L’informazione in Sardegna è un vero disastro. Ecco che cosa si è deciso ieri su Equitalia ed ecco che cosa resta da fare (sperando che il Comitato riesca a convincere i pigrissimi parlamentari sardi)

18 novembre 2011 08:505 commentiViews: 10

314Più leggo i giornali sardi, più mi convinco che non serve comprarli. C’è sempre un programmatico impegno a non capire e a non far capire. Quando se ne parla con i giornalisti, loro dicono che noi (politici, cittadini, gente comune ecc.) non abbiamo il senso della notizia. Sarà vero, ma è anche vero che per molti giornalisti la notizia è la prima cosa che leggono: oltre la prima riga dei documenti non vanno, perché il tempo stringe  e la penna non può andar dietro al buon volere di quegli stronzi di politici che lavorano, leggono e scrivono troppo (perché un politico che fa il suo dovere è, per il culturame della carta stampata, una contraddizione evidente, e quindi non esiste o, se esiste, è malato). Ne sa qualcosa il quotidiano principe del qualunquismo italico, il Corrierone della Sera, quello che ha sostenuto la nascita del governo tecnico delegettimando tutto il delegittimabile possibile e adesso scopre che il suo governo è giudicato dagli studenti, sempre più violenti, il governo delle banche e dei poteri forti, cioè un governo prodotto da chi ha prodotto la crisi ed è riuscito a nascondere le sue responsabilità. Ovviamente non è completamente così, perché Barca è una persona che non appartiene completamente a quel mondo (anche se viene dal servizio studi di Bankitalia, e lì siamo), come non gli appartiene il ministro della Salute o del Lavoro, ma certo a quel mondo appartiene Passera e così il popolo educato dal corrierone a non fare distinzioni, giustamente chiama il governo il governo delle banche. Quando avevo diciott’anni si sapeva bene qual era l’effetto indesiderato che si materializzava davanti agli occhi dei cattivi maestri, quelli che hanno l’antica presunzione di scatenare il peggio per produrre il meglio: il diavolo se ne catafotte delle buone intenzioni celate dietro le cattive azioni. Il diavolo fotte e si rallegra delle cattive azioni e delle vittime che producono. Ma per non divagare, dichiaro subito il motivo della mia irritazione: oggi i giornali scrivono: “Fuori Equitalia: la Regione riscuote da sé”. L’ordine del giorno approvato ieri è in 9 punti. Quello di modificare lo statuto (con tempi evidentemente non immediati, visto che qualsiasi modifica dello Statuto va approvata in doppia lettura dal Parlamento italiano) è solo il primo punto, a cui noi sardisti teniamo molto e da molto tempo, ma che non è immediatamente efficace. I seguenti punti riguardano la richiesta della sospensione della riscossione coattiva ai sensi delle leggi vigenti, nei casi, come quello sardo, di un’evidene emergenza economica. Poi ci sono le proposte inserite dai sardisti, che sono le uniche immediatamente applicabili. La Regione è impegnata:
1. a attuare una moratoria non onerosa dei crediti regionali iscritti a ruolo. (Si tratta di sanzioni amministrative irrogate dal CFVA, dall’Assessorato agli enti locali per violazioni edilizie, da Assessorati vari per il recupero di contributi (anche comunitari) indebitamente concessi);
2. a favorire una moratoria non onerosa dei crediti dei Comuni iscritti in ruoli coattivi;
3. A attivare il sistema dei consorzi fidi per favorire le rateazioni in corso da parte delle imprese, in modo da raddoppiare il tempo di restituzione: stabilite le fasce di importo sostenibile e la potenzialità dell’impresa, si finanzierebbe fino al 50% della rata mensile, con obbligo di restituzione alla Regione o alla SFIRS della differenza, al termine della rateazione concessa e per altri 72 mesi, al tasso legale di riferimento;
4. ad attivare di un fondo di garanzia atto a garantire la rateazione del debito in cambio della liberazione degli immobili d’impresa ipotecati;
5. ad attivare di un tavolo permanente operativo tra banche, Equitalia e Regione, atto a studiare caso per caso gli interventi possibili per sbloccare i finanziamenti per l’impresa anche in presenza di carichi a ruolo.

