L’intervento-invettiva di Maninchedda in Aula

5 febbraio 2010 07:1333 commentiViews: 44

199Ecco il testo dell’intervento di Maninchedda ieri in Aula, sull’Alcoa.

33 Commenti

  • Paola Appeddu direttore Compagnia delle Opere Sardegna

    In effetti vien da chiedersi, ma da dove viene tutta quella forza e quel coraggio?

  • Filippo Usai

    Paolo, hai visto l’evolversi delle dichiarazioni sul nucleare? Stanno cercando di utilizzare la disperazione della gente per farci accettare le centrali e lo stoccaggio, promettendo dei posti di lavoro sicuri, vogliono bloccare qualsiasi ribellione ricattandoci ancora con l’arma dell’assistenzialismo. Mi auguro che i vari dipendenti Alcoa, Ottana, ecc. ecc. no si tappino il Naso le orecchie e gli occhi. Deve vincere la dignità dei Sardi! Siate vigili!

  • Per Silvia
    non bravo ma brava… apparteniamo allo stesso genere!I revisori sono di nomina politica, prendono danari e si limitano a fare solo due più due uguale quattro restando sempre e comunque succubi dei Sindaci…
    L’importante è che il tutto venga fatto altrimenti anche le parole di Paolo restano solo e semplicemente parole.
    Sono e resto una libera pensatrice … Quanto al coraggio da parte mia ne posso vendere a tonnellate …. Purtroppo la maggioranza delle persone è fondamentalmente codarda.
    Buona notte!

  • Controcorrente

    Per Granito: capisco la tua obiezione e sono perfettamente d’accordo .Lungi da me la presunzione e la supponenza di una certa parte politica che io apertamente combatto e che pensa di avere la RAGIONE innata solo per appartenenza.Spiego cosa significava l’elenco dei “coglioni” eletti tra le file della Lega:io volevo rispondere a D.Fais che evidentemente pensa che il numero faccia la ragione. Questo è vero solo in un certo tipo di democrazia rappresentativa, nella quale come suol dirsi “la maggioranza vince”. Ciò non toglie che OGGETTIVAMENTE e non soggettivamente tale maggioranza possa essere costituita da “coglioni”,termine che,per il sottoscritto,comprende tante categorie fra le quali cito a caso: opportunisti, nazisti, razzisti, capipopolo, ignoranti, millantatori, pseudopolitici da mercato ortofrutticolo, ubriaconi da bar dello sport,etc.etc. !Ecco perchè citavo Hitler ed un intero popolo,che sicuramente era molto ma molto più numeroso degli ebrei. Allora, caro Granito,rispondi a questa domanda: il numero dà sempre ragione?

  • Per controcorrente

    Possibile che siano tutti i coglioni da una parte e tutti i saggi dall’altra parte?

  • @Varekina: ….e bravo/a, chiunque Lei sia, una puntualizzaione molto tecnica, largamente condivisibile e secondo me anche largamente attuabile (ma si sa, il Vangelo non è secondo me….ma secondo Luca, Giovanni, Matteo e Marco)! Piccola domanda: ma i Revisori di cui Lei parla chi li nomina? E soprattutto, come li nomina? Parole, parole, parole ….cantava Mina! Etica della professione, qualunque essa sia, libertà = coraggio. Buona domenica.

  • Massimo Rocchitta

    Caro Paolo,
    appunto… finora abbiamo invocato lo spoilsystem in Regione e ci siamo sentiti rispondere (dagli assessori in carica tranne uno…l’on. Oppi) che i Direttori Generali nominati da Soru erano i più bravi(vedere la vergognosa pantomima sulle Direzioni Generali delle Agenzie…)
    Evidentemente le riforme fatte vanno bene (visto che hanno lasciato nei posti chiave chi le ha volute…)
    L’unica cosa che non va bene, altrettanto evidentemente, sono i voti andati verso una direzione (compresa la Tua) sulla base di impegni precisi in campagna elettorale (ma anche prima) proprio in relazione ad un cambio di rotta rispetto a certe scelte, PER MIGLIORARE L’EFFICIENZA DELLA REGIONE, (non per contrattare posti o strapuntini di sottogoverno.
    Cordiali saluti
    Massimo Rocchitta

  • Controcorrente

    Per Domenico Fais: d’accordo con te sulla quantità ma non sulla qualità, per cui mi permetto di correggere: Bossi,che resta per sua natura fondamentalmente un coglione, ha prodotto:
    62 coglioni alla camera
    26 coglioni al senato
    9 eurocoglioni.
    P.S. Anche Hitler trascinò un intero popolo al collasso morale, non il 12%, ma ciò non ne fa un modello da emulare.
    A te le logiche conclusioni!!

