L’onanismo di Bagnasco

25 gennaio 2011 09:148 commentiViews: 27

009Riporto di seguito l’intervento del cardinal Bagnasco alla riunione della Cei.
Due considerazioni. C’è gente, tra i cattolici, che pensa ogni santo giorno che Dio manda in terra, al suo peccato, chiede la grazia di non ricaderci, cerca la strada ogni giorno per essere fedele. C’è gente, tra i cattolici, che si trova ad essere divorziata e ad essere esclusa dall’eucarestia e ne soffre, seriamente. C’è gente, tra i cattolici, che vive in un peccato piccolo per non vivere in un peccato più grande, insomma che si arrangia con la propria natura e che chiede perdono ogni giorno per la sua vita. C’è gente che sbaglia e non propone il proprio errore come modello. C’è gente che sperimenta il dolore vero, quello della malattia, propria e dei propri familiari, e non bestemmia, non si ribella alla tragicità della vita e continua a pregare e a vivere, sebbene a velocità ridotta, azzoppati, ma silenti e fiduciosi che niente sarà perduto, che tutto troverà un senso. C’è gente che ogni domenica si sente una nullità quando sente tuonare parroci, sempre meno preparati, sempre più moralisti, contro chi ha abortito, contro chi è divorziato, contro chi è adultero, contro chi è omosessuale, contro il consumismo, contro l’indifferenza verso i poveri, contro la superbia di chi vive senza timor di Dio ecc. ecc.

C’è questa splendida gente, sporca, affaticata ma fedele, e c’è Bagnasco. C’è da dire, con chiarezza, alle ragazze di non cercare scorciatoie, di non accettare soldi in cambio del successo, e lui che fa? Un grandissimo segone metaforico sull’equilibrio, la stabilità, il destino dello Stato ecc. ecc. Un funzionario del ministero dell’Interno non avrebbe potuto fare di meglio. C’è da dire a Berlusconi che la deve finire di essere un modello negativo, di esibire la ricchezza come fattore di corruzione, di considerare tutto come un supermarket, e che fa Bagnasco? Arrotonda anche la punta del Cervino e parla di “debolezza etica”. C’è da dire al vescovo di Milano, il filosofo-sempre-pronto-a-parlare-a-sproposito Tettamanzi, di acchiapparsi per le orecchie Berlusconi, come i parrocci acchiappano i parrocchiani che ne combinano di grosse, e dirgli che deve mettersi in riga, che sta rompendo i vincoli con la Chiesa, che deve cambiare vita, che sta minacciando il futuro della sua anima. E che fa Bagnasco? Parla “della capacità di ciascuno di auto-limitarsi”. Ma capite? Il presidente della Cei dice a un peccatore seriale in preda al suo peccato di autolimitarsi. Sembra il fondatore di Scientology: tutto volontarismo, tutto decisione ed efficienza. Ma perché non mandano il cardinale a lavorare un po’ (se mai lo ha fatto) in quei centri americani dove curano l’ossessione sessuale? Chissà che capisca quanto sia stupido dire a uno che non ha più regole, perché non ha più il senso della vita, che si deve “autolimitare”. Io non posso dirlo a Berlusconi, ma il suo vescovo deve dirgli: “Vieni, cambia vita, ti aiutiamo”. Ma non può e non deve lisciargli il pelo con i “se”, i “ma”, e le filosofie dello Stato. È vero che non sta a Bagnasco chiedere le dimissioni a Berlusconi, come alcuni pretenderebbero, ma se non parla chiaro la Chiesa sul modello Berlusconi, chi dovrebbe parlarne? Se non la Chiesa, chi potrebbe pretendere da Berlusconi un cambiamento nello stile di vita, chi può seriamente aiutarlo a cambiare vita (come, d’altronde, la chiesa dovrebbe sempre fare con i suoi fedeli)? E invece no, la Chiesa parla della stabilità, dell’euro, dell’economia ecc. Ma perché allora non fare Papa il governatore Draghi ? Ecco, questa è la chiesa di questi cardinali e vescovi italiani che non hanno mai lavorato in vita loro, che hanno troppo tempo libero per pensare e dire grandissime stupidaggini, che si sentono politici dello Spirito Santo e che in realtà, nella storia, hanno sempre avuto bisogno dei santi per non precipitare nell’onanismo da carica.

TESTO BAGNASCO

….. Come ho già più volte auspicato, bisogna che il nostro Paese superi, in modo rapido e definitivo, la convulsa fase che vede miscelarsi in modo sempre più minaccioso la debolezza etica con la fibrillazione politica e istituzionale, per la quale i poteri non solo si guardano con diffidenza ma si tendono tranelli, in una logica conflittuale che perdura ormai da troppi anni.

Si moltiplicano notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci – veri o presunti – di stili non compatibili con la sobrietà e la correttezza, mentre qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l’ingente mole di strumenti di indagine.

In tale modo, passando da una situazione abnorme all’altra, è l’equilibrio generale che ne risente in maniera progressiva, nonché l’immagine generale del Paese. La collettività, infatti, guarda sgomenta gli attori della scena pubblica, e respira un evidente disagio morale. La vita di una democrazia – sappiamo – si compone di delicati e necessari equilibri, poggia sulla capacità da parte di ciascuno di auto-limitarsi, di mantenersi cioè con sapienza entro i confini invalicabili delle proprie prerogative.

