L’insostenibilità dell’Italia: precari d’Italia e precari di scarto. Stasera il Partito dei Sardi è a Tortolì, ore 20.00 Teatro San Francesco

30 agosto 2013 07:424 commentiViews: 23

Qualche giorno fa, il Consiglio dei Ministri della Repubblica ha pomposamente annunciato di aver varato un decreto legge per la stabilizzazione di 150.000 precari della Pubblica Amministrazione.
Dal comunicato stampa si evince che le modalità e i requisiti previsti dal decreto del Governo sono le stesse e gli stessi previsti da diverse leggi della Regione Sardegna per i propri precari, leggi sempre impugnate dal governo e censurate dalla Corte costituzionale.
Questa è l’Italia: una cosa è giusta o sbagliata a seconda di chi la dice. Oggi il governo delle grandi intese può dire che si possono stabilizzare i precari dello Stato, quando nei mesi precedenti autorevoli esponenti del Pd e del Pdl si erano stracciate le vesti contro la stabilizzazione dei precari della Sardegna.
Stesso ragionamento vale per i ricorsi sulla legge lelettorale. Il Governo ha impugnato la legge dicendo che il temperamento del potere fascista del Presidente della Regione di sciogliere il Consiglio regionale con le proprie dimissioni (temperamento che si era attuato prevedendo la non immediata rieleggibilità del Presidente dimissionario) è invece una violazione della parità di accesso dei cittadini alle cariche pubbliche. Nel frattempo, il Governo sta studiando comunque come temperare i poteri dei presidenti delle regioni, quelli che sono diventati dei re dispettosi e permalosi in tutte le regioni d’Italia grazie alla copertura data all’interpretazione autoritaria del loro ruolo dalla Corte Costituzionale italiana. Ci si potrà liberare dalla tirannide imposta dall’intepretazione autoritaria dell’elezione diretta, solo quando lo dirà il Governo italiano. E alcuni, non pochi, si accucciano.
Evidentemente non è così occhiuto, il Governo italiano, sulla preferenza di genere (per l’alto tasso di ipocrisia distribuito a giumelle in questi giorni, i giornali sardi non riescono neanche a raccontare come stanno realmente le cose), per cui la legge sarda viene impugnata, e di conseguenza modificata dal Consiglio regionale, ma non sulla preferenza di genere (peraltro già nell’ordinamento elettorale italiano per l’elezione dei Consigli comunali), ma solo sui poteri del Presidente della Giunta. Perché? Per lo stesso motivo per cui la preferenza di genere non è stata ripristinbata dal Consiglio regionale: per la maggioranza trasversale  che governa l’Italia. Quanto appaiono patetiche, a distanza di poche settimane, la lezioni di moralità e coerenza irrorate da figure meschine nella campagna estiva della delegittimazione programmata!

4 Commenti

  • Nazionalità Sarda

    Egr. On. Maninchedda,
    se mi ha provocato fastidio la prevista accoglienza del Papa in Sardegna da parte del Ministro Kienge, rimango altrettanto infastidito dalla presenza del Ministro Cancellieri.
    Cancellieri rappresenta la forza bruta e oppressiva dello Stato italiano in Sardegna: ex Min. dell’Interno e attuale Min. Giustizia.
    Ammesso e non concesso che un italiano debba partecipare all’accoglienza (meglio controllare che gli indigeni si comportino a dovere), forse avrebbero potuto pensare a Giovannini o Delrio…

  • Gianni Benevole

    Trovo vergognoso che il consiglio regionale debba perdere del tempo prezioso per discutere di quote rosa e di doppia preferenza di genere. Il consenso dovrebbe essere unanime e l’ingresso delle donne nelle istituzioni, in ogni ambito e settore, dev’essere libero e democratico. Oserei dire che è sempre piu necessario e imprescindibile. Sarebbe possibile conoscere i nomi dei consiglieri che hanno declinato la loro partecipazione al voto e neanche si sono presentati in aula? Siamo ancora al buio! Se poi l’esempio arriva dal Capo dello Stato che su quattro senatori nomina una sola donna, allora la strada è ancora lunga!
    Jobs and Freedom.

  • La bocciatura della preferenza di genere è avvenuta con voto segreto! Nessuno si prende le proprie responsabilità, ma forse qualcuno ha sottovalutato la memoria degli elettori…

  • Antonello M

    C’è una grande casa che aspetta, tornate indietro, avanzeremo assieme, oppure andrete irresponsabilmente da soli. Nel nostro piccolo siamo tutti dei leader/gregari, abbiamo le idee chiare sul da farsi, sia a livello reg/nazionale che del paesello, siamo tanti e vogliamo essere parte attiva responsabile anche di decidere, se si trovasse un contenitore che ce lo permettesse. Siamo assuefati dalle pappe preconfezionate. Per le fughe in avanti ci vogliono buoni gregari altrimenti “non s’arribbada a nesciunu logu”. Alternativa po is eleziones? M’abbarro in domo e non mi fazzo pigare po su …. de nemmos. Sigo a penzare cooperativamente-Alto Adige Style- a bidda mia, a issa non da pentza nemmos ci non noso, cummente naturalmente depped’essere. Mancano meno di 5 mesi alle elezioni credo ai miracoli e al ritorno del figliol prodigo, a differenza che non sarà solo il Padre ad abbracciarvi ma anche tutti i fratelli, che non aspettano altro. Inveces de prennere is pratzas, seus torranno a is attobieddos de irsiana memoria. A s’epoca fianta motivaoso, como provo teneresa. Boleus Pratzas Prenas.

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