L’inceneritore di Macomer e le bufale pre elettorali da bar

23 aprile 2010 22:254 commentiViews: 136

173di Federico Castori
Consigliere comunale
Vicepresidente Tossilo Technoservice

È stato diffuso in questi giorni a Macomer un documento, sostanzialmente ripreso e poi pubblicato su Sardegna Democratica, sul recente finanziamento concesso dalla Regione (Delibera della Giunta Regionale 12/22 del 25.03.2010) al Consorzio industriale di Macomer per rifare l’inceneritore, che con grande faciloneria attacca l’Amministrazione comunale di Macomer e, ovviamente, Paolo Maninchedda.
Paolo ci avrà ormai fatto il callo e vedo che puntualmente lascia perdere questo genere di attacchi, ma noi, come amministratori, non ci stiamo. Per cui ho deciso di scrivere queste righe a puro scopo informativo.
Primo punto: la politica messa in atto in questo primo anno della legislatura da parte della Regione su Tossilo, che direzione ha avuto?

Primo: rafforzamento dei controlli
Subito dopo la vittoria elettorale della primavera 2008, l’Amministrazione comunale ha ottenuto – dando tutte le autorizzazioni che la precedente amministrazione stentava a dare – che la cabina di controllo dell’aria, di cui allora esisteva solo la piattaforma di cemento, non venisse trasferita da Ottana tal quale, ma dotata dello strumento neccessario non solo al computo della quantità di polveri nell’aria, ma anche al computo della loro qualità. Prorio ieri la Project Automation ha comunicato alla Regione che la cabina entrerà in funzione tra la fine della prossima settimana e la prima del mese di maggio.
Attualmente negli impianti della Tossilo Technoservice sono presenti i tecnici dell’Arpas per le verifiche dell’AIA, l’Autorizzazzione Integrata Ambientale prevista dal 2005 e mai fatta prima.
Il commissario della Asl di Nuoro, dott. Antonio Onorato Succu, che è anche un consigliere comunale di maggioranza della nostra Amministrazione, ha chiesto e, speriamo, ottenuto, che la Regione stanzi le somme per l’indagine epidemiologica di cui il nostro territorio ha un vitale bisogno per ragionare scientificamente  dei fattori di riscchio ambientali del nostro territorio (non solo l’aria può essere un problema, ma anche l’acqua).

Secondo: potenziamento della differenziata
Il 18 settembre 2009 la Regione ha finanziato la Piattaforma di Valorizzazione Manuale del rifiuto di Tossilo (1,6 milioni di euro). E’ una infrastruttura importantissima, perché, in buona sostanza, rappresenta un’opportunità di selezione ulteriore del rifiuto e di sensibile riduzione della quota che viene bruciata. Inoltre, è anche un’opportunità di lavoro. Il capannone che ospiterà la piattaforma è già edificato; il bando per i macchinari già in itinere.

In occasione della battaglia per la difesa dello stabilimento della Equipolimer di Ottana, la Regione, su ripetuta richiesta del Corepla, il Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Riciclaggio degli imballaggi in plastica,   ha incontrato i vertici di Indorama e accertato la loro disponibilità a lavorare a Ottana le migliaia di tonnellate di pet (bottiglie di plastica per l’acqua, per capirci), che attualmente varcano il Tirreno; ovviamente la piattaforma di stoccaggio sarà Macomer. Ovviamente tutto questo, che è stato fatto e mai fatto prima, viene nascosto nelle argomentazioni (si fa per dire) dei firmatari del documento.