“Muoversi secondo una prospettiva di responsabilità – ammoniva il Papa in occasione dell’ultima Settimana Sociale – comporta la disponibilità ad uscire dalla ricerca del proprio interesse esclusivo per perseguire insieme il bene del Paese” (Benedetto XVI, Messaggio alla 46a Settimana Sociale dei cattolici italiani, 12 ottobre 2010). Come ho già avuto modo di dire, “chiunque accetta di assumere un mandato politico deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda (cfr art. 54)” (Prolusione al Consiglio Permanente, 21-24 settembre 2009, n. 8).

Dalla situazione presente – comunque si chiariranno le cose – nessuno ricaverà realmente motivo per rallegrarsi, né per ritenersi vincitore. Troppi oggi – seppur ciascuno a modo suo – contribuiscono al turbamento generale, a una certa confusione, a un clima di reciproca delegittimazione. E questo – facile a prevedersi – potrebbe lasciare nell’animo collettivo segni anche profondi, se non vere e proprie ferite.

La comunità nazionale ha indubbiamente una propria robustezza e non si lascia facilmente incantare né distrarre dai propri compiti quotidiani. Tuttavia, è possibile che taluni sottili veleni si insinuino nelle psicologie come nelle relazioni, e in tal modo – Dio non voglia! – si affermino modelli mentali e di comportamento radicalmente faziosi. Forse che questo non sarebbe un attentato grave alla coesione sociale? E quale futuro comune potrà risultare, se il terreno in cui il Paese vive rimanesse inquinato?

È necessario fermarsi – tutti – in tempo, fare chiarezza in modo sollecito e pacato, e nelle sedi appropriate, dando ascolto alla voce del Paese che chiede di essere accompagnato con lungimiranza ed efficacia senza avventurismi, a cominciare dal fronte dell’etica della vita, della famiglia, della solidarietà e del lavoro.

Come Pastori che amano la comunità cristiana, e come cittadini di questo caro Paese, diciamo a tutti e a ciascuno di non cedere al pessimismo, ma di guardare avanti con fiducia. È questo l’atteggiamento interiore che permetterà di avere quello scatto di coscienza e di responsabilità necessario per camminare e costruire insieme…

*

Il testo integrale della prolusione del cardinale Bagnasco è nel sito della CEI.

8 Commenti

  • Renato Orrù or Simonmossa

    Premetto che come Stefano… ormai credo si esser diventato anticlericale… da un bè: d’altronde con un 8 per mille (firmato o non firmato incassano uguale) non ci si poteva aspettare niente di più , e poteva anche andare peggio. E poi, oggi per la Chiesa è un po’ difficile fare Pulpito visto che a scandali non scherzano neppure loro. Rischio Dossier?
    Restano le Madri, e i Padri le uniche persone che possono comunicare ed insegnare ai figli che non è facendo Bunga Bunga che si diventa Persone degne di questo nome. Provate a chiedere ai filo-silvio-forever se gli farebbe piacere che la propria figlia si finanzi gli studi con i festini o che il proprio figlio massaggi i piedi a qualche piazzatore di comparsate televisive.
    Certo Bagnasco non è il Salvatore, ne possiamo pretendere che la Chiesa si sostituisca allo Stato, ma quando gli fà comodo interviene e spesso a gambatesa: solo che questa volta non gli interessava e poi il fine giustifica tutti i mezzi (i loro). Da un diverso punto di vista, pensate un pò se avesse detto che era tutto sbagliato :”.. Chiesa comunista amica della magistratura …”. Per fortuna non tutti i preti sono così, qualcuno ragiona ancora con la propria testa e coscienza. Per altro forse tutto questo può aiutare qualcuno a rendersi conto che è meglio vivere in un altro Paese, in un altra Nazione,… in Sardegna.

  • Da osservatore esterno – non essendo cattolica – due cose mi stupiscono in maniera particolare (nel senso che quelle che mi stupiscono tout court sono ormai troppe per essere segnalate):

    – la prima è che davvero c’è ancora qualcuno che considera Berlusconi cattolico? Davvero c’è ancora qualcuno convinto che un richiamo, anche fermo, da parte della chiesa possa trasformarlo in un cittadino morigerato? Giuro che non è per cinismo, ma davvero mi viene da sorridere, pur tenendo conto della buona intenzione.

    – la seconda, che mi pare assai più grave, sebbene non si tratti di una novità, è che il cardinale si permetta artatamente di alludere ai “tranelli” che secondo lui la magistratura (comunista, ça va sans dire. Berlusconi e il Vaticano sono gli unici ormai a credere ai comunisti) tenderebbe al presidente del consiglio nel tentativo di indebolirlo. L’applicazione della legge (quella cosa strana e obsoleta che qualche parruccone voleva uguale per tutti, che ridere) diventa un tranello col quale cercare d’incastrare una povera pecorella incapace d’autolimitarsi.

