Lo Stato in fuga: finite le anticipazione della Cassa Integrazione. Deputati e Senatori muti, Regione affidata a un direttore generale

5 dicembre 2012 07:013 commentiViews: 106

Prima i fatti.
L’articolo 7-ter della legge 33/2009 prevedeva l’Inps potesse anticipare i trattamenti di integrazione salariale in deroga (cassa integrazione) dinanzi ad accordi già raggiunti e su richiesta del datore di lavoro. Il meccansimo consentiva ai lavoratori di non attendere la conclusione dell’iter amministrativo (anche 4 mesi) e di godere da subito dell’assegno integrativo. Questo è il dettto dell’art. 7 ter:
“3. In via sperimentale per il periodo 2009-2010, in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di integrazione salariale in deroga con richiesta di pagamento diretto, l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e’ autorizzato ad anticipare i relativi trattamenti sulla base della domanda corredata dagli accordi conclusi dalle parti sociali e dell’elenco dei beneficiari, conformi agli accordi quadro regionali e comunque entro gli specifici limiti di spesa previsti, con riserva di ripetizione nei confronti del datore di lavoro delle somme indebitamente erogate ai lavoratori. La domanda deve essere presentata all’INPS dai datori di lavoro in via telematica, secondo le modalita’ stabilite dal medesimo Istituto. Le regioni trasmettono in via telematica all’INPS le informazioni relative ai provvedimenti autorizzatori dei trattamenti in deroga e l’elenco dei lavoratori, sulla base di apposita convenzione con la quale sono definite le modalita’ di attuazione, di gestione dei flussi informativi e di rendicontazione della spesa.”

Come si può leggere, l’intervento era sperimentale per gli anni 2009-2010. Poi, con la legge 183 del 2011 è stato modificato e la sua applicazione è stata estesa a tutto il 2012. Ecco il testo ( art.33, comma 22):
22. Al fine di garantire criteri omogenei di accesso a tutte le forme di integrazione del reddito, si applicano anche ai lavoratori destinatari dei trattamenti di cassa integrazione guadagni in deroga e di mobilita’ in deroga, rispettivamente, le disposizioni di cui all’articolo 8, comma 3, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e di cui all’articolo 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223. Con riferimento ai lavoratori di cui al primo periodo, ai fini del calcolo del requisito di cui al citato articolo 16, comma 1, della legge n. 223 del 1991, si considerano valide anche eventuali mensilita’ accreditate dalla medesima impresa presso la Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con esclusione dei soggetti individuati ai sensi dell’articolo 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per i soggetti che abbiano conseguito in regime di monocommittenza un reddito superiore a 5.000 euro complessivamente riferito a dette mensilita’. All’articolo 7-ter del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, al comma 3, le parole: «2009-2011» sono sostituite dalle seguenti: «2009-2012» e, al comma 7, le parole: «per gli anni 2009, 2010 e 2011» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012».

È chiaro che l’Inps nel 2013 non provvederà alle anticipazioni e infatti ha già emesso le relative circolari che avvertono le sedi regionali di non procedere più ad anticipazioni. Il quadro che ne emerge è che o anticiperà la Regione, intaccando il suo tetto dei pagamenti già ridicolo rispetto alle spese fisse, o i lavoratori staranno 4 o 5 mesi senza assegno.
Inoltre, è fin troppo chiaro che il celebre De Vincenti, il mitico sottosegretario che ha stava facendo chiudere Ottana, non ha la benché minima possibilità di onorare gli impegni presi con la Regione il 20 ottobre u.s., che comportano per il Governo un esborso per la conclusione di quest’anno di circa 60 milioni di euro e per l’anno prossimo di cifre ben più consistenti; non lo vuole fare perché ha promesso i soldi per il welfare alla Puglia di Nichi Vendola e, giacché la coperta è corta, li vuol togliere alla Sardegna. Con chi si confronta De Vincenti? Con l’Assessorato del lavoro della Ras, non col Presidente, perché de minimis non curat praetor, e che diamine!
I parlamentari? I parlamentari? I parlamentari? Sono impegnati con le primarie, orsù!
Una pernacchia, servono una pernacchia e le elezioni subito e in fretta per cambiare i ceti dirigenti parassitari e salottieri della Sardegna.

3 Commenti

  • Basta….. basta….. basta con questo stato italiano. Entrate, Fondi Fas scippati, Tirrenia, Alitalia, tassazione low cost, ecc….. ecc….. ma è possibile subire ancora tanta arroganza, con la società sarda che sprofonda nella miseria. Siamo masochisti, stupidi o che cosa. Ma ci conviene o non ci conviene essere indipendenti? Io penso di si, è arrivata l’ora di dare l’opportunità ai sardi di votare per il referendum sull’indipendenza.

  • Prof. altro che 4 o 5 mesi senza assegno; siamo purtroppo nell’ordine di 7 mesi allo stato attuale e il sindacato parla di 11/12 mesi di attesa. Questa è la triste verità. I ritardi allo stato attuale sono tutti da imputarsi al Ministero dell’economia e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali che a forza di firmare tutti quei decreti sulle cig, gli si è” cancarata” la mano. Poveri! E’ dal mese di luglio, che si aspetta ulteriormente, da quando la Ras Assessorato del lavoro e delle politiche sociali, ha comunicato l’assenso per la parte competente del 40%, anche questa arrivata dopo ben 5 mesi dal verbale di accordo. La partita è fin troppo chiara, così come anche il gioco a fottere.

  • Natalino Melis

    Mi cadono le braccia, oltre le altre cose che mi sono ormai cadute da un pezzo.Certo questo scenario lo si doveva aspettare,u n presidente che se ne sbatte le palle dei problemi dei sardi ed è sempre in viaggio a fare solo Dio lo sà. Io continuo come migliaia di senza lavoro ad essere in mobilità in deroga senza indennità e questi si masturbano intellettualmente (?) sui risultati delle primarie vere o presunte. Mandiamoli a casa o si aggiungeranno altri danni alla già catastrofica situazione stante. Il 21 io ci sarò.

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