L’Italia delle tasse: non si paga l’Iva su Tarsu e Tia

23 marzo 2010 07:215 commentiViews: 10

219Questa è l’Italia. La sentenza 238/2009 della Corte Costituzionale ha chiarito al punto 7.2.3.6 che alla Tarsu e alla Tia non si applica l’Iva. Diversi Comuni e diverse società di gestione della riscossione, invece, la applicavano. Adesso alcuni cittadini hanno cominciato la trafila dei rimborsi. Ma come accade sempre in Italia, le tasse si pagano subito, i rimborsi si chiedono, con pazienza.
La mancata riforma fiscale, non dimentichiamolo mai, fu all’origine della Rivoluzione francese. La sostanziale ingiustizia del sistema fiscale italiano, invece, non viene mai portato adeguatamente in prima posizione nel dibattito politico italiano, tantomeno in quello sardo. La sardegna, negli ultimi tre, quattro anni, soffre di politica politicante, ci una politica, cioè, che non si occupa programmaticamente delle cose rilevanti.
“7.2.3.6. – […] Non esiste, del resto, una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti […]. Se, poi, si considerano gli elementi autoritativi sopra evidenziati, propri sia della TARSU che della TIA, entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria (da ultimo, art. 13, paragrafo 1, primo periodo, della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006; come ribadito dalla sentenza della Corte di giustizia CE del 16 settembre 2008, in causa C-288/07) esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità»

5 Commenti

  • Marcello Simula

    Concordo nuovamente con Varekina,però,sarà che sono un inguaribile idealista,io credo ancora ed ho speranza negli uomini un tempo sarebbero stati definiti “di buona volontà”.Se una delle poche vox clamantis in deserto (voce di uno che urla nel deserto) è quella di Maninchedda,ben venga!Rendiamogliene merito anche votando ma,come già ebbi modo di scrivere,e come mi ricordi anche tu,non creiamo aspettative troppo ardite perchè la delusione sarebbe molto cocente. Ad ogni modo,dopo il pendìo c’è sempre la pianura,vedrai che anche ruzzolando un pò non ci faremo tanto male,e poi noi sardi,soprattutto se non aspettiamo la manna,sappiamo come rialzarci. L’importante è non cedere al canto delle sirene d’oltremare.
    Grazie comunque per l’intervento e saluti!

  • Per Marcello
    e fin troppo facile arguire la provocazione! Ma a parte questo, cosa resta da fare per un comune cittadino? A tutt’oggi la casta domina, impera, decide e gestisce in modo infame il nostro futuro; a parte qualche voce nel deserto ( Maninchedda ) tutti sono indifferenti alla sorte della Sardegna. Interessi forti in Regione frenano un pur timido tentativo di cambiamento…Cosa fare? Quale speranza resta?
    Un partito deve avere una progettualità forte, uomini degni e interessati al bene comune, forza, volontà e coerenza nel perseguire obiettivi. In questo deserto riesci a intravvedere una strada verso la terra promessa? Ricorda sempre che in simili frangenti i miraggi possono innescare attese forti e delusioni conseguenti.
    Puoi indicarmi un percorso alternativo e credibile? Ripeto da tempo che la rassegnazione sta sostituendosi alla speranza.. La conseguenza è che la stessa rassegnazione spinge gli uomini a rinchiudersi nel privato o a ricercare strade alternative!
    Per quanto riguarda la scivolata sulla buccia di banana ricorda che in Sardegna siamo, e da molto tempo, con il culo per terra! Appare difficile scivolare quando si è caduti e manca la forza per rialzarsi. Tu mi dirai che lo scivolo è possibile comunque se si è in prossimità di un pendio… Ok! Affrontiamo il pendio e vediamo se alla fine troviamo la pianura… Speriamo di non farci molto male nel ruzzolare!

  • Marcello Simula

    Varekina, è fin troppo facile concordare su certi argomenti. Mi dispiace solo che tu sia scivolato su una buccia di banana insidiosissima!
    Mi spiego:capisco che la tua ultima frase forse sia stata volutamente provocatoria, ma stiamo attenti anche alle provocazioni perchè, parla parla, scherza scherza, provoca provoca, alla fine un’accozzaglia di semianalfabeti razzisti, xenofobi, ributtanti pagliacci potrebbero davvero diventare termini di paragone nei discorsi politici di chi invece ha fatto intimamente suo un percorso di tolleranza, libertà e democrazia. Fammi un favore: non nominarli nemmeno che siamo in Sardegna e non ne sentiamo il fetore. D’accordo??
    Grazie di cuore, Mar Tirreno, per averci tenuto a distanza.

  • Concordo…
    Lo spreco è il vero problema. Ma nessun politico avrà mai l’ardire di porre freno all’utilizzo osceno del danaro pubblico. In uno stato americano passò il messaggio ” affamiamo le iene ” intendendo per iene tutti coloro che ( politici, consulenti, consiglieri di Enti vari e parassiti di vario genere ) vivevano a sbafo dei contribuenti…Ebbene ci riuscirono! I contribuenti adottarono una tecnica particolare che consentiva loro di sabotare il sistema fiscale. Le entrate calarono e i politici furono costretti a stringere il cordone della borsa. Forse è il caso di fare altrettanto in Sardegna.
    Caro Mariga non cambierà nulla! Parole in libertà e nessun fatto conseguente. Forse è il caso di iscriversi alla Lega!

  • Credo che alla gente interessi più delle tasse che dell’IVA sulle tasse. Se ti rimborsano l’IVA te lo riprenderanno da un’altra parte.
    L’argomento tasse è molto aggregante e coinvolgente, i partiti e le persone che vogliono impegnarsi su questo versante rischiano perchè per abbassarle devono combattere gli sprechi e i privilegi. Anche impegnandosi seriamente il risultato sarà che l’odio dei privilegiati e degli spreconi colpiti arriverà prima della riconoscenza dei beneficiati.

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