Terzo: la soluzione adottata non è un potenziamento ma un rifacimento con lo stesso ambito di raccolta perfettamente coerente col Piano dei rifiuti approvato nella scorsa legislatura
Come ha recentemente chiarito un documento della sezione Psd’az di Macomer, la delibera 12/22 per il rinnovo del Termovalorizzatore è perfettamente coerente col Piano dei rifiuti della Giunta Soru. Un po’ di storia: “La bozza del Piano Regionale fu presentato pubblicamente a Nuoro in data 22 maggio 2008 e in quella occasione furono fissati al 20 giugno 2008 i termini per la formulazione di eventuali osservazioni (presenti i consiglieri provinciali sardisti Gianfranco Congiu e Riccardo Uda).
La pianificazione regionale, allora, prevedeva una serie di opzioni ma quella che la Giunta Soru all’epoca mostrava di privilegiare (dopo il dietrofront sul megaimpianto di Ottana) era quella che prevedeva il mantenimento di soli due impianti di termovalorizzazione in Sardegna: Macchiareddu e Tossilo e senza alcuna garanzia sulla realizzazione a Tossilo delle piattaforme di selezione quali/quantitative.
I Gruppi del P.S.d’Az. in Provincia e in Comune a Macomer (in opposizione sia alla Giunta Deriu che alla Giunta dell’allora Sindaco Marco Mura) decisero di portare avanti una serie di proposte finalizzate, in sintesi:
– a rifiutare la logica dell’ampliamento di Tossilo per assolvere esigenze di conferimento dei Comuni del Nord Sardegna;
– a “blindare” l’inceneritore di Tossilo ad un quantitativo di rifiuti proporzionato a ciò che veniva prodotto nel bacino del nuorese (“chi produce smaltisce”);
– a prevedere per Tossilo piattaforme di selezione dei rifiuti qualitative e quantitative (valorizzazione del principio del riciclo e del riuso) in un ottica di progressiva dismissione del sistema di termodistruzione dei rifiuti;
– a istituire a Tossilo il Centro di Competenza e di Monitoraggio ambientale;
– a prevedere per Tossilo la piattaforma di Raccolta RAEE (smontaggio e recupero materie prime presenti nei prodotti elettrici ed elettronici)”.
In data data 15 e 16 giugno 2008 si sono svolte le elezioni amministrative a Macomer e nonostante la concomitanza elettorale, la Provincia di Nuoro confermava per il 17 giugno successivo un incontro con le autorità comunali per raccogliere le eventuali osservazioni da apportare al Piano Regionale;
all’incontro non erano presenti gli amministratori uscenti; erano invece presenti il neo Sindaco Riccardo Uda, i neo consiglieri comunali eletti e ancora non insediati ed il Consigliere Provinciale Gianfranco Congiu.
In quella sede vennero formalizzate alcune osservazioni che, successivamente, furono portate in Consiglio Provinciale, approvate all’unanimità e quindi formalizzate alla Regione:
1) messa in sicurezza dell’impianto di incenerimento senza incremento delle capacità rispetto alle previsioni di piano;
2) scelta del sito di Tossilo per la realizzazione delle piattaforme tecnologiche per la selezione quali/quantitativa dei rifiuti (carta; vetro; PET; acciaio; compost; RAEE);
3) previsione di una distribuzione in rete delle utilities (vapore; calore; aria compressa);
4) apertura sportello permanente sul monitoraggio ambientale
Il tutto in un quadro d’insieme che prevedeva un’azione serrata per la drastica riduzione della massa di rifiuti prodotti pro capite.
La Giunta Regionale attuale, con la delibera 52/16 del 27.11.2009, in attuazion del Piano regionale dei rifiuti della precedente Giunta e attualmente vigente ha previsto per la provincia di Nuoro:
Provincia di Nuoro, Oristano e Ogliastra