    Un’affermazione che non stupisce più se a pronunciarla è un gasparri, una garnero-nota-santanché o altro scagnozzo qualunque, ma da un ministro di uno stato estero – che dovrebbe essere già sufficientemente affaccendato a esaminare la quantità di travi saldamente conficcate nell’occhio della propria congrega – lo trovo inaccettabile. Troverei più dignitoso che ci dicesse “Fottetevi. Anche noi siamo qui solo per mungere il maiale”.
    Tanto sarebbe tutto da contestualizzare.

  • Colpo Grosso

    “(ANSA) – ROMA, 20 GEN – Niente Imu non solo sugli immobili sede di culto e di proprieta’ della Santa Sede, ma anche per ospedali e cliniche legate alla Chiesa, scuole private, alberghi del mondo cattolico e oratori. Lo prevede l’ultima versione del decreto del federalismo fiscale sul fisco comunale che mantiene anche per la nuova imposta comunale, che scattera’ dal 2014, le stesse esenzioni gia’ previste dall’Ici. Nella precedente bozza di decreto l’esenzione per gli immobili ‘non di culto’ non era prevista.”

    C’è da aggiungere altro?

  • “Il testo integrale della prolusione del cardinale Bagnasco è nel sito dells CEI.”. La prolusione o la polluzione?

  • Sono pienamente d’accordo con il suo intervento.
    Ancora una volta la chiesa, anzi direi la gerachia, mantiene una posizione di mediazione imbarazzante…
    Gesù non era un uomo di mediazione!
    Non è compito della gerarchia chiedere dimissioni ma educare le coscienze si!!!
    Educare con chiari riferimenti e non giri di parole per dire tutto e il contrario di tutto…
    che amarezza…. per fortuna c’è Famiglia Cristiana che ha avuto il coraggio di denunciare!!!

    Preghiamo uniti

  • Stefano De Candia

    in premessa devo ammettere di essere un’agnostico relativista e soprattutto un’anticlericale, quindi non uno che è contro chi crede nel cristianesimo cattolico e non ma semplicemente uno che pensa che la gerarchia clericale, papa in testa, sia solo una forma di governo delle genti e di gestione del potere terreno mascherata da fede.
    fatta la doverosa premessa arriviamo al punto….
    Bagnasco, e la chiesa cattolica, hanno storicamente accompagnato il potente di turno mai combattuto e ostacolato chi usava il potere in totale spregio delle più basilari regole di condotta cristiana.
    non vedo quindi la novità nell’intervento di Bagnasco, di Ruini ecc. nel fare un semplice appello al buon gusto e alla capacità di autolimitarsi partendo da loro che infatti si autolimitano nell’essere chiari ed usare toni duri e mettere nomi e cognomi ecc.
    il mondo vive da sempre nella menzogna e nell’ipocrisia e la chiesa, non solo quella cattolica e cristina ma anche l’islam ecc, ha sempre usato la religione per governare non solo il credo religioso ma proprio per organizzare la vita delle persone attraverso riti, cerimonie ecc di cui nessuno sente il bisogno.
    ricordo a tutti che i mafiosi si dicono grandi credenti e che i preti di mezzo mondo pur sapendo chi fossero e cosa facessero dispensavano loro l’eucarestia…
    ciò che si dovrebbe ricordare inoltre è che la chiesa ha tutto da perdere economicamente ad entrare in conflitto con i governi di qualsiasi colore politico siano, infatti per ora godono di enormi benefici economici e non vi rinincerebbero mai per un semplice peccatore…
    chi dovrebbe punire questi sedicenti pastori d’anime dovrebbero essere proprio i credenti mandandoli a spigolare e disertando le manifestazioni da loro organizzate e condotte…
    chiesa vuol dire riunione di fedeli non edificio di mattoni dove qualcuno officia un rito pagano…
    preghiera dovrebbe voler dire colloquio con dio non immagine da dare all’esterno… e non c’è scritto da nessuna parte che in chiesa si debba tacere, vestire in un certo modo, usare linguaggi diversi che nella vita comune perchè dire le parolacce fino a 1 minuto prima di entrare a messa e poi ricominciare subito dopo finita la funzione per me è solo un’idiozia e un’offesa verso un dio che si dice essere onnisciente ed onnipresente…
    potrei continuare ma non capisco perchè idignarsi o stupirsi di chi da migliaia di anni predica una cosa e ne fà un’altra…

  • Il parroco di Lotzorai, domenica scorsa:

    “C’è troppa ostilità…anche nella politica.
    Guardate quello che sta succedendo, bugie e falsità dell’opposizione per far cadere la maggioranza… Con quale scopo? Mica l’opposizione lo fa per fare qualcosa di buono, lo fa solo per far cadere la maggioranza…”.

    Il bello è che lo pensa davvero, che siano i dossier del KGB a costruire falsità sul povero Silvio.
    Io non c’ero, ma se ci fossi stato e fossi riuscito a mordermi al lingua, all’uscita dalla chiesa mi sarei sentito il deretano bruciare per bunga bunga clericale.
    Saluti

  • Grande Paolo ai centrato in pieno “COME SEMPRE”

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