  • Aspettavo da mesi l’esplosione della tua indignazione rispetto a quanto accade in Regione. Finalmente ti riconosco per quello che mi eri apparso quando ci siamo conosciuti. Un uomo assatanato dalla voglia di cambiare, ansioso di fornire risposte ai bisogni delle persone e impegnato a scuotere le coscienze di chi ha a cuore le sorti della Sardegna. A dire il vero avevo quasi perso le speranze….Tra me e me pensavo :” anche questo volenteroso è stato avviluppato dalla ragnatela politica, burocratica e amministrativa regionale “:.
    E’ venuto il momento di essere operativi …..
    Per liberare le risorse di cui parli, occorre far conoscere il concetto di residui passivi e i danni derivanti dalla mancata rideterminazione degli stessi.

    Un residuo passivo altro non è che un impegno assunto dall’Ente per far fronte ad una qualunque spesa. Orbene….capita e molto spesso che simili impegni siano disattesi con la conseguenza che le somme impegnate e non spese rimangano “ parcheggiate “ in un limbo chiamato “elenco residui passivi“. Il susseguirsi delle amministrazioni, non sempre all’altezza del ruolo, comporta di solito che simili poste contabili vengano per cosi dire “ dimenticate” .
    Perlomeno in Sardegna accade che la stragrande maggioranza degli Enti si ritrovi in “ pancia “ delle disponibilità finanziarie importanti parcheggiate nel famigerato “ elenco dei residui passivi “. Ho personalmente riscontrato somme a residui risalenti ai primi anni sessanta e mai spese. Un po’ come se un padre di famiglia, ritenendo di acquistare a breve un mobile, abbia messo in un cassetto il denaro necessario. Dimenticandosi di acquistare il mobile si è dimenticato anche del denaro nel cassetto. Il dramma è che nello stesso cassetto, insieme ai denari, alberga un topolino chiamato “ inflazione “ per cui, qualora il padre di famiglia si ricordi dell’esistenza del cassetto, la somma trovata a distanza di anni non serve più allo scopo.
    Io ritengo simili comportamenti degli autentici danni erariali.
    Tutto ciò accade nell’indifferenza generale, la Corte dei Conti dorme e le banche…., se la ridono!!!
    Che cosa fare? Semplice e allo stesso tempo difficile da attuare a causa delle mille problematiche che saranno sollevate dai nostri dipendenti regionali.
    Nella tua qualità di Presidente della Commissione Bilancio impegni la giunta affinché si operi una revisione straordinaria dei residui passivi per liberare enormi risorse da inserire in un circuito virtuoso di spesa da destinare in parte all’estinzione anticipata dei mutui contratti.

    Una simile revisione può essere benissimo portata a termine dalle risorse in organico e senza interventi da parte di consulenti esterni. La politica traccia le linee guida e la struttura amministrativa esegue . Per farla semplice basta dichiarare perenti tutte le poste contabili presenti nell’elenco residui passivi e precedenti all’anno 2000. Qualcuno obietterà :” e se perviene una richiesta di pagamento a fronte di un impegno preso anche dopo anni e anni ?”: la risposta è altrettanto semplice :” non vi è alcun problema, se il debito è certo e definito vi faremo fronte con gli stessi denari che nel mentre sono rientrati nel circuito di spesa “:
    Non basta! La regione dovrebbe, a fronte degli innumerevoli finanziamenti erogati a favore degli Enti Locali, chiedere con immediatezza i rendiconti con immediato ricupero delle somme non spese. In questo modo potrebbero rientrare risorse ferme e dimenticate tra i residui passivi degli stessi Enti.
    Vuoi un esempio?
    Ricordi la legge 37/ 98- iniziative locali per lo sviluppo e l’occupazione?
    Hai idea di quante risorse risultano ancora non spese a distanza ormai di 12 anni ? Perché non chiederne la restituzione? O è preferibile tenerle parcheggiate in quel dannato limbo? Tieni presente che, se non ricordo male, a suo tempo fu contratto dalla Ras un consistente mutuo per far fronte all’iniziativa. In pratica la Regione a suo tempo ha contratto un mutuo, ha pagato i relativi interessi e tali risorse, distribuite tra i Comuni, sono ancora in parte inutilizzate. Una vera e propria imbecillità sul piano finanziario…Il dramma è che si perpetua nell’indifferenza generale. Questo è solo un esempio ma tu sai che si potrebbe scrivere un libro su quanto accaduto nel tempo.