A partire dal 1.1.2010, il secco residuo prodotto dai tre territori provinciali verrà conferito alla piattaforma di trattamento di Tossilo di titolarità del Consorzio industriale di Macomer. I rifiuti conferiti verranno pretrattati e successivamente termo valorizzati nell’ambito della capacità autorizzata. I rifiuti pretrattati esuberanti la capacità di termovalorizzazione dell’impianto dovranno essere conferiti alla discarica di servizio nel rispetto del D.M. 3.8.2005 (inizialmente nella discarica di Monte Muradu sino ad esaurimento delle volumetrie e quindi a Ozieri i sovvalli e lo stabilizzato, e presso idonea discarica per speciali le scorie e le ceneri). In situazioni di fuori servizio della piattaforma di pretrattamento il secco residuo potrà essere conferito tal quale alla discarica di servizio in virtù del raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei biodegradabili in discarica nei tre territori provinciali. Lo spazzamento stradale e gli ingombranti che non possono essere sottoposti a recupero energetico verranno direttamente trasferiti alla discarica di servizio”.
La delibera che adesso finanzia il rifacimento del termovalorizzatore di Macomer, in primo luogo richiama il quadro in cui il finanziamento si inserisce:
“Il ciclo di gestione dei rifiuti urbani configurato dal Piano regionale è, innanzitutto, finalizzato alla riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti; a tal proposito l’Assessore comunica che l’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente sta predisponendo un apposito programma di riduzione dei rifiuti sul territorio regionale.
Il secondo obiettivo del Piano regionale di gestione dei rifiuti consiste nell’implementazione del recupero di materia e di energia dai rifiuti, in particolare attraverso l’attuazione di raccolte differenziate ad alta efficienza, che consentano di intercettare frazioni di rifiuto prive di impurezze già a livello domiciliare”…. “L’Assessore ricorda che, con le deliberazioni di Giunta regionale n. 27/27 del 9.6.2009 e n. 37/13 del 30.7.2009, è stata completata la programmazione delle risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi di Piano inerenti la fase del recupero di materia dal rifiuto attraverso la realizzazione di impianti di compostaggio e piattaforme per la prima valorizzazione degli imballaggi. Risulta, pertanto, individuata la potenzialità impiantistica necessaria per garantire il recupero della frazione organica e degli imballaggi in carta, plastica, vetro e metalli che verranno raccolti a regime, ovvero quando sarà conseguita la percentuale del 65% di raccolta differenziata prescritta dalla legge.
L’Assessore precisa che, per la completa definizione dell’impiantistica di Piano, restano da programmare le risorse necessarie a realizzare gli impianti che garantiscano il trattamento della frazione secca residua indifferenziata, che a regime costituirà il 35% del rifiuto prodotto ovvero circa 310.000 t/a. Alla luce dell’entrata in vigore, a partire dal 1.1.2011, del divieto di conferimento in discarica di rifiuti ad alto potere calorifico, la frazione secca residua dovrà essere direttamente sottoposta a recupero energetico mediante termovalorizzazione; per garantire al territorio regionale di far fronte a tale obbligo, il Piano regionale di gestione dei rifiuti definisce uno schema impiantistico caratterizzato da due centri di termovalorizzazione, di cui uno già esistente e da adeguare (Macchiareddu, per una potenzialità di circa 150.000 t/a) ed uno da ubicare nell’area del Nord Sardegna (di potenzialità pari a 100.000 t/a). Lo stesso Piano prevede, inoltre, l’adeguamento dell’impianto esistente a Macomer per una potenzialità di circa 60.000 t/a”.
Quindi, per onore della verità, dice il falso chi afferma che il progetto prevede l’aumento della capacità del termovalorizzatore di Macomer e l’incardinamento su Macomer delle 100.000 tonnellate di frazione secca del nord Sardegna. Il progetto prevede il rifacimento dell’impianto attuale con la stessa capienza nominale di 60.000 tonnellate. Il Consorzio, infatti, ha presentato un progetto di massima per 60.000 tonnellate. Ma il dato più evidente è la perfetta coerenza del rifinanziamento col Piano dei rifiuti approvato nella precedente legislatura, con in più, un quadro di rafforzamento della differenziata e dei controlli ambientali.

