Lobbisti agricoli

24 luglio 2010 08:5511 commentiViews: 15

118Allora. Ieri i tre capigruppo del Psd’az, dell’Udc e dei Riformatori hanno chiesto la revoca del decreto sulle serre fotovoltaiche che formalizzava il feudo agroelettrico dell’assessorato all’agricoltura. Reazione? Non un confronto politico, non una legittima pausa, ma un soccorso “spintaneo” delle organizzazioni agricole: Coldiretti, Confagricoltura, Cia ecc. Schema vecchio e ripetuto: anche quando l’Assessore voleva mettere mano ai Gal e le forze politiche contestarono la scelta, arrivò subito il soccorso esterno. Poi i Gal sono largamente finiti nelle mani dei soliti noti. Ora, che l’agricoltura sarda abbia bisogno di processi certi, di scelte strategiche vere e non di promozioni verbali e furbate elettriche, è sotto gli occhi di tutti. Però, evidentemente, dalle inchieste sull’eolico non si è imparato nulla. Non si è imparato, soprattutto, che un governo regionale risponde delle sue scelte al Consiglio regionale, che rappresenta il popolo, non a forze e circuiti esterni. Anzi, la cultura lobbista, porta dritti alle aule giudiziarie. Questo io lo dissi all’inizio della legislatura e venni contestato dalla maggioranza per averlo detto. Oggi si continua nello stesso modo: giacché non si ha cultura politica, si sostituisce alla politica il circuito degli amici e si fraintendono le alleanze politiche come alleanze di cricche. Nello specifico: la direzione generale della Presidenza era stata largamente informata del disaccordo sardista sulla delibera sulle serre; la Commissione industria sta predisponendo un progetto di legge per revocare la delega alla Giunta a normare il settore e, invece, disciplinarlo stabilmente con legge; i sardisti pensano che le serre possono essere una buona opzione per gli agricoltori ma non per i pastori;  e pensano legittimamente tante altre cose. Nelle more di questo dibattito, ecco le accelerazioni forse dettate da un’esigenza maldestra di visibilità personale, assolutamente inutile e sospetta, ma comunque ispirata da una pratica politica che valorizza i circuiti piuttosto che la società e la politica, e i circuiti, in questa Italia in crisi di visione, di politica e di cultura, non sono né di destra né di sinistra, sono solo ed esclusivamente per se stessi.

11 Commenti

  • Caro “anonimo per necessità”, dovresti informarti bene prima di scrivere su una materia così vasta ed in continua evoluzione come le autorizzazioni per gli impianti alimentati da energie rinnovabili. As esempio quando scrivi che l’Assessore Prato non può decidere se i Suap hanno competenza per il rilascio delle autorizzazioni scrivi il vero, infatti non è lui che ha deciso questo, ma la Legge (D. lgs 387/2003 art. 12) e di conseguenza anche il COnsiglio di Stato che qualche mese fa ha chiarito definitivamente che i Comuni non hanno mai avuto competenza nel rilascio delle autorizzazioni uniche, e anche la Corte Costituzionale che ha bocciato la Legge della Regione Puglia che prevedeva il rilascio delle autorizzazioni uniche fino ad un Mw da parte dei Comuni (Suap) ricordando a tutti (e quindi anche a te) che il D. Lgs 387/2003 stabilisce le taglie di potenza entro le quali è possibile ricorrere alla DIA tramite i Suap, vale a dire 20Kw, oltre tale taglia la procedura è l’autorizzazione unica di competenza della Regione o Provincia delegata. Che possano essere questi due enti gli unici ad esprimersi per il rilascio di queste autorizzazioni lo stabilisce la Legge finanziaria del governo del 2008, quindi non è possibile neppure che si possano delegare altri enti per fare ciò. I Suap si possono occupare di DIA, e a questo proposito, proprio per recuperare il disastro posto in essere dalla Regione Puglia, sono stati presentati al Senato gli emendamenti che prevedono la possibilità di realizzare gli impianti a terra entro il Mw con DIA, ma ahime’, trattandosi di una Legge Delega, dobbiamo aspettare che il Governo (delegato appunto) approvi i Decreti attuativi, dopo di che potremmo applicarla anche in Sardegna. Il Decreto dell’Assessore Prato è fatto molto bene e aiuta noi imprenditori agricoli che abbiamo ottenuto le autorizzazioni dai SUAP a sanare una situazione che di fatto ci ha messo nei pasticci, perchè ci troviamo ad avere un pezzo di carta che non vale a niente e ci blocca gli investimenti. Ma tu che fai tanto il saputello, avresti una soluzione migliore ai nostri problemi? sono curioso di sentire qual’è.
    Sergio

