Lunedì vertice su Ottana a Villa Devoto: non deve essere un evento rituale

20 giugno 2012 07:0210 commentiViews: 16

sl0967Il Presidente della Giunta, secondo indiscrezioni filtrate ieri in Consiglio, ha convocato per lunedì il vertice promesso su Ottana. L’idea sarebbe quella di censire il consenso e la difesa del territorio rispetto al futuro del Polo Industriale.
Parteciperanno le imprese, i sindacati e i sindaci.
Suggerisco un’impostazione: bisogna arrivarci con un testo scritto condiviso e che sia il più chiaro possibile.
Bisogna arrivarci con una descrizione della situazione che riveli come non si tratti solo di Ottana, ma di un asset strategico dell’economia della Sardegna, data la rilevanza della questione energetica per la sopravvivenza di quel poco di chimica rimasta.
Bisogan arrivvarci predisponendo non una vertenza ma uno scontro istituzionale.
Per far questo, non possono essere presenti solo i sindaci di Ottana e Bolotana. Bisogna che siano presenti anche quelli di Borore, Noragugume, Macomer, Sindia, Silanus, Olzai, Sarule, Gavoi, Nuoro ecc. cioè tutti i sindaci dell’area vasta interessata a che il sito industriale rimanga in attività.
I sindacati, dal canto loro, dovrebbero dare rilevanza regionale e non solo territoriale all’incontro. Cagliari non può permettersi la chiususra di Sarroch e Sarroch chiude se Ottana chiude. Così pure Porto Torres non può permettersi la lenta agonia a basso regime di Fiume Santo solo perché E.On ha deciso così.
Per cui lunedì a Villa Devoto c’è in gioco non un pezzo d’industria sarda, ma l’industria della Sardegna. Ovviamente, la controparte non è Cappellacci ma Passera; tuttavaia se Cappellacci si trova di fronte un popolo organizzato e pronto al confronto duro con lo Stato ha un peso con il Celeste Passera; se invece si trova di fronte una classica e comune vertenza, ne ha un altro.
Non solo: se ci interessa questa vertenza, dobbiamo non occuparsi d’altro. Faccio un esempio: la questione degli ammortizzatori sociali che giovedì arriva nell’Aula del Consiglio, nasce da errori clamorosi e ha coperture finanziarie che accenderanno il dibattito. Ma se questa cose togliessero centralità alla questione industriale, noi avremmo perso. Quindi: concentràti e fermi sull’obiettivo: salviamo l’industria rimasta in Sardegna, poi facciamo gli esami a chi ha sbagliato se ha sbagliato.
Notizie sull’indennità (ma non mischiamo le cose, appunto): come avevo abbondantemente annunciato, la legge necessita, per essere applicata, dell’Ufficio di Presidenza che adesso è incompleto perché manca la designazione del capogruppo del nuovo gruppo Floris-Cuccureddu. Completato l’Ufficio di Presidenza vedremo come andrà a finire.

10 Commenti

  • Enea, vuoi vedere che ci “regala” la Zona Franca la Merkel? Che in una intervista al Corriere della Sera di qualche settimana si dichiarava d’accordo per la creazione di Zone Franche Europee a vantaggio dei paesi dell’eurozona colpiti dalla crisi. Italia, Grecia, Spagna. Quindi la battaglia per la Zona Franca integrale non solo è legittima ma di più. Bisogna buttare a mare una classe dirigente spocchiosa ed ignorante che sguazza nell’oro senza fatica alle spalle della povera gente. L’esempio da te citato è emblematico.
    Insisto sulla Zona Franca fino a quando non vedrò uno strumento alternativo convincente. Se c’è lo si metta in campo.