Secondo voi, è o non è una notizia che la Regione sospende la riscossione coattiva dei propri crediti iscritti a ruolo?
E secondo voi, se i Comuni percorressero la stessa strada, la pressione di Equitalia si allenterebbe oppure no? Ma comunque: è o non è una notizia?
Come potrebbe essere credibile una Regione che chiede allo Stato di sospendere la riscossione coattiva dei suoi crediti e che, di contro, non sospende quella relativa ai propri crediti?
Ecco, ma a questo punto il mio amico giornalista reagirebbe dicendo che è troppo complesso spiegare a un popolo, che si vuole sempre più bue e sempre più disinformato, tutte queste cose utili.
veniamo al dunque, però. Che cosa resta da fare?
Moltissimo in Parlamento.
In chi ho fiducia? Nelle persone del Comitato. Sono persone civili, ragionevoli. Spero riescano nell’impresa di convincere i parlamentari sardi a mettersi a lavorare. Perché adesso è urgente che negli atti che il governo Monti si accinge a portare in Aula, ci sia anche la riforma degli aspetti ingiusti della riscossione.
Faccio alcune proposte che metto a disposizione di tutti e su cui mi impegno a non rivendicare alcuna paternità, anche perché sono il frutto del confronto con alcuni funzionari dello Stato italiano e quindi sono, come dire, originariamente patrimonio di tutti.
Ecco le proposte di modifica delel leggi nazionali:

1: Limitazione dell’espropriabilità della prima abitazione e relativa inalienabilità della stessa

Si deve disporre una limitazione alla pignorabilità della prima ed unica casa dell’intero nucleo familiare (inteso come tale quello costituito dai familiari fiscalmente a carico), che tuttavia ne impedisca la successiva alienazione da parte del debitore, se non previo adempimento dell’obbligo omesso. Il testo dovrebbe essere il seguente:

“All’art.76 del D.P.R. 602/73 è aggiunto il comma 3: l’espropriazione dell’immobile ad uso abitativo costituente prima ed unica abitazione del debitore del coniuge e dei soggetti fiscalmente a carico dei medesimi , non è consentita, qualora l’importo del debito dell’imposta o dei contributi iscritti a ruolo, non sia superiore ad Euro 100.000. L’immobile , sul quale è consentita l’ipoteca legale di cui all’art. 77, è soggetto ad inalienabilità assoluta da parte del debitore e dei suoi eredi, fatta salva l’estinzione dell’intero debito iscritto a ruolo”.

Modifiche al sistema delle aste immobiliari
Sempre più frequentemente vengono lamentate infiltrazioni malavitose nelle aste giudiziarie soprattutto per le vendite immobiliari. Spesso certi soggetti, sfruttando il meccanismo delle aste, ottengono immobili o quote di essi per poi riproporne la vendita a prezzi maggiorati ai titolari o comproprietari. Altrettanto frequente è la richiesta da parte dei debitori di poter cedere l’immobile al prezzo stabilito dall’Agente della riscossione. Tuttavia, qualora, il valore dell’immobile (o della quota di possesso pignorata) non copra l’intero debito, l’ADR deve obbligatoriamente procedere all’asta pubblica, vanificando l’efficacia della stessa (dopo il secondo incanto sono ammessi ribassi fino al 50% e dopo il terzo, l’offerta è libera) e lo stesso proprietario.
Si potrebbe quindi, proporre una mitigazione del rigore della norma come segue:

“L’Art. 52 del DPR 602/73, è così modificato:
Dopo il comma 1 è aggiunto il comma 1/bis: il debitore ha facoltà di procedere alla vendita del bene pignorato o ipotecato al valore di cui agli articoli 68 e 79 del presente decreto. All’atto di cessione interviene l’Agente della riscossione al quale viene interamente versato il corrispettivo. Le eccedenze rispetto al debito vengono rimborsate al debitore entro dieci giorni lavorativi dall’incasso”.

Impignorabilità assoluta dei beni strumentali

Il pignoramento dei beni strumentali necessari all’esercizio dell’attività è contraddittorio rispetto all’aspettativa di riscossione da parte degli inadempienti. Talchè dovrebbe essere introdotto un vincolo di impignorabilità assoluta dei beni strumentali, così come definiti dalla normativa fiscale con riferimento alla definizione data dall’art. 65 del DPR 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).
Proposta:

“All’art. 62 del DPR 600/73 è aggiunto il seguente comma:
1.bis.E’ fatto divieto di pignoramento dei beni strumentali, come definiti dall’art. 65 del DPR 917/86”.