  • Gli agricoltori tirano la cinghia, Prato Fa proclami a vuoto e da soldi che poi dovranno essere restituiti.
    Curiosando in rete si scoprono tante cose.
    per es.
    Agriconsulting _ società Romana che lavora nel campo dei controlli e dei servizi in agricoltura che fa?
    Ottiene dalla Regione per
    ” Regione Sardegna Servizio di assistenza tecnica alla realizzazione e attuazione del programma di sviluppo rurale 2007-2013 Regione Autonoma della Sardegna 2.375.000,00- Per il periodo che va dal 23/07/2009 al 2013.
    questo vuol dire che siccome noi, pare non siamo capaci, ci dovrebbe spiegare l’Assesore ad ARGEA che fanno? Diamo due milioni e mezzo di euro ad una società romana.

    Notare che senpre la stessa ha fatto la valutazione ex post del PSR 2000 – 2006 per la modica cifra di 90.000 € – tre giornate di lavoro.

    Non finisce qui
    Sempre la medesima ha fatto la Valutazione ex ante e VAS del PSR 2007-2013, questa volta 5 giornate max.. 175.0000 euro.

    Da notare che gli ultimi due si riferiscono alla vecchia giunta Soru, quando assessore era Foddis, ma curiosando nel loro sito che ne esce fuori?

    sempre in quel periodo che fanno?

    ” Studio di prefattibilità finalizzato all’implementazione di un impianto di biogas da reflui bovini e biomasse in Sardegna” per conto della cooperati 3 A di Arborea 7.600 euro.

    Ma questi soggetti qui, già erano presenti in Sardegna dal 2004 quando si beccarono un lavoro che consisteva nella Progettazione e realizzazione di un GIS per il monitoraggio delle aree della Sardegna a rischio di desertificazione, tale lavoro per un importo di euro 384.150,00, lo stesso doveva essere terminato entro il 23.12.2006..
    la domanda è la seguente? lo avete visto? se ne ha traccia?

    Torniamo ancora indietro al 2004?

    Regione Sardegna Valutazione intermedia dell’attuazione all’iniziativa comunitaria Leader Plus per lo sviluppo rurale in Sardegna.
    Ecco che portano a casa 206.800,00 dal 30/09/2003 al 31/12/2005.

    Ma si stava meglio nel 2002

    Regione Sardegna Assistenza tecnica per l’attuazione ed il monitoraggio del POR 2000-06 Misure FEOGA e SFOP
    la Regione Sardegna assegna la somma 1.426.759,53 per un lavoro dal 06/05/2002 al 30/06/2008.

    Avete fatto un po di conti???

    Forse è arrivato il tempo di cambiare modi e comportamenti, il fiume di denari che arriva in Sardegna dovrebbe servire a creare sviluppo e occupaziojne nell Isola e non fuori.

    Sapete che dicono a Roma, in particolare ad AGEA.

