Hotel de Région. Nella lingua italiana per rimanere nell’ambito filologico, nel caso di cui una entità sia annessa ad un’altra, è sempre la principale ad annettere l’altra. Abbiamo studiato che fu la Francia ad annettersi la Corsica, e non viceversa. Quando comprate un computer, ve lo propongono con annesso Dvd. E’ difficile che possiate comprare un Dvd con annesso computer. Così come un Gps ve lo propongono quasi sempre con “annessa antenna”, non ho mai visto l‘offerta di un’antenna con annesso Gps. E mi sembra difficile che i francesi, non è nella loro cultura, abbiano potuto immaginare che la sede di un giornale sia più importante della sede della Regione Sarda. Non può trattasi di un refuso. Di un lapsus freudiano magari si. Perché, in fondo, non dimostra altro che quella verità che, per bon ton, è difficile ammettere in pubblico. Verità che, al più, siamo abituati ad ascoltare, in tutta la sua crudezza, nelle intercettazioni telefoniche. Non è un caso che le si voglia abolire. la verità, non nuova, per la quale gli interessi e i corrispondenti poteri stanno al di fuori della politica, palesi o occulti che siano, e che, di solito, non hanno neppure bisogno di un “annesso” ufficio stampa. Perché i loro uffici stampa sono i giornali e le televisioni. Dovremmo far memoria, e ricordarlo anche ai più giovani, a quelli che ancora non c’erano, che i potentati economici erano soliti comprare le fonti di stampa dell’area geografica dove intendevano insediarsi ancor prima di collocare la prima pietra. E non solo Rovelli, e non solo in Sardegna… Le novità dell’era attuale, essenzialmente condizionata dall’avvento di Berlusconi sono due: la prima è che il tutto avviene con economia di scala, che si compra tutto il comprabile, privato e, quando possibile, anche pubblico; il secondo e che neppure si ha la pazienza, o il buon gusto,di fingere il rispetto delle regole. MI sembra il gioco del rubamazzo: chi ci mette le mani sopra si può pappare tutto “legalmente”. Se esaminiamo la vicenda nella sua cronologia abbiamo una conferma dell’inversione dell’ordine dei fattori. Ricordo berne, qualche anno fa, quando in Consiglio comunale fu proposta una variante al progetto dei Fenicotteri. Nel 2000 era già stato approvato un piano con destinazione non abitativa. Qualche anno dopo fu chiesta una modifica che consentisse la destinazione residenziale. Fummo in molti ad opporci. La mia idea, allora, era che si trattasse di un semplice trucco: quel piano era stato approvato con quella volumetria conformemente ad uno strumento urbanistico che consentiva tale cubatura solo per quella destinazione d’uso. Difficilmente avrebbe avuto via libera se avesse dichiarato un’altra destinazione. Poi, dopo qualche tempo, la pratica ritorna in Consiglio dove, con fare ingenuo, di afferma che è roba da poco: la volumetria non viene modificata, semplicemente viene cambiata la destinazione d’uso. Come se all’interno di un Piano Urbanistico fosse indifferente la destinazione d’uso in una particolare zona della città. Ora, rileggendo le carte, mi accorgo che la questione era più complessa. Sulla base dell’autorizzazione comunale originaria, quella del 2000, si era concordata la disponibilità della Regione a comprare i palazzi. Si costruiva per un committente sicuro. Ma qualcosa doveva essere andato storto. In effetti, l’esecutivo di Soru, non appena insediato, coerentemente con le linee guida del Piano per la localizzazione delle sedi istituzionali, ha cancellato la delibera ancora con la quale la Giunta Masala, al lumicino, aveva aperto le trattative per l’acquisto. Ecco che così, come prima aveva dato il suo assenso al progetto, il Consiglio comunale, cioè la sua maggioranza, ben sostenuta dal quotidiano locale, rendeva omaggio al nuovo interesse di chi comanda le danze. Nel frattempo il palazzo ha cambiato inquilino. Le carte, a volte si scompongono, a volte si ricompongono. Chi le aveva disfate, con rammarico esteso anche ad alcuni settori della sinistra, si è levato di mezzo. Le carte cominciano a ricomporsi. Ma non è la cronaca ad interessarci. Piuttosto è la geometria. Quella geometria che relega le istituzioni ad una funzione ancillare rispetto ai poteri (forti?). Ci rattristano le assemblee elettive che operano alla comanda. Ci offende la politica che non governa ma che è governata. Ci spaventa vedere interessi tanto forti, e tanto potenti, che al posto di un un ufficio stampa hanno interi quotidiani, radio e televisioni. E gli inquilini di queste istituzioni pronti ad ubbidire. Chi vuole scommettere che, ove l’interessato glielo chiedesse, il Consiglio comunale di Cagliari si rimangerebbe l’ultima delibera per restituire a quegli edifici, anche a cose fatte ed in pochi minuti, la destinazione d’uso originaria? Ingenuamente, crediamo, questi architetti francesi hanno raccontato l’essenza di un sistema, non certo nuovo, ma che come gramigna si va radicando e legittimando. Nessun lapsus, tantomeno freudiano: una semplice verità di cui tra un po’ nessuno si scandalizzerà più. Il programma è chiaro: E’ in costruzione la sede di un quotidiano con annessa la sede della Regione: Programme: Centre de média + annexe Hotel de Region. E non stiamo parlando di edilizia. Più chiaro di così!