Riallineamento delle nuove modalità di riscossione
Questa modifica è, a mio avviso, la più importante.
Le norme contenute nelle manovre di assestamento estive hanno eliminato l’anatocismo generato dal calcolo degli interessi moratori su quanto iscritto a ruolo (già comprensivo di sanzioni e interessi) disponendo che gli interessi moratori si calcolano esclusivamente sul capitale.
Tuttavia la norma agisce solo sui carichi a ruolo dal 13 luglio 2011 (data di conversione della legge). Si devono estendere gli effetti della norma anche ai ruoli precedenti a tale data con una semplice norma che disciplini i rapporti transitori
Al riguardo potrebbe bastare una norma transitoria che regoli i rapporti pregressi e non ancora definiti. Il testo potrebbe essere il seguente:

“Le presenti disposizioni di cui all’art. 7 comma 2 sexies del Articolo 23, comma 37 D.L. 98/2011 si applicano alle posizioni debitorie non estinte alla data di entrata in vigore del presente decreto.”

1. Se, inoltre, si ritiene di dover operare anche sulla mitigazione dell’aspetto sanzionatorio tributario e contributivo, il pregresso potrebbe trovare una soluzione di riallineamento distinguendo gli evasori dagli inadempienti per necessità. Normalmente questi ultimi si contraddistinguono per la misura della sanzione irrogata: 30% dell’imposta non pagata (sui debiti erariali) ovvero- per la parte contributiva – somma aggiuntiva (o sanzione civile) di 5,5 o 6 punti percentuali annui oltre al tasso ufficiale di sconto. Gli evasori fiscali e contributivi, sono puniti invece con sanzioni minime pari al 100% del tributo evaso, mentre le somme aggiuntive (o sanzioni civili) Inps sono pari al 30% annuo.
Onde consentire il riallineamento dei nuovi sistemi e premiare i soli “evasori per necessità”, si potrebbe consentire a questi ultimi (individuati da Agenzia delle Entrate ed INPS a mezzo dei propri sistemi informatici) di definire la propria posizione, pagando interamente il tributo e riducendo la sanzione alla metà (pari circa al doppio del ravvedimento operoso) in forma anche rateale.
La norma potrebbe essere così congegnata:

“I soggetti debitori di imposte contestate ai sensi degli articoli 36/bis e 36/ter del DPR 600/73 e dell’art. 54/bis del DPR 633/72 iscritti a ruolo ai sensi del DPR 602/73, possono definire la propria posizione debitoria pagando integralmente l’imposta ed i relativi interessi , nonché le sanzioni di cui all’art. del D.lgs 471/97 in misura pari al 50% di quanto irrogato dagli uffici finanziari. L’agenzia delle Entrate, invia apposito invito alla definizione indicando gli importi atti alla definizione.
Il pagamento di cui sopra può essere effettuato nella misura massima di 120 rate mensili con applicazione del tasso d’interesse del…..
I soggetti debitori di contributi per le inadempienze previste al comma 10 dell’ art. 116 della Legge 23 dicembre 2000 n 388 ed iscritti a ruolo possono definire la propria posizione debitoria pagando integralmente i contributi , nonché le sanzioni civili di cui al comma 10 dell’ art. 116 della Legge 23 dicembre 2000 n 388 in misura pari al 50% di quanto irrogato dagli uffici dell’INPS. L’INPS , invia apposito invito alla definizione indicando gli importi atti alla definizione.”

Con ciò si avrebbe la certezza dell’incasso del capitale e non si determinerebbero rilevanti sperequazioni nei confronti dei contribuenti regolari, atteso che, almeno una quota di aggravio persiste a carico degli inadempienti.

Aggio esattoriale e proroga dei termini di adempimento

Alla riduzione dell’aggio esattoriale (che si potrebbe determinare ristrutturando Equitalia e riducendone i costi di gestione, si veda ciò che dico dopo) può accompagnarsi un maggiore lasso di tempo – rispetto a quanto attualmente previsto – prima dell’attribuzione dell’intero aggio sul debitore, dilatandolo a 120 giorni.

La modifica dovrebbe essere proposta come segue:

“Il comma 1 dell’art. 17 del d.lgs n. 112/1999 è di seguito modificato:
“la parola nove per cento è sostituita dalla parola sette per cento”
“alla lettera a) del comma 1 la parola sessantesimo giorno è sostituita da centoventesimo giorno”

Nota a margine circa l’abbattimento degli aggi di Equitalia
Come è noto, l’aggio è la remunerazione dell’esattore, a mezzo del quale deve provvedere alla copertura dei costi. Attualmente Equitalia è un gruppo composto da diciassette società che, entro dicembre si ridurranno a quattro: capogruppo oltre tre società interregionali.
I costi di gestione delle società sono rilevanti e le sole spese di carattere generale lievitano in ragione dei quattro soggetti che le debbono sostenere. Come è noto, peraltro, le società pubbliche sostengono costi a presidio dei rischi sia dei soggetti pubblici che di quelli privati.
Un sensibile risparmio si otterrebbe facendo confluire l’intera struttura nell’Agenzia delle Entrate, ovvero costituendo una nuova Agenzia di riscossione sotto il diretto controllo del Ministero dell’Economia. Con ciò si potrebbe, nominalmente, azzerare l’aggio, mantenendo, a carico degli inadempienti una somma aggiuntiva fissa pari al 4%, al fine di autofinanziare il servizio.