    Le Regioni sono incapaci di fare i controlli e hanno dirigenti che non sanno manco cosa sia una procedura di controllo di gestione PSR ecc. Costoro si rivolgono a noi chiedendoci di fare noi i controlli, senza sapere che noi non abbiamo personale per farli, allora che fammo!!!
    Ci facciamo dare i soldi loro e accreditiamo società tipo SIN ecc che gravitano intorno ad AGEA e loro fanno i controlli assumendo in loco tecnici precari a cui lasciare le briciole…

    Cosi funziona!!!!
    La speranza è l’ultima a morire…

  • E intantu sa prima sorpresa..
    L’onorevole aveva Ragione.
    oh.. ma chi te le fornisce le notizie…?
    Mio cugino, Barbaricino doc, è un po incazzatello con Prato,
    aveva fatto la rinuncia alla domanda di indennità compensativa, perché cosi gli avevano consigliato, e ora gli è arrivato il pagamento, all’Argea gli hanno già detto che gli verrà attivata una procedura per il recupero dei soldi..
    Caso due:
    Due amici allevatori, Fratelli, hanno formalmente due aziende agricole, due codici aziendali, due partite IVA ecc, abitando entrambi otto lo stesso tetto e non essendo sposati hanno un unico conto corrente cointestato… Bene!!! sapete la novità?
    Non posso essere liquidati, sono andati in anomalia perché la procedura dice che il conto corrente bancario deve essere intestato al titolare della domanda o alla sua impresa.

    Verranno invece pagate tutte quelle pratiche, e alcune sono state liquidate, con uno scostamento superiore al 3%, per poi, dopo che si fanno i conti bene, verranno chiamati in causa i titolari delle stesse per aver preso soldi che non dovevano prendere..
    UNU CASINU’ TOTALE !!!!

    IL giochetto Dell’ IBAN cointestato che non può essere liquidato sotto sotto fa Guadagnare all’istituto banche popolari, che paga su ordine AGEA. 15 euro per IBAN errato o non conforme.. da decurtare dall’Aiuto…

    Ora che devono fare questi?

    Ve lo dico io.! mi sono informato, Devono aprire ciascuno un conto singolo intestato a loro, poi devono andare alla loro associazione di categoria ( buone pure queste!!! sapevano della norma in vigore ed hanno ignorato, poi il nodo arriva al pettine e scaricano a massa come sempre) e l’associazione deve inserire i dati IBAN corretti; arrivati a sto punto, ARGEA può rivalidare la domanda, e AGEA procede a riemettere l’ordine di pagamento, non prima di aver decurtato la somma che loro chiamano di rimodulazione.

    Praticamente ci mangiano tutti e ci rimette l’allevatore…
    Questo On è un altro scandalo, che dirà lei, nel magna magna generale!!!

    Io non faccio l’allevatore, ma miei parenti amici ecc si.. e in questa terra ciascuno di noi ha almeno un parente stretto che lavora in campagna…

    Poverini dico io, gli fanno fare giri su giri per potergli dare ciò che gli spetta, sono presi per il culo da tutti… Prato e company in primis…

  • Anonimo per necessità

    Oh Giuseppe
    ti invito a leggere bene il cosiddetto DECRETO (definizione risibile)
    é a dirmi se:
    E’ scritto in italiano corretto
    Se un Assessore all’agricoltura della Sardegna(non il presidente della Giunta, un assessore), ai sensi di tutto quello che vuoi, può stabilire cos’é stato legittimo sino a oggi e cosa no (SUAP).
    Operare retroattivamente (mostro giuridico, chiedi a uno studente del primo anno)

    Infine Giuseppe leggi bene le definizioni di serre fotovoltaiche del GSE e del nuovo Decreto sul Conto energia: ti renderai conto che la tua affermazione é falsa.
    E’ falso anche quado dici: “Questo che vi ho descritto è il sintetico processo che si vuole colpire chiedendo il ritiro del decreto Prato” e anzi é vero il contrario.