    La rideterminazione dei residui dovrebbe essere obbligatoria (a dire il vero lo è e i revisori fanno finta di niente.. ), pena il ricupero delle risorse da parte della RAS. Non si possono concedere finanziamenti regionali e vederli inutilizzati per decenni. E’ un’offesa ai cittadini!
    Adesso aspetto il tuo agire! D’altronde sei al posto giusto per poter prendere decisioni o perlomeno impegnare i tuoi colleghi.

  • Caro Paolo,
    il tuo discorso penso sia il sentire della maggior parte dei sardi, non condivido completamente il discorso dei burocrati, basta che chi fa le norme le faccia chiare e trasparenti per non dare modo a possibili interpretazioni dei singoli. Vorrei fare un appello, considerato che dai vari commenti viene fuori una sorta di malinconica sfiducia che qualcosa possa cambiare, perché invece di lamentarci non diamo maggiore forza a chi ha dimostrato il coraggio dire cose che condividiamo e che finalmente propone un alternativa a questo sistema che relega noi sardi dentro una riserva indiana, privati di ogni diritto di autodeterminazione
    Sempre in attesa dell’elemosina.

  • Luciano Urru, pediatra Sardo di Gavoi

    APERTIS VERBIS!
    NUNC EST….PUGNANDUM!

    Un caro saluto
    Luciano

  • Fa piacere leggere il discorso fatto in consiglio regionale, e confermo ciò che dici, giorni fà ho constatato ciò che hai tu precisato, gli assessori spesso si circondano di dirigenti e assistenti eterni incapaci, mi sembra di vedere quello che sta succedendo nella provincia di Nuoro questi anni, dove i più incapaci vengono collocati in posti chiave, o di assessori o di assistenti, e chiedo: in situazione di crisi come questa doppiamo mettere dei fari (che vedano oltre) o delle piccole lampadine (che a malapena illuminano i loro piedi)?
    la Sardegna vuole dei veri Fari e non di lampadine, questo vale anche per voi consiglieri regionali.
    un affetuoso saluto

  • Domenico Fais per Antoneddu

    Perchè definisci Bossi fondamentalmente un coglione?
    Bossi ha creato un movimento “Popolare” che ha prodotto:

    62 Deputati alla camera
    26 senatori
    9 eurodeputati

    Dai sondaggi ha il 12%.

    E tu lo chiami coglione? mah…

    “….possibile che Bossi fondamentalmente un coglione che in gioventù ha preso lezioni d’indipendentismo in Sardegna sia riuscito, invece noi affondiamo?”
    Lui che è coglione ci è riuscito voi no, a te la logica deduzione…

  • Sarà pur vero che alcuni colleghi avranno guardato Paolo come un marziano,non ci sarebbe mica da stupirsi tanto, ma è altrettanto vero che l’invocazione a mettere da parte chi ricopre ruoli che richiedono una specifica attitudine e capacità senza esserne dotato,avrà scosso anche le menti più distratte. E’ l’inizio di un processo condiviso da tanti e ormai irreversibile,G.B.Vico diceva “in istoria tutto dura in quanto sempre cangia” e io sono sicuro che il limite di sopportazione del popolo sardo è molto più vicino di quanto non si creda…comunque Grazie Paolo.