  • Giancarlo Mameli

    Mi pare chi Zuliu, unu piaghere a lu lighere, no si ammentara, chi custa casta e zente la tenimoso a connottu dae sempre; pro sa zente nostra sun:canese de isterzu…. e mi faere piaghere finzas a lighere a GB Carta, poite finas chi carchi foeddu potede finas no esser cumprendiu, mi pare cosa ona chi unu pagu tottus provamos allegare in limba.
    Paolo,como lu iese?…cantu zente es dimandande de fagher cumente nanta in Casteddu unu “CHIACCHERONE”, dae sa zente nostra?
    ….mi pare chi bi futidi un'”OMINE MANNU”, Sardista, chi una die at nau “E’ARRIVATO IL MOMENTO DI OSARE”. Mi pare chi custu siatde unu dae custo’s momentos.

    a mezul bjede cun salude e Fortza Paris.

  • Concordo con Mmc. Si spendono molte risorse SU Cagliari ma non PER Cagliari. Non in politiche di sviluppo. E’ questo il problema. A giovarne non sono ne i Cagliaritani come me, tanto meno gli altri Sardi che non possono usurfruire di tutti i servizi o servigi che un capoluogo/capitale efficiente dovrebbe offrire al territorio. Cagliari motore e promotore di sviluppo per la Sardegna. Questo dovrebbe essere.
    Ma città è in una fase di stallo, lo sviluppo bloccato da lotte tra fazioni o iniettitudini amministrative. Conflitti tra poteri e vanità personali. Pare osservi passivamente. Poco attenta e propositiva. Lenta. In regresso per certi aspetti, non solo demografici.
    Risorse su Cagliari, si diceva. Ben vengano. Ma per cosa si spendono? non certo per promuovere un miglioramento urbanistico, o lo sviluppo economico, morale, sociale, culturale. Non si percepisce nulla di tutto questo. Città terreno di conquista, da saccheggiare, scenario di gruppi di potere in lotta. E alla collettività, alla città, alla Sardegna, alla nostra gente, vengono sottratte occasioni di sviluppo quali anche una necropoli di Tuvixeddu, o un campus universitario per gli studenti sardi.

  • Massimiliano

    Una cosa è sicura: i sardisti vogliono il giornale, lo ritengono strategico, vogliono contribuire concretamente a questo progetto del Solco, se abbiamo un tipografo sardista si potrebbe acquistare un macchinario e concederlo al tipografo, lui stamperebbe le copie ogni tre mesi (gratis) e si utilizza il macchinario per lui nel tempo rimasto.
    Noi della sezione di Assemini siamo pronti a contribuire.
    FORTZA PARIS PATRIOTUS
    TEDDE MASSIMILIANO