    Se la politica e l’amministrazione funzionasse andrebbe porrebbe un limite alla potenza delle serre e andrebbe a verificare quali, come e perché, alcuni comuni hanno rilasciato con un procedimento elementare e in assenza di un vero progetto (realmente realizzabile) autorizzazioni per impianti da 5-6 megawatt a personaggi che si sono immediatamente rivendute le autorizzazioni e che pretendono di avvfiare i lavori costruendo già in variante all’autorizzazione.

    Ma qui ormai siamo nel far west e questa classe politica, dirigente e burocratica, ci porterà alla definitiva rovina.

    Ciò che più mi spaventa é che non vedo alcuna alternativa credibile e di vera rigenerazione. QUesta non potrà venire da un PD frazionato e in piena emorragia di voti e di adesioni.

  • “Mettere mano ai Gal”
    Mettere le mani sui Gal a spese dei Gal stessi. Una gran furbata per sistemare “gli amici” e per rispondere agli “impegni” presi.
    Le associazioni di categoria “guadagnavano” dai vecchi GAL. Oggi, con le nuove procedure, forse, è più difficile fare i medesimi giochi…

  • Giorgio Asunis

    Ai tempi dell’Impero si stava meglio…quando c’era anche il Presidente della 3A a fare gli interessi degli agricoltori col Tiranno! Ah quanto mi mancano i fasti del passato Impero!

  • Barbaricino

    Il sistema Sardegna è un intralcio sull’economia, per far economia devi essere legato a qualcuno o a quel partito, dove è la libertà di impresa?
    il Banco di Sardegna pretende ad un imprenditore che voglia installare un piccolo impianto fotovoltaico di comprare da un elenco di ditte che loro forniranno in quanto a loro accreditate, ditemi voi se questa non è “Mafia legalizzata”, le banche nel Nord Italia chiedono che gli impianti abbiano i requisiti del GSE, che, è cosa normale.
    Veniamo al tema del giorno, continuo a sostenere, che gli incentivi del fotovoltaico alla Sardegna sono stati scippati, indovinate da chi?
    la giunta a Marzo (chissà per quale motivo) ha bloccato tutto, ora a Luglio a 140 giorni dalla scadenza degli incentivi convenienti, il nostro Assessore, grande bugiardo và in giro nel dire che 500 MW saranno realizzate nei prossimi anni dagli imprenditori agricoli, da quali mi chiedo?, quando quei 500 MW sono in parte già impegnati tramite domande a Terna e all’ENEL? da pochi continentali faccendieri, che spesso si vedevano nei vostri palazzi Regionali, credo entro l’anno i Sardi e non gli amici del vostro palazzo, possano realizzare al massimo 40/50 MW, (perchè la potenza per i Sardi non é più disponibile) chiedo: quanto i Sardi potranno beneficiare dell’incentivo che tutti i cittadini Italiani pagano in bolletta per le rinnovabili?
    di chi è la colpa della mancata opportunità negata alle imprese e ai cittadini Sardi?
    caro Onorevole:spieghi come sià possibile tutto ciò?
    spiechi anche come suoi colleghi e alcuni sindaci vogliono sfruttarsi le opportunità rimaste solo per loro e non per la comunità Sarda che amministrano?
    siamo e crediamo di esseri più furbi?
    il vero problema!, siamo sempre e solo sudditi di una classe affarista e incapace, che dovvrebbe guardare alle opportunità per tutti, cosi operando é tralasciare i bisogni delle imprese e dei cittadini Sardi, sempre più evidente il volere un popolo ignorante ed in miseria per essere preso alla gola da chi ha un lauto introito, crede che durerà tanto tutto questo?
    La Saluto.