5 Commenti

  • Enrico Cadeddu

    Egregio Onorevole. Noto con piacere che in Consiglio Regionale ci si pone dubbi circa la legittimità (evidentemente costituzionale) delle norme che si inten dono appovare. Stranamente questi dubbi non hanno riguardato le norme sui precari (già cassate in passato), sui dirigenti facenti funzione (al vaglio della Corte Costituzionale) e sulle nomine dirigenziali ex lege (Corpo forestale anche queste al vaglio della Corte Costituzionale). Io sarò anche polemico, come Lei spesso mi ha evidenziato, ma la sostanza è questa. La saluto cordialmente.

  • Per Denis. Non so quale sia la presa in giro. So che l’ufficio di presidenza ha annullato, come da noi richiesto, i vitalizi. Se il problema è la retroattività della norma, per quel che so, essa per essere tale da non essere impugnata da nessuno, avrebbe dovuto coinvolgere non solo i consiglieri in carica ma anche i consiglieri cessati dall’incarico nelle legislature precedenti e avrebeb dovuto comportare , di conseguenza, la restituzione agli interessati dei contributi versati. Anche in questo caso, inoltre, vi erano molti dubbi sulla legittimità di una atto che alterasse i cosiddetti diritti acquisiti (che, in questo e in altri, sono privilegi acquisiti, la revoca dei quali, comunque, sarebbe, a detta di chi fa di conto, particolarmente oneroso). Credo che questo sia il motivo della natura della misura adottata.

  • È da tempo che non leggo più i “quotidiani” e penso che l’informazione “quella vera e disinteressata” sia oramai un’utopia. Mi piace ,invece, sottolineare il “valore” della proposta sardista sul problema Equitalia. Proposta che reputo validissima sotto tutti i punti di vista e che mi auguro venga accolta da tutte le forze politiche. E anche così, lavorando e studiando la soluzione dei problemi, che si “onora” il posto che si occupa.Forza Paolo, resisti, la strada è lunga e tortuosa ma è quella giusta che ci porterà fuori da questa palude.

  • Con acume e senso della realtà il Gruppo Consiliare Sardista ha lavorato all’affaire Equitalia proponendo un protocollo da pronto intervento.Se ne facciano carico i sardisti di veicolare le proposte conseguendo anche l’obiettivo di parlare ed ascoltare i cittadini. Che forse non amano più le tecniche raffinate della comunicazione, rivelatesi simulazione di intenzioni lodevoli per ingannare meglio.La stampa non è mica immune dal “tiengo famiglia”. Il duo moralizzatore del Corriere della Sera non ha mai speso una virgola contro gli aiuti di stato all’editoria;il tutto ovviamente in nome della libertà di stampa.Pagata!
    Si tratta però di un pronto intervento finalizzato ad eliminare gli odiosi balzelli che fanno da effetto moltiplicatore del debito, ad eliminare atti di castrazione quali il blocco dei beni strumentali, a rendere immune la casa di abitazione a determinate condizioni, ad applicare un sistema moratorio per onorare il debito. Bene anche la sottolineatura per i contribuenti “evasori per necessità”.
    Arrestata l’emorragia bisogna intervenire per evitare che si ripeta. Stando a noi è necessario rimuovere la causa della insolvenza fiscale che è data dalla profonda recessione economica che in Sardegna data da lontano, mica dalla crisi dei sub-prime.Altrimenti accadrà che l’obbligazione, arrivata alla scadenza prevista dalla moratoria, non verrà onorata. Ed allora?

  • Egr. Onorevole, seppure il tema trattato è un altro e di grande importanza, colgo l’occasione per esprimere tutta la mia amarezza per quello che viene chiamato il taglio dei vitalizzi che ovviamente partiranno dalla prossima legislatura. Mi dica secondo lei non è un modo di prendere in giro tutto il popolo sardo? Poi non ci si può lamentare se le persone hanno una opinione dei politici di un certo tipo e si arriva anche di fare di tutta l’erba un fascio. Mi scusi ma è davvero vergognoso. Penso che non andrò più a votare. La saluto

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