  • Fabrizio Tanchis

    “Custa populu est s’hora d’ estirpare sos abusos!
    a terra sos malos usos, a terra su dispotismu;gherra gherra a s’egoismu et gherra a sos oppressores; custos tirrannos est prezisu umiliare!
    Finalmente Paolo! dopo tanto tempo stiamo riprendendo una parola tanto cara a noi sardisti e cioè “Azione”! bisogna continuare senza tentennamenti perchè il POPOLO lo pretende e ne ha diritto!
    È fondamentale per avere credibilità! e la tua onestà intelletuale saprà affermarsi anche nelle persone più scettiche… non fermarti.
    Al gruppo consiliare PSd’AZ diciamo che saremo al vostro fianco!
    Quello che sostieni è la sacrosanta verità ed io dalla mia piccola esperienza di amministratore comunale posso solo confermare.
    Ho letto molti interventi che prospettano l’ipotesi di progettare una rete comunicativa forte con giornali e quant’altro che siano svincolati dalle logiche dei poteri forti ebbene io ci sto! RIFONDIAMO SUBITO IL SOLCO!
    e come Varekina accetto e rilancio la sua posta come si fa nel gioco del poker: da assessore comunale percepisco una indennità mensile di 109,00 euro, mi impegno di metterli tutti a disposizione fino alla fine del mio mandato amministrativo (maggio 2012) per finanziare qualunque tipo di progetto che abbia questo fine.I dirigenti del mio partito mi conoscono e, quando saremo pronti, non dovranno fare altro che contattarmi per onorare quanto scritto.
    Saludos dae su coro
    FORZA PARIS
    Fabrizio Tanchis

  • È vero che il giornalista ha il dovere di pubblicare le notizie ma in questa conversazione non c’è nessuna notizia. Si sono solo voluti associare dei nomi, suggerire nella mente del lettore chissà quali complotti, piuttosto che informarlo nel merito dei fatti.
    Che sono molto complessi e richiederebbero veramente un approfondimento che permettesse alle persone anche non specialiste del settore di farsi un idea corretta. Agitato come una bandiera da ambienti universitari e politici, Tuvixeddu è stato per anni il regno di tossici e disperati, ed era pericoloso perfino avvicinarsi. Dove erano allora i comitati di salvaguardia? La questione è stata gestita male da molti, ma alcuni la hanno gestita male perchè invece di entrare nel merito hanno preferito trasformarla in una campagna pubblicitaria. E in strumento di lotta politica. E pare che ancora lo si voglia usare……

  • Chiedo scusa ma l’UnioneSarda non è una forza extraparlamentare. E’ è presente in giunta con due assessori e in consiglio con un consigliera organica, più naturalmente la lunga panchina,

  • l’ìntervento di Pier Giorgio Massidda e la frase “a render pubblico ciò che dovrebbe essere ancora riservato agli occhi dei magistrati” è illuminante.
    Se non sbaglio c’è la disponibilità di Pier Giorgio alla candidatura come presidente della Provincia mentre si mormora di un certo magistrato…… disponibile.
    Metri cubi da trasferire, autorizzazioni paesaggistiche e urbanistiche da dare e da negare lo sputtanamento è iniziato. Caro Paolo rischi di essere stritolato solo per aver cercato una via d’uscita nell’intersse generale che a qualche puparo non interessa.

  • Si può discutere sull’ opportunità di pubblicare le intercettazioni, ma da esse emerge un quadro triste e mediocre di parte della classe dirigente , i toni intimidatori di tali telefonate danno la misura del degrado che ha raggiunto la vita politica ed economica di questa città, sarà un segno dei tempi.
    un vero peccato, per Cagliari ,per i Sardi
    penso che sia giunto il momento di scegliere sul modo di fare politica, sul modo di difendere gli interessi dello Stato , sul modo di fare impresa , è giunto il tempo delle scelte , la crisi non da più spazio per le politiche piccole , richiede grandi politiche , non ci possiamo più permettere mediocrità .
    “sciogliere cani” , “non si fanno prigionieri” etc. sono espressioni che danno la misura di come sia sempre più urgente una svolta un salto di qualità e la politica dovrà dare il buon esempio avendo la responsabilità della amministrazione della “cosa pubblica”
    intimidazioni minacce sono corredo di società deboli povere e sottosviluppate, al di la dei risvolti penali.
    grazie per l’ospitalità
    buon lavoro

    p.s. tuvixeddu forse non senza ironia riapre il dibattito su cosa sia “identitario” “sardo” “passato” “l’orgoglio dei sardi” e tanti ,oramai, che diventano stereotipi in bocca ai nuovi cavalieri e paladini di tutto ciò che è “sardo” e identitario. Chissà cosa avrebbe detto Mario Melis sulle vicende di tuvixeddu o l’indimenticato Fernando Pilia

  • Francesco Sanfilippo

    Che credibilità può avere “L’ugnone”, se qualcuno conserva le copie di domenica 15 Novembre e lunedì 16, per intenderci all’indomani del congresso Sardista ad Arborea, potrà notare lo spazio dedicato all’evento politico.
    Domenica nessun cenno in prima pagina, lunedì lo stesso spazio ritagliato all’inaugurazione del cimitero dei gatti!