  • Francesco Sanfilippo

    Costruttivo l’intervento di Giuseppe….. complimenti!
    Ma proprio non la digerite? Eppure non è che abbia perso per una manciata di voti…. la sconfitta elettorale più sonante della storia a livello planetario e ancora recriminate!
    Sulle assenze c’è poco da ironizzare, se tenesse alla Sardegna quanto diceva in campagna elettorale probabilmente qualche presenza in più l’avrebbe fatta…. o forse ci tiene solo se comanda lui!

  • Francesco Sanfilippo

    Staniamoli a suon di mozioni, se proprio non deve cambiare nulla almeno gli facciamo uscire allo scoperto, qualcuno disposto a sollevare la testa secondo me lo troviamo

  • Complimenti Paolo! Leggere il tuo discorso mi ha fatto venire un groppo alla gola perchè è troppo bello per essere vero che tutto ciò possa realizzarsi. Mi è sembrato di leggere un libro di fantascienza. La tua onestà intellettuale e il tuo coraggio sono doti rare di questi tempi, ma da soli non si vince!
    Spero per tutti noi sardi che tutto ciò serva a scuotere le coscienze e cominciare almeno ad invertire una rotta che ci porterà al fallimento.

  • Sono d’accordo con lei sulla delegificazione delle leggi di incentivazione ma, mi/le domando, cosa faranno i consulenti che su queste leggi ci hanno campato e hanno lucrato, poi, posti di sottogoverno ben pagati da noi popolino? Sono loro e i loro rappresentanti in Consiglio regionnale quelli da debellare!

  • Sempre loro, sempre i funzionari stuggiasoldi!

    P.S.
    ma non era Soru la causa di tutti i mali? Meno male non lo ha nominato nel suo intervento; essendo infatti il più assenteista di tutti non credo abbia grandi responsabilità

  • Giancarlo Mameli

    EHIA IT’E FAGHIMOS?

    Tutti sono concordi: analisti economici, finanziari, politici e finas sos carretteris! che occorre riconvertire il tipo di falsa economia produttiva della Sardegna… falsa, poichè quel tipo di industrializzazione ha prodotto nessuna ricchezza alla Sardegna ed ha prodotto un danno ambientale immenso che corre il rischio di pregiudicare una delle poche materie prime a nostra disposizione, l’ambiente!
    tutti sono anche d’accordo, che il male endemico della Sardegna sono le infrastrutture, e allora… cosa aspettiamo! cominciamo a destinare le risorse disponibili per attivare tutte le infrastrutture, con una scala prioritaria.
    Identifichiamo i settori strategici per la rinascita: agroalimentare,turismo,servizi e diamo inizio a su “pranu sardu” e non a quello marschall! per dotare lo stato Sardo di mezzi propri di sussistenza.
    fortza paris

  • Bellissimo intervento, è cosi chiaro e limpido che rischia di essere banale.
    Ci hai detto esattamente ciò che vogliamo sentirci dire.

    Tutto esatto e tutto perfetto…

    Ma domani?

    A parte Paolo Maninchedda, quanti sono quelli pronti ad impegnarsi affinché cambino le sorti della nostra regione e dei nostri cittadini?

    Sai Paolo!!
    Scusami per lo sfogo, ma è proprio perchè ci credo, Io la penso cosi:
    Noi sardi, il primo io, dentro di noi siamo solamente dei servi sciocchi ed invidiosi uno dell’ altro.

    Ti sei mai chiesto quanti tuoi colleghi, ti fanno la bella faccia davanti e poi alle spalle ti definiscono un visionario rompiballe, reazionario impulsivo ecc.

    E i cari funzionari regionali?
    Una parola farli lavorare……
    Diceva uno…. ma chi si crede di essere questo qui, viene, chiede fa, e poi mi dice pure che ho oca voglia…
    Lo lascio cantare dice….

    Queste sono le cose che fanno male….
    Fanno male perchè uno ci prova a cambiare il mondo, e gli dicono pure che è bravo, tanti vedono in te quello che ha il coraggio di dire e fare le cose, coraggio che loro non hanno, e si sentono bravi nel momento in cui dicono Bravo Paolo..