L’attuale inceneritore non brucia, per la vetustà dell’impianto, 60.000 tonnellate, bensì solo 28.008 e ne avvia in discarica 31.992 all’anno! Inoltre, la discarica di Monte Muradu è ormai satura.


Quinto: la coerenza della scelta col programma elettorale di Macomer Cambia
La lista Macomer Cambia che nel giugno 2008 ha vinto le elezioni, aveva scritto rispetto all’incenritore ciò che ha puntualmente realizzato. ecco il testo:
“L’altra criticità è rappresentata dallo smaltimento dei rifiuti dell’inceneritore di Tossilo. Negli ultimi anni si è discusso molto sul futuro di tale impianto, nonostante ciò il tempo passa ma nulla si muove. Certamente il proseguo dell’attività d’incenerimento non può prescindere da una raccolta differenziata sempre più estesa e spinta, dall’utilizzo di rifiuti trattati (CDR), dall’adeguamento degli impianti alle ultime tecnologie sia per quanto riguarda la combustione che per il filtraggio dei fumi e da un costante e regolare monitoraggio ambientale da pubblicizzare nella maniera più ampia e semplice. Ad avviso della nostra lista, il sito di Macomer dovrà convertirsi rapidamente da ciò che è, un luogo di combustione, in un sito di smistamento e riuso dei rifiuti, come si è già cominciato a fare, accelerando in tal modo il processo verso la trasformazione dell’impianto in una centrale a biomasse o comunque in un insediamento per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in grado di fornire utilities al sistema delle imprese insediato a Tossilo.
Nel contempo, sarà avviato un serio studio epidemiologico per la rilevazione e il monitoraggio delle principali cause di morte e che ne studi le eventuali correlazioni con possibili cause ambientali, sociali, genetiche etc.
L’Amministrazione dovrà impegnarsi, contemporaneamente, sul fronte della riduzione dei rifiuti, tramite un programma che preveda accordi con la grossa distribuzione e con i produttori, e la possibilità di sgravi contributivi per i cittadini che aderiranno a tale programma”.

Sesto: i vantaggi
Attualmente l’impianto di macomer funziona male: delle 43.200 tonnellate di rifiuti che dovrebbe bruciare come da progetto, ne brucia solo 28.008 e ne conferisce molte di più in discarica (31.992), come si è già detto.
Già questo dato illustra quanto sia grave la situazione attuale.
La soluzione migliore, a nostro modo di vedere, è quella adottata: potenziare la differenziata, aumentare i controlli, ridurre i conferimenti in discarica, rifare l’impianto senza aumentare né il bacino di conferimento né il tonnellaggio dello smaltimento. Quali sarebbero i vantaggi?
Eccoli:
A) Capacità di termodistruzione di tutti i sovvalli in ingresso
B) Conferimento in discarica delle sole ceneri e scorie
C) Azzeramento costi per smaltimento in discarica di sovvalli non trattati
D) Maggiore produzione di energia elettrica
E) Possibile riduzione tariffaria per maggior vendita di energia elettrica
F) Riduzione degli inquinanti nelle emissioni in percentuali dal 50% al 10%
G) Salvaguardia dei posti di lavoro.

Settimo: gli svantaggi assurdi derivati dall’ipotizzata chiusura immediata del termovalorizzatore di Macomer

Vediamo, invece, che cosa succederebbe se l’inceneritore venisse chiuso, come richiedono taluni.

1) RIDUZIONE DEL PERSONALE PER FERMATA LINEE DI TERMODISTRUZIONE
Personale addetto agli impianti-conduzione unità  6
Personale addetto alla manutenzione unità               4

2) MAGGIORI ONERI PER SMALTIMENTO PRESSO DISCARICA ESTERNA    € 1.875.000,00
MAGGIORI ONERI PER TRASPORTO RIFIUTI IN DISCARICA ESTERNA       €      476.000,00
MINORI RICAVI DA VENDITA CERTIFICATI VERDI                                             €       278.000,00
Totale €  2.629.000,00

3) MINOR COSTO PER RIDUZIONE DEL PERSONALE (PER LICENZIAMENTI)  €  -430.000,00
MINOR COSTO PER ACQUISTO DI MATERIE PRIME                                                     €  -688.000,00
MINOR COSTO PER MANUTENZIONI                                                                                  €  -160.000,00
MINORI COSTI PER ANALISI DI LABORATORIO                                                           €  -120.000,00

DIFFERENZA COSTI/RICAVI                                                                                                 €  -1.398.000,00

4) AUMENTO DELLA TARIFFA
Tariffa di smaltimento attuale su 67.000 T./anno                                                       €/T. 158,96
Riparto differenza costi/ricavi su 67.000 T/anno                                                       €/T. 18,37
Nuova tariffa                                                                                                                                 €/T. 177,33

5) NUOVA DISCARICA

Conclusione
Questa è la realtà. Il tentativo un po’ maldestro di raccontare e alterare solo alcuni pezzi di questo percorso, per magari procurare allarme morale e sociale e poi recuparare con le bugie e le contraddizioni la credibilità politica e il raccordo sociale perduti, mi lascia disgustato. Ha tutto il sapore di un esercizio di manipolazione dell’opinione pubblica fatto da persone che per avere un ruolo politico hanno sempre bisogno di indignarsi, di trovare un nemico da abbattere, di costruire circuiti di inquinatori e di ignoranti a cui contrapporsi anche quando non esistono.