  • Paolo, avanti cosi’ per la strada che hai intrapreso, diamo fastidio perche’ abbiamo le mani libere, e si stanno accorgendo del cambiamento che c’e’ in atto ( era da tanto che non si parlava del PSDAZ come in questi ultimi tempi)e anche questo è comunicazione, se poi si dovesse riuscire a comunicare anche con un nostro giornale, sarebbe ancora piu’ rilevante.
    Buon lavoro.
    Franco Cappai Borore

  • Il solco subito oooo

  • E bravo Paolo! ” Mica tonto “! La notte pensi, metti in fila gli accadimenti e finalmente concateni e deduci!
    Comunque varekina alza l’offerta! Euro 1.000,00 per le prime spese da affrontare e subito un abbonamento annuale per il nuovo giornale.

  • Antonio Piras

    Non mi sembra proprio per niente che il titolo rappresenti la sintesi del contenuto dell’articolo; quindi, anche a cercare di non farsi influenzare nelle valutazioni dalla stima per Paolo, effettivamente sembra di scorgere in quel titolo molta malizia; è chiaro che c’è una voluta sproporzione con i contenuti ed i fatti riportati nel testo, nel quale forse il massimo del censurabile sta sul piano della mera opportunità, non certo del penalmente rilevante.
    Solidarietà e rinnovata stima a Paolo, quindi.

  • ho capito tutto
    ma una cosa no
    questa dei cani da sciogliere scatenare contro chi?
    chi sarebbero i cani?
    e quelli da azzannare?

    e poi cosa voleva dire Cualbu
    no prigionieri!
    cioè ?
    chiarisci per favore non voglio pensare male

  • Saludu a tottu sos amigos e cumpanzos!
    Como mi c’han segadu propriu sas letrangas!
    Finas a carch’annu faghede, lezio sa “La Nuova Sardegna”. Inoghe tottu lezen cussu giornale. A pustis chi est diventadu organo sottufficiale della sinistra sarda, appo cominzadu a comporare “L’Unione Sarda”. E tottu mi naraiana chi fi’ organo sottufficiale de sa destra.
    Forzis est beru s’unu ei s’atteru. Ma tando ite deppo lezzere pezzi giornales istranzos, iscrittos in Roma o Milano?
    Pro cantu medas bortas parzana contos de foghile, deo cherz’ischire su chi suzzedidi in biddas nostras, a poberos e riccos, in su Palattu e in sas arzolas. E custu in sos giornaleddos nostros bi este.
    Chie non bi est mai semus nois, su Partidu Sardu. Si no pro malu!
    Azis bidu cantu logu han dadu ai cussu iscassulettadu de Doddore Meloni? Ma finzas a I.R.S. chircana piu de nois.
    Chi non siada abberu abberu chi nos timene?!?
    Baste’chì de su chi faghimos nois, lischimos nois. Nessun’attere.
    Est dae meda chi naro de sa necessidade de bi ponnere mediu.
    Unu giornale nostru bi cherede. Lu tenimis: IL SOLCO. Torramolu a bida. Finas scussa poded’essere un’iscummissa.
    Costa’ meda e nois meda semus e de piusu cherimos diventare. Nessi proamobei.
    Cherimos faghere iscola de cultura, de politica, de limbazzu? E cale mediu menzus bi este?
    O si creimos veramente in s’indipendenzia, cale Nazione esistiti chena unu giornale suo?
    App’illonghiadu pius che cantu cheria e che l’accabbo!
    In finitia: si calicunu mi lezzede, de pius si capususesu o campidanesu, dio cherrere ischire si cumprendene su bolotanesu, e tando poit’es chi faeddamos sempere e solu s’italianu.
    FORZA PARIS

  • Massimiliano

    Vai avanti Paolo non sei solo, cercano di difendersi attaccandoci, ma l’effetto è quello di un boomerang.
    La proposta di Giovanni di portare fuori il Solco ci piace molto, tutta la sezione di Assemini è pronta ad abbonarsi.