    Poi…..
    Poi la vita continua e tutti continuano con le loro trasse….

    Sfogo di un idealista che vuole o voleva cambiare il mondo come te, ma dopo tante botte si è accorto che il mondo rimane lo stesso e cambia a lui..

    Saludos de coro

  • Sapendo quanto i tuoi colleghi del Consiglio sono sensibili a simili tematiche e pur sapendo loro che hai perfettamente ragione, penso che ti avranno guardato come un marziano.

  • Aldo Lobina

    Onorevole, da quando una cattiva legge ha consegnato nelle mani della burocrazia la politica del nostro Paese le sue invettive temo siano destinate a restare voce che grida nel deserto. Anche perché è vero sono state consegnate a costoro le chiavi della amministrazione, ma le doppie chiavi le tengono nei vari assessorati personaggi scelti dagli stessi assessori o dai partiti, come capi di gabinetto e consulenti spesso incompetenti, che non aiutano certo la buona politica
    Aldo Lobina

  • Complimenti, un discorso coraggioso ma dubito che smuova le coscienze super blindate dei suoi colleghi

  • Complimenti per l’intervento, la speranza è che tutti coloro che fanno politica a vario titolo, ed in primis gli elettori, siano pronti ad affrontare il cambiamento.
    Un cambiamento, fatto anche di rinunce.
    Rinunciare all’accozzo per entrare a far parte della pubblica amministrazione, vissuta più come un ammortizzatore sociale che come un luogo di lavoro e di creazione di valore per la comunità.
    Rinunciare all’assistenzialismo d’impresa troppo spesso truffaldino, che ha visto la parte marcia dei sindacati, sguazzarci a non finire.
    Rinunciare alla grande industria, che oltre ad aver suscitato grandi sogni di sviluppo, ci ha lasciato disoccupati e tanto, troppo inquinamento.

    In bocca al lupo!

  • Francesco Sanfilippo

    Complimenti Paolo, leggere il tuo intervento mi ha inorgoglito, se buona parte del Consiglio Regionale iniziasse ad operare come te ci sarebbe più che una speranza.
    Serve coraggio, coraggio e testa alta!
    fortza paris

  • Sarà il tempo a ridarci la dignità che i Sardi meritano, solo lui riuscirà a cancellare e seppellire queste generazioni di merda vere responsabili della catastrofe che sta attraversando l’isola, esseri inferiori subordinati del servilismo più indegno dell’essere, schiaffo all’intelligenza di chi non ha le palle di decidere e delega al forestiero il proprio futuro, figli della borghesia dei baronati che fino a che ci sarà un briciolo di potere non moleranno lo scranno del potere. Siete il cancro peggio di Quirra, di Teulada, di Fiume Santo, di Minciaredda, di Furtei ecc…
    Maninchedda, ma è possibile che Bossi fondamentalmente un coglione che in gioventù ha preso lezioni d’indipendentismo in Sardegna sia riuscito, invece noi affondiamo?
    Il futuro proprio e dei propri figli ancora oggi è nelle mani di chi sa leccare il culo.
    Io in questo contesto sono spacciato
    Un’indipendentista indipendente figlio e rappresentante degno di Sardegna.

  • Il discorso fatto penso sia condiviso da tutti coloro che accedono a questo sito. Il problema è che poi si arriva veramente ai fatti? Tu da solo di sicuro non lo puoi fare! I giovani come me sono demoralizzati al massimo abbandonati a se stessi, privi di speranza. Quanto tempo ancora dovrà passare? C’è troppa gente che vuole mangiare e pochi che vogliono spartire il pane!