4 Commenti

  • Termovalorizzatore?? Chiamiamolo pure e ancora col termine esatto: inceneritore.
    Non esiste alcuna valorizzazione nella termodistruzione dei rifiuti. Un mio vecchio professore di chimica dei geometri mi insegnò un concetto basilare della materia: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma (anche se non pronunciava la f). L’incenerimento dei rifiuti ne riduce la massa iniziale del 60-70% che non rimane misteriosamente intrappolata all’interno dell’impianto, ma dispensa nell’aria sottoforma di fumi e gas più o meno inquinanti. Una T di rifiuti da luogo a 300 kg di ceneri (inquinanti) e 700 kg di fumi e gas (altamente inquinanti). Non mi convinceranno mai sistemi sempre più all’avanguardia di filtraggio, controllo, bla bla bla.

    Nel caso specifico a guardare la diatriba con sguardo distaccato del comune cittadino medio, senza alcun riferimento all’estensore della puntuale e trasparente(non è poco) relazione, noto con certa ilarità come alcuni che ieri difendevano il sistema inceneritore oggi lo attaccano, ma anche viceversa……boh!

    Non mi piace ne mi interessa schierarmi a seconda delle situazioni, però, soprattutto col passare dell’età, la salute mi sta sempre più a cuore e vorrei che il nipote del mio amico continentale che l’altro ieri mi diceva: siete fortunati vivete in un paradiso, possa un domani ripeterlo a mio nipote.

    Bene il potenziamento della differenziata e l’adozione di piattaforma di separazione ulteriore, meccanica e manuale, di parti riciclabili, ma non l’incenerimento del residuo.
    Oggi esistono sistemi all’avanguardia per trattamento a freddo della parte residua della raccolta differenziata, il cosiddetto TMB (trattamento meccanico biologico), che ne consentono lo smaltimento in maniera decisamente meno inquinante e senza la perdita di un posto di lavoro.

    Sono consapevole della necessaria gradualità per la trasformazione dell’attuale inceneritore in un impianto TMB, ma che quello sia l’obbiettivo, sin da ora, per poterlo realizzare quanto prima.
    Grazie per lo spazio
    Sandro

  • Appare chiaro che l’immondezza di destra puzza meno di quella di sinistra

  • Giampiero Meloni

    Siamo sempre alle solite, in dialetto dalle nostre parti si dice: “su oe nara corrudu a s’ainu”……

    Chissà cosa avrebbero detto gli stessi – ed i loro compagni oltrechè suggeritori – se ad amministrare il Comune e la Tossilo Technoservice sarebbero rimasti loro. Avrebbero sollevato tutto questo polverone? Avrebbero perso tanto tempo a scrivere ed inventarsi tutte queste idiozie? Si sarebbero presi la briga di andare in giro a raccontare queste cose, oppure ?

    Avrebbero fatto lo stesso, chiedendo magari l’ampliamento e l’aumento della capacità termodistruttiva.

    Che spieghino dove dovrebbero esser conferiti i rifiuti che questa zona produce e in che modo andrebbero trattati. Di tempo, considerato che ne hanno, ne dedichino a risolvere questo serio problema anzichè stare sempre e solo a contulariare.

    Dimenticavo, un suggerimento: si vuole chiudere il termovalorizzatore? bene, portiamo i rifiuti – differenziati e non, metallici ed organici – a casa di costoro. Son sicuro che in poco tempo le loro menti illuminate troverebbero la giusta soluzione al problema.

    Mi auguro, nell’interesse di tutti che il ripristino di quanto esistente lo si faccia quanto prima, andando ad installare le ultime tecnologie presenti nel settore.

    Dalle altre parti, vedi Gotheborg, questo l’hanno fatto senza fare tutto questo casino ed inventarsi tutte queste idiozie.

    Saluti

  • che si sa dell’impianto previsto per il nord Sardegna?

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