    Tedde Massimiliano sez. Tempu nou Assemini (Ca)

  • Le faccio avere il commento pubblicato dal sen. Piergiorgio Massidda sul suo blog.
    Molti cordiali saluti
    Segr. Massidda

    Che cosa aggiunge alle sentenze su Tuvixeddu la pubblicazione di intercettazioni di conversazioni fra un imprenditore e altre persone, fra cui un consigliere regionale? Nulla, evidentemente, visto che il contenuto di quelle telefonate non è stato ritenuto penalmente rilevante. Il mio amico Paolo Maninchedda è intercettato mentre parlava con l’imprenditore Gualtiero Cualbu? Gravissimo. Con gli imprenditori, vil razza dannata, un politico non parla, neppure per dire che non è d’accordo con loro. L’imprenditore Renato Soru avrà avuto un bel da fare per non avere contatti con il presidente della Regione Renato Soru.
    Si scherza, naturalmente, ma c’è poco da scherzare. Un giornalista che ha a disposizione trascrizioni di telefonate fa naturalmente il suo dovere nel pubblicare quel che sa: è il suo mestiere. Tanto più che, con il loro deposito, le intercettazioni diventano un atto pubblico. C’è, insomma, una bella differenza tra il pubblicare ciò che è pubblico e il prestarsi, come altre volte è successo, a render pubblico ciò che dovrebbe essere ancora riservato agli occhi dei magistrati.
    Il problema, credo, stia proprio qui ed è una questione che esige, quanto prima, una regolamentazione: tutto ciò che non ha rilevanza penale in un processo e che serve solo ad alimentare un moralismo d’accatto di alcuni politici (come in questa occasione accade) può essere dato in pasto alle strumentalizzazioni politiche? Io sono convinto di no. Non c’è alcuna “questione morale” in un dialogo fra un politico e un imprenditore. Ci sarebbe solo, ed avrebbe rilevanza penale, se fra i due si stringono patti scellerati. Non è il caso della telefonata fra Maninchedda e Cualbu, non tanto perché i due, ovviamente, lo escludono, quanto perché di un simile patto non c’è traccia nella conversazione intercettata. Ed essendo così, la sua pubblicazione serve solo ad incarognire un clima politico che di tutto ha bisogno, salvo di altri rumors inutili.
    È per questo che, al di là dell’amicizia, Paolo Maninchedda ha tutta la mia piena solidarietà.

  • Che la partita Tuvixeddu sia una partita di grossi interessi l’ hanno capito tutti già da quando Soru se ne interesso e non per scopi archeologici.
    Che l’obbiettivo dell’Unione Sarda e di Zuncheddu sia l’on. Manichedda ne dubito.
    Credo piuttosto che sia iniziata la corsa per il Sindaco di Cagliari e il Presidente della Provincia.
    Utilizzare una conversazione che non ha rilievo penale ma può avere un rilievo politico può ritornare utile in questa circostanza.
    Che Cagliari costi troppo a tutta la Sardegna sono d’accordo con Lei
    Come il resto della Sardegna si deve ribellare a ciò?
    Modificando la legge Elettorale Regionale (abolire il listino regionale, far eleggere anche la Giunta, assegnare un numero di consiglieri che tenga conto oltre che del numero degli abitanti anche del numero di Comuni di ogni Provincia e dell’estensione della Provincia).

  • Ti sun solu timende. Ma tue non los timas. Saludos

  • Massima solidarietà a Paolo Maninchedda.

  • Piero Atzori

    Sono anch’io completamente solidale con Paolo Maninchedda.
    Occorre rompere il cerchio costituito dalla stampa eterodiretta, in cui prevalgono interessi particolari, tutti contrari al progresso della Sardegna.

  • Dott. Manichedda, tutto vero quello che dice, peccato che sia la scoperta dell’acqua calda.