  • Per Nino, mi sono fatto in quattro per quasi cinque anni cercando di trovare gli strumenti normativi per promuovere la tax free zone del pelago sulcitano. Sono stato a Trieste per capire i moli olii e legname, ho visitato la zona franca di Cadice a cui fu concessa l’area vasta al di fuori del porto e quella di Fehman in Germania, conosco la storia della free zone di Madeira e le norme che regolano la libera residenza di capitali nelle isole britanniche del canale. Credo di capire fino a dove si può arrivare e sono d’accordo con te che se si vuole fare una battaglia, come ogni battaglia, questa è legittima anche se non porta a niente. Il problema è che se la classe dirigente di un territorio crede ancora nel carbone e nell’industria pesante ogni battaglia è in un vicolo cieco. Sai che cosa ti dicono in Europa? Il Sulcis riceve 250 milioni di euro all’anno tra sconti sul prezzo dell’energia per l’alluminio, per il sostegno al carbone e per il contratto d’area, più zona franca di così…….

  • Condivido e apprezzo. Quella di Ottana non può essere considerata una vertenza territoriale ma una questione che interessa tutta la Sardegna. Giusta e importante la mobilitazione generale a livello istituzionale e sindacale. Quindi una mobilitazione di popolo. Abbiamo sempre definito la vertenza Sardegna Centrale la “Vera questione sarda.” Bene Paolo.

  • Enea, rinunciandoci in anticipo hai ragione tu. Io sono di tutt’altro avviso e val la pena dedicarci passione, impegno e sacrificio. Mai dire mai! Sei davvero convinto di “attirare uomini e imprese” con il recupero delle aree dismesse?

  • Io non conosco i numeri di Ottana. Intendo il conto economico. Conosco molto bene quelli dell’area Sulcis dove dal 74 a oggi la sola Carbosulcis è costata ai contribuenti, al valore attuale, qualcosa come 1.100 milioni di euro (1,45 milioni di media per addetto contro una media retributiva, sempre a valori attuali, di 650.000 euro per addetto). Di soldi dei contribuenti ne hanno presi non solo per il carbone ma anche per l’alluminio che pur nella considerazione della ciclicità dei prezzi del metallo, non ha in alcun modo un possibile barlume di futuro. Qualcuno dice di dare energia a basso costo ma l’UE considera, giustamente, questa pratica aiuti di stato. Non è ora di ripensare tutte le politiche di sviluppo e puntare sul recupero del patrimonio edilizio abbandonato? Sul recupero delle aree dismesse e in dismissione e sulla gestione delle risorse ambientali? La Sardegna ha bisogno di 300-400 mila nuovi residenti, non è ora di sviluppare proposte per attrarre uomini e imprese? In Sardegna è nata l’internet italiana, c’è la migliore industria di trasformazione del sughero e si continua a vaneggiare sul carbone e sulla metallurgia pesante.
    Per Nino: la zona franca integrale la UE non la concederà mai ma può concedere che in aree ristrette e per un determinato lasso di tempo si pratichino sistemi di libera tassazione.

  • Paolo Carta

    Caro Paolo, per me lo scontro istituzionale è la via giusta.
    Ed il mandato ai politici deve intendersi dato per rappresentarci in questo scontro pacifico.
    Ma anche il popolo deve fare la sua parte.
    Se per dare forza alla regione che deve menar le mani con lo stato è necessario che la gente scenda in strada con gli striscioni, si deve fare.Dobbiamo fare CA.SI.NO.
    Solo che si dovrebbe fare sempre, non una tantum.
    Bisognerebbe costituire una unità “di crisi” che, tenendo monitorata la perenne azione di spoglio violento che lo stato ed i poteri forti perpetrano in Sardegna, abbia la forza di accreditarsi presso la gente e sia in grado di chiamarla a raccolta ogni volta, come servirebbe ora, per fare quanto casino serve a Cagliari piuttosto che a Roma o dove altro si dovrà andare a lamentare il tentativo di espoliazione.
    Ovviamente intendo DEMOCRATICAMENTE E CIVILMENTE.
    un p.s. personale
    A Bolotana sta nascendo qualcosa di bello e sincero che alle scorse elezioni comunali ha fatto scendere in piazza un gruppo di persone con tanta voglia di fare e di far sentire la propria voce.
    La piazza, a partire dai bambini per finire con chi ha la testa per pensare in autonomia (quindi senza chiedere il permesso al partito), ha gradito. L’elettorato un pò meno, ma questo ora poco importa. Ciò che lascia il segno, nella gente, è vedere altra gente che ha il coraggio e la forza di farsi sentire. Se giovane ancora meglio.
    Di questa gente c’è bisogno.
    p.p.s.
    questa gente, a Bolotana, si chiama “Zente Noa”. Il suo collante, che prescinde dalle idee politiche di ciascuno, è stato e sarà anche in futuro promuovere la comunione di intenti.
    Io mi sento di far parte di Zente Noa, ma ciò non mi ha impedito e oggi non mi impedisce di essere sardista né, soprattutto, mi ha impedito di dirlo sinceramente a chi ho chiesto di votare per Zente Noa nè, tantomeno, di dirlo a gran voce oggi.
    SONO SARDISTA.
    Il partito sardo, in quanto partito d’azione, credo sia il miglior terreno di coltura per iniziative come quella di Bolotana.
    Per il popolo organizzato (quindi anche fuori dai partiti), direi che Bolotana c’è.
    Forza Paris