  • Non voglio commentare i bizantini aspetti politici della vicenda da voi evidenziati.
    Mi preme esclusivamente chiedervi di leggere con attenzione il decreto sulle serre fotovoltaiche: scoprirete che tutto si vuol fare tranne lasciare al farwest provocato dal lassismo del Consiglio Regionale almeno la parte delle energie rinnovabili che può aiutare una parte del settore agricolo.
    Innanzi tutto per il GSE le serre fotovoltaiche sono considerate impianti fotovoltaici integrati, quindi aventi diritto al più elevato incentivo di legge, solo se vengono coltivate e sono di proprietà maggioritaria di un imprenditore agricolo.
    Questa condizione fà sì che, come specificato nella apposita circolare dell’Agenzia delle Entrate, i proventi della produzione di energia elettrica da serre fotovoltaiche siano soggette ad un regime fiscale particolarmente vantaggioso.
    Il sistema è questo:
    – l’investitore stipula un accordo con l’imprenditore agricolo nel quale si impegna a realizzare una serra fotovoltaica da dare in uso gratuito all’agricoltore per il periodo di validità del congto energia (20 anni) il quale si impegna, nel rispetto di un dettagliato piano agronomico da presentare all’Assessorato all’Agricoltura per il rilascio delle autorizzazioni, a coltivare la serra stessa per 20 anni;
    – contestualmente la maggior parte degli investitori si adoperano affinchè all’agricoltore sia garantito, tramite contratto, l’acquisto del prodotto agricolo da parte dei sistemi della grande distribuzione o degli insacchettatori oltre ad un fee tipivamente intorno agli eur.15.000,00 annui per venti anni sull’energia prodotta;
    – alla fine del 20esimo anno l’investitore cede la proprietà della serra all’agricoltore il quale, essendo cessati gli obblighi del GSE, può coltivare in serra quello che ritiene più opportuno ed incamerare contestualmente il reddito, ancora importante, derivante dalla vendita dell’energia prodotto al GSE.
    Questo che vi ho descritto è il sintetico processo che si vuole colpire chiedendo il ritiro del decreto Prato.
    Quindi, per motivi squisitamente politici, si vogliono continuare ad affamare gli imprenditori agricoli e condannarli a presentarsi continuamente questuanti presso i politici di riferimento!
    La Sardegna ha pagato come componente A3 di tutte le bollette pagate nel 2009 un importo di circa 50mln di euro ed ha ricevuto, sempre nel 2009, incentivi per produzione energia da fonti rinnovabili per 12,5mln di euro. I restanti 37,5mln di euro sono andati al GSE il quale li ha utilizzati per pagare gli incentivi a regioni più attive della nostra come la Lombardia o il Veneto!
    Come consiglieri regionali ritenete di doverne rendere conto ai sardi?
    Mettetevi a lavorare seriamente perchè non possiamo più permetterci di mantenervi nel palazzo di Via Roma a farvi i fatti vostri.
    Invito inoltre chi legge ad assistere ad almeno una seduta del Consiglio Regionale: si renderà conto del perchè la Sardegna muore di fame!