    Che Zuncheddu non fosse un editore puro e disinteressato lo sapevano anche le pietre, solidarietà a chi viene colpito dal fuoco di un gruppo editoriale così potente, ma senza fare la vittima per favore. Non è ne il primo ne sarà l’ultimo.

    Salude

  • Io rimango della stessa idea di ieri..
    Giusta la Lotta, giustissimo andare avanti con la testa alta, Ma questo fa parte del carattere di Paolo.
    Non farsi intimidire e andare avanti nel giusto è una bella cosa.
    Ma io dico!!! Reagiamo tutti assieme..
    On. Maninchedda…
    Mi sono rotto le balle di subire passivamente, pure io mi sento toccatto, e pure io voglio reagire per ripristinare la libertà mia e dei mie figli, liberta di pensiero e di cittadinanza.
    Reagiamo dico….
    Lei assieme al gruppo del P.S d’Az..
    Facciamo un giornale regionale e diciamo le cose come stanno.
    rispolveri il S olco..
    Di più… Facciamo una Radio regioanle..

    Oggi amici mi dicono che su vari blog tanti non fanno altro che gettarle fango addosso…
    Poveri mentecatti dico io.

    Fossero altri tempi e altri luoghi avrei reagito in modo diverso, ma bisogna essere retti e andare sul giusto, le provocazioni lasciamole e loro.

    Concludo rilanciando la proposta di ieri..

    Mi dica per mail, o come ritiene opportuno, dove devo versare i miei 60 euro mensili per un contributo al giornale o altro e ci sarò.

    Es bennidu su tempus chi chie iughede buttones los devede boghare a campu…

    Saludos de coro

  • Juanne Angioy

    Onorevole Maninchedda (mai un tale aggettivo fu più appropriato in consiglio regionale), vada avanti.
    Io spero che la lotta per l’indipendenza avrà come corollario una autentica democrazia partecipata. Uomini come Z. che hanno venduto la loro anima al dio danaro sono la vergogna di tutti i sardi liberi

  • L’unione è stato lo strumento che ha distrutto Soru, ora punta su altri… evidentemente a Zuncheddu disturba l’ipotesi di una costruzione di grande volumetria sopra la sua proprietà PIAZZA S. GILLA?

  • Giancarlo Mameli

    OLLENTE PETZA E MASELLU.

    Appare chiara la strategia logora e abusata, di creare carne da macello, ogni qualvolta in Sardegna si evidenzia una potenzialità intellettuale capace di insidiare,non i poteri forti, ma una ristretta cosca locale legata a doppia mandata con la parte del PDL che non vuole la rinascita della Sardegna ma vuole soltanto conservare i benefici che gli sono sempre stati tributati da governi regionali di sinistra come di destra e ancor prima di centro!
    I Sardisti ultimamente riscoprono la passione intellettuale,discutono si confrontano…. ma non litigano!!… questo scenario nuovo gli mette in agitazione.
    vedono potenzialmente una forza politica, non gestibile con le modalità collaudate ed hanno il timore, che il potenziale peso specifico aumenti alle prossime amministrative.
    se non sbaglio,per noi Sardisti è una sorta di ritorno a su conottu! difatti anche negli anni 20 L’Unione dopo aver aderito alla propaganda fascista, attaccò subito l’unica sacca di resistenza politica presente in Sardegna, veramente organizzata e battagliera:
    IL PARTITO SARDO d’AZIONE.
    successivamente, fece opera di convincimento, sulla bontà della proposta fascita di tutelare l’autonomia dei Sardi,ottenendo di fatto l’adesione di molti Sardisti nelle fila Fasciste.
    Ecco, non essendo i Sardisti degli anni 80, con molto cuore e poco pragmatismo, si stanno allarmando, quindi, FUOCO DI SBARRAMENTO!
    Una sola cosa Paolo, condivido il pensiero di Mmc, tu hai il sostegno di tutti i Sardisti!.. quindi,non restringere il campo di battaglia, non farne una tematica provinciale,anzi, è l’occasione per allargare il dibattito su scala Nazionale (Sarda).
    Prime contromisure, mi ripeto, vogliamo ancora lasciare in sospeso il progetto del ” Il SOLCO”, credo che, stia diventando strategicamente funzionale alle esigenze di costituire uno strumento anche di informazione tradizionale per il popolo Sardo e Sardista.

    da Iglesias pro tene e pro nois Fortza Paris.