  • Evelina Angela Pinna

    Maninchedda è uno che non passa inosservato nei corridoi del Consiglio Regionale; una sana istintività tipica del Nuorese lo contraddistingue. Il coraggio di esprimere privato disagio e pubblico imbarazzo non appartiene indistintamente a tutti gli uomini politici. Anche perché questo tuono di parole, tutt’altro che lusinghiero, sull’andamento lento e zoppo della burocrazia isolana, altrimenti detto farraginosità di un sistema sardo sempre più amministrativizzato, significa per certi aspetti che la burocrazia mette tranquillamente i piedi in testa alla politica o che la burocrazia trapassa insensibilmente nella politica e all’occorrenza viceversa. Il tutto a dire che la casa progettata dai nostri padri costituenti sardi, il Consiglio Regionale, è tutt’altro che una casa modello. La percezione pubblica è quella di una struttura straripante di personale in relativa eccedenza rispetto ai fini e sgangherato rispetto ai mezzi; rifugio funicolare di sprechi interni con teleferiche evidenti di affarismo esterno. Niente si fa per agevolare il rapporto del cittadino con le istituzioni, per la fruizione di leggi sicure a migliorare modelli di sviluppo endogeno. Prendiamo l’esempio delle leggi obiettivo, quelle che in sostanza, vedi il turismo o l’agricoltura, dovrebbero risvegliare la crescita economica in capo alla media-piccola imprenditoria. Tutte leggi contornare da orpelli normativi, vincoli gestionali e obblighi di standard qualitativi da sopravvalutare in ridicolo il principio ispiratore delle leggi stesse, impigliando l’operato dei privati in cavilli senza via d’uscita. Quando una legge importa novità, dev’essere ispirata innanzitutto al buon senso pratico, senza attorcigliarsi attorno a eccessi giurisprudenziali e vizi ideologici.
    Pochi i problemi risolti nella gestione dell’azienda Sardegna, alcuni addirittura aggravati.
    Il palazzo del potere assomiglia di più a una fabbrica di carta. Oltre 2 mld di pagine all’anno, esclusi i fogli di malattia, le consulenze manageriali esterne e gli scontrini quotidiani del caffè. Il doppio di vacanze e il doppio di pause giustificate durante la giornata. Ma conta la qualità e non la quantità del lavoro, sarà detto. Il fatto è che una volta regionalizzati, persone, uffici, agenzie, commissioni, sono duri a morire, dando prova d’immortalità ad ogni sfida di logica. Oggi c’è sonno sulla crescita economica, svogliatezza sulle riforme. La gente comune perde il lavoro e non ha voce per criminalizzare né i politici né i burocrati. Il voto è diventata un’arma giocattolo. La gente non osa puntare il dito contro chi chiede di difenderla. Intanto l’amministrazione regionale sopravvive alla propria inutilità. Maninchedda, almeno Lei gridi in aula che è ora di smetterla di barricarci dietro una linea di trincea con lo Stato.

  • Comune mortale

    @Max, ti quoto soprattutto nell’ultima parte “Ti informo – ma lo saprai sicuramente – che i problemi da te così amaramente denunciati non investono soltanto il palazzo e l’organizzazione interna della Regione…prova ad immagina la pancia molle dei Comuni e delle Province, una cosa da vomitare!!” :D

  • Sì, in gran parte sottoscrivibile, la tua rabbia è la stessa di molti altri. Però l’intervento è incompleto e rischia di essere archiviato, da chi ha udito le tue parole, come un semplice sfogo. E’ incompleto perchè non ha detto che cosa farai tu – e spero tanti altri – se il Presidente e i politici in genere a cui ti rivolgevi non avranno il coraggio di avviarsi verso la strada che hai indicato, cominciando dal rimuovere dal posto di comando gli inetti e ignorantissimi burocrati che manovrano le leve della spesa pubblica. Che farai ?

    Ps

    Ti informo – ma lo saprai sicuramente – che i problemi da te così amaramente denunciati non investono soltanto il palazzo e l’organizzazione interna della Regione…prova ad immagina la pancia molle dei Comuni e delle Province, una cosa da vomitare!!

  • Antonello T.

    Applausi

  • Salve, in linea di massima sono d’accordo su tutto quanto da Lei scritto, ma sono sempre più convinta che è il processo storico che stiamo attraversando che sta condizionando il nostro fare o in questo caso “non fare”. Lei dice cambiare le persone….ok ma chi? Scelte come? Meritocrazia? Si mangia? La democrazia delle tessere? Companatico? Ahhh il potere, la spartizione, il controllo produce “cancro”! E’ inutile On. Maninchedda: non siamo uomini coraggiosi perchè non siamo uomini liberi. E’ retorica, lo so. Buona giornata :)

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