  • Carlo Deidda

    Paolo scusami se non rimango in tema.. Ti volevo comunque informare che per sabato 23 giugno alle ore 10 a Bosa Marina, un comitato ampio e variegato di forze politiche, sindacali, pescatori e cittadini si è autoconvocato per una manifestazione a mare e a terra contro l’uso di certi tipi di pesca tra le quali il “cianciolo” per la cui pratica è stata autorizzata un imbarcazione toscana ad operare nelle acque antistanti il golfo di Bosa. Se ti fà piacere intervenire e/o partecipare sei il benvenuto. Grazie

  • Per Sergio: ok, ho capito. Da altre parti, quando c’è da difendere, si mettono da parte i se e i ma. Qui no.

  • Caro Paolo,
    scusa per il pessimismo e c’è da esserlo.
    Di accordi e documenti ne sono stati firmati – in pompa magna – anche nel periodo scorso.
    Impegni vincolanti soprattutto per la parte pubblica (infrastrutture, costi trasporti, ecc.).
    Risultati concreti se ne sono visti pochi!
    Perchè si deve essere costretti e rincorrere le emergenze occupazionali e non si riesce a programmaere o a pianificare percorsi a processi che portano allo sviluppo di attività produttive nuove?
    Giusto difendere Ottanaenergia. L’attuale preoccupante situazione è il risultato di una strategia d’impresa o di una trategia politica?Si difende un monopolio contro un monopolio più grande. L’energia che tipo di prodotto è?
    Scusa, ma mi sto perdendo…
    Concordo con NINO, e con chi la cosa la sta proponendo, sulla zona franca integrale.
    Segnalo il fatto che una importante azienda aeronautica reralizzerà un nuovo stabilimento produttivo in Marocco (220M USD) proprio grazie alle agevolazioni fiscali.

    Sergio

  • Sono tutte forme di resistenza, e vanno bene, per evitare di soccombere in via definitiva. Lo status di miseria che si allarga giorno dopo giorno non viene però intaccato ed il domani è drammatico. Lavoro, lavoro, lavoro! Non c’è altro in cima ai pensieri dei cittadini. Due i soggetti che possono rispondere: l’amministrazione pubblica, l’ impresa. La prima è stragonfia e quindi non in grado (le risorse sono finite), la seconda ha bisogno di stimoli per superare le diseconomie ed investire. La sola leva applicabile è quella fiscale e la Sardegna non ha la sovranità per attivarla. Ci impegnamo nella sola direzione per ottenerla? Io dico di no perchè le monoculture sono sempre e solo dannose. Nelle more, ed in contemporanea, bisogna chiamare il popolo sardo a raccolta per rivendicare dall’Europa la ZONA FRANCA INTEGRALE.
    Tutto il resto mi pare, al momento, francamente inutile e forse anche doloso.

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