  • Per chi conosce gli avvenimenti L’Unione non dice niente di nuovo. Purtroppo nell’articolo c’è qualcosa di subdolo: leggendo il titolo e sottotitolo dell’articolo vien fatto capire al lettore che l’intercettazione telefonica contenga qualcosa di straordinario, notizie che inchiodano Paolo Maninchedda e Cualbu, e questo è il messaggio principale inviato al lettore. Leggendo poi l’articolo il contenuto non dice proprio niente. Non aggiunge niente a quanto affermato, scritto e ripetuto negli ultimi mesi: questa non è informazione ma disinformazione,inganno, denigrazione e cattiveria.

  • Piero Botza

    Dopo che ho letto il tuo intervento in Consiglio Regionale, che devo dire mi ha entusiasmato tanto, per non dire gasato, perchè è stato fatto anche a nome mio, ma suppongo a nome di tutti i sardisti (iscritti e non), ho subito pensato che avrebbe innescato le vendette dei poteri forti, che certo non sono forti come i lombardi o i campani ma sempre di grossi interessi si tratta. Come avrebbero reagito? Non certo mandando via Paolo dal Consiglio Regionale, impossibile, allora una bomba, troppo sporca, eppure,mi son detto, questa volta in qualche modo gliela faranno pagare cara. Che tempismo, e che fantasia, hanno usato lo stesso strumento che usano a livello nazionale, stessa scuola, Il Giornale-L’Unione Sarda, un articolo con un contenuto scandaloso, da cui si evince il reato di un appuntamento al bar di un politico con un imprenditore, che vergogna. Certo io mi sono letto l’articolo completo e ho capito che raccontava una barzelletta, ma chi si aspettava lo scandalo per assogettare Maninchedda a “sono tutti uguali” se anche non ci fosse stato l’articolo-barzelletta l’avrebbe pensato comunque, perciò “non ti curar di lor ma gurda e passa”, continua per la strada che hai intrapreso, è quella giusta, e hai tanta gente che ti supporta,e poi non è vero che hanno tutti le fette di salame sugli occhi. FORZA PARIS

  • Colpo Grosso

    Ci sarebbero anche questi manicheisti, se non sei con Soru sei con Cualbu evidentemente:

    “Rimangono le precedenti domande: il T.A.R. Sardegna ha giudicato e giudica con serenità e solo su motivazioni giuridiche nei procedimenti che riguardano Tuvixeddu? E tutta l’Avvocatura dello Stato ha difeso fino in fondo le ragioni pubbliche della tutela dell’area di Tuvixeddu?

    Se ne aggiunge anche un’altra: è ed è sempre stata disinteressata la difesa delle ragioni di Cualbu da parte dell’on. Maninchedda?”

    da:
    http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it//Tuvixeddu__povere__vittime__e__difensori_______Ma_difensori_di_chi__2034087.shtml

  • Hai tutta la mia completa (e indignata) solidarietà

  • Giorgio Murino

    Caro Paolo, va avanti e non ti curar di loro i SARDI sanno distinguere il vero dal falso, te lo
    hanno dimostrato a Macomer, per le Regionali e lo dimostreranno alle prossime amministrative.
    I SARDI desiderano avere amministratori che lottano contro le ingiustizie da chiunque vengano perpetrate, siano essi governanti italiani, sardi e giornalai locali asserviti al potente di turno.
    Un caloroso fortza paris

