L’Italia gioca a incularella con la Sardegna sulla vertenza E.On. Porto Torres muore e Antonanzas brinda

20 settembre 2013 07:411 commentoViews: 82

Meno male che almeno La Nuova se n’è accorta. Meno male che i sindacati hanno reagito. Meno male che il segretario del Pd Silvio Lai è riuscito a staccare lo sguardo da queste primarie e si è occupato di questioni strategiche. Perché ieri è andato in scena un copione già visto: la Sardegna viene convocata al Ministero in posizione marginale e subalterna; ci è andata con una delegazione inadeguata a rappresentare gli interessi nazionali sardi intesi nella loro globalità; ci è andata con una delegazione inadeguata ad avere interamente la memoria degli accordi precedenti e, immancabilmente, ne è uscita dolorante ma, a leggere i comunicati, anche gioiosa e giubilante, con le gote rosse e il buon sorriso di soddisfazione. Lo racconto a partire dal comunicato stampa emesso al termine dell’incontro ‘amichevole’  (amici di chi, è tutto da vedere): in neretto le parole del comunicato, in rosso il commento.

Governo e Regione Sardegna giudicano “positivamente” il piano d’investimento presentato da E.ON per i gruppi 3 e 4 della centrale di Fiumesanto e per il decommissioning dei gruppi 1 e 2 (QE 11/9).
Il problema è: chi ha visto questo piano? Con chi è stato discusso? Perché i sindacati non erano presenti? Decommissioning significa Smantellameno, quindi è un investimento per modo di dire, si tratta degli adeguamenti obbligatori per rispettare l’AIA.

Questo quanto riferisce una nota del Mse, secondo la quale “il giudizio positivo è emerso, nel corso della riunione- presieduta dal sottosegretario Claudio De Vincenti- che si è svolta al Ministero dello Sviluppo Economico e alla quale hanno preso parte l’assessore all’Industria della Regione Sardegna, Antonello Liori e l’amministratore delegato di E.ON, Miguel Antonanzas.
Il tavolo è vergognoso, perché contemporaneamente l’azienda stava discutendo a Porto Torres di tagli con i sindacati. Giustamente adesso i sindacati dicono che la Regione è stata smascherata nella sua subordinazione al Governo e a E.On, ma bisogna anche dire che è sempre più evidente, visto il passato, anche la subordinazione del Governo a E.On. Perché?

Tale valutazione, si aggiunge, si fonda sugli effetti occupazionali che tali investimenti possono produrre e sul conseguente miglioramento ambientale del sito.
Di quali investimenti si parla? Siccome, come diceva Sciascia, ‘l’italiano non è l’italiano; l’italiano è ragionare’, gli unici investimenti cui fa cenno il comunicato sono quelli per lo smantellamento dei gruppi 1 e 2, evidentemente Governo e Regione ritengono soddisfacenti questi investimenti di adeguamento alle norme ambientali e li ritengono adatti a produrre occupazione. Indecente. Indecente.

Per esecutivo e Regione Sardegna “resta comunque essenziale che, entro il termine della proroga, vengano avviati i lavori anche per il nuovo gruppo a carbone che dovrebbe prendere il posto delle due unità o.c.”. 
Questo è un capolavoro di tecnica social-sodomita. Fino a non più di dieci giorni fa si parlava di realizzazione completa del quinto gruppo, ora di un banale inizio lavori. Indecentemente social-sodomita.

“Nel prendere atto della conferma di E.ON dell’impegno alla presenza in Italia e in Sardegna, Governo e Regione hanno sollecitato l’azienda ad esplorare tutte le possibilità utili allo sviluppo dell’insediamento di Fiumesanto, analizzando ogni opzione disponibile”, termina la nota.
Finita la somministrazione della fregatura, si conclude con una formula di rito che non significa assolutamente nulla.

 

 

1 Commento

  • Potrebbe sembrare la storia dell’asino, della volpe e del leone di Esopo, nel nostro caso, la Sardegna, l’Italia e la multinazionale: un asino ed una volpe fecero amicizia e insieme se ne andarono a caccia. Incontrarono un leone dall’aria minacciosa. La volpe intuì il pericolo che stava correndo, gli si avvicinò e cominciò a parlargli: si impegnava a consegnargli l’asino, in cambio della sua salvezza. Il leone le promise la libertà: così la volpe condusse l’asino verso una trappola e ce lo lasciò cadere. Il leone, appena vide che l’asino era nell’impossibilità di fuggire, assalì per primo la volpe e poi, con calma, ritornò ad occuparsi dell’animale che era caduto nella trappola.
    Il serpente è il capro espiatorio…(?)…impuro e malvaggio, come descritto nella Genesi.
    Per una lettura volgare, oltre che sodomia, è anche prostituzione di certa classe dirigente italiana e sarda, venduti ai poteri forti. Con la convocazione di ieri si è solo consumata una delle tante squallide sveltine (pre elettorali?).

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