  • Giancarlo Mameli

    ERGO
    Avevo più volte posto l’attenzione sul ” modus operandi”, dell’assessorato all’agricoltura.
    Un settore che “noi” riteniamo strategico,per lo sviluppo e la riconversione produttiva della Nazione Sarda.
    Da un mese e mezzo,seguo le assemblee del “Movimento Pastori Sardi”, per passione politica e anche perché per tanti anni ho lavorato per il settore caseario e quindi penso d’avere cognizione di causa sull’argomento.
    Devi sapere Paolo, che da un anno, circolano delle persone, accreditate dall’assessorato, che “propongono” progetti per riconvertire produzioni di latte ovino in latte caprino da stalla.
    Il tutto con un’impegno commerciale garantito di cinque anni,guarda caso, da un’azienda di trasformazione dell’Ogliastra.
    Il progetto prevede inoltre, che si possa sfruttare il fotovoltaico, e deve comprendere una razza di capre ben precisa “Spagnola”, che vendono loro stessi.
    Il costo del progetto come impegno finanziario per la realizzazione di un modulo produttivo di 250 capre è di €.400.000,00 + oneri di progettazione di circa €. 60.000,00.
    Ecco bisogna dire, che è vero che l’allevamento di capre da stalla può contribuire all’elevazione qualitativa e commerciale del prodotto finale, con conseguente incremento del ricavo aziendale; ma è anche vero, che il metodo,con cui viene proposto (numero chiuso), appare perlomeno “discutibile”.
    Il settore, ha bisogno di interventi infrastrutturali,in modo da poter garantire un ritorno indiscriminato per tutte le aziende del comparto.
    Bisogna sostenere la commercializzazione e la ricerca scientifica del settore agroalimentare,attraverso “POLI AGROALIMENTARI DI SVILUPPO”,così come è stato realizzato in alcune aree d’Europa e dell’Italia stessa.
    In modo da spezzare con tali strutture, il monopolio del “cartello” che si è creato tra industriali e associazioni di categoria conniventi che limitano la potenzialità evolutiva delle aziende produttrici della materia prima.
    Inoltre,anche dal punto di vista politico, l’Assessorato è gestito in modo “controproducente” sotto il profilo della capacità “diplomatica”.
    Il risultato è che il 30 di Luglio, Cagliari,vedrà una mobilitazione delle campagne che riporterà la Sardegna indietro di almeno 20 anni.
    Paolo, noi Sardisti dobbiamo in questo settore dire la nostra con intransigenza.Dobbiamo stare in modo netto con il “popolo delle campagne” e non con i signori del latte,come fa l’attuale Assessore.
    Io so che tu e tutto il nostro partito la pensiamo in questo modo, dobbiamo dirlo subito però, magari attraverso anche un’interrogazione, come avevo suggerito, inviandone copia al gruppo, dopo che ne aveva pubblicato il testo La Nuova Sardegna.
    Vedo comunque, che ancora una volta,per potersi esercitare e confrontarsi su temi politici e quindi crescere sotto il profilo intellettuale, non resta che Sardegna e libertà.

  • Praticamente tutto perfetto… Intervento impeccabile, vero e concreto..
    Pensiamo agli utenti con un processo lineare trasparente serio e concreto.
    Mandiamo il PR Prato a fare quello che faceva prima, il pubblicitario, chiediamo al Consiglio di occuparsi di Agricoltura.
    Però stavolta, chiunque esso sia, nominate un Assessore degno del settore..
    Tra Argea Assessorato laore ecc non si sa dove sbattere la testa..
    Avete visto quanto guadagnano i dirigenti di ARGEA e i direttori provinciali di settore??
    Se se lo avessero sudato mi andava pure bene, ma è una vergogna che uno che altro non sa fare che danni o rallentare pratiche, guadagni 90.000 euro annui e i nostri allevatori a tirare la cinghia..

    On. Vada avanti… chi pensa tutti i giorni a lavorare per mettere assieme il pranzo con la cena, è con lei..
    peccato solo che non tutti questi possono leggere ciò che scrive su questo sito.. Altrimenti…!!!
    Ne aizzis bisu zentaglia piccada a carches a culu….

  • Enea Dessì

    Io credo che le lobbies fanno parte del tessuto democratico quando operano in trasparenza e la stessa UE dispone di un quadro normativo che ne legittima l’operatività.
    Sulla questione energia, perchè non partire dai princìpi di generazione distribuita?
    La Sardegna è stata classificata come la regione, in Italia, dove è più complicato fare impresa. Non è ora che sul tema il CR cominci a lavorare? Ci siamo scordati delle vicende ST Microelctronics, di One Communication e altre? C’è bisogno di strutture di marketing territoriale, di strutture con giovani capaci di dialogare con le imprese e con le società di private equity che sono interessate a localizzare in Sardegna ma in regione, a quanto pare, sono sempre più sordi e sempre più interessati a salvere l’insalvabile costi quel che costi.

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