  • Paolo, la “tua” gente sono tutti i sardi.
    Non solo i nuoresi.
    Cagliari mangia risorse della Sardegna. E’ vero.
    Ma non sono i cagliaritani a mangiare le risorse.
    I cagliaritani lottano contro questo cancro che sta mangiando la città e il futuro dei propri figli.
    È una lobby, un gruppo di potere, un ristretto conciliabolo di loschi figuri che gestiscono, manipolano, rovinano la città e la qualità della vita nell’urbe. Fatti un salto nell’area portuale di Su Siccu per capire ciò che sta accadendo.
    I cagliaritani non amano i palazzinari, non amano i bastardi che al posto di un parco costruiscono un palazzo, che danno concessioni per centri commerciali, che affidano servizi a compiacenti, che fanno le loro cene in quel di Castello ammirando i propri possedimenti. Lo sai Quanto costa un bilocale di 60mq in zona medio centrale? 240.000 euro!!
    I cagliaritani sono solo sudditi vessati. Subiscono ma non riescono a unirsi per fare la rivoluzione. E a Cagliari ci sono, a migliaia, nuoresi, sassaresi, oristanesi e così via!
    La gente di S.Elia viene utilizzata solo come bacino di voti in cambio del pagamento delle bollette! E viene tenuta volutamente in uno stato di indigenza – anche culturale – per utilizzarla al meglio.
    Non abbandonare i “cagliaritani di tutta la Sardegna” che hanno bisogno anche di te e del tuo aiuto. Da 46 anni vivo e sopravvivo alle angherie degli sgherri dei potenti, ma non mi chino e posso andare a testa alta.
    A Cagliari come a Nuoro.
    Pertanto il mio è un invito: pensa alla “tua” gente in qualità di tuoi elettori, ma non dimenticare che sei un consigliere regionale e se noi di Cagliari non ti abbiamo votato è solo perchè non abbiamo potuto farlo in virtù del collegio elettorale.
    Abbiamo bisogno e necessità di persone come te che NON ABBIANO PAURA in quanto da soli non possiamo fare molta strada in un posto deteriorato com’è la citta.
    Ciao, M.

  • Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei
    pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per
    tutti nelle loro dispute private, ma noi non
    ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
    Quando un cittadino si distingue, allora esso
    sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo
    Stato, ma non come un atto di privilegio, come una
    ricompensa al merito, e la povertà non costituisce
    un impedimento.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    La libertà di cui godiamo si estende anche alla
    vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno
    dell’altro e non infastidiamo mai il nostro
    prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo
    suo.
    Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci
    piace e tuttavia siamo sempre pronti a
    fronteggiare qualsiasi pericolo.
    Un cittadino ateniese non trascura i pubblici
    affari quando attende alle proprie faccende
    private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici
    affari per risolvere le sue questioni private.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e
    ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi
    e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere
    coloro che ricevono offesa.
    E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle
    leggi non scritte che risiedono nell’universale
    sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon
    senso.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo
    consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in
    pochi siano in grado di dare vita ad una politica,
    beh tutti qui ad Atene siamo in grado di
    giudicarla.

    Noi non consideriamo la discussione come un
    ostacolo sulla via della democrazia.
    Noi crediamo che la felicità sia il frutto della
    libertà, ma la libertà sia solo il frutto del
    valore.
    Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’
    Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in
    sé una felice versalità, la fiducia in se stesso,
    la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione
    ed è per questo che la nostra città è aperta al
    mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

    L’Unione sarda non potrebbe mai pubblicare un simile discorso. Probabilmente non ne capiscono neanche il significato. Il cercare di infangare le persone attraverso la pubblicazione di intercettazioni dalle quali niente emerge è un metodo di stampo più staliniano che fascista. Chi non ha niente da temere, come credo Lei deve continuare ad andare avanti incurante del resto. E’ difficile, dipsendioso e delle volte anche pericoloso, ma è l’unica cosa da fare. saluti.

  • Il tempismo dell’”UNIONE” è perfetto!
    Pubblicano esattamente dopo il tuo intervento in Consiglio Regionale.
    Ho letto l’articolo di ieri e mi sono domandato: cosa si sono detti tra loro i due? Commentano l’evoleversi della situazione. Altro? Nulla! Più interessante il riquadro che giustifica la pubblicazione della conversazione telefonica. Casa dice? E’ più interessante quello che non dice, quello che fa trasparire. Sembra mandare un avvertimento… un pochino mafioso…
    L’”Unione “come il “Giornale”? Prima sputtanano e poi chiedono scusa? Ma la colpa non è loro, è di altri e delle informative sbagliate…
    Evviva il giornalismo!

  • Sa zente est sabia no macca comente pensada s’unione sarda.
    Paolo, trumba focu!

  • “se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
    distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
    o a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante, e piegarti a ricostruirle con strumenti logori; e a tener duro quando in Te non resta altro
    tranne la volontà che dice loro: “tieni duro!”………..”

    “1910 – per Te figlio affinchè possa aiutarti a distinguere il